glie e delle ormai vuote casse statali a favore delle banche e della comunità europea. Molti pensano che l'euro abbia salvato l'Italia dal decadimento economico, altri come me hanno visto questo passo come l'inizio di una politica europea incentrata sulla creazione di un governo europeo di poteri forti, gestito fondamentalmente della banche. Banche che continuano le grandi fusioni, continuano ad arricchire i propri azionisti col signoraggio, l'anatocismo bancario e quanto di più subdolo è in loro potere per rovinare le vite di onesti lavoratori. Molte persone hanno comprato casa e acceso un mutuo per raggiungere il sogno di una vita. L'illusione di poter finalmente avere un tetto proprio, incoraggiati da politici senza scrupoli, è stato e continua ad essere un sogno comune. Ci avevano promesso mutui agevolati, variabili, mobili, senza penali per l'estinzione, senza ulteriori tasse a carico del cittadino. Questo ottimismo ha spinto molte famiglie a fare il grande passo. Oggi con il lento ma costante aumento del costo del denaro, le famiglie non sono in grado di rispettare gli impegni presi con le banche. Lo scenario è catastrofico se pensiamo alla probabile crisi economica in cui ci stiamo imbattendo, una crisi così profonda da essere ricordata sui libri di storia, una crisi che farà crollare il dollaro e tutto quello ad esso connesso, cioè l'intero sistema mondiale.
Le famiglie si troveranno ad essere sfrattate da quelle case che hanno sempre sognato, le banche si riapproprieranno di tutti gli immobili, le persone rimarranno senza casa, senza soldi e forse senza lavoro. Questo a mio modo di vedere è molto vicino alla realtà , una realtà che vuole la popolazione mondiale offesa della propria dignità . Privata dei beni materiali primari e uccisa con subdoli veleni cosparsi nei cieli e conditi in piatti sempre più alterati. Spesso vengo accusato di essere un pazzo visionario, questo aggettivo mi fa sorridere, a volte mi piace, ma purtroppo spesso queste strampalate teorie diventano realtà , a quel punto rimane una magra consolazione, quella di poter affermare: “Ma io l'avevo detto”. Preferirei sbagliarmi ogni giorno...
25 giugno 2007
Le case tornano alle banche
glie e delle ormai vuote casse statali a favore delle banche e della comunità europea. Molti pensano che l'euro abbia salvato l'Italia dal decadimento economico, altri come me hanno visto questo passo come l'inizio di una politica europea incentrata sulla creazione di un governo europeo di poteri forti, gestito fondamentalmente della banche. Banche che continuano le grandi fusioni, continuano ad arricchire i propri azionisti col signoraggio, l'anatocismo bancario e quanto di più subdolo è in loro potere per rovinare le vite di onesti lavoratori. Molte persone hanno comprato casa e acceso un mutuo per raggiungere il sogno di una vita. L'illusione di poter finalmente avere un tetto proprio, incoraggiati da politici senza scrupoli, è stato e continua ad essere un sogno comune. Ci avevano promesso mutui agevolati, variabili, mobili, senza penali per l'estinzione, senza ulteriori tasse a carico del cittadino. Questo ottimismo ha spinto molte famiglie a fare il grande passo. Oggi con il lento ma costante aumento del costo del denaro, le famiglie non sono in grado di rispettare gli impegni presi con le banche. Lo scenario è catastrofico se pensiamo alla probabile crisi economica in cui ci stiamo imbattendo, una crisi così profonda da essere ricordata sui libri di storia, una crisi che farà crollare il dollaro e tutto quello ad esso connesso, cioè l'intero sistema mondiale.
Le famiglie si troveranno ad essere sfrattate da quelle case che hanno sempre sognato, le banche si riapproprieranno di tutti gli immobili, le persone rimarranno senza casa, senza soldi e forse senza lavoro. Questo a mio modo di vedere è molto vicino alla realtà , una realtà che vuole la popolazione mondiale offesa della propria dignità . Privata dei beni materiali primari e uccisa con subdoli veleni cosparsi nei cieli e conditi in piatti sempre più alterati. Spesso vengo accusato di essere un pazzo visionario, questo aggettivo mi fa sorridere, a volte mi piace, ma purtroppo spesso queste strampalate teorie diventano realtà , a quel punto rimane una magra consolazione, quella di poter affermare: “Ma io l'avevo detto”. Preferirei sbagliarmi ogni giorno...
9 marzo 2008
USA: ora il ciclone sulle credit cards
da effedieffe.com
Gli studenti americani sono 17 milioni. E il 75% di loro hanno una carta di credito, o anche due o tre. Nei campus universitari sciamano promotori finanziari (spesso essi stessi studenti che arrotondano così: ricevono da 5 a 10 dollari per ogni contratto) che attraggono i compagni con piccoli omaggi, un frisbee, una T-shirt, anche un Ipod, per fargli firmare il contratto. La promozione viene diretta persino a quindicenni delle high schools: «Ragazzi che si trovano con un debito di 15 mila dollari prima di aver raggiunto l’età in cui possono ordinare una birra in un bar», dice Business Week.
«Ho conosciuto studenti di scuola media superiore che hanno una situazione debitoria tale, che quando mostrano la carta di credito si vedono rifiutare il noleggio di un’auto», racconta la deputata democratica di New York Luise Slaughter.
L’American Express e le altre finanziarie più attive nell’aprire linee di credito a studenti senza reddito (Banl of America, Morgan Chase, Citibank) dicono, naturalmente, che offrono un servizio utile ai giovani e alle famiglie. Dopotutto, molti studenti USA hanno già contratto un mutuo per pagarsi l’università , «garantito» dai loro redditi futuri di laureati. Sostengono anche, le finanziarie, che forniscono tutte le informazioni necessarie, e che dopotutto gli studenti sono responsabili delle loro azioni.
Lo studente Ryan Rhodes, Università di Pittsburg, ricorda di aver fatto presente alla banca, prima di firmare il contratto per la credit-card, di non essere occupato. «Non ti preoccupare», è la risposta. Il già citato Woodworth ricorda di aver fatto presente il suo stato di disoccupato all’American Express, quando gli consegnarono la carta di credito. Va bene, di faremo un limite di credito di 6 mila dollari, spiegarono loro. Tre mesi dopo, American Express alzò il limite a 10 mila dollari. Possono sembrare cifre relativamente modeste (non poi tanto, nell’America di oggi). Ma sono l’inizio di un precipizio senza fondo, per la pratica delle agenzie di emissione detta «universal default». Cosa significa?
Mettiamo che uno studente - o anche un adulto - abbia due carte di credito; paga regolarmente i ratei su una delle due, ma salta uno o due pagamenti sull’altra. Da quel momento, le due banche (che ovviamente si scambiano le informazioni sulle insolvenze) caricano interessi del 30% su entrambe le carte. E’ appunto il caso in cui è incappato Woodworth.
«Non dormivo la notte», dice. I suoi genitori, dissanguandosi, l’hanno tirato fuori dalle grinfie dell’usuraio elettronico. Secondo le associazioni dei consumatori, è questo il motivo per cui le banche inseguono gli studenti, mentre negano le loro carte di credito ad adulti disoccupati: perché i primi sono vulnerabili alla pubblicità e alle promozioni, e per di più i loro genitori li tirano fuori dai guai. Gli studenti sono considerati selvaggina buona dall’industria delle credit-cards perché hanno alle spalle un «prestatore d’ultima istanza», le famiglie.
Resta lo strano fatto che in USA è possibile rifilare una carta di credito a un minorenne e pretendere da lui il pagamento, quando lo stesso minorenne è considerato irresponsabile in quasi tutte le altre attività . Non può comprare un pacchetto di sigarette in un supermercato. Non gli viene consentito di ordinare una birra in un bar. Un imberbe che vuole ordinare un whisky deve mostrare la carta d’identità con la sua data di nascita. Il politicamente corretto trova evidentemente un limite nelle ragioni della finanza speculativa.
Ora, finalmente, di fronte alle implosioni a catena delle montagne di debiti (dai mutui subprime ai fondi speculativi «leveraged», cioè altamente indebitati), i politici vogliono correr ai ripari prima che esploda anche la bolla degli studenti debitori. Tanto più che è imminente lo scoppio delle carte di credito degli adulti americani, ciascuno dei quali ha un debito, sulle sue targhette di plastica, di 7 mila dollari - su cui paga interessi fra il 18% e il 30%.
I democratici che controllano il Congresso minacciano di sottoporre a supervisione e controlli l’attività dei rifilare carte di credito nei licei ed università . Il senato USA terrà una serie di audizioni sulle pratiche più discutibili di questa «industria» (in USA la chiamano così) questo autunno, senza fretta. Barney Frank, deputato democratico (Massachusetts) ha minacciato leggi durissime. E la deputata Skaughter ha già deposto un progetto che limita la linea di credito che può essere estesa agli studenti al 20% del loro introito o a 500 dollari, ma solo se i genitori firmano il contratto insieme ai loro figli.
Ovviamente American Express e Bank of America e Morgan Stanley si oppongono a limiti e regolamentazioni, in nome del «libero mercato» e dell’ostilità all’intervento pubblico in economia. Si offrono, invece di darsi un codice di auto-disciplina, ossia di regolarsi da sole. Vista l’autodisciplina che la finanza creativa ha mostrato nel concedere mutui a milioni di persone che palesemente non potevano pagarli, e poi di rifilarli sotto forma di obbligazioni ad altri investitori, si può nutrire qualche dubbio sul senso di responsabilità degli usurai con la plastica.
Un esempio di come si sono auto-regolamentate le istituzioni finanziarie sta emergendo in queste ore: una trentina di grossi fondi speculativi (hedge fund) rifiutano di restituire ai loro clienti il denaro che i clienti hanno affidato loro, e che ora - nel clima di restrizione generale del credito - la clientela rivuole indietro in massa. Ciò, in base ad un codicillo del contratto che hanno fatto firmare ai clienti stessi, ovviamente a caratteri microscopici.
Il motivo del rifiuto è evidente: per fare cassa da restituire ai clienti, gli hedge fund dovrebbero vendere in massa e tutti insieme i presunti «attivi», ossia azioni e obbligazioni e «derivati» vari che hanno in portafoglio, e che in questo momento hanno quotazioni bassissime; ciò porterebbe a perdite enormi dei portafogli, oltrechè un altro tracollo a Wall Street. In più, siccome gli hedge fund si sono super-indebitati con le grandi banche per darsi i mezzi come moltiplicatori per i loro giochi d’azzardo, le banche creditrici esigerebbero restituzioni, via via che il «collaterale» a garanzia del debito - azioni obbligazioni e derivati - vengono esitati a valori scadenti. Queste «chiamate a margine» (margin calls, nel gergo), innescherebbero un circolo vizioso che porterebbe a bancarotta i fondi, e poi anche le banche.
Così hanno trovato la soluzione più comoda: tenersi - a norma di contratto - i soldi della clientela che li chiede indietro, per guadagnar tempo nella speranza (vana) che i mercati finanziari risalgano. Nel frattempo, gli hedge fund continuano a scremarsi commissioni di gestione sui capitali bloccati, pari al 2%. Il guaio è che questo blocco dei ritiri - una specie di corsa agli sportelli tipo ‘29, solo più sofisticata - coinvolge nella implosione della finanza USA le famiglie agiate, quelle che appunto più investono in hedge fund le loro notevoli liquidità , e che di colpo si trovano senza i soldi sperati, esattamente come gli insolventi dei mutui subprime.
Sono colpiti da questo congelamento anche i fondi pensioni e gli «endowments», le dotazioni di cui vivono le grandi fondazioni culturali, ma anche gli ospedali e le università di prestigio: risultato di donazioni, che questi enti hanno investito almeno in parte nei fondi speculativi alla ricerca di maggiori rendimenti.
L’implosione dei debiti, cominciata dai poveri insolventi con mutuo a tasso variabile, comincia a far scricchiolare i piani alti della ricchezza americana. E’ quel che si dice una crisi sistemica.
(Fonte: Business Week, «Majoring in credit-card debt», 6 marzo 2008)
21 dicembre 2011
Iniezione letale
Come da copione e largamente previsto e scritto su questo blog il 3 Dicembre 2011, oggi le borse stanno guadagnando terreno e tutti gli indici sono in rialzo. Questa fiducia dei mercati è giustificata dell’ingente iniezione letale di denaro (489,191 milioni di euro) che il Drago ha immesso nel circuito finanziario per alleggerire la crisi delle banche. In condizioni normali di democrazia un prestito (di soldi virtuali) così grande ad interessi stracciati per le banche serve solo a prolungare l’agonia dei poveri fessi che non comprendono. Perché mentre noi poveri fessi viviamo gli effetti delle misure anti-debito sulla nostra pelle, i banchieri stanno riempiendo enormi casse di oro e denaro ancor meglio e prima dei tempi passati. Prestiti lampo da bruciare in pochi mesi e consolidare con speculazioni che muovono milioni di euro. È come comprare i panettoni il 15 Dicembre a venti centesimi e rivenderli alla vigilia a dieci euro. Un bel guadagno non è vero? Questo è quello che sta succedendo per opera del Drago e dei tanti bambocci servi delle banche che eseguono ordini come stundentelli al primo giorno. Chi pagherà tutto questo? Indovinate… Quanto durerà l’ottimismo dei mercati? Giusto il tempo di brindare al nuovo anno e poi giù in picchiata libera ancora una volta perché l’ottovolante va su e giù fino a quando coloro che sono seduti non si abituano a quelle vertigini e ai conseguenti attimi di pausa tra una picchiata e l’altra. Ma alla fine della corsa questa volta ci sarà un bel muro e il brivido dell’altezza non sarà più così piacevole, perché di colpo la realtà infrangerà con tutta la forza la sua oggettività sulle facce di noi tutti e il Drago a quel punto avrà compiuto il suo disegno…Quindi evviva il salvataggio delle banche, poveri enti senza denaro, sul lastrico, in crisi e difficoltà . Loro si che meritano denaro fresco. Noi poveri fessi invece dobbiamo solo spostare il nostro denaro nelle loro casse, sicuramente più tecnologiche e sicure dei materassi… o forse no?
19 settembre 2007
Criminali di Stato
Continua l'altalena delle borse e la costante crescita del prezzo del petrolio. Il dollaro sembra ormai una valuta da terzo mondo, ridotto all'osso da un euro che non favorisce l'economia europea, da sempre a traino dell'America. La crisi dei mutui ampiamente prevista e commentata anche su questo blog, sta falcidiando migliaia di famiglie italiane ed europee. La tendenza sembra dimostrare che il peggio debba ancora arrivare. Insolvenze e rate alle stelle contribuiscono a distruggere intere famiglie, che hanno la sola colpa di aver acceso un mutuo nel momento sbagliato. Il governo italiano, schiavo della banca centrale europea e degli alleati, sta svendendo la dignità dei cittadini italiani. Non potrà mai esserci giustificazione per le politiche economiche degli ultimi anni, ne la infame attribuzione delle colpe all'euro. La colpa è del signoraggio e della privatizzazione esasperata delle banche. Banche padrone del mondo, banche in grado di governare Stati e tenere sotto scacco interi governi. Uno scandalo di proporzioni così grandi da non poter essere catalogato in altro modo che crimine contro l'intera umanità . Ridurre gli uomini a schiavi del lavoro, usurpare diritti e indebitare famiglie intere, solo per arricchire lo smodato patrimonio dei banchieri. Tempo fa ho inserito un sondaggio su un eventuale crollo economico, sono sorpreso dei voti, quasi tutti pensano che qualcosa di brutto accadrà nei prossimi giorni (io scommetto entro settembre) o al massimo nel prossimo anno. Resta il fatto che quando questo succederà , ci saranno centinaia di “Genova”, centinaia di persone che dimostreranno la loro rabbia per aver perso tutto, aver perso la dignità di vivere in una casa di settanta metri quadri e non poter pagare nemmeno l'affitto!Approfondimenti
La distruzione delle famiglie, Giugno 2007
Mutui da immortali, Maggio 2007
Il crollo delle borse mondiali, Febbraio 2007
La crisi economica del 2006-2007, Novembre 2006
17 ottobre 2007
Goldman Sucks
Le parole anglosassoni sono entrate nella vita quotidiana e hanno modificato la percezione di concetti comuni a noi tutti. Welfare, stock option, subprime, sono solo un esempio di come la globalizzazione rispecchi anche il linguaggio comune. Non tutti (io fra questi) sono a conoscenza dei meccanismi che regolano l’economia, ma sforzando le meningi, non ricordo un periodo in cui non si parlasse di debito pubblico, di mutui e di interessi. Sembra che l’economia globalizzata non riesca a fornire le risposte ai continui indebitamenti degli Stati, ne il costante divario fra i Paesi occidentali e quelli del terzo mondo, che si allarga inesorabilmente, aggiungendo alla sua lista sempre nuovi ospiti. Apparentemente la politica sembra tentare di risolvere i problemi legati allo stato sociale e all’economia, tuttavia le politiche economiche da sempre sono sul tavolo ovale degli amministratori delegati delle più importanti corporazioni mondiali.I governi risultano essere i vassalli dei sovrani, garantiscono gli investimenti dei padroni per arricchire sempre più le casse delle multinazionali. Meccanismi come il signoraggio rendono questo sistema perfetto. Un sistema basato su un debito infinito, milioni di euro che vengono immessi nel sistema economico, senza una controparte di valore reale. Questa ignobile pratica (che definirei crimine contro l’umanità ) sta indebolendo e impoverendo le vite di ogni uomo sulla terra. Lavoratori schiavizzati a turni di lavoro strazianti, senza un futuro potenziale, senza la garanzia di una vita degna di essere chiamata tale. Le banche, veri padroni degli Stati, perpetrano le loro meschine politiche di sciacallaggio, senza che i governi loro vassalli, possano operare scelte in controtendenza. Questo enorme inganno prende forma ogni giorno, senza che nessuno dica nulla, senza che l’uomo medio possa ribellarsi allo scempio. Il benessere di un popolo è basato sulla ricchezza distribuita. Una ricchezza di beni condivisi, di valori e culture costruite con anni di civiltà . Sembra assurdo che pochi uomini gestiscano l’intero patrimonio economico mondiale, è assurdo che il popolo tema i governi, dovrebbero essere i governi a temere i popoli. Fra qualche mese le banche si troveranno a dover riacquisire migliaia di case, le stesse case che i poveri lavoratori hanno sperato di poter acquistare, in trent’anni di duro lavoro.
I mutui, nonostante le cospicue iniezioni di denaro a soccorso della crisi, continueranno a generare insolvenze, pian piano tutti i beni torneranno alla banche. A quel punto forse il sistema verrà ridimensionato, riportato ad un livello più umano e consono alle tasche dei cittadini. Tuttavia questa è una chimera, una speranza che forse non vedremo mai realizzarsi. Sappiamo che gli interessi degli speculatori continueranno a danneggiare i popoli, perché al peggio non c’è mai fine. Questo sistema, fondato sulla carta straccia, dovrebbe essere riconsegnato al mittente, dovremo creare delle micro economie locali e rilanciare il concetto di economia reale, un’economia basata sui beni come valore intrinseco e reale, basata su condizioni di vita eque per tutti.
12 agosto 2007
NUBI OSCURE SULL'IMPERO ECONOMICO GLOBALE

In mancanza del grande Freenfo (che si stà riposando un pò) il mondo continua la sua pazza e sconsiderata corsa verso il burrone. Nubi dense e nere si avvicinano con gran passo mentre la maggioranza continua a cercare il divertimento, inconsapevole o meno di quello che li aspetta dall'autunno in poi.
21 maggio 2007
Il metro della civiltÃ
Il riciclaggio dei materiali il più delle volte viene diligentemente effettuato dai cittadini, per poi essere mescolato nelle discariche per mancanza di fondi e attrezzature adatte al riciclo stesso. Diventa inutile lo sforzo e la pubblicità che incentiva il riciclaggio se poi lo Stato non persegue politiche che ne garantiscano l’effettivo risultato finale. Siamo schiavi del petrolio e dei sui derivati, ogni cosa in plastica viene usata e buttata, finisce incendiata e arreca danni enormi all’intero ecosistema. Piuttosto che istituire tavoli di confronto fra protezione civile e governo, ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e ribellarsi fino alla morte per garantire i propri legittimi diritti.
L’Italia del resto è il Paese del diritto, ognuno ha il diritto di avere una casa, mantenerla in ordine e pulita, senza preoccuparsi dell’ambente circostante e delle altre persone. Altri Paesi invece curano la cultura del dovere, spesso hanno case non troppo pulite e ordinate, ma in compenso le strade e l’ordine pubblico sono nel rispetto del prossimo. Sarebbe bello che noi cittadini italiani diventassimo cittadini di un Paese di diritto e di dovere. Sarebbe bello vedere il prossimo consiglio dei ministri vicino a un bel cumulo di rifiuti, magari i gas sprigionati dal cumulo inebrierebbe la inutili teste vuote dei servi delle banche.
Ps. A proposito di banche. Come dicevo tempo fa, Prodi benedice la svendita italiana e promuove le politiche a favore delle banche e dalla comunità europea. Non ci resta che attendere fiduciosi la grande depressione.
21 settembre 2007
Trentacinque anni da scontare
Migliaia di lavoratori ogni giorno compiono il proprio dovere. Escono di casa e si recano al posto di lavoro, a volte impiegano diversi minuti, qualcuno anche più di un’ora per raggiungere la sede lavorativa. In media lavorano otto ore al giorno, un’ora di pausa pranzo e poi tutti di nuovo imbottigliati nel traffico per il rientro a casa. Mi chiedo quale sia il metro per giudicare una civiltà . Leggo il primo articolo della costituzione italiana e resto qualche istante a pensare.L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.
Analizzando la prima frase aggiornata ai nostri giorni, il significato sembra dire: L’Italia è uno Stato governato dalle banche, le quali in modo non democratico esercitano la loro repressione e controllo sulla popolazione attraverso il lavoro. La sovranità non appartiene al popolo, in quanto i partiti politici decidono chi candidare e chi eleggere, il popolo è chiamato solo a svolgere un compito privo di significato, come l’elezione di un candidato. I partiti politici sono in una scala gerarchica inferiore rispetto alle banche e ai poteri occulti. Questo significa che ogni candidato, se pur con maglia di colore diverso, gioca nella stessa identica squadra, gestita da un sistema elitario di potere.
A questo punto andare a lavorare non ha più il compito di far progredire la società ridistribuendo i beni prodotti, è diventato un modo per reprimere il pensiero e la vita delle persone. Otto ore al giorno con “un’ora d’aria” per il pranzo, assomiglia molto di più alla vita in un carcere, piuttosto che una vita sociale libera. L’uomo nasce libero e parte integrante di un sistema che lo vuole artefice e libero di esercitare le sue abilità nel pieno rispetto dell’ambiente circostante. Viviamo in un sistema che non ci permette di sognare e di realizzare quello che è più adatto a noi stessi. Il dover lavorare per produrre beni senza un reale valore aggiunto, non contribuisce a soddisfare i bisogni dell’uomo. La privazione di affetti, di vita sociale e di spazi aperti, impoverisce lo spirito e la mente umana. Stiamo pian piano diventando cyborg privi di cuore, che svolgono un compito che a ben pochi sembra essere chiaro. Il nostro compito è arricchire un numero ristretto di persone che a loro volte investono i profitti per controllarci e annientarci. La medicina, la tecnologia, l’inquinamento e l’iperproduzione servono per lobotomizzare l’uomo e renderlo innocuo.
Un uomo libero di pensare, di esprimere proprie opinioni, è pericoloso. Pericoloso perché può coinvolgere altre persone, può innescare meccanismi di risveglio in altri uomini che sono “addormentati”. Le onde elettromagnetiche che bombardano le nostre menti attraverso telefonini, televisione e tutto quello che ci circonda, ci rendono deboli e immuni a quello che succede intorno a noi. Aumentano programmi televisivi che riempiono i vuoti generati dalle nostre misere vite, passatempi privi di significato che colmano la mente di colori e suoni adatti a non farci pensare. Questo sistema non può avere futuro, è ora di ritrovare la giusta collocazione dell’uomo sul pianeta, è ora di distruggere le false credenze, i sistemi precostituiti da altri, per far posto a menti aperte al nuovo, all’ Armonia e all’Amore.
18 gennaio 2008
Aumenti per pagare gli interessi alle banche
Dal mese di gennaio di questo anno Trenitalia ha deciso di aumentare i prezzi dei biglietti e peggiorare un servizio che già è decadente da anni. Tempo fa scrissi un articolo sullo stato di salute di questa grande azienda italiana e di come i managers avessero distrutto un patrimonio legato al vissuto di noi tutti. Ultimamente mi trovo spesso a viaggiare ed utilizzare il treno per compiere tratte medio lunghe. La situazione devo dire è molto più che tragica. Esiste una netta distinzione del servizio fra Nord e Centro-Sud. Da Roma in giù i treni sono fatiscenti e completamente inadeguati a supportare il servizio. I problemi di igiene e di sicurezza non sono mai stati così bassi.Un amico che spesso fornisce servizi di manutenzione alle ferrovie, mi raccontava di come fossero stai ridotti al minimo i macchinisti e gli addetti alle stazioni, di come non si investisse sulla sostituzione ed acquisto di nuovi locomotori, ma si preferisse lasciarne alcuni sempre “in moto” pronti ad accorrere nel caso di guasti improvvisi. Poco più di un mese fa, viaggiavo su un treno che ritardava di 35 minuti, quando il locomotore ha smesso di camminare. Dopo aver invano chiesto informazioni, il treno è ripartito dopo un’ora e quaranta minuti, con un ritardo complessivo di più di due ore. C’è da dire che in quella occasione sono stato fortunato, perché pochi giorni prima alcuni poveri viaggiatori erano rimasti bloccati al gelo per tutta la notte.
Anche se può sembrare un’esperienza divertente, immaginate di vivere questi problemi ogni giorno, peraltro avendo pagato un prezzo assurdo per un servizio inesistente. Sul corriere oggi leggo un articolo che parla di risanamento ed aumento dei prezzi dei biglietti. Di colpo ho pensato: “Bene, sono disposto a pagare un po’ di più per arrivare in orario e sedermi su un sedile pulito!”. Niente affatto, i soldi serviranno per pagare i debiti e gli interessi accumulati negli anni dai vecchi amministratori delegati e managers delle ferrovie. Il gioco è sempre lo stesso, l’italiano subisce, viene umiliato e privato della propria dignità , mentre i signori delle banche succhiano il sangue come vampiri. Ma non vi preoccupate, l’amministratore delegato lascerà il posto ad un altro simile, dopo aver intascato una buona uscita che basterebbe per garantire il servizio di Trenitalia per un anno!
Articolo correlato: Stanco di pagare il treno, Novembre 2006
27 novembre 2011
Senatori si nasce! …o si diventa per grazia divina delle banche
Quando ho visto il Presidente della Repubblica nominare Mario Monti senatore a vita, ho compreso che per Berlusconi era giunta la fine. Una fine che non era ancora scontata, nonostante le orge e le drammatiche esternazioni di un uomo giunto al capolinea della sua goliardica ascesa.
Tralasciando il gossip che poco importa noi poveri contribuenti, la situazione dell’euro sembra ormai sul binario del fallimento totale. Francamente come italiano preferirei tornare alla vecchia lira di Marco Polo, quella moneta che anche se inflazionata ancora aveva un suo valore intrinseco. Ancora oggi qualche vecchietto fatica a convertire il valore dell’euro in vecchie lire, forse perché nella sua mente non c’è stata mai l’accettazione di questa grande truffa. Una truffa che non ha fine ne soluzione. Se l’Italia o la Grecia o i Paesi della penisola iberica andassero in default, allora per l’euro sarebbe la fine, perché tale mostro si alimenta e nutre proprio del debito e del sistema basato sul debito. Tornare ad una moneta nazionale svincolata dalle regole dei banchieri europei, garantirebbe autonomia e libertà , garantirebbe il ritorno ad uno stato più democratico. Tutto questo però fa parte dell’utopia tanto cara ai sognatori, nessuno salverà l’euro, proprio perché dalla sua morte nascerà una nuova moneta universale che soppianterà tutti i nostri problemi. Una moneta più “friendly”, più elettronica e adatta alle nostre esigenze, una moneta finalmente a misura d’uomo. Prima di tutto questo, tanti soffriranno la fame e la sete, tanti purtroppo subiranno i danni causati dai bastardi che siedono sulle sedie di velluto dei consigli di amministrazione delle banche. Prima di tutto questo servirà altro dolore, per arrivare a dover giustificare le misure restrittive che verranno create di volta in volta con il consenso indotto del popolo pecorone, che ancora aspetta la befana sulla scopa, ancora aspetta le prossime elezioni per rimettere finalmente in sesto questo Stato.16 gennaio 2012
Il dragone si è svegliato, noi quando?
Il sig. Drago ha da poco lanciato una nuovo e gravissimo monito riguardo la crisi. La situazione è gravissima, le agenzie di rating declassano gli Stati, le banche e fra poco declasseranno anche le nostre natiche, sempre in modo molto democratico, ossia lasciando noi poveri mortali fra i problemi della vita quotidiana. Tutti questi termini economici ormai sono diventati popolari più delle popstar che seguono gli adolescenti. Anche i pensionati al bar, invece di giocare a briscola, parlano di spread e default. Unicredit ha eseguito da poco una grande iniezione di capitale, una nuova ventata di denaro fresco e profumato. A chi ha chiesto di onorare questo denaro? Ma a noi poveri imbecilli che ancora investiamo in banche e obbligazioni, semplicemente perché prima di gettare il limone, va spremuto fino all’ultima goccia.La cosa ormai è talmente prevedibile che chiunque abbia un cervello, può verificare e diagnosticare ciò che accadrà il mese successivo. Non bisogna essere economisti ed esperti del settore. Se la BCE parla di default della Grecia, possiamo essere tranquilli che la Grecia è già andata, con buona pace di chi tra la popolazione vive già per strada da mesi. E dopo la Grecia a chi toccherà ? Spagna, Portogallo o Italia? Non importa molto chi andrà prima o dopo, hanno già deciso che così sarà e finché noi povere pecore crederemo ancora ai padroni e alle loro commedie, nulla potrà mai cambiare. Non c’è soluzione e non ci sarà nessuno che salverà il nostro Stato o il fantomatico e illusorio debito, un concetto che di per se nemmeno esiste nella realtà . Quindi sedetevi comodi e aspettate tutto questo, ma nel tempo che verrà non dite che nessuno lo aveva detto con largo anticipo, perché non si sa mai con precisione quando qualcuno più Alto, più Forte e Giusto arriverà a giudicare tutti noi, ognuno per i suoi meriti. Io prego ogni giorno perché quei giorni siano più brevi possibili perché davvero ci sarà tanto da pesare…
8 settembre 2012
Mastro Titta
26 marzo 2008
In ginocchio da te
Sembra la scena finale di Fight Club, quando il protagonista vede crollare i grattacieli che egli stesso aveva minato.
Approfondimento: Wall Street May Face $460 Bln..., Goldman Says
Articolo correlato: Centrofondi
6 giugno 2007
La distruzione delle famiglie
Oggi la BCE ha effettuato una correzione al rialzo dei tassi d’interesse al 4%. Questo aumento inciderà pesantemente su tutte le famiglie italiane, le rate di ogni forma di investimento saranno soggette a questo rialzo, i mutui incentivati da una precedente politica illusoria, arriveranno a pesare molto sulle famiglie italiane. L’ottimismo del governo in materia economica si infrange contro il muro della realtà , una realtà che vuole i cittadini privati di ogni dignità , schiavi delle banche e sudditi della politica economica europea. Questo clima di ottimismo che sembra circolare fra i ministri inetti del governo, fra scandali e abusi di potere, rende perfettamente l’idea di come la classe dirigente prenda per i fondelli le indebitate famiglie italiane. Persone che dopo anni hanno deciso di acquistare una casa e accendere un mutuo, oggi si ritrovano a pagare le conseguenze di questa scelta, con la spada di Damocle del crollo economico. Lo scenario possibile porterà gli italiani a non poter più sostenere le rate del mutuo, le case torneranno alla banche e l’Italia si troverà nelle condizioni dell’Argentina di qualche anno fa. Aspettiamo la grande depressione, sperando che la dignità , unica cosa che ci rimane, non venga barattata dal governo italiano. Forse è tempo di investire i propri soldi in oro e tornare al baratto come unica forma di commercio equo. Quando il sistema sarà esploso, forse le persone scenderanno in piazza e incendieranno le città e i palazzi del potere, ma sarà troppo tardi. 6 maggio 2013
Sorridi... Non sei su scherzi a parte!
10 maggio 2007
Mutui da immortali
Il popolo italiano finalmente può gioire della ripresa economica. Finalmente ci sono più soldi e più certezze, la comunità europea (che poi sono gli stessi del governo italiano) ci loda per la politica economica di risanamento. Mi chiedo da dove nasca tutto questo ottimismo visto i crescenti aumenti di tutto quello che a fine mese dobbiamo pagare. Certo il tesoretto verrà ripartito in maniera equa. Verranno privilegiati i ceti bassi e finalmente si potranno applicare misure di giustizia sociale (sembra vero). In ogni caso continua lo strapotere economico delle banche, aumentano gli enti erogatori di prestiti, sembra che tutti oggi abbiano cambiato lavoro. Anni fa molte persone lasciavano le proprie attività per entrare nel mondo dorato delle assicurazioni, oggi invece la moda sembra riservata a promotori e consulenti finanziari. Hai bisogno di un nuovo televisore al plasma? Basta chiedere un prestito, facile, veloce, in 48 ore i soldi in mano fino a trentamila euro. Hai bisogno di un mutuo flessibile, nessun problema, oggi il mutuo arriva fino a quaranta anni (peccato che sarai già morto). Quando esploderà questo giochetto delle banche? Il signoraggio rosicchia giorno dopo giorno le povere tasche degli italiani, arriverà un giorno in cui per comprare il pane dovremo sottoscrivere dodici rate a interesse fisso col fornaio. Mi piacerebbe prendermela con qualche politico per la cattiva amministrazione dello Stato, ma quando la banca è lo Stato allora possiamo fare davvero poco. Possiamo solo cercare di non entrare nella frenesia dello spreco e delle rate ad ogni costo e magari un giorno questo sistema vergognoso crollerà sulle teste malvagie di chi lo ha creato. 24 maggio 2007
PIANI OCCULTI CHE VI RIGUARDANO
(Estratti dall’articolo originale)

Nel dicembre 2000, HJ Springer, l’editore del CentrExnews.com contattò questa "donna" e condusse con lei, via e-mail, un’intervista suddivisa in 18 parti che viene riprodotta on-line ed è protetta dal copyright.
Le 18 parti complete si possono trovare su:
http://web.archive.org/web/20030609103208/http://centrexnews.com/columnists/svali/archive.html
o su http://educate-yourself.org/mc/mcsvaliinterviewpt1.shtml
di seguito sono proposti degli estratti presi dall’intervista summenzionata:
“Sono convinto che essa sia la vera McCoy”, mi scrisse Springer. “Le ho personalmente comunicato numerosi messaggi di altre persone delle quali venne abusato durante i rituali, alle quali è stato fatto il lavaggio del cervello , stuprate, abusate sessualmente delle quali lei mi ha fatto i nomi - alcuni dei quali mi hanno confermato la sua storia. Così non nutro alcun dubbio sul fatto che Svali sia davvero stata allevata dagli Illuminati sin da piccola. Mi fido della testimonianza di Svali anche per il fatto che essa conferma la mia intuizione e la mia ricerca. Tutto combacia: dalla mano morta che sembra sopprimere l’umanità al perché Clinton diede della tecnologia segreta ai cinesi fino ad arrivare ai rapporti riguardanti campi di concentramento in America. Mi spiego ora il fatto per cui alcune persone che conosco sembrano avere un comportamento da cospiratore. Ringrazio Svali per avermi dato una spaventosa ma incredibile chiave che mi ha permesso di capire il mondo. Vi rimando all’urgenza di leggere la sua intera testimonianza (in inglese) e di decidervi. Iniziate a leggere “dalla Parte n° 1” alla “Parte n°18” iniziando da metà della lista in su. Con il loro permesso, di seguito ci sono dei punti salienti della corrispondenza tra Svali e il signor Springer del CentrExnews.com. Ho incluso anche del materiale proveniente dal suo articolo “Gli Illuminati stanno acquisendo il controllo del mondo?”
(http://www.suite101.com/article.cfm/ritual_abuse/53556 ) [...]
COMANDO

I membri degli Illuminati credono che il governo (USA), come noi lo conosciamo, così come i governi di molti paesi nel mondo, siano destinati a crollare. Questi crolli saranno pianificati per accadere nei seguenti modi:
Gli Illuminati hanno prima programmato un crollo finanziario che renderà la grande depressione simile a un picnic. Ciò accadrà attraverso le manovre delle grandi banche e istituzioni finanziarie del mondo, attraverso le manipolazioni delle scorte di valute e il cambio dei tassi d’interesse. Molte persone saranno indebitate al governo federale attraverso le banche, le carte di credito, ecc.
l governo richiamerà immediatamente all’incasso tutti i debiti, ma molte persone non saranno in grado di pagare e falliranno.
Questo causerà un panico finanziario generalizzato, che accadrà in tutto il mondo simultaneamente, come credono fermamente i membri degli Illuminati, poichè il controllo delle persone avviene attraverso il denaro…
Dopo, quando il governo dichiarerà lo stato di emergenza e la legge marziale, ci sarà la presa di potere militare, regione per regione. Le persone avranno attacchi di panico, ci sarà uno stato di anarchia in molte località e il governo giustificherà la sua mossa come necessaria per controllare i cittadini in preda al panico.
Il culto ha addestrato leader militari, e persone sotto la loro direzione utilizzeranno NUOVE ARMI a raggi e psicotroniche così come tecniche di controllo delle masse per implementare questo nuovo stato delle cose…verranno create basi militari in ogni località (in realtà sono già qui, ma nascoste - ndc).
Nei prossimi anni verranno spostate in superficie e saranno rivelate. Ogni località avrà basi regionali e leader a cui rispondere.
La gerarchia rifletterà da vicino l’attuale gerarchia nascosta…
B O J S
P.S. - Ho volutamente ri-proposto "questa pietra miliare" che molti conosceranno già per collegare nelle sinapsi di quanti ormai parlano di questo argomento che la realtà supera di gran lunga l'immaginazione e che i tempi stringono veramente, "ORA"!!
8 dicembre 2007
Orafi sull'orlo di una crisi di nervi
di Eugenio BenetazzoChi l'avrebbe mai detto che il tessuto imprenditoriale orafo di Vicenza sarebbe stato una vittima (inaspettata) della globalizzazione: per decenni la città del Palladio è stata la capitale mondiale dell'artigianato orafo, mentre adesso detiene il simbolico primato italiano di maggior numero di locali per lap dance entertainment, a dissacrante dimostrazione che qualcos'altro tira sempre più del metallo giallo ! Il crollo della produzione orafa non lascia tanto spazio all'immaginazione, letteralmente dimezzata dalle oltre 500 tonnellate di alcuni anni fa: si è assistito ad un autentico ridimensionamento del tessuto imprenditoriale, anche se più di selezione naturale, come vorrebbe definirla qualcuno, a mio avviso si tratta di una preoccupante decimazione.
Cosa è successo in così poco tempo da stravolgere un intero settore, portandolo da qualche significativa nicchia di eccellenza a numerose centinaia di situazioni di default finanziario ? Le cause sono molteplici, ma cercherò di analizzarle con il mio solito stile inquisitorio. Partiamo, quindi, proprio dalla globalizzazione, intesa come stadio terminale del turbocapitalismo, una pericolosa miscela di capitali presi a prestito a bassi tassi di interesse e risorse umane sfruttate laddove il costo della manodopera è più conveniente. Ebbene anche la produzione di monili e artefatti d'oro ha subito la insana concorrenza di nuove aree emergenti (come la Turchia e l'India) che in poco tempo hanno replicato un modello di business proprio del Made in Italy di Vicenza.
Il tipico imprenditore vicentino si è scontrato con un mutamento di scenario trovandosi completamente impreparato: da un mercato di concorrenza tradizionale siamo passati ad un mercato di pura competizione, in cui riesce a sopravvivere solo chi è imprenditore nel vero senso della parola, quindi un attento conoscitore delle dinamiche di evoluzione dei mercati, e non un operaio o un dipendente improvvisato, che si è messo a scimmiottare il suo ex datore di lavoro, licenziandosi ed assumendo qualche dipendente che lo aiuti e lo assista. Proprio nel tessuto vicentino ve ne sono a iosa di situazioni similari, aziende, si fa per dire a chiamarle così, nate dall'improvvisazione di qualche ex operaio orafo, che sono funzionate fin tanto che la torta era grande per tutti e la concorrenza era gestibile. Adesso in seguito all'evoluzione del mercato, o vendi e fai fatturato, oppure chiudi e ti cerchi un altro mestiere, ammesso che non ti sia indebitato per tentare di stare in piedi, quando non capivi che vento tirava. Questa è una caratteristica del nostro paese, specialmente del nord est, vi è tanta vocazione imprenditoriale, ma poca capacità imprenditoriale.
Nel frattempo il mercato ha già selezionato i players che hanno gestito l'azienda in termini manageriali, affidandola a professionisti della gestione di impresa e non al cognato o al fratello di turno. Chi riesce a difendersi ed ostentare una posizione dominante lo ha fatto investendo nel brand o in mercati di nuovi contenuti, vedasi il business dell'acciaio satinato, soppiantando completamente la preziosità e ricercatezza dei materiali con l'immagine mediatica di oggetti ornamentali di tendenza (per esempio il pendente in acciaio della tal marca famosa di turno). Di fatto questi materiali, per il loro esiguo costo, consentono di mantenere i prezzi degli stessi articoli su fasce più abbordabili, non si deve dimenticare a tal fine l'impatto economico in termini di potere d'acquisto dell'avvento dell'euro sulle tasche dei consumatori.
Non di meno, a quanto abbiamo sinora rappresentato, possiamo scordare lo scenario macroeconomico che si è delineato sul prezzo dell'oro, il quale ha causato non poche vittime a causa di una limitata comprensione dell'evoluzione del prezzo dell'oro e dello scenario macroeconomico ad esso collegato, scenario che sconta tutt'oggi la crisi di sfiducia del pianeta contro gli USA e soprattutto contro la loro valuta, il dollaro americano. Gli USA sono infatti il paese più indebitato del mondo, con un debito sul PIL di oltre il 300 %, un paese che, al di là delle grandi corporations quotate sui listini americani, ha severamente compromesso la sua credibilità finanziaria, soprattutto da quando nella primavera del 2006 il governo federale decise di non rendere disponibile alle comunità finanziarie internazionali il controvalore monetario circolante in dollari, letteralmente il controvalore di banconote stampate e circolanti nel mondo.
Oro e dollaro americano sono stati per decenni due variabili economiche una antitetica all'altra, quindi non vi è nulla da stupirsi se qualcuno (governi, banche centrali e fondi di investimento) abbia deciso in silenzio di ridare all'oro la sua funzione originaria ovvero quella di bene rifugio per eccellenza. Chi avesse letto i miei libri si ricorda molto bene di come ancora nel 2005 profetizzavo il prezzo del metallo giallo a oltre i 650 $ l'oncia: adesso la soglia psicologica dei 1000 $ è diventata il prossimo naturale target di prezzo. Questo trend, tuttavia, non è destinato a sgonfiarsi, come invece molti si aspettano, visto che non si tratta più di speculazione, quanto di mutamento di scenario, dovuto a ristrutturazione di riserve valutarie su tutto il pianeta e di accantonamenti a riserva d'oro per tutelare e difendere la propria stabilità ed il proprio patrimonio mobiliare: in buona sostanza si sta investendo a lungo termine sull'oro fisico a fronte di uno scenario economico sull'intero pianeta tutt'altro che rassicurante.
In questo contesto di prezzo dell'oro al rialzo si deve inserire la carneficina di imprese orafe causata da una sconsiderata gestione delle operazioni di finanziamento alla produzione effettuate attraverso l'istituto del prestito d'uso. Per chi non fosse esperto della materia, il prestito d'uso è un prestito materiale di metallo giallo che effettua la banca ad un artigiano orafo a condizioni, in termini di tasso di finanziamento, molto convenienti. La prassi bancaria vuole che l'oro sia impiegato per la realizzazione della produzione orafa (quindi monili, anelli, catene e così via) ed una volta venduto ed incassato il controvalore della produzione, si provvede ad estinguere il debito contratto con la banca: tale debito ammonta al controvalore di mercato dei kg d'oro prestati in aggiunta all'interesse su base annua convenuto.
Dal 1999 al 2003 il prezzo dell'oro è rimasto abbastanza stazionario, oscillando intorno ai 300 $ l'oncia, e questa constatazione ha portato molti imprenditori orafi a sfruttare impropriamente il prestito d'uso per finanziare l'azienda o esigenze personali ad un tasso quindi molto conveniente. L'architettura dell'operazione prevedeva infatti che una volta ricevuto in prestito d'uso il metallo giallo, quest'ultimo veniva rivenduto su un mercato parallelo, creando istantaneamente una disponibilità finanziaria che veniva utilizzata per scopi non direttamente connessi alla produzione orafa (e perciò con dinamiche di rientro completamente diverse).
Questa opportunità si è dimostrata tale sin tanto che il prezzo del metallo giallo si è mantenuto sostanzialmente stazionario, ma quando, come negli ultimi anni, si è assistito per le ragioni che abbiamo affrontato prima, ad un lento e silenzioso rally, le conseguenze sono state drammatiche. Il debito infatti in termini di restituzione della quota capitale si è più che raddoppiato (anche considerando l'apprezzamento del cambio euro/dollaro), mettendo in ginocchio aziende ed imprenditori impossibilitati nella restituzione. Nonostante la salita delle quotazioni, inesorabile e costante nel tempo, molti imprenditori si sono autoconvinti che il pericolo non sussisteva in quanto il prezzo sarebbe successivamente sceso proprio come avvenne dopo la speculazione del 1979. Peccato che questa volta il prezzo dell'oro sia soggetto a problematiche macroeconomiche strutturali e non a semplici istanze speculative.
Non posso esimermi a questo punto dal parlare del sistema bancario e del suo comportamento nei confronti del tessuto imprenditoriale orafo: fin tanto che la vacca da latte è stata in salute gli istituti di credito non si sono persi d'animo comportandosi come autentici esattori di interesse, ma non appena hanno iniziato a delinearsi le prime difficoltà nel settore, si sono trasformati in conigli con la coda bagnata, ridimensionando i fidi ed esigendo il rientro forzato degli sconfinamenti. Alla faccia di tutti quegli ingenui imprenditori che pensavano di trovare in una banca italiana un partner alleato che li avrebbe sostenuti durante il loro percorso di crescita oppure innanzi alle difficoltà del settore. Alla fine ancora una volta il sistema bancario italiano ha dato ulteriore dimostrazione della sua consistenza: non finanziando idee e capacità , ma solo garanzie e fideiussioni. Si è salvato da questa inquietante selezione del mercato chi ha proiettato l'azienda in una dimensione snella, quasi on demand, puntando su materiali alternativi come l'argento e l'acciaio o chi è stato assistito e consigliato non dal solito commercialista contabile passacarte del fisco, quanto piuttosto da un preparato consulente di direzione aziendale che ha saputo traghettare l'azienda da un mercato concorrenziale ad uno di spietata competizione.
Eugenio Benetazzo
www.youtube.com/eugeniobenetazz
25 gennaio 2008
Crisi? No, c'è tempo per armare i nostri soldati
Come già largamente annunciato nei giorni precedenti il governo italiano ha fallito la miserabile corsa. Non è mia intenzione analizzare le cause del declino del governo Prodi, anche perché bisognerebbe parlare di poteri occulti e piani delineati da un’agenda ben definita. La cosa singolare è l’approvazione dell’ultimo provvedimento del governo nella mattinata, il finanziamento delle missioni di guerra che il nostro Paese ha deciso di proseguire. In un momento di tale incertezza questo scandaloso decreto mette il suggello all’inettitudine di una parte politica che ha disatteso ogni promessa fatta all’elettorato e rinnegato i principi per i quali i votanti avevano espresso la loro preferenza.Questo stigmatizza ancora una volta la totale inefficienza della democrazia, una parola abusata e mai praticata realmente negli stati occidentali. La democrazia non esiste, come non esiste la facoltà di scegliere il cambiamento, poiché ogni carica istituzionale è preposta a compiere un piano ben definito in sedi non istituzionali.
Vediamo come le primarie americane siano una grande messa in scena, contendenti sponsorizzati da milioni di dollari provenienti dalle casse delle grandi banche mondiali, a certificare una pratica comune nelle campagne elettorali. Questi personaggi fantocci infiammano le speranze della popolazione, che vengono disattese subito dopo le elezioni. Un processo che si perpetra da decine di anni, ma sembra essere dimenticato dagli elettori, che ogni volta si recano alle urne con piena fiducia, talvolta illudendosi che possa essere la volta giusta.
Il candidato migliore per le primarie americane è un certo Ron Paul, un uomo controverso per alcuni versi, ma fortemente critico del sistema bancario, politico e sociale degli Stati Uniti. Nonostante le televisioni e i notiziari ignorino totalmente i suoi dati elettorali, continua a raccogliere grandi consensi, dimostrando che c’è una larga base di consapevoli e contrari al sistema politico ed economico statunitense. Un vero peccato perché tutti questi voti non serviranno a molto, visto che la signora Clinton dovrebbe essere il nuovo presidente americano, a meno di colpi di scena. Colpo di scena che vedo difficile, anche guardando gli ultimi presidenti americani. Venti anni gestiti da sole due famiglie elitarie, se questa è democrazia?
Fortunatamente noi non abbiamo questi problemi, dobbiamo solo attenerci agli incarichi creati per noi dalla BCE, dalla Goldman Sachs e dai suoi viscidi impiegati (Draghi, Monti, Padoa Schioppa). Non so come andrà a finire, ma già immagino un governo istituzionale di transizione (magari guidato dall’espertissimo Amato), che possa finalmente approvare una nuova legge elettorale. Ma la domanda è la seguente: “Perché un governo con la maggioranza non è riuscito ad approvare una legge in due anni?”. “Perché nessuno ha messo mani al conflitto d’interessi?” La risposta è molto semplice, ormai si gioca a carte scoperte…
17 maggio 2007
Piano Amato
Ricetta per i cittadini italianiIngredienti
-Indebolire lo stato sociale con ripetute imposte dirette e indirette
-Ridurre i costi dei servizi utili al cittadino
-Inasprire le tensioni fra forze dell'ordine e cittadini
-Creare un clima di instabilità politica al fine di giustificare manovre correttive sulle politiche inerenti alla sicurezza con decreti legge attuativi
-Avere un presidente della Repubblica filoamericano
-Avere un ministro dell'interno filoamericano
-Avere un governo fantoccio gestito dalla comunità europea
-Sottostare alla volontà della madrepatria America
-Lasciare il potere esecutivo dello Stato alle banche e alle politiche che favoriscono il signoraggio
-Investire in tecnologia che preveda l'utilizzo di nanotecnologie per il controllo delle persone
-Tracciare le informazioni relative al cittadino italiano con violazioni della riservatezza
-Installare quanti più possibile sistemi biometrici di rilevazione delle informazioni
-Creare ad arte episodi che spingano il popolo ad avere paura
-Installare telecamere e sistemi di videosorveglianza al fine di schedare ogni libero individuo con il pretesto che questo sia utile alla sicurezza nazionale
-Incrementare il numero di agenti di polizia preposti a maggiori controlli per la sicurezza per un periodo necessario a far calmare le acque.
-Creare le leggi senza poi dover necessariamente applicarle
-Creare un sistema computerizzato in grado di integrare tutti questi dati e consentirne l'analisi incrociata con gli attuali sistemi già in dotazione alle forze dell'ordine e al governo americano
Preparazione
Mescolare gli ingredienti al fine di ottenere una legge inutile ai cittadini e utile ai padroni del controllo globale.
Da servire preferibilmente prima della tornata elettorale amministrativa.



