Missioni di pace, anticamera della morte

Oggi il ministro della difesa Parisi ha reso noti i dati relativi all’inchiesta sull’uranio impoverito e le implicazioni sulla salute dei militari coinvolti nelle missioni di pace. I dati ufficiali parlano di 255 malati di cancro, 37 dei quali deceduti. Alcune associazioni che si occupano di queste problematiche, parlano di dati molto più allarmanti. Secondo altre indagini indipendenti si parla di 2536 malati e 164 deceduti. A parte la mera contesa al rialzo o ribasso dei dati, il punto in questione sembra essere un altro. Le malattie degenerative provocate dall’uranio impoverito e dalle polveri sottili generate della deflagrazione delle armi utilizzate nei combattimenti, possono avere effetti duraturi e moltiplicarsi all’interno delle famiglie dei militari colpiti. Episodi di leucemia infantile, tumori della pelle, altre malattie degenerative, possono colpire a distanza di mesi o anni. Questa bomba a orologeria sembra ingrandirsi e propagarsi a dismisura. L’Italia è in prima fila nelle “missioni di pace”, garantendo centinaia di soldati pronti a sacrificare la loro vita per uno Stato che non ha il coraggio di ammettere le colpe. Essere risarciti per danni da uranio, sembra essere una magra consolazione per chi ha perso un familiare o ha messo al mondo un figlio malato.

Le migliaia di euro percepite dai militari in missione non possono e non devono sostituire il diritto alla salute e all’informazione. Spesso i soldati che partono per il fronte, sono ragazzi pieni di vitalità, spesso con una famiglia da costruire, con la necessità di trovare soldi in poco tempo. Per alcuni queste missioni sono esperienze affascinanti, un modo per rendere servizio a popoli in difficoltà e con la necessità di essere aiutati. Purtroppo nella maggior parte dei casi, ci si rende conto di dover pattugliare zone devastate da bombe a grappolo che hanno distrutto decine di vite, ci si trova a scortare camion di sfollati, gestire check-points, dover sorvegliare derrate alimentari o eseguire controlli di ordine pubblico. Spesso succede che un soldato venga ucciso dal fuoco amico, da un incidente o da una mina (la stessa costruita in Italia).

Immagino lo stato d’animo di questi poveri ragazzi e ragazze con un sogno di pace nel cuore, purtroppo perseguito seguendo la via della guerra e della distruzione. Anche se all’inizio ci possano essere sentimenti e valori forti, la scelta del servizio militare volontario, la scelta di partire per missioni che garantiscano ai signori della guerra il corretto svolgimento dei loro loschi affari, credo sia un errore. Ogni arma se pur utilizzata per scopi pacifici, risulta esser stata creata per offendere, risulta essere qualcosa che contrasta con l’armonia della vita. La pace non si crea con le bombe, ne con altra violenza. Quello che succede nel mondo, è l’opera di multinazionali spregiudicate che utilizzano il dolore e la morte degli innocenti per giustificare il rialzo delle proprie azioni. Sarebbe bello informare ogni militare sui rischi che si corrono nelle missioni, non solo per quanto riguarda le regole di ingaggio, ma anche per quanto riguarda la salute e il sacrosanto diritto di essere informati di tutti i pericoli.

Un ufficiale ben vestito, la divisa impeccabile, un buono stipendio, non deve essere lo specchietto per le allodole di qualcosa di immorale come la guerra. L’Italia e la sua grande cultura dovrebbe dare l’esempio agli altri Stati, dovrebbe ricordare la guerra e gettare le basi per non dover continuare ad insanguinare le mani dei propri figli.

Ovviamente ognuno sceglie il proprio lavoro e il proprio futuro, sono contrario ma rispetto le scelte altrui. Mi piacerebbe solo vedere che queste scelte fossero salvaguardate da uno governo che protegga i propri uomini e non solo gli interessi della sinarchia.

Concludo con le parole di Mario D’Auria, uno sfogo così tristemente reale.

“Mio figlio aveva un senso del dovere totale, ma è morto per Bush, per far contento lui. Sono tutti assassini, io so che non c’è speranza, con colpi così non si sopravvive: lui è solo un soldato, voleva fare solo questo da quando aveva 17 anni. Nemmeno i suoi amici conoscevano il suo vero lavoro. Chi lo sa chi gli ha sparato? Non lo sapremo mai. Ultimamente non voleva più andare, era triste. O aveva avuto minacce prima, o sapeva dove andava. Domenica doveva tornare a casa. Avrei delle denunce da fare: è tutto uno schifo. Sono tutti assassini, Prodi e Berlusconi. Mi hanno chiamato, sono venuti a prendermi per portarmi a Roma, ma non sono andato perché altrimenti lì mi arrestano. Andavano a fare incursioni alla frontiera, perché i servizi segreti dovevano scoprire se le armi passavano di là, per fare contento Bush che commercia le armi.”

18 commenti

freenfo!
io confido nell'azione del tempo!
nella presa di coscienza che i valori "militari" non sono veri valori salvo la difesa della propria terra...
Lo specchietto per le allodole,i soldi,ha funzionato!il mio auspicio è che non funzioni più...
ci sono già soldati in USA,se non sbaglio,che si rifiutano, addirittura uno si è suicidato!inglese se non erro...
All'epoca della guerra nei Balcani,poi in Afganistan,poi in Iraq,la mia impressione era come se partissero per una gita....
in fondo che ne sapevano questi ragazzi della guerra?.....
purtoppo l'inesperienza diretta e il sogno economico ha ottenebrato loro la mente....stanno pagando con la vita, con una morte lenta, dolorosissima per loro e per i loro famigliari quanto di peggio,ma anche di"meglio"per far riflettere gli altri....
MAI PIU'....dovrebbe essere il grido di tutti........
Le parole del padre di LAURIA DOVREBBERO ECHEGGIARE NEL COSMO!
angelotta

Reply

Angelotta, ho conosciuto militari volontari in partenza per il Kosovo o l'Afghanistan. Alla base della loro scelta c'è purtroppo il fattore economico. Tanti soldi in poche settimane sono una ghiotta opportunità per i ragazzi. Alcuni sono vittime inconsapevoli del sistema, non sanno fino in fondo cosa stanno facendo. Sono lo strumento che perpetra gli scempi dei governi.

La tendenza sembra cambiare, come dici tu, l'America è l'esempio più eclatante. Tuttavia gli stessi ragazzi americani, ispanici e di colore, vengono abbindolati con parole e false promesse, infine cedono e si ritrovano in un gioco molto più grande di loro. Ciao, buonanotte e ancora grazie.

Reply

mi correggo...D'AURIA...
notte
angela

Reply

quando sento al telegiornale delle famiglie che si distruggono dal dolore perchè un figlio è stato ucciso con un'arma da fuoco non le capisco:le armi sono fatte per quello,per uccidere quindi anno fatto il loro dovere e poi,le vendono pure nei negozi che c'è di strano.Voglioamo una soluzione?evitiamo di produrle,ma chi va a dire a quelle famiglie che l'italia è uno dei maggiori produttori di armi:di piccolo calibro (fucili, pistole, munizioni ed esplosivi), evidenzia una crescita pari al 22,6% nel biennio 2004-2005, rispetto al biennio precedente. I trasferimenti, che nel 2004 erano di 358 milioni, nel 2005 hanno raggiunto la cifra record di 410 milioni di euro.

Reply

Julian, hai ragione. L'Italia è fra i maggiori produttori di mine e armi. Costruiamo ordigni per distruggere e poi finanziamo le missioni per ricostruire. Un paradosso inaccettabile. I governi incutono paura per terrorizzare i cittadini. I cittadini acquistano armi e infine qualcuno ci rimette la pelle. Un gioco che sembra non aver fine... Grazie!

Reply

il punto è che l'italia non ha un'identità propria, è solo una portaerei sul mediterraneo. firmerei per un'annessione agli stati uniti, tanto è lo stesso. ne hanno dato prova gli ipocriti burattini della sinarchia nelle vesti di fantomatici buonisti e progressisti. oltretutto noi beneficiamo materialmente di queste porcherie in atto. gli usa immolano qualche anonimo disperato al fronte, noi in proporzione qualcuno dovremo lasciare sul campo...quantomeno basta con l'ipocrisia delle missioni di pace e che vengano alla luce i drammi dell'uranio impoverito....fra l'altro perchè sua satanità benny XVI non ne parla mai?

Reply

....fra l'altro perchè sua satanità benny XVI non ne parla mai?

perchè nonostante la sua ipocrisia arrivi alle stelle,non si autodenunzia con certi argomenti,non li sfiora nemmeno...
egli è azionario quindi proprietario, della r au teo n,una delle più grandi fabbriche di armi.
E'tra i dirigenti della immonda orchestra....
Freenfo,chiedo scusa per l'irruzione...è stato più forte di me.
un caro saluto
Angela

Reply

già....e c'è ancora chi legittima certi corrotti e corruttibili politicanti col voto (evviva! abbiamo fatto fuori il berlusca!!! (poveretti...))e chi ascolta placidamente i messaggi della domenica del pastore tedesco in scarpette rosse.....che drammi.

Reply

Stendec, l'Italia è solo un'altra stella sulla bandiera americana. Siamo succubi della "liberazione" (occupazione).

Angelotta, più che irruenza la definirei passione, un sentimento che alla fine denota grande capacità critica.

Su B16 mi astengo!

Grazie a tutti. Freenfo

Reply

Qualcuno ti accuserà di non essere propositivo, perché pubblichi un articolo di denuncia, senza additare i rimedi, ma la conoscenza è già un rimedio. Se tutti sapessero, quanti partirebbero per le missioni di "pace"?

Ciao!

Reply

Caro Zret, la conoscenza è tutto! A volte sapere come stanno le cose cambia di molto il punto di vista! Ciao

Reply

Gli organi di informazione di regime si ostinano a dire che non sarebbe amncora dimostrata la correlazione fra l'esposizione all'uranio imppoverito e l'insorgenza di neoplasie e leucemie. Così anche l'illustre ematologio Fabio Mandelli. Io a Mandelli proporrei, visto che l'uranio in fin dei conti non fa poi così male e forse fa pure bene, di iniettargliene una un bel siringone per via endovenosa.
E poi, a breve distanza, vediamo l'effetto che fa.

Reply

Paolo, l'idea del siringone è davvero originale. Sarebbe un ottimo deterrente alle menzogne governative. Ciao!

Reply
Anonimo mod

che crepino tutti, schifosi servi della gleba...

hanno quello che si meritano questi mercenari...

Reply

maccheccavolo---mi dispiace per i soldati malati ,e i civili ?loro non hanno scelto di seguire un idiota che da ordini ,,i militari se gli ordinano di saltare la staccionata devono farlo è il loro mestiere

Reply

Poltrona, hai ragione purtroppo i civili sono le vittime innocenti dei conflitti. Basti pensare alle migliaia di bambini morti sotto le bombe americane, uomini e donne lacerati da uranio e bombe a grappolo, colpevoli di essere al posto sbagliato nel momento sbagliato. Ciao e grazie.

Reply
Anonimo mod

spesso che parte per le cosiddette missioni di pace non da impotanza al valore della vita stessa...stefania da napoli

Reply

Ciao Stefania, purtroppo a volte è come dici tu... un caro saluto.

Reply

Posta un commento