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26 marzo 2008


In ginocchio da te

Gli analisti della Goldman Sucks affermano che potrebbero esserci 460 miliardi di dollari di perdite, a causa delle costanti perdite sui crediti e dal crollo del mercato ipotecario. Molti altri analisti affermano che i profitti sono a picco e continueranno a crollare senza sosta. La stessa Goldman Sachs e le altre grandi banche hanno ridotto le stime di crescita delle proprie azioni, confermando di fatto ogni sospetto. Vi risparmio i dettagli della notizia, che troverete in fondo a questo post. Il collasso del sistema riguarderà ogni forma di investimento. Tutte le stime sono state ridotte per il prossimo anno, se mai ci sarà un prossimo anno per molte delle banche e delle grandi corporazioni assicurative e creditizie. Da tempo continua a suonare la sveglia, da tempo si intravedono i frutti di questo sistema economico marcio, sembra tuttavia che solo ora se ne intravedano le reali condizioni. Mi fa sorridere assistere ai salotti politici italiani, tutti uguali, tutti assolutamente privi di senso. Si parla di pensioni senza una reale copertura, si parla di debito senza però ricordare il signoraggio. Si parla di sviluppo e di ponti (quello sullo stretto e quello per salvare Alitalia), senza parlare di microeconomia e gestione delle piccole comunità locali. Non vale la pena scrivere altro, ci resta solo una comoda poltrona con vista panoramica, in attesa del collasso.

Sembra la scena finale di Fight Club, quando il protagonista vede crollare i grattacieli che egli stesso aveva minato.

Approfondimento: Wall Street May Face $460 Bln..., Goldman Says
Articolo correlato: Centrofondi

17 ottobre 2007


Goldman Sucks

Le parole anglosassoni sono entrate nella vita quotidiana e hanno modificato la percezione di concetti comuni a noi tutti. Welfare, stock option, subprime, sono solo un esempio di come la globalizzazione rispecchi anche il linguaggio comune. Non tutti (io fra questi) sono a conoscenza dei meccanismi che regolano l’economia, ma sforzando le meningi, non ricordo un periodo in cui non si parlasse di debito pubblico, di mutui e di interessi. Sembra che l’economia globalizzata non riesca a fornire le risposte ai continui indebitamenti degli Stati, ne il costante divario fra i Paesi occidentali e quelli del terzo mondo, che si allarga inesorabilmente, aggiungendo alla sua lista sempre nuovi ospiti. Apparentemente la politica sembra tentare di risolvere i problemi legati allo stato sociale e all’economia, tuttavia le politiche economiche da sempre sono sul tavolo ovale degli amministratori delegati delle più importanti corporazioni mondiali.

I governi risultano essere i vassalli dei sovrani, garantiscono gli investimenti dei padroni per arricchire sempre più le casse delle multinazionali. Meccanismi come il signoraggio rendono questo sistema perfetto. Un sistema basato su un debito infinito, milioni di euro che vengono immessi nel sistema economico, senza una controparte di valore reale. Questa ignobile pratica (che definirei crimine contro l’umanità) sta indebolendo e impoverendo le vite di ogni uomo sulla terra. Lavoratori schiavizzati a turni di lavoro strazianti, senza un futuro potenziale, senza la garanzia di una vita degna di essere chiamata tale. Le banche, veri padroni degli Stati, perpetrano le loro meschine politiche di sciacallaggio, senza che i governi loro vassalli, possano operare scelte in controtendenza. Questo enorme inganno prende forma ogni giorno, senza che nessuno dica nulla, senza che l’uomo medio possa ribellarsi allo scempio. Il benessere di un popolo è basato sulla ricchezza distribuita. Una ricchezza di beni condivisi, di valori e culture costruite con anni di civiltà. Sembra assurdo che pochi uomini gestiscano l’intero patrimonio economico mondiale, è assurdo che il popolo tema i governi, dovrebbero essere i governi a temere i popoli. Fra qualche mese le banche si troveranno a dover riacquisire migliaia di case, le stesse case che i poveri lavoratori hanno sperato di poter acquistare, in trent’anni di duro lavoro.

I mutui, nonostante le cospicue iniezioni di denaro a soccorso della crisi, continueranno a generare insolvenze, pian piano tutti i beni torneranno alla banche. A quel punto forse il sistema verrà ridimensionato, riportato ad un livello più umano e consono alle tasche dei cittadini. Tuttavia questa è una chimera, una speranza che forse non vedremo mai realizzarsi. Sappiamo che gli interessi degli speculatori continueranno a danneggiare i popoli, perché al peggio non c’è mai fine. Questo sistema, fondato sulla carta straccia, dovrebbe essere riconsegnato al mittente, dovremo creare delle micro economie locali e rilanciare il concetto di economia reale, un’economia basata sui beni come valore intrinseco e reale, basata su condizioni di vita eque per tutti.

25 gennaio 2008


Crisi? No, c'è tempo per armare i nostri soldati

Come già largamente annunciato nei giorni precedenti il governo italiano ha fallito la miserabile corsa. Non è mia intenzione analizzare le cause del declino del governo Prodi, anche perché bisognerebbe parlare di poteri occulti e piani delineati da un’agenda ben definita. La cosa singolare è l’approvazione dell’ultimo provvedimento del governo nella mattinata, il finanziamento delle missioni di guerra che il nostro Paese ha deciso di proseguire. In un momento di tale incertezza questo scandaloso decreto mette il suggello all’inettitudine di una parte politica che ha disatteso ogni promessa fatta all’elettorato e rinnegato i principi per i quali i votanti avevano espresso la loro preferenza.

Questo stigmatizza ancora una volta la totale inefficienza della democrazia, una parola abusata e mai praticata realmente negli stati occidentali. La democrazia non esiste, come non esiste la facoltà di scegliere il cambiamento, poiché ogni carica istituzionale è preposta a compiere un piano ben definito in sedi non istituzionali.

Vediamo come le primarie americane siano una grande messa in scena, contendenti sponsorizzati da milioni di dollari provenienti dalle casse delle grandi banche mondiali, a certificare una pratica comune nelle campagne elettorali. Questi personaggi fantocci infiammano le speranze della popolazione, che vengono disattese subito dopo le elezioni. Un processo che si perpetra da decine di anni, ma sembra essere dimenticato dagli elettori, che ogni volta si recano alle urne con piena fiducia, talvolta illudendosi che possa essere la volta giusta.

Il candidato migliore per le primarie americane è un certo Ron Paul, un uomo controverso per alcuni versi, ma fortemente critico del sistema bancario, politico e sociale degli Stati Uniti. Nonostante le televisioni e i notiziari ignorino totalmente i suoi dati elettorali, continua a raccogliere grandi consensi, dimostrando che c’è una larga base di consapevoli e contrari al sistema politico ed economico statunitense. Un vero peccato perché tutti questi voti non serviranno a molto, visto che la signora Clinton dovrebbe essere il nuovo presidente americano, a meno di colpi di scena. Colpo di scena che vedo difficile, anche guardando gli ultimi presidenti americani. Venti anni gestiti da sole due famiglie elitarie, se questa è democrazia?

Fortunatamente noi non abbiamo questi problemi, dobbiamo solo attenerci agli incarichi creati per noi dalla BCE, dalla Goldman Sachs e dai suoi viscidi impiegati (Draghi, Monti, Padoa Schioppa). Non so come andrà a finire, ma già immagino un governo istituzionale di transizione (magari guidato dall’espertissimo Amato), che possa finalmente approvare una nuova legge elettorale. Ma la domanda è la seguente: “Perché un governo con la maggioranza non è riuscito ad approvare una legge in due anni?”. “Perché nessuno ha messo mani al conflitto d’interessi?” La risposta è molto semplice, ormai si gioca a carte scoperte…

10 luglio 2012


Lindo e pinto

L’anno scorso, non ricordo bene la data, ipotizzavo un piano per favorire l’elezione del Piscione di Arcore alla presidenza della repubblica. Per ottenere questo ultimo risultato, il presidente ai tempi in carica doveva rinunciare a qualcosa, doveva farsi da parte per rendere questo processo ancora più semplice. In cambio della sua uscita politica in favore dell’uomo di punta della Goldman Sachs, il presidente veniva epurato di tutti i suoi precedenti atti osceni in luogo pubblico, nonché dei molteplici processi che lo vedevano implicato. In cambio del defilarsi dalla vita politica pubblica, Berlusconi guadagnò l’annullamento dei processi e dei reati a lui contestatati e un futuro da uomo politico innocente. Tralasciando le vicende processuali che hanno coinvolto il Piscione nel corso degli anni e la loro chiusura per prescrizione (che non significa assoluzione), oggi la situazione è molto confusa. Le promesse fatte in quei tempi saranno sicuramente attuali, ma per ottenere quel risultato tutti dovranno cedere qualcosa. L’elemento Grillo ha destabilizzato l’assetto politico, tuttavia credo che l’Italia prolungherà la sua agonia, promulgando per un po’ il governo Monti, che ha il compito ultimo di far collassare il sistema economico europeo, prima di rimettere il suo mandato a votazioni che saranno solo fittizie, in quanto tutto sarà compromesso. Forse accadrà quello che è avvenuto in Grecia. In ogni caso oggi Berlusconi nel suo defilarsi, sembra tornare di moda e molti dei quali hanno gioito nel liberarsene, lo stanno rimpiangendo. Questo dà il senso della situazione italiana. Appena le camere salteranno, sia Monti che Napolitano dovranno farsi da parte e a quel punto Berlusconi dovrà essere ripagato delle promesse fatte per mettersi da parte. Il limite allo schifo non esiste e questo ormai è un dato di fatto. A noi non resta che vivere nel quotidiano secondo le Leggi che sappiamo essere al di sopra di ogni altra cosa umana e attendere che la Giustizia torni a sistemare le cose una volta per tutte…