Il riciclaggio dei materiali il più delle volte viene diligentemente effettuato dai cittadini, per poi essere mescolato nelle discariche per mancanza di fondi e attrezzature adatte al riciclo stesso. Diventa inutile lo sforzo e la pubblicità che incentiva il riciclaggio se poi lo Stato non persegue politiche che ne garantiscano l’effettivo risultato finale. Siamo schiavi del petrolio e dei sui derivati, ogni cosa in plastica viene usata e buttata, finisce incendiata e arreca danni enormi all’intero ecosistema. Piuttosto che istituire tavoli di confronto fra protezione civile e governo, ognuno dovrebbe assumersi le proprie responsabilità e ribellarsi fino alla morte per garantire i propri legittimi diritti.
L’Italia del resto è il Paese del diritto, ognuno ha il diritto di avere una casa, mantenerla in ordine e pulita, senza preoccuparsi dell’ambente circostante e delle altre persone. Altri Paesi invece curano la cultura del dovere, spesso hanno case non troppo pulite e ordinate, ma in compenso le strade e l’ordine pubblico sono nel rispetto del prossimo. Sarebbe bello che noi cittadini italiani diventassimo cittadini di un Paese di diritto e di dovere. Sarebbe bello vedere il prossimo consiglio dei ministri vicino a un bel cumulo di rifiuti, magari i gas sprigionati dal cumulo inebrierebbe la inutili teste vuote dei servi delle banche.
Ps. A proposito di banche. Come dicevo tempo fa, Prodi benedice la svendita italiana e promuove le politiche a favore delle banche e dalla comunità europea. Non ci resta che attendere fiduciosi la grande depressione.