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12 dicembre 2007


George W. Napolitano

Vogliamo discutere insieme, vogliamo fare la nostra parte, dare il nostro contributo per risolvere i problemi internazionali, in particolare per quello che riguarda la proliferazione degli armamenti nucleari. (Ma allora perché ce la prendiamo con l'Iran?)

L'Italia è presente in tutte le aree di crisi del mondo. Tra pochi giorni, un generale italiano assumerà il comando della regione di Kabul. In Iraq l'Italia ha fatto la sua parte per aiutare la stabilizzazione e ha contribuito al programma di formazione della Nato. In Iraq c'è stato un innegabile miglioramento della sicurezza. (Davvero?)

Condividiamo le preoccupazioni, in particolare per il Kosovo, per le scelte che si devono fare per arrivare alla indipendenza, tenendo in considerazione tutti i fattori (i fattori dello smembramento di uno Stato e la colonizzazione degli Stati Uniti). L'Iran è pericoloso, in particolare per quello che riguarda la proliferazione degli armamenti nucleari. L'Italia e l'Europa vogliono assumersi insieme la responsabilità di mantenere la pace e la stabilità e di promuovere la democrazia e la libertà. (Prepariamo una nuova guerra tutti insieme, che bello...) Solo un'Europa unita può raggiungere questi scopi.

Giorgio Napolitano

26 settembre 2007


Gates chiede altri 190 miliardi per le guerre del 2008

WASHINGTON - Il segretario della difesa Americano Robert Gates Mercoledì chiederà al congresso l’approvazione di ulteriori 190 Miliardi di dollari per le guerre in Iraq e Afghanistan nel 2008, incrementando le stime di più di un terzo.

Nel testo che presenterà al Senato, Gates afferma che questo nuovo finanziamento è necessario per l’acquisto di veicoli militari in grado di proteggere le truppe lungo la strada, rinnovare l’equipaggiamento da combattimento e consolidare le basi americane in Iraq. Una copia di questo rapporto è stata ottenuta della Associated Press.

Gates ha affermato: "So che l’Iraq e le altre difficili scelte contro la politica del terrore continueranno ad essere un fonte di discussione con il congresso, tra il congresso ed il presidente e nell’opinione pubblica.”

“Considerando questo, vorrei spendere una parola sulla quale confido tutti potrete essere d’accordo – l’onore, il coraggio e il grande senso del dovere che hanno dimostrato le nostre truppe dall’ 11 Settembre in poi”, lo testimoniano.

A febbraio Bush ha richiesto 141 miliardi di dollari per le guerre; i generali in quella occasione dissero che quella cifra era un calcolo approssimativo che poteva aumentare. A luglio, il dipartimento della difesa chiese altri 5.3 miliardi di dollari per l’acquisto di 1500 mine anticarro (MRAP).

Gates afferma che altri 42 miliardi servono a coprire richieste aggiuntive.
Questi fondi includono:

- 11 miliardi per l’acquisto di 7000 MRAP in aggiunta agli 8000 già pianificati
- 9 miliardi per la ricostruzione dell’equipaggiamento e della tecnologia
- 6 miliardi per l’addestramento e l’equipaggiamento delle truppe
- 1 miliardo per migliorare le “facilities” nella regione e consolidare le basi in Iraq
- 1 miliardo per l’addestramento e l’equipaggiamento delle forze di sicurezza irachena.

6 settembre 2007


Salvi i posti di lavoro americani

Un generale americano impegnato nel massacro delle forze di occupazione statunitensi in Iraq, ha rilasciato una dichiarazione riguardante il graduale ritiro delle truppe. Bush aveva ipotizzato un possibile ritiro, senza dare spiegazioni ne tempi di attuazione del provvedimento. Il generale David Petraeus invece ha confermato che dal prossimo Marzo i soldati lasceranno il campo di battaglia. Mi chiedevo come potranno sopravvivere tutti questi poveri disoccupati una volta lasciato il posto di lavoro. Non potranno distruggere, umiliare, torturare e privare della dignità umana nessun civile, non potranno più giocare al gioco “Porta la democrazia con le bombe”. Poi mentre pensavo ad una possibile nuova occupazione ho dato un'occhiata al mappamondo, ho visto che vicino all'Iraq ci sono degli Stati ancora poco democratici, ai quali di certo non farebbe male un po' di sana e occidentale alfabetizzazione a suon di uranio e cluster bombs. Finalmente mi sono tranquillizzato, ho pensato al futuro di questi soldati, ancora una volta garantito e al sicuro. Potranno essere impegnati nelle nuove guerre in Iran e in Siria e potranno anche fare amicizia con i oro amici Israeliani, abili nel combattimento e nelle forme di repressione. Ancora una volta il sogno americano è salvo!