Indagini, propaganda e ipocrisia

Da molti mesi ormai lo Stato italiano, adeguandosi alla tendenza del mondo occidentale, persegue politiche di inasprimento delle leggi sulla sicurezza, introducendo via via misure sempre più restrittive e contraddittorie. Si parla di bracciale elettronico, di telecamere a circuito chiuso, di schedatura del DNA, di vaccinazioni di massa, di ogni forma di intervento invasivo della libertà individuale. L’ultima trovata della Benemerita, riguarda un delitto di quasi tre anni fa. Gli investigatori non sapendo più quale strada percorrere, hanno pensato di prelevare (schedare) le impronte digitali di tutti i cittadini di Enego, un comune del vicentino, teatro di un delitto irrisolto in cui hanno perso la vita due anziani coniugi. Questo tragico episodio di cronaca nera ad oggi risulta non esser stato risolto, anche se la pista più probabile, sembra quella della rapina non andata a buon fine.

Sinceramente questa vicenda, nel suo tragico epilogo, sembra essere perfetta per raggiungere uno scopo ben diverso da quello apparente relativo alla soluzione del caso. Schedare i duemila abitanti di questo comune, difficilmente servirà a trovare il carnefice, sarà invece utile ad educare le persone a queste misure eccezionali, che sono ormai sempre più frequenti. Le indagini avrebbero dovuto fornire risposte e soluzioni molto tempo fa, a distanza di quasi tre anni è difficile venire a capo di una tale vicenda, la strumentalizzazione mi sembra molto evidente. Inoltre si crea ancora più dolore alle persone che hanno perso questi familiari, creando di fatto i presupposti per lasciare questo caso irrisolto.

Ancora una volta si dovrebbe guardare alla sicurezza come un problema da risolvere con azioni che migliorino il contesto sociale dei cittadini, italiani e immigrati. La caccia alle streghe sta diventando uno sport nazionale, la criminalizzazione dei deboli e degli emarginati ha tenuto banco per l’intero periodo della campagna elettorale. Nessuno però individua il problema alla base, fornendo di volta in volta soluzioni palliative e non strutturali. La sicurezza si ottiene fornendo lavoro stabile e con una retribuzione dignitosa ad ogni uomo, lavorare tutti e meno ore, creando le condizioni di base per la nascita di nuclei familiari sani, evitando gli errori mortali sul posto di lavoro. Una persona con una casa, un lavoro e una famiglia, difficilmente attenterebbe alla sicurezza di altri simili, semplicemente perché è nel proprio interesse migliorare le condizioni del luogo in cui vive. Smettiamola di prendercela con rumeni e immigrati, cerchiamo di identificare i problemi per quello che sono, l’ipocrisia alla lunga non da i frutti sperati.

L’Italia è uno dei maggiori partner commerciali della Romania, esercita una sorta di protettorato. Non si può puntare il dito verso il nemico e poi sedersi alla stessa tavola per la cena.

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