Maschere

“...è il permettere l'interferenza di altre persone che impedisce di ascoltare i dettami della nostra anima,e che porta disarmonia.”

“... se seguiamo i nostri veri istinti, desideri, pensieri, aneliti, non conosceremo altro che gioia e salute...”

Edward Bach

I miei primi ricordi di una maschera risalgono all'infanzia, quando come di consueto i bambini si vestono per festeggiare il carnevale. Ho vissuto con disagio quei momenti, in cui forse sono stato anche felice per alcuni istanti, ma che ora ricordo come attimi di forte imbarazzo. Non penso di esser mai stato felice di essere un'altra persona. Ai miei tempi non c'era una vastissima scelta di maschere, spesso la fantasia creava qualcosa di originale e molto più economico. Forse il ricordo più bello appartiene alla maschera dell'indiano d'America, con penne, piume e pelliccia (finta ovviamente). In quel caso mi sentivo a mio agio, come se infondo fosse una personalità che aveva una qualche attinenza con la mia vita. Nel corso degli anni ho abbandonato le feste in maschera, già da piccolo non volevo identificarmi con nessun altro.

Ripensandoci oggi, alla luce delle esperienze compiute nella mia vita, questo atteggiamento rispecchia perfettamente quello che è diventato il mio modo di essere. Tutti noi ogni giorno indossiamo maschere più o meno visibili, siamo impegnati a svolgere ruoli e lavori che spesso non soddisfano le nostre intime aspirazioni. A volte le maschere le portiamo anche in casa, dobbiamo comportarci in modo diverso con i nostri partner, con i nostri figli, con le persone che ruotano intorno alla nostra vita sociale. Queste maschere diventano abitudini e consuetudini talmente radicate, che è difficile capire cosa ci sia di vero in noi stessi. Perdiamo il contatto con il nostro essere spirituale e le sue brillanti attitudini.

Reprimendo le nostre emozioni, celiamo dietro maschere ogni tipo di sensazione, positiva o negativa che sia. Difficilmente ci lasciamo andare al pianto o a una grande risata, perché profondamente a disagio con l'espressione di tali sentimenti. Ci sentiamo istantaneamente giudicati, osservati, criticati, ci sentiamo sporchi e a disagio. Accumuliamo una serie di repressioni in noi stessi, costruendo a poco a poco una bomba pronta ad esplodere. Nel gioco dell'equilibrio questo potenziale represso, scoppia in momenti di stress o conflitto, si riversa con tutta la forza verso una persona, un nostro superiore, o peggio ancora verso un figlio indifeso.

La nostra vita diventa un film vissuto recitando il copione di un altro, un ruolo che poco si addice a noi stessi. Pensiamo di essere liberi, ma spesso siamo intrappolati in logiche che nemmeno riusciamo a vedere, tanto ormai sono di comune abitudine. Sarebbe bello liberarsi di tutte le maschere, essere se stessi, trovare un centro che dia pace alla nostra vita. In questo modo si spegnerebbe l'odio, il contrasto, lo stress, ogni cosa verrebbe vista con occhi diversi, semplicemente osservata con obiettività e tranquillità.

Ovviamente molte persone sono felici e vivono la vita senza maschere e condizionamenti, sono le persone che vorremmo avere vicino, le persone che infondono pace e serenità.

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12 commenti

grande edward bach

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Anonimo mod

Le maschere come i ruoli da vestire possono secondo me avere aspetti positivo che negativi.
I bambini "giocano" ed esprimono attraverso maschere desideri, paure,emozioni rimossi,provare attegiamenti ed altro. In diverse forme terapeutiche questo strumento aiuta per andare oltre la maschera, per scioglierla. Prova a far' finta di essere una persona che ti piace o no - fingi i suoi gesti ed espressioni e ti rendi conto che questa finzione ti porta alla comprensioni della sostanza che si nasconde dietro la maschera - porta anche a comprendere meglio quell' altro.
Le maschere in tutte le culture hanno avuto un ruolo profondo nelle feste - nei riti religiosi...
La faccia che riteniamo la nostra faccia originale è una sintesi di un grande mosaico di ruoli e maschere - una grande capolavoro unico che ci racconta chi siamo stati fino adesso.
E quella faccia nel momento che gioca - nel momento che si veste della molteplicità dell' esistenza forse si avvicina a un maggiore autenticità perché non statica - non cementificata - non maschera. Siamo uno e siamo tanti - e cosi abbiamo anche tante facce - che fermate ( come in un fotogramma) diventano maschere - ma nel fermare e focalizzare ci raccontano - sé siamo in grado di ascoltare.Indossare una mascera del diverso ci fa sentire diversi noi e ci aiuta ad integrare quel ruolo ché è o sembra fuori di noi. Una maschera in senso di cementificare ed identificare si, significa ESSERE la maschera - non più portatore e osservatore di una maschera. Significa perdersi dentro.
Danno buoni spunti di riflessione i tuoi testi Cari saluti Maria

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Ciao Andrew.

Maria, il problema è che stiamo diventando tutti dei consumatori privi di spirito. Indossiamo maschere che la società ci impone, non siamo in grado di essere noi stessi. Questo purtroppo mi preoccupa molto, è la conferma che il materialismo sta vincendo in tutti i campi.

Ciao!

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Anonimo mod

... si mette il materialismo come nemico - mentre bisogna "spiritualizzare la materia ... portare dentro la consapevolezza...rendersi conto dove la connessione con la spirito - con l'anima è andata persa... o diventata talmente sottile da non essere più percepita. Ogni aspetto è estraneato - senza più significato più profondo - quindi nel cercare il significato bisogna andarci dentro - per poi andare oltre dove si svela il vuoto - la distorsione, la menzogna - menzogna perché separata dal resto. Noi stessi - nella nostra fisicità siamo materia - siamo spesso automi - invece siamo spirito in forma densa, materializzata. Dentro la nostra materia densa ci troviamo l'energia pulsante che in ogni attimo ci connette - oltre...e ci da infusione di nuovo flusso che trasforma. E una nostra convinzione mentale che ci suggerisce una separazione e in conseguenza quella forza ci separa e acquisisce terreno. Questa nostra convinzione apre le porte. Hai ragione - tutto intorno a noi manifesta allontanamento dalle forze spirituali - segnala fortemente un infossarsi e ridursi ad una pura visone materialistica. Ed è cosi.La Ri-Connessione con il mondo dello spirito - e la materia cambia tutto questo.Cominciando con noi stessi e quello che ci circonda.... si espande perché nulla è veramente separato. Il problema è la separazione. Una separazione che nega una realtà che va aldilà della materia.
Perfino la fisica nuova ci conferma questa visione.(teoria del caos e dei sistemi complessi).
Ciao Maria

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Maria perfettamente d'accordo. La materia è una necessaria manifestazione dell'essere. L'obiettivo è di unificare il Tutto.

Un abbraccio

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Anonimo mod

.... ho riletto il tuo articolo perché il mio commento suonava molto cervellotico.
Mi aggancio all' ultimo pezzo dove esprimi il sogno di andare oltre la maschera. Ecco vedere le nostre maschere per quelle che sono, cogliere profondamente il messaggio già questo ci indiirzza versa la liberazione attraverso la dissoluzione. La maschera è un problema finché considerata necessaria - quindi approvata, anche Sè negativamente.


Mettiamo: Mi scopro con la maschera del "chi sa tutto" senza giustificare perché.....e già questo riconoscere come maschera (non verità) la sgretola - la sua funzione decade e quindi scopro attraverso il riconoscere di questa "portata" di "chinonsono" necessariamente spinta verso un aggiustamento. Che poi ci spinge la società o gli altri - prima di tutti ci spingiamo noi - grazie alla non-consapevolezza nutrita da senso di impotenza, pigrizia , ignoranza, arroganza,paure varie .... insomma tutte ...le belle cose che conosciamo bene e che si nota fuori ma meno dentro di noi. Cari saluti Maria

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Ciao Freenfo

ho letto i tuoi ultimi scritti, e come ti dissi qualche tempo fa, comprendo bene la necessità di questo "nuovo corso".

Penso che sia giusto così, che se sentivi giunto il momento per dare una svolta agli argomenti a cui porre attenzione, allora hai fatto bene a seguire questa strada.

A presto allora :-)

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"... se seguiamo i nostri veri istinti, desideri, pensieri, aneliti, non conosceremo altro che gioia e salute..."

questo aneddoto è sempre vero?

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Ciao Free, sono passato a farti un saluto:

Ciao carissimo !

NIKO

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Mi associo ad Andrew, Bach è un grande!

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Luca mod

Hola freenfo!
ho visto che scrivi "ai miei tempi", una curiosità: quanti anni hai(se non sono troppo indiscreto)? te lo chiedo perchè mi piace farmi un idea delle persone che leggo spesso come te. ciao! Luca

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Mi scuso con tutti voi per non aver risposto ai vostri commenti. Sono stato per una settimana lontano da tecnologia e affini.

Santaruina, grazie per la comprensione e la stima, ti abbraccio con affetto.

Ale, puoi provare a sperimentare, vero è falso esiste in modo diverso per ognuno di noi.

Niko, grazie di cuore. Ti abbraccio forte! Buon lavoro...

Flo, un caro saluto anche a te...

Luca non sei indiscreto, ho 30 anni, ne troppo "vecchio", ne troppo "giovane"...

Ciao a tutti

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