"Real ID" per acquisto di medicinali

Ufficiale del DHS propone norme “Real ID” per comprare medicine per il raffreddore

Un ufficiale superiore del Department of Homeland Security (Dipartimento di Sicurezza Nazionale statunitense) ha proposto l'idea di richiedere ai cittadini di esibire un documento d'identità federale prima di acquistare medicinali senza ricetta.

"Se hai un valido documento d'identità … è molto più difficile che i laboratori di metanfetamina funzionino in questo paese", ha detto lo scorso mese in pubblico, alla Heritage Foundation, Stewart Baker - vice segretario per la politica pubblica al DHS. Le medicine per il raffreddore, come il Sudafed, sono state a lungo usate nella produzione della metanfetamina. Nel corso dell'anno scorso, è stato richiesto alle farmacie d’individuare gli acquirenti di medicine che contengono la pseudoefedrina.

Il suo commento arrivò cinque giorni dopo che l’agenzia ebbe emanato le ultime norme per realizzare il REAL ID Act (Legge sull'Identificazione Certa) del 2005, che però non menzionava tali requisiti. Esso stabilisce infatti gli standard e le procedure che bisogna conoscere prima di accettare le patenti emesse dallo stato come documenti d’identità per questioni ufficiali.

Oltre a imbarcarsi su aerei e a entrare in edifici federali o in impianti nucleari, non ci sono altri scopi ufficiali dichiarati nei regolamenti. E questo riguarda solo le persone del Center for Democracy and Technology. Loro sostengono che l’affermazione di Baker sottolinei una mission creep, in cui l’intenzione e l’obiettivo del decreto REAL ID si espandono gradualmente nel tempo.

"La mission creep suggerita da Baker spinge il programma REAL ID più lontano, giù per un pendio ripido, verso una vera carta d’identità nazionale," scrisse qui il blogger del CDT Greg Burnett. Egli sostiene che richiedendo alla gente di esibire un documento d’identità federalmente approvato per comprare medicine per il raffreddore sia un buon esempio "delle implicazioni significative" legate al decreto.

Finora 17 stati si sono formalmente opposti al REAL ID, che entrerà in vigore l’11 maggio. I residenti di quegli stati saranno sottoposti a perquisizioni aggiuntive e altri inconvenienti quando prenderanno un aereo, e potrebbe essere loro impedito l’accesso a edifici federali e impianti nucleari.

L’affermazione di Baker, che maschera la posizione ufficiale del DHS sul REAL ID, non costituisce la prima volta in cui l’agenzia ha fatto delle osservazioni devianti circa i requisiti legali dell'identificazione. Secondo lo scrittore di viaggi Edward Hasbrouck, gli ufficiali DHS continuano a diffondere l’equivoco che i residenti degli stati che non aderiscono ai requisiti REAL ID non potranno salire a bordo di aerei. Lo farranno, sostiene qui Hasbrouck. Infatti, dice, le linee aeree non possono, per legge, richiedere alcun tipo di ID.

Ciò nonostante, il sito web del DHS continua a reclamare che è richiesto una documento d’identità con foto per passare attraverso i controlli di sicurezza. Hasbrouck ha i suoi sospetti circa le ragioni di tali affermazioni.

"La spiegazione più ovvia è che vogliono usare l’implicita (ma legalmente, e nei fatti, vuota) minaccia di divieto di effettuare viaggi aerei per intimidire gli stati verso una 'volontaria' adesione al Real-ID Act e alle sue regole, " scrive.

Fonte: http://www.theregister.co.uk
Traduzione a cura di: http://giuraffa.blogspot.com


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