Morire per mille euro al mese

Siamo lentamente fagocitati da un mondo senza lode. Ogni notizia sembra priva di senso. Poveri uomini dilaniati dalle fiamme di una fabbrica in dismissione. Uomini che compiono il loro lavoro ai limiti della sicurezza, orari di lavoro eccessivi, tutto per pochi euro al mese. I manager si preoccupano degli avvocati, di come potranno uscire puliti dalle condanne per un incidente che sembra un omicidio vero e proprio. Mi resta difficile esprimere riflessioni su questo episodio. Siamo nell’era della tecnologia, dell’automazione e del progresso, ma ancora le persone muoiono in un modo così barbaro. Siamo schiavi impotenti al soldo dei potenti, cavie da laboratorio da spremere e uccidere, uomini e donne private della propria dignità. Queste morti bianche sono lo scempio di un sistema che non funziona, l’esempio sbagliato di un’economia che non tutela le persone, ma investe solo nell’aumentare i profitti. Una produzione all’eccesso per guadagnare denaro sporco, sudicio e macchiato di morte. Le analogie con altre stragi del lavoro sono molte, come molte sono le vittime inconsapevoli di questo massacro. Siamo nati liberi, siamo nati per costruire un mondo migliore, ma questo ideale muore su uno stipendio di mille euro al mese.

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