Separazione

Il palcoscenico mondiale sta dando uno dei più grandi spettacoli della storia, una tragedia di proporzioni globali, che è appena ai preparativi del primo atto. Mentre tutto scorre il vocabolario delle persone ha assunto nuove connotazioni. Crisi, paura, terrore e instabilità, sembrano ormai le parole chiavi per iniziare una qualsiasi discussione. Mi rendo conto che la maggior parte delle persone si sta lasciando trasportare da tutto questo, inconsapevolmente è vittima di un gioco molto grande, che coinvolgerà l’intera popolazione mondiale. Tutto sembra costruito per separare i buoni sentimenti e l’ottimismo, dal vittimismo e dalla paura. Nel precedente post ho analizzato le proiezioni interiori che si manifestano nel mondo esterno. La volontà di separare i buoni dai cattivi, la crisi dalla ripresa, l’occidente dall’oriente, non è altro che la logica di potere che sta per giungere al suo apice massimo. Spesso ho scritto e descritto tali dinamiche in questi termini, cercando di lasciare un messaggio diverso da quello che puntualmente i nostri sensi recepiscono.

In questi giorni sto sperimentando la separazione anche nella mia vita privata, molte persone si adoperano affinché altre possano essere allontanate dalla mia sfera d’azione. Molti credono che così facendo possano esercitare il loro potere e agire sul libero arbitrio altrui. Tuttavia questa dinamica non può avere successo, per chi come me, ha scelto di operare su altri piani di conoscenza. Oggi è necessario comprendere e unificare gli intenti, per creare dei nuclei forti, in grado di sostenere le prove future. Unirsi e aggregarsi fra simili, è necessario per condividere un certo tipo di energia, pronta per essere messa al servizio di chi ne avrà bisogno. Per questo la separazione non può più far parte della mia vita, ne può in alcun modo intaccare il mio modo di essere, consapevole del fatto che questo ultimo colpo di coda è solo la manifestazione più pura della paura dell’ignoto, che poi è ciò che non conosciamo a livello più intimo.

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