5 agosto 2008


Ego

La vita è un dono che spesso dimentichiamo di aver ricevuto. La mente razionale crea la nostra realtà, evitando spesso di includere sensazioni, emozioni e rispetto verso il prossimo. Il confine fra lecito e illecito, fra bene e male, non è altro che il nostro pensiero creativo, spesso partendo da sentimenti di paura e odio. Del resto la paura è una mancanza di Amore, la più grave mancanza. La paura ci fa agire come piccoli automi, ci confina in angoli bui della nostra stessa esistenza. Dimentichiamo il nostro vero ruolo su questo piano di esistenza e riversiamo le nostre inadeguatezze sul prossimo. Spesso dietro un attacco non c’è odio, ma una vera e profonda carenza di Amore.

Ognuno di noi è chiamato a compiere delle scelte, a volte dettate dal buon senso, altre volte necessarie perché conseguenti ad eventi propri della vita. Di fronte alla vita non ci possiamo sottrarre, come non possiamo giudicare il prossimo considerandolo non degno di essere amato, semplicemente perché diverso da noi. L’ego è un nemico pericoloso, ma anche un nostro caro amico, il segreto è cercare l’equilibrio fra questi due estremi. Un ego smisurato porta al bramare il potere, a rincorrere un successo e una visibilità personale, porta a distruggere anni di amicizia e lealtà, porta ad infangare ogni cosa di buono sia stata costruita. Un ego misurato invece è in grado di centrare la nostra anima e aiutarla a trovare il suo centro, per essere consapevoli attori della nostra esistenza.

Ci sono vari modi per lottare, vari modi per agire e altrettanti per rimanere semplicemente immobili. Ognuno di questi atteggiamenti e comprensibile e rispettabile, poiché ognuno compie il cammino secondo il proprio grado di evoluzione. Difficile giudicare la scelta altrui, perché profondamente personale e spesso molto poco conosciuta. Potrei sparare a zero su molte delle cose che stanno avvenendo intorno a me, ma sono cosciente del fatto che sono semplici manifestazioni della paura, la stessa paura che sta privando le anime della propria divinità.

L’agire consapevole può essere interpretato in vari modi, ognuno ha una propria visione della realtà. Una visione diversa dalla mia, non posso far altro che rispettarla, senza giudizio alcuno. Fa male esser accusati di crimini mai commessi, essere insultati pubblicamente senza alcun motivo, semplicemente per il fatto di aver espresso la propria mutevole essenza. Non rivelerò mai i motivi della mia scelta, ma a volte penso che sarebbe stato più facile dire: “Il blog ha terminato il suo cammino, chiuderà per motivi personali”. Nessuno si sarebbe mai permesso di giudicare, perché non si può sindacare tale motivazione. Invece mi trovo a dover ricevere pugnalate da amici, che per me rimangono tali, porgendo ancora una volta la guancia a ganci o pugni diretti, consapevole del fatto che non potranno far mai male abbastanza, visto che in me c’è solo il perdono per tutto questo.

3 agosto 2008


Cambiamento

Ogni giorno l’uomo è chiamato ad operare scelte, continue prese di posizione per determinare la propria individualità e il proprio ruolo nella società. Molte persone sono dinamiche nelle scelte, operano con grande disinvoltura e mutano la loro condizione in breve tempo, altre hanno bisogno di più tempo, spesso non mutano affatto, rimanendo nella stessa posizione per anni, per tutta la vita. Il cambiamento in se contiene la paura del vuoto, un salto verso l’ignoto, spaventa e atterrisce anche il più abile calcolatore. La mente razionale pone quesiti che impegnano la nostra anima a voli pindarici, spesso contornati da grandi condizionamenti da parte delle persone a noi care. Siamo atterriti dall’idea di cambiare al punto di trascorrere vite mediocri in scatole preconfezionate, nel quale conosciamo ogni singolo angolo, ogni singola manifestazione, tuttavia scontenti della così ristretta visione. Nonostante questo continuiamo in tal modo, senza tentare il salto, senza tuffarci verso l’ignoto, troppo grande e troppo oscuro per la nostra vita così ben articolata. Spesso un grande dolore, una grave perdita ci spinge quel tanto da arrivare sull’orlo del precipizio, pronti a gettarsi nel vuoto, affidandoci ad un destino che si spera sia benevolo nei nostri confronti. Una volta saltati non si torna indietro, non abbiamo specchietti retrovisori, siamo proiettati verso l’incertezza.

Tuttavia l’incertezza diviene fiducia, il destino diventa opportunità, il futuro risplende di luce e gratifica la nostra scelta. Ogni momento accresce la nostra consapevolezza, sembra che ogni cosa prenda il suo posto, sperimentiamo il pensiero creativo, la nostra innata capacità di creare ogni bene, di espandere la nostra anima e renderla ricettiva ad ogni messaggio proveniente dall’ambiente circostante. Abbandonando la zavorra, scopriamo di avere ali grandi e forti, pronte a volare lontano, come un falco sulla vetta più alta, fiero del volo, consapevole di avere un posto di riguardo rispetto a chi striscia sulla terra, ma cosciente dell’importanza di ogni essere, ognuno al suo posto secondo il proprio scopo. Nessuno è migliore dell’altro, nessuno ha un posto di riguardo, ognuno possiede l’innata potenzialità per essere migliore, semplicemente ascoltando il cuore e scoprendo le proprie capacità, che spesso egli stesso ignora. Riscoprendo la fiducia nelle nostre possibilità, possiamo effettuare grandi cambiamenti, salti nel vuoto che ripagano dell’incertezza iniziale, colmano la paura, riempiono lo spirito di Amore e benevolenza. Il cambiamento è alla base dell’evoluzione dell’uomo, un migliorare la propria esistenza per avvicinarsi al Divino, per essere consapevoli del nostro posto nell’universo.

30 luglio 2008


Respiro

Ogni attimo trascorso scandisce il respiro di un uomo. Ispirazione ed espirazione creano la vita, una costante alternanza fra contrazione ed espansione. Due movimenti necessari e contrapposti, senza i quali a vita cesserebbe di fluire. Pensiamo per un attimo di fermare il respiro e osserviamo le sensazioni. I sensi cominciano a creare forti attriti, il corpo scalpita per riprendere la sua normale attività respiratoria. Ogni cellula sembra implorare l’ossigeno necessario alla vita. Parafrasando questa sensazione, l’uomo spesso si trova in una situazione analoga, prigioniero di un respiro che manca, vittima di un ritmo frenetico che vede un respiro interrotto, mozzato della propria normale e sana alternanza. Si vive con l’affanno di dover adempiere ai propri doveri, si corre da una parte all’altra senza sapere dove si sta andando, spesso senza meta ne destinazione.

Lasciando al respiro la sua vera funzione si apprezza il ritmo del cosmo, si apprezza il soffio della vita che scorre in ciascuno di noi, come il battito dell’universo, un cuore che pulsa all’unisono con tutto quello che lo circonda. Un alternanza fra espansione e contrazione per trovare il centro della propria esistenza, scoprire la propria essenza, senza dover necessariamente agire, semplicemente osservando e sorridendo a tale manifestazione.

Il respiro come alito divino in ciascuno di noi, un soffio di vita che forse è il caso riscoprire ed apprezzare, fermandoci di tanto in tanto ad osservare il suo movimento, con calma, in silenzio, in un luogo semplice e pacifico, per sentirsi parte di qualcosa di molto più grande e luminoso.