20 marzo 2007


Il vassallo

Finalmente il ministro degli esteri italiano si è confrontato con il segretario di stato americano riguardo alle turbolenze della politica estera fra Italia e Stati Uniti. Il dialogo è stato positivo e accondiscendente. Abbiamo ancora una volta ribadito il nostro ruolo di servi davanti al mondo intero. L’Italia rinnega i suoi valori costituzionali e abbraccia quelli americani utilizzando la carta costituzionale per ben altri bassi scopi. D’Alema ha ringraziato il governo statunitense per il delicato ruolo di comprensione nella vicenda del rapimento di Mastrogiacomo. Senza la comprensione americana, dice Massimino, non sarebbe stato possibile un rilascio di Daniele Mastrogiacomo. Del resto come essere scortesi ad un invito a cena. Nessun accenno alle vicende Abu Omar e Calipari, per non parlare delle basi militari italiane. Questi argomenti spinosi non possono di certo essere trattati nel corso di una cena luculliana. È giunto il momento di lasciare alle spalle queste tensioni e costruire un futuro di cooperazione ancora più cospicuo col il governo statunitense. Cosa vuoi che siano qualche morto, il totale disprezzo delle leggi internazionali e della sovranità popolare. Del resto una buona colonia non può criticare la madrepatria, ne deve solamente apprezzare ed elogiare le azioni. Mi chiedo a cosa serve spendere tutti questi soldi per la politica estera quando basterebbe avere un segretario di stato americano che si occupi anche dell’Italia (ad interim) come del resto già avviene.

16 marzo 2007


Vallettopoli o Controllopoli?

La vicenda delle intercettazioni, delle prestazioni sessuali delle vallette, attricette e via dicendo, mi sta veramente allietando le giornate. Invece di pensare alle cose importanti, l’Italia si scopre pettegola e balorda. Gli uomini pubblici vengono accusati e pubblicamente sputtanati da fotografi privi di scrupoli che creano lo scoop ancor prima che si verifichi. Sinceramente la privacy di ogni cittadino è una cosa sacra, ma a questo punto tutto questo teatrino mi sembra davvero troppo ben organizzato. Generalmente i provvedimenti e i decreti legge più restrittivi e punitivi per i cittadini, vengono emanati in seguito a scandali o a vicende di cronaca nera. I legislatori sembrano vivere nelle nuvole, si pongono il problema della privacy solo nel momento in cui Berlusconi viene sputtanato da un quotidiano nazionale a tutta pagina dalla cara mogliettina, che quel giorno non sapeva se passare la giornata al campo da tennis, oppure in piscina a sorseggiare un cuba libre. Sinceramente sono problemi molto seri… detto questo un provvedimento sulle intercettazioni potrebbe avere i suoi pregi ma anche molti difetti. Da tempo mi batto per la privacy del cittadino, stuprata ogni giorno da miriadi di ingerenze politiche, militari e informatiche. Basti pensare alle leggi anti-terrorismo in seguito agli attacchi dell’11 Settembre in America. Quello che voglio dire è che togliendo le intercettazioni, tutti gli uomini di potere potranno godere ancor di più dei molteplici diritti acquisiti e perpetrare le loro nefandezze senza lo scrupolo di essere controllati dal primo pubblico ministero in cerca di fama. Al contrario i cittadini verrebbero spiati senza il bisogno di dire niente a nessuno. Il grande fratello agirebbe incontrastato, sarebbe uno strumento invisibile che continua a raccogliere dati nella piena osservanza della legge. Inoltre la privacy di un uomo pubblico a mio modo di vedere andrebbe in qualche modo resa pubblica. Certamente non parlo delle abitudini sessuali o della vita familiare, ma sarebbe comunque il caso sapere che un certo politico va a prostitute ad esempio. In questo caso sarebbe chiaro e lampante il suo modo di vivere e la sua alta moralità e permetterebbe a noi poveri cittadini di non votarlo mai più. Ma dimenticavo, con questa legge elettorale non abbiamo votato nessuno, abbiamo soltanto dato una mano di colore alle poltrone di Montecitorio.

15 marzo 2007


La pace negata a priori

Sabato il nuovo esecutivo palestinese arriverà in parlamento per il voto di fiducia. Il governo di unità nazionale comprende tutte le parti politiche e etniche palestinesi (compresi i cristiani). Questo nuovo esecutivo è stato fortemente voluto dalla comunità internazionale che non ha mai riconosciuto il precedente governo. Ogni forma democratica viene attaccata a priori da Israele e dai servi sionisti di tutto il mondo. Questo gioco al massacro è studiato a tavolino per indebolire ulteriormente un popolo martoriato. Questo nuovo governo nonostante la grande coalizione, verrà ostacolato da Israele che ha già dichiarato di non vedere di buon occhio suoi nuovi componenti. Il portavoce del governo Olmert ha dichiarato che Israele non collaborerà con questo governo. Il programma non riconosce Israele e non rinuncia al terrorismo. Forse la parola terrorismo è troppo cruda, gli ebrei preferiscono crimini contro l’umanità, sterminio, stupro, tortura, oltre agli innumerevoli e ripetuti arresti di studenti e pseudo-terroristi. Il gioco andrà avanti così per sempre perché questo è quello che vuole Israele, gli Stati Uniti e soprattutto Giuliano Ferrara.


L'uomo di pace è creativo.
Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.
E da quella comprensione diventa pieno di pace.

Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,
la guerra sparisce.

Soltanto laghi di pace in tutto il mondo...
molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,
in cui la guerra diventa impossibile,
in cui tutta l'energia si manifesta in senso creativo,
tutta l'energia si dirige verso l'amore.

Osho

Tratto dal testo di Osho: "Zen: The Path of Paradox, Vol. II". "Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio [...]".