12 giugno 2020

Quale linguaggio utilizzava Yahushua e i suoi discepoli?

Yahushua nacque da discendenza ebraica e insegnò ai suoi discepoli nella sua lingua originaria (ebraica e aramaica). I discepoli di Yahushua erano anche conosciuti come ebrei, ebrei israeliti. Yahushua e il suo popolo vivevano sotto l'occupazione romana, ma la loro lingua e identità spirituale, come popolo ebraico, era fondata sulla Torah, la Legge di YHVH.

Mentre la trasmissione orale dell'insegnamento di Yahushua si diffondeva a un pubblico più ampio, i discepoli scrissero della loro esperienza con Yahushua in ebraico e aramaico, a beneficio di altri che non erano testimoni oculari come loro, sulle cose che Yahushua insegnava e compiva. Ma anche prima che venissero scritti resoconti sulla vita di Yahushua, i suoi insegnamenti e la sua fama furono diffusi tra i Greci, anche in lingua greca.

Coloro che seguono YHVH e il Suo unigenito Yahushua, lo fanno ad esclusione di tutte le altre religioni ed elohim. YHVH chiama chi vuole, sia greco che ebreo, ossia tutti coloro che permettono ai comandamenti di Eloah di essere scritti nel proprio cuore, questo è “il residuo di popolo separato (kedoshim)” che YHVH distingue.

"Voi avete visto ciò che ho fatto agli Egiziani, e come io vi ho portato sulle ali d'aquila e vi ho condotto da me. Or dunque, se darete attentamente ascolto alla mia voce e osserverete il mio patto, sarete fra tutti i popoli il mio tesoro particolare, poiché tutta la terra è mia. E sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santa. Queste sono le parole che dirai ai figli d'Israele"". (Esodo 19:4-6)

Anche prima del primo peccato di Adamo, YHVH ha stretto un'alleanza affinché l'uomo si unisse a Lui come unico e solo Eloah degli Elohim e nel corso della storia, YHVH ha cercato di proteggere l'umanità dalla contaminazione con altri dei. YHVH ha sempre dimostrato il suo amore e la sua lealtà alla sua Creazione, ed ha sempre concesso la libertà di offrirci volontariamente per servirlo.

Il popolo eletto di YHVH e il Ger-Toshav (“i non ebrei”), vengono istruiti ai comandamenti e alle Leggi per entrare nell’Alleanza di YHVH ed essere un popolo "peculiare". Eloah ammonisce chiaramente coloro che seguono le vie dei pagani.

Distruggerete interamente tutti i luoghi dove le nazioni che state per scacciare servono i loro Elohim; sugli alti monti, sui colli e sotto ogni albero verdeggiante. Demolirete i loro altari, spezzerete le loro colonne sacre, darete alle fiamme i loro Ascerim, abbatterete le immagini scolpite dei loro Elohim, farete sparire il loro nome da quei luoghi. (Deuteronomio 12:2-3)

Altre Scritture lo confermano, alcuni esempi sono in: (Esodo:20:3; 1Samuele 7:3; Luca 4:8)

Tutti coloro che seguono Eloah non devono contaminarsi con altri elohim. La cultura politeistica (nel nostro esempio quella ellenica) e la Torah non si possono mescolare, secondo ciò che è comandato da YHVH e Ha’MashYah.

Anche 1.000 anni dopo, i traduttori ebrei si rifiutarono di ellenizzare il nome di YHVH. Gli scribi ebrei erano così rispettosi del Nome di YHVH, che scelsero di inserire lettere paleo-ebraiche nel testo greco quando si menzionava. Dopo mille anni la Parola di YHVH, i dieci comandamenti, furono resi disponibili in lingua greca. Prima di questo, se i Greci volevano leggere la Parola di YHVH, dovevano imparare la lingua ebraica.

La lingua greca ebbe origine intorno all'800 a.C., nacque da una cultura politeistica che si differenziava come "modernizzata", custode della filosofia e della conoscenza, piuttosto che come dei precetti di un Eloah e della Sua Parola. YHVH si è sempre opposto alla "modernizzazione", come leggiamo in tutte le Scritture.

"Io sono YHVH, il tuo Eloah", che ti ha fatto uscire dal paese d'Egitto, dalla casa di schiavitù. Non avrai altri elohim davanti a me. Non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, YHVH, il tuo Eloah, sono un Eloah geloso che punisce l'iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso benignità a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. Non userai il nome di YHVH, il tuo Eloah, invano, perché YHVH non lascerà impunito chi usa il suo nome invano. (Esodo 20:2-7)

Il primo comandamento indica che YHVH è Eloah. Il Nome di YHVH non può essere traslitterato in un'altra lingua, perché all'interno del Nome c'è il significato perfetto di cosa rappresenti (“Mostrerò d’essere cioè che mostrerò d’essere”).

Il secondo comandamento è un divieto contro il frazionamento di YHVH nei nostri cuori, nella nostra mente e conseguentemente nelle nostre azioni. La prima rovina dell'uomo, è quella di dividere la sua lealtà tra YHVH e un'altra autorità. Molte persone suppongono che la loro lingua e cultura siano uguali a tutte le altre culture, ma non c'è niente sulla terra che l'uomo possa creare che sia uguale a YHVH, certamente non la "cultura" o le filosofie umane, contrarie ad Eloah. Ogni cosa infatti sussiste per mezzo di Yahushua, primizia di tutte le cose, immagine dell’Eloah dei viventi.

Egli è prima di ogni cosa e tutte le cose sussistono in lui. (Colossesi 1:17)

La Parola insegna a non mettere nulla prima di YHVH, questo si riferisce ad ogni cosa che si interpone fra noi e Lui (culture, tradizioni, credenze, ...). Seppur vero che la testimonianza della Verità è annunciata in varie lingue nel mondo, questo non significa che il significato spirituale sia diverso o inquinato dalla cultura del luogo. In Paesi dove si pratica il politeismo, non significa che la Parola di Verità debba aderire a questa tradizione religiosa. Per questo il concetto stesso di religione, non può essere “in Verità”, perchè ogni religione contamina la Parola con dottrine umane.

La Scrittura ammonisce circa la contaminazione e l’adulterazione della Parola.

Non aggiungerete nulla a quanto vi comando e non toglierete nulla, ma impegnatevi ad osservare i comandamenti di YHVH, il vostro Eloah, che io vi prescrivo. (Deuteronomio 4:2)

Si raccontano storie rabbiniche su come la Torah fu diffusa in 70 lingue, in modo che tutti gli uomini avessero una certa comprensione della Scrittura, e certamente l'intenzione di YHVH è quella di far conoscere le sue Leggi a chiunque. Tuttavia YHVH parlava a Mosè nella lingua ebraica, YHVH non parlava in 70 lingue a Mosè. Se pur negli Atti degli apostoli di fronte all’apostolo Pietro, le persone parlassero in lingue, questo fu solo un segno dello Spirito Santo, a testimoniare che Egli era presente a Pentecoste, aveva una funzione specifica in quel preciso momento e per quel preciso scopo.

YHVH ha dato istruzioni di "non aggiungere, ne sottrarre nulla alla Parola", quindi non abbiamo bisogno di speculare, perché sappiamo che dall'inizio dei tempi, YHVH ha usato la lingua ebraica per rivelarsi. Ha chiamato uomini come Noè, Abramo, Mosè, i Suoi profeti e quelli con i quali stringe e rinnova il patto antico, perfezionato per mezzo di Yahushua. La rivelazione di YHVH avviene nel proprio spirito, nei pensieri, nella lettura della Sua Parola, quindi ci sono molti modi in cui si può avere accesso alla Verità di YHVH.

Eloah ha dimostrato nel tempo di proteggere ogni rivelazione, quando scribi e farisei ebrei masoreti hanno scelto di cambiare e distorcere la Torah. Sappiamo infatti, che da sempre hanno tentato di inquinare la Verità come afferma Geremia.

Come potete dire: "Noi siamo saggi e la legge di YHVH è con noi"? Ma ecco, la penna bugiarda degli scribi, l'ha resa una falsità. (Geremia 8:8)

Nel manoscritto “Kaboris”, più noto come “Peshitta”, si fa riferimento alla traduzione del Nuovo Patto in lingua aramaica. A prescindere dall’attendibilità di questo documento, lo stesso certifica che la trascrizione delle scritture relative a Yahushua e ai suoi discepoli fosse in lingua aramaica. Questo testo, che ancora rappresenta la Bibbia ufficiale della chiesa d’Oriente, contiene tutte le scritture del Nuovo Patto in aramaico.

"Con riferimento a l'originalità del testo di Peshitta, in quanto Patriarca e Capo della Santa Chiesa Apostolica e Cattolica d'Oriente, desideriamo affermare che la Chiesa d'Oriente ha ricevuto le scritture dalle mani del gli stessi apostoli beati nell'originale aramaico, la lingua parlata da nostro Signore Gesù Cristo stesso, e che il Peshitta è il testo della Chiesa d'Oriente che è disceso dai tempi biblici senza alcun cambiamento o revisione". (Mar Eshai Shimun - da Grace, Catholicos - Patriarca d'Oriente - 5 Aprile 1957)

Sono affermazioni molto contestate nel cristianesimo occidentale. L'idea sbagliata comune, secondo cui il Nuovo Testamento fu originariamente scritto in greco, persiste ancora oggi nella stragrande maggioranza delle confessioni cristiane. Molti studiosi e teologi riconoscono che gli apostoli e gli ebrei in generale, hanno parlato in aramaico e in effetti molti esempi di aramaico sopravvivono nei manoscritti greci del Nuovo Testamento. Tuttavia, continuano a sostenere che il Nuovo Testamento fu scritto in greco dagli Apostoli e dai discepoli di Yahushua.

La Chiesa d'Oriente ha sempre respinto questa affermazione.

“Crediamo che i Libri del Nuovo Testamento siano stati originariamente scritti in aramaico e successivamente tradotti in greco dai cristiani gentili del primo secolo in Occidente, ma mai in Oriente, dove l'aramaico era la lingua franca dell'Impero persiano. Si ritiene inoltre che dopo che i libri furono tradotti in greco, gli originali aramaici furono scartati, poiché ormai la Chiesa in Occidente era quasi completamente paganizzata e di lingua greca. Questo non era il caso dell’Oriente, che ebbe una maggioranza ebraica (specialmente a Babilonia) per un periodo molto più lungo. Anche quando la Chiesa d'Oriente divenne per lo più gentile, l'aramaico fu preservato e usato, piuttosto che tradotto nelle varie lingue vernacolari delle regioni ad est del fiume Eufrate.”

Del resto, anche a ovest del fiume Eufrate, in Terra Santa, il vernacolo principale era l'aramaico. Le lezioni settimanali di sinagoga, chiamate “parashah”, erano accompagnate da una traduzione aramaica orale, secondo tradizioni fisse.

In ogni caso, poiché il cambiamento è difficile da apportare, molti negano e discutono di ciò che è la verità evidente. Il manoscritto di Kaboris (Kabouris Codex, Peshitta) è stato oggetto di un duro attacco da parte della folla religiosa del primato greco, che teme che l'autorità delle scritture greche possa essere indebolita.

Ma tutti sanno che Yahushua e i suoi discepoli non erano greci e non veneravano né la lingua né la cultura greca o romana.

Quando l'ossario di Giacomo fu scoperto, imbarazzò la Chiesa cattolica, perchè fu scoperto che Yahushua aveva un fratello carnale e sua madre Miriam non rimase vergine dopo il concepimento del MessYah (Matteo 13:55-56). L'ossario ha messo in imbarazzo anche una manciata di ebrei che hanno dichiarato fosse una leggenda, tuttavia l’iscrizione contestata sulla tomba è stata confermata da archeologi israeliani e di tutto il mondo, che hanno testimoniato che l'iscrizione fosse autentica nella sua interezza.

"Ya'akov bar-Yosef akhui diYahushua", Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Yahushua.

La maggior parte degli studiosi concorda sul fatto che un caro amico o un parente avrebbe fatto l'iscrizione, come era usanza, per assicurarsi l’originalità delle ossa nella tomba.

L'aramaico è una lingua gemella all'ebraico, è stato a lungo usato come linguaggio comune, anche per commenti e discussioni sulla Torah. L'ebraico sarà sempre il linguaggio delle letture formali della Torah, per una buona ragione, generazione dopo generazione i versi sono stati apprezzati, studiati e impressi nella memoria, per la conservazione e l'insegnamento alla generazione successiva, nella lingua in cui la Torah era nata in principio.

Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e utile a insegnare, a convincere, a correggere e a istruire nella giustizia, affinché l'uomo di Eloah sia completo, pienamente fornito per ogni buona opera. (2 Timoteo 3:16-17)

Il Talmud babilonese fu scritto nel III-VI secolo nella "lingua franca" di Babilonia che era l’aramaico, ma non fu tradotto fino al 1520 d.C., quando un cristiano di nome Daniel Bomberg decise di tradurlo in inglese. Ci vollero mille anni prima che il Talmud babilonese fosse tradotto.

Se il nostro profondo desiderio è quello di imparare cose intime della Parola di Yahushua, allora dobbiamo comprendere i termini e le definizioni ebraiche e aramaiche, non c'è modo più semplice e veritiero.

Considerando alcuni scritti relativi a Paolo, possiamo dedurre alcune considerazioni. Paolo nacque in una famiglia benestante e fu mandato a Gerusalemme quando aveva tre anni per studiare sotto i più grandi saggi del tempo. Paolo era uno dei candidati a divenire un rav influente in Israele, per questo la chiamata di Yahushua assume un valore ancora più grande. Saulo imparò a memoria la Torah già dall’età di 13 anni, la scrittura conferma che fosse un fariseo molto zelante, il suo Maestro era Gamaliele.

Nell'udire che parlava loro in lingua ebraica, fecero ancor più silenzio. (Atti 22:2)

Perchè si specifica che parlasse in lingua ebraica?

L'obiettivo degli ardenti teologi del primato greco, fu di stabilire la lingua greca come autorità, così come i loro ideali ellenizzati (anti-Torah). Creare un Messia più simile a Zeus che a Yahushua l’ebreo. Testi come Khabouris e Peshitta, mostrano chiaramente che è impossibile che i primi seguaci di Yahushua fossero pensatori e scrittori greci.

Studiosi e ricercatori come Howard Gordon, Charles Cutler Torrey, Robert Balgarnie Young Scotts, James Trimm, Paul Younan, Andrew Gabriel Roth, Christopher Lancaster e centinaia di altri stanno fornendo montagne di prove e documentazione per dimostrare l'impossibilità di un primato greco per i Ketuvim Netzarym (scritti dei Netzarym).

Né può essere provato senza ombra di dubbio che l'apostolo Paolo abbia scritto qualcosa in lingua greca, è solo una teoria.

Per questo è molto importante guardare più in profondità nella vita e negli insegnamenti di Yahushua, facendo riferimento al contesto originario.

Il linguaggio di Yahushua era ebraico e aramaico, i termini e le definizioni del Regno furono dati secondo i suoi precetti e comandamenti. Ognuno di noi può ricevere ispirazione dallo Spirito Santo nel linguaggio dello Spirito, ma non dimentichiamo che è stata la PAROLA di YHVH che ha creato ogni cosa, la Parola è di suprema importanza per noi per connetterci con YHVH, la Parola è Yahushua (Giovanni 1:1-3).

L'invenzione di nuovi termini e definizioni greche per le parole ebraiche propagarono idee ellenistiche che esistevano molto prima che Yahushua venisse sulla terra. Il mondo pagano ellenistico cercò di proiettare le sue idee su Ha’MashYah, come tentativo di usurpare l'autorità e la purezza della Verità.

Epifanio disse riguardo ai discepoli ebrei di Yahushua, "sono piuttosto ebrei e nient'altro". Ciò che ha veramente sconcertato i fondatori della chiesa, fu la scoperta che i seguaci ebrei di Yahushua, continuavano a vivere come ebrei, ma i fondatori della chiesa avrebbero voluto che gli ebrei si conformassero agli stili e ai valori di vita ellenistici e pagani.

È consuetudine ebraica mantenere la tradizione orale, quindi non è insolito che passarono alcuni anni prima che i discepoli di Yahushua scrivessero delle loro esperienze con il Maestro. Gli scritti dei netzarym sono di fondamentale importanza nel loro contesto originale.

I sostenitori del primato greco sono ansiosi di proteggere le loro teologie, la "madre di tutto" è la teologia cristiana della "Trinità”, che sembra essere vecchia come Nimrod, Semiramis e Tammuz. La teologia del culto del sole (giorno del sole), del culto di Tammuz (messa di Cristo), di Ishtar (Pasqua), ecc... sono tutti culti palesemente pagani. La trinità non solo si adatta bene al pensiero ellenistico, ma anche la sua origine è pagana. Ci sarebbero molti meno ponti per l'ellenismo se i cristiani greci studiassero Yahushua nella sua lingua e tradizione, piuttosto che coniare nuovi termini, definizioni e metodologie greche che sono di origine pagana.

Non è solo una questione di conoscenza dell'ebraico o del greco, è una questione circa quale autorità scegliamo di seguire.

Conoscere e imparare l'ebraico in sé non condurrà una persona fuori dalla falsa religione, ci sono innumerevoli evangelisti cristiani a Gerusalemme che parlano l'ebraico al solo scopo di trovare ed ellenizzare gli ebrei nel cristianesimo pagano.

Ciò che ci porta fuori dall'inganno è l’opera dello Spirito Santo in congiunzione con la Parola di YHVH, se vogliamo conoscere Ha’MashYah dobbiamo studiare e meditare sulla Parola di YHVH, per comprendere la Sua volontà nelle nostre vite, proprio come fecero i netzarym del primo secolo, proprio come ancora oggi fanno i veri figli di Eloah.

Yahushua non pensava né insegnava in greco, insegnava in ebraico. È stato un grave errore per i traduttori coniare le parole greche e ridefinire i principi ebraici in una lingua e cultura ellenizzata, ha fatto sì che la "chiesa" rimanesse stagnante e si unisse strettamente al mondo decaduto. Yahushua fu ridotto a modello di Zeus, ogni domenica mattina la gente saliva al tempio di Zeus e cantava canzoni, inneggiando che Zeus avesse liberato la gente dalla schiavitù e li avesse liberati dalla Torah. Oggi i cristiani si inchinano e adorano Je-Zeus che è stato modellato dalle mani dei padri della chiesa, degli idolatri e dei pagani, questo è chiaramente ciò che Paolo affermò:

Infatti io so che dopo la mia partenza, entreranno in mezzo a voi dei lupi rapaci, i quali non risparmieranno il gregge. (Atti 20:29)

Oggi riconosciamo che la Scrittura è giunta fino a noi e produce frutto per chi la osserva e la mette in pratica. Usare la Parola senza alcuna contaminazione dovrebbe essere non solo un comandamento, ma soprattutto il desiderio di ogni discepolo che vuole onorare YHVH e Yahushua, così come loro si sono rivelati a noi, sin dal principio.

Credere a Yahushua significa non appropriarsi di nessun diritto sulla Parola, ma amarla e rispettarla come la cosa più preziosa al mondo. Poiché in Lui viviamo, ci muoviamo e siamo, perchè in Lui confidiamo con tutta la mente, con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la forza, in Spirito e Verità.

Sia così per chi lo vuole... in Yahushua.

In Verità

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Credits:
http://mashiyach.com/meditations/was-the-new-testament-written-in-hebrew-or-greek/

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