14 ottobre 2009

Nascita

L’essere umano è davvero una creazione meravigliosa. Il concepimento di questa creatura così perfetta, è la sintesi del mistero della vita e del suo più intimo funzionamento. Il soffio primordiale dal quale tutto è nato, prosegue la sua onda di espansione in un piccolo zigote nell’intero universo. Un evento così microscopico da risultare non classificabile secondo parametri universali, talmente grande da risultare il più ampio e completo momento dell’evoluzione della specie. L’universo è un compendio di vite, manifestazioni visibili e invisibili, a volte lontane dall’immaginazione, al punto da non poter nemmeno essere pensate. I parametri umani sottendono alle regole del nostro sistema, universo intersecante altre infinite possibilità, le quali sono tutte potenzialmente attuabili. La nascita non è altro che l’atto consapevole di un anima che decide di incarnarsi nel momento del concepimento, per compiere il suo piano dimensionale. Il concetto di anima è molto complesso, metafisica e religione se ne contendono la definizione più accurata. A coloro i quali è a cuore la verità, anche la scienza comincia a interrogarsi a fondo su tale parola.

Si finisce per avere a che fare con lo Spirito, con le sostanze che compongono il cosmo, con l’infinitesimamente piccolo e l’infinitesimamente grande, a seconda del punto di vista. Impossibile dare la definizione che metta d’accordo l’opinione comune, altro non resta che intraprendere il vero viaggio, che porta alla scoperta di tutto quello che tale parola rappresenta. Incarnazione, concepimento, nascita, parole prive di significato se non rapportate al loro concetto più autentico, la loro espansione nell’intero che esse stesse rappresentano.

La nascita quindi è il momento in cui un individuo decide l’inizio della sua avventura dimensionale, il proseguimento naturale del viaggio intrapreso nella dimensione atemporale. Il tempo non è altro che la proiezione dei nostri pensieri a livello materiale, una forma di densità che l’uomo sperimenta nel corso della sua esistenza. Un operatore che riprende una scena con una videocamera, non è altro che lo scandire dell’azione dettata dal tempo. L’operatore è conscio del movimento, del modificarsi della luce e delle prospettive, è coerente con le leggi che regolano la sua andatura, il suo peso, il colore, le forme e tutto ciò che compone la materia. Il non tempo è la proiezione del tempo all’infinito, in un punto preciso in cui la contrazione è massima al punto da scomparire. L’operatore riprende con la videocamera la scena, ma ora è come se fosse posizionato su un velivolo a diecimila metri da terra e riprendesse la terra dall’oblò. Impossibile scorgere il passaggio di auto, di persone, di luci e di colori, tutto sarebbe istantaneo e invisibile, completamente estraneo alla percezione dei cinque sensi.

La nascita rappresenta la discesa dell’operatore dal velivolo sulla terra, da un riferimento di movimento macroscopico, apparentemente governato da leggi diverse, ad uno microscopico, adatto alla struttura sensoriale umana. Analogie che non possono essere esaustive del quadro generale, in quanto prive di quello che l’emozione e il sentimento conferisce all’essere vivente e alla sua differenziazione con gli oggetti inanimati.

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09 ottobre 2009

Regole

La nostra vita è soggetta a infinite regole scritte e altrettante di senso comune. Molto spesso le regole si trasformano in divieti, limitando la libertà individuale e distruggendo i sogni di chi ancora crede in un mondo migliore. Il percorso individuale deve necessariamente fare i conti con altri individui, altrimenti ne consegue un progressivo e inevitabile isolamento. Un isolamento spesso inevitabile, poiché frutto di continui mutamenti di pensiero, in linea con una ritrovata coerenza nell’affrontare la vita quotidiana. Quelle che per molti sembrano rinunce, per altri sono scelte consapevoli nel rispetto del sistema in cui credono, opposto a quello che quotidianamente viene somministrato alle nostre menti. Rompere le regole, non è altro che uscire dagli schemi prestabiliti, senza tener conto di qualcosa che non ci rappresenta, se pur nostro malgrado ancora parte delle nostre vite. Siamo nel mondo ma non siamo di questo mondo. Questa frase rispecchia perfettamente coloro i quali sono in cammino verso qualcosa di più grande. La sintesi dell’atteggiamento di chi scopre tesori celati dietro il velo dell’illusione terrena. Difficile confrontarsi in questi tempi, molti sono i contrasti e le discordie, tutti sono contro tutti, ogni cosa è al suo limite massimo di contrasto. Pian piano ogni resistenza verrà alla Luce per essere trasformata, alla fine non esisteranno più regole, perché non ci saranno più menti da controllare, ci sarà un solo unico Cuore universale, con un solo battito per tutti. La ricerca dell’armonia interiore trasformerà il mondo esterno, perché così verrà percepito e sarà il frutto della volontà e della fede certa di tutti gli uomini di buona volontà. Una regola è necessaria laddove sia necessario il predominio, in caso contrario la regola cessa di esistere automaticamente.

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Bombardamento NASA della Luna

La Nasa ha dichiarato di aver colpito la superficie lunare, per mezzo di una bomba. Non commento da troppo notizie del genere, ne è mia intenzione continuare a farlo, per ora. Questa aggressione lascia tuttavia notevoli spunti di riflessione. Qual è lo scopo di tale azione contro il nostro satellite? La Luna rappresenta molteplici aspetti pratici e spirituali per la vita di ogni essere vivente sulla terra. Certo la bomba in questione non è assolutamente un pericolo per nessuno, ma rischia di turbare gli equilibri sottili presenti a livello macroscopico. L’attitudine umana di dover colpire, bombardare e ferire la Terra e ora anche la Luna, sotto la bandiera protettrice della scienza, rischia di creare ancora più danni rispetto a quelli che già quotidianamente avvertiamo a livello globale. Sapere se la luna contiene acqua o altre sostanze scientificamente rilevanti, non comporta nessun passo avanti, per una scienza che non sa più come prolungare la sua agonia priva di significato. Ci troviamo di fronte alla più grande crisi di valori mai esistita, ogni riferimento sta saltando sotto i nostri occhi, ogni creazione viene indebolita e distrutta, come se avessimo il diritto di appropriarci di qualcosa che invece dovremmo solo tutelare. Il rispetto verso quello che ci è stato donato dovrebbe essere la nuova politica sociale universale, al contrario di quello che invece sembra il solito copione dei giochi di potere. Mi chiedo se le numerose “colonie” presenti sulla luna, almeno per chi crede questo, rimarranno ancora per molto a guardare, o si decideranno di rimettere a posto le cose, rimettere l’uomo al suo posto, così come è stato creato nel principio.

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28 settembre 2009

Apocalisse

"Io sono la via, la verità e la vita" (Gv. 14,6)

Molti si interrogano sulla possibile fine del mondo, sull’avverarsi delle profezie e sul concretizzarsi delle proprie percezioni. Il libro di Giovanni descrive uno scenario inquietante e doloroso per l’umanità, uno scenario fatto di cambiamenti e dolore. La chiave di lettura di questo testo spesso è filtrata attraverso la legge di causa effetto, attraverso una visione degli eventi piuttosto parziale. Credo che l’umanità stia attraversando quello che possiamo definire Apocalisse già da molti mesi, probabilmente non siamo nemmeno a metà di questo percorso.

I ricercatori attenti agli eventi che caratterizzano l’evoluzione umana, potranno costatare come la fine dei tempi sia prossima e un nuovo inizio sia pronto per coloro i quali vorranno costruire un mondo con regole universali, piuttosto che con ego e potere oligarchico. Non credo nella punizione divina, credo che il libero arbitrio sia la più grande libertà concessa dal Creatore ad ogni essere vivente. Ogni giorno possiamo compiere le nostre scelte nel rispetto del prossimo e al servizio di un Bene Universale.

In questo contesto l’Apocalisse non è altro che un periodo al quale prestare attenzione e profonda fede nella liberazione da tutte le catene imposte dalla mente umana. Certo è possibile che si verifichino catastrofi, sconvolgimenti planetari e tutto quello che ormai è ampiamente documentato su libri e speciali dedicati all’argomento. Plausibile l’avvento di carestie, pandemie e guerre mondiali, che a poco a poco vengano alimentate dal colpo di coda di un mondo che non può far a meno di autodistruggere se stesso.

Il male non è altro che Bene in trasformazione, non è altro che la possibilità di riscattare la nostra condotta. Il pensiero umano è in continua evoluzione, così come si evolve lo Spirito e i mondi spirituali. Duemila anni fa il Logos si è incarnato in un uomo per caricarsi della Croce del mondo, per purificare il corpo eterico terrestre e liberarlo da anni di oscurità. Altri secoli sono serviti per arrivare al punto in cui ci troviamo oggi, al punto in cui possiamo scegliere da che parte stare, ancora una volta poter essere artefici del cambiamento, oppure limitarci ad essere ignavi osservatori degli eventi.

Ognuno di noi ha un potenziale inscritto nel proprio cuore, un potenziale che l’anima ha rafforzato nelle proprie incarnazioni, ha perfezionato costantemente per arrivare al punto in cui tutto verrà manifestato. Viviamo il tempo della separazione più aspra, della divisione e delle guerre interne al nostro essere, tutto questo perché dobbiamo purificare e liberare ogni forma di oscurità e abbracciare interamente la via del Cuore.

La via consiste nel divenire il vangelo vivente, applicare quelle pochissime regole che fanno di un uomo il vero Uomo. Non si tratta di compiacersi in rituali pragmatici, di adottare o aderire ad alcun credo, è solo necessario aprire il cuore e lasciar entrare Cristo, unica via per ricongiungersi con il Tutto. Lo scopo dell’anima umana è quello di tornare all’origine, di riappropriarsi dell’essenza primaria da cui ogni cosa deriva, liberarsi dal corpo fisico, liberarsi dalla morte e da ogni vincolo terreno. L’Apocalisse sarà foriera di tutto quello che internamente sarà necessario purificare, sarà la chiave per aderire a leggi cosmiche, piuttosto che a ridicole leggi umane.

Credo che l’Uomo debba rispondere della sua condotta, debba essere il canale che infonde lo Spirito del Padre-Madre su ogni atomo dell’universo, credo che debba aderire a qualcosa che difficilmente può comprendere la mente umana. Lo strumento sarà la nostra parola, la nostra azione e la nostra Forza, una forza che distruggerà ogni prova secondo le leggi dell’Amore. Ci donerà profonda pace nei momenti difficili, rappresenterà un magnete che attira le persone che hanno bisogno del nostro aiuto.

Oggi ci viene chiesto di essere forti, di essere coloro i quali accompagnano i più deboli nel cammino, mano nella mano, passo dopo passo. Se guardiamo con fede e amore a tutto questo, l’Apocalisse è l'ultima benedizione che dobbiamo interpretare come il più grande passo per operare la trasformazione finale. La più grande opportunità concessa alle nostre anime per creare un’umanità migliore. Nessun cataclisma, nessun problema potrà affliggerci se siamo Uno con Tutto e con tutti, nulla sarà difficile o impossibile, per chi abbandona se stesso per seguire un principio più grande.

Articolo correlato: 2012, Ottobre 2008, Freenfo

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23 settembre 2009

Ricolmo di Spirito

Ricolmo di Spirito aleggio fra le pieghe del tempo,
cesello frasi,
profondo sguardi,
penetro anime.

Gronda di amore il cuore colpito,
illusione di aver agito,
di aver cambiato qualcosa,
consapevole di essere stato,
senza dubbio,
vivo nell’istante.

Tutto è reale alla nostra mente,
compiacimento della Luce,
illusione di aver agito individualmente con uno scopo preciso.

La fine svela il significato dell’azione,
nient’altro che l’osservazione dell’ovvio,
scorrere dell’elettricità fra anime che si rincorrono dall’eternità.

Tutto così semplice da comprendere,
da essere confuso fra la banalità
e la sua stessa impossibilità apparente.

Cosa resta?
La domanda perpetua senza la quale
nessuna risposta potrebbe essere formulata,
senza la quale il movimento non sarebbe tale,
senza la quale la vita sarebbe solo una fotografia in bianco e nero,
in questo squarcio di esperienza terrena.

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03 settembre 2009

Paura

La paura è un’esperienza che noi tutti abbiamo vissuto, alcuni di noi convivono con aspetti della paura quotidianamente. Si teme per la nostra incolumità, per il nostro modo di essere, per un pericolo improvviso o per una situazione che non riusciamo a gestire al pieno delle nostre possibilità. Vorrei esprimere liberamente un mio pensiero e condividerlo con voi, cercando di capire se all’origine della paura, la vera causa possa essere la “mancanza di amore”. Che relazione c’è fra paura e amore? Apparentemente nessun tipo di collegamento, ma se ci spingiamo in profondità nel nostro pensiero, possiamo giungere ad alcune considerazioni. Tutte le paure più comuni sono governate dalla non conoscenza del fenomeno di cui siamo vittime. La causa scatenante di una paura può essere un trauma subito nell’infanzia o in età già adulta, ma il significato della paura stessa risiede nella non conoscenza.

Chi teme l’acqua, ad esempio, rifiuta di sfidare se stesso per imparare a nuotare, rifiuta persino di entrare in contatto con tale tabù in condizioni di sicurezza. Alla base può esserci un rimprovero subito da bambini, magari mentre si era al mare, un’esperienza negativa che ha registrato nel nostro inconscio un sentimento così forte da paralizzare il nostro corpo. Tuttavia un’attenta analisi della paura, lascerebbe spazio alla fiducia nel voler “riprogrammare” questo nostro limite per superarlo con serenità. Molti non sono disposti ad affrontare tale processo, preferiscono vivere con i proprio limiti e stare alla larga da situazioni poco raccomandabili. A volte il trauma è talmente radicato che si deve ritornare a scavare nelle esperienze relative alle vite precedenti (per chi crede nella reincarnazione ovviamente), per avere una chiave di volta nella risoluzione del problema.

La paura è il motore che ci spinge in tutte le dinamiche sociali e personali della nostra vita. Veniamo indirizzati verso binari inconsapevoli guidati dalla volontà di non correre troppi rischi. Tornando all’assunto che ho tentato di formulare all’inizio, il problema di base rimane la mancanza di amore. Un individuo auto realizzato e consapevole delle proprie potenzialità, sa di essere parte di un Unico sistema più grande, in grado di fornire risposte e soluzioni, oltre alla naturale propensione al garantire pieno sostentamento spirituale e materiale. In condizioni di fiducia totale verso qualcosa di più elevato, in poche parole amando ogni manifestazione della vita visibile e invisibile, si riesce a scorgere la porticina che accede a una conoscenza maggiore, pian piano la paura diventa semplicemente un’ombra da illuminare con questa conoscenza. Chi ha paura del buio non si preoccupa del buio in quanto tale, ma piuttosto del male che potrebbe ricevere da un ambiente privo di controllo. Se ci affidassimo alla consapevolezza che nulla può nuocerci se il nostro pensiero è formulato secondo le armoniche dell’amore, non sperimenteremo mai nessun dolore al buio, alla luce o in qualsiasi altra situazione. La nostra creazione mentale sarebbe positiva e l’esperienza negativa, si trasformerebbe in una presa di coscienza che il buio non è altro che una manifestazione della stessa creazione. Se ci dicessero che un’influenza ucciderà milioni di persone, quando la sua reale incidenza ad oggi non è nemmeno classificabile nelle statistiche, la nostra mente comincerebbe a creare programmi e paure immotivate, che finirebbero per alterare la realtà e la nostra predisposizione alla malattia.

Quello che sto cercando di dire è che ogni informazione contiene in se la verità o la menzogna, a seconda del nostro livello di conoscenza e comprensione. Quello che per noi è nocivo a volte risulta essere la panacea a tutti i mali e quello che viene prospettato come la soluzione al problema, potrebbe essere il problema stesso. Non mi occupo più di scardinare o ipotizzare teorie del complotto o le motivazioni per le quali chi governa miliardi di persone agisce in questo modo, vorrei solo consigliare a noi tutti, di amare incondizionatamente noi stessi e Tutto ciò che ci circonda. In questo modo vinceremo ogni paura e trasformeremo le cristallizzazioni che limitano il nostro essere nel cammino evolutivo, al fine di diventare sempre più Uno e sempre meno Io.

"Avete dunque trovato il principio, che cercate la fine? Vedete, la fine sarà dove è il principio. Beato colui che si situa al principio: perché conoscerà la fine e non sperimenterà la morte." (Cristo)

Articolo correlato: Paura di morire, Freenfo, Maggio 2007

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26 luglio 2009

Terzo anno

Carissimi amici, ancora una volta scrivo un post per festeggiare il compleanno del blog, che oggettivamente parlando, ormai è una mosca bianca sperduta nel web. Sono ormai poche le persone affezionate, pochi i nuovi contenuti e spunti di riflessione. Tutto è il frutto di un cammino duro e consapevole, che ha permesso di arrivare a certe illuminanti verità, a volte a spese della mia persona e della mia credibilità. Mai ho agito con ambizioni di potere, di ego o di visibilità personale, da pretendere di esser noverato nel gota della blogosfera. Il mio è sempre stato un lavoro certosino di ricerca e di informazione libera.

Nell’ultimo anno questo lavoro si è trasferito nel centro del mio petto, portando attenzione a quello che c’è dentro piuttosto che a quello che continuiamo ostinatamente a cercare all’esterno. Dico ostinatamente, perché spesso è proprio questo che rovina i nostri delicati equilibri, creando scontento, rabbia e frustrazione. Soffro come tanti altri nel vedere quello che accade nel mondo, così come soffrivo negli anni scorsi. La differenza è che ora non amplifico questa sofferenza, trasformo la rabbia di tali dinamiche in comprensione ed Amore, a volte è difficile, a volte sembra impossibile, ma questa è per me la strada maestra. Molti hanno pensato che il povero freenfo (che potrebbe essere uno di voi) avesse perso il senno sulla luna, invece è soltanto rimasto immobile a scavare all’interno. Trapanando in largo e il lungo sono tornate in superficie vecchie ferite, tante situazioni che ancora oggi sto affrontando con pazienza e comprensione. Mentre tutto questo accade il mio mondo esterno (la mia soggettiva visione della realtà) muta e si trasforma secondo le leggi di causa-effetto.

Quello che esiste nel nostro più intimo essere, rappresenta lo specchio e la proiezione che creiamo nel mondo esterno. Un cammino solitario e in solitudine, che a volte lascia l’amaro in bocca, a volte si perde nei meandri della sofferenza, unica strada che porta alla consapevolezza attraverso l’esperienza. È proprio la sofferenza il motore che ci sospinge a grandi salti in avanti (qualcuno direbbe “salti quantici”). Ma cos’è un salto se non il modificarsi di una nostra emozione interna? L’espansione di coscienza altro non è che l’integrazione con le leggi che regolano l’UNIverso, quelle leggi inopinabilmente perfette, che devono essere permeate per essere comprese. Le stesse leggi che regolano le nostre vite inconsapevoli, fino al momento in cui noi stessi diventiamo padroni della conoscenza.

Molti liberi pensatori sono dotti e illustri scienziati, conoscitori di teorie, di storia, di filosofia, uomini con una mente razionale talmente sviluppata da poter contenere milioni di informazioni. Pensatori che spesso dimenticano che il nostro cervello è l’espressione armonica di due emisferi, uno razionale e uno emozionale. Il segreto che forse questi pensatori ignorano, è che la chiave della vera conoscenza è l’integrazione di queste due metà, la formazione di un’unica mente collegata con la Mente. Un processo che tuttavia passa per la periferia, passa per un organo che per molti è solo una pompa e nulla più. Sto parlando del cuore e della sua importanza energetica, sottile, fisica ed emozionale. Sto parlando della cellula madre che esso ospita, sto parlando di quello che io non mi vergogno di chiamare Anima. Il dono di essere qui in questo momento così delicato per l’umanità, possedere un corpo fisico nel quale l’anima possa compiere il suo percorso vita dopo vita, questo è il vero obiettivo e scopo della vita. Una volta che l’anima prende possesso del corpo, tutto assume un significato più Alto, tutto rientra in schemi semplici e perfetti, tali sono gli schemi della Geometrica Creazione.

Il mio augurio più grande è quello di poter sempre suscitare in voi viandanti sperduti del web, una parola che possa illuminare anche solo una cellula del vostro corpo, possa stimolare anche solo un infinitesimo del vostro campo morfogenetico, possa entrare un minuscolo raggio di Luce in grado di innescare un incendio. Questo è il più bel regalo che questo blog vorrebbe ricevere nel suo compleanno. Questo è quello che spero avvenga in ognuno di NOI. Ancora qui, nonostante tutto, nonostante tutti. Spero ancora di scrivere, anche fosse solo una frase l’anno.

Con affetto...

Luce e Amore

30 giugno 2009

Come in Alto così in basso

Come in alto, così in basso. Questa citazione è stata sempre molto significativa nella mia vita. Una legge che riesce ad esprimere perfettamente l’essenza della creazione. In essa sono contenute le chiavi per accedere alla conoscenza, la struttura e la forma di ogni manifestazione visibile e invisibile. Oggi si potrebbe ampliare questa formula con la seguente: “Come dentro, cosi fuori”. Intendo dire che ciò che noi proiettiamo all’esterno con le nostre esperienze di vita, altro non è che lo specchio di quello che intimamente percepiamo come reale, la sostanza e l’essenza di Tutto Ciò che compone il nostro essere. Le proiezioni delle nostre emozioni creano la realtà intorno a noi, creano le condizioni per vivere più o meno in armonia con i nostri simili. Per simili intendo ogni atomo presente nel Multiverso. Ovviamente per molti questo testo rappresenta una serie insensata di parole a caso, ma l’obiettivo è cercare di comprendere ancora una volta come l’uomo possa essere artefice e discepolo rispettoso della Vita. Il dono più grande che abbiamo ricevuto e che spesso dimentichiamo di onorare, ripudiando i continui avvertimenti che l’anima invia al nostro cuore. Creaimo condizioni di vita al limite, viviamo in crisi familiari, crisi economiche, pessimismo e vittimismo. Difficilmente tuttavia, ci rimbocchiamo le maniche per modificare tutto questo, siamo come drogati dalla quotidiana apatia del non poter influire su nulla. Un atteggiamento che entra a poco a poco nelle nostre vite, fino a diventare il sistema predominante che regola la nostra mente e di conseguenza anche il corpo. Assistiamo a tragedie, a drammi, a malattie di ogni tipo e origine misteriosa, senza focalizzare l’attenzione all’interno del nostro essere, unico vero scrigno in cui trovare le preziose risposte. I nostri atteggiamenti sono perfetti così come sono, ognuno ha tempi e modi diversi per tornare a Casa, ma credo sia importante per l’umanità cogliere questa occasione, unica e particolare, in questo delicato periodo. L’augurio che tutti noi possiamo un giorno stringerci in cerchio e benedire Tutto ciò che abbiamo trasformato in noi, Tutto ciò che è stato partecipe della nostra ritrovata Luce.

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