Default

Per lunghi anni ho lavorato nel settore informatico, il termine default per me aveva un significato ben preciso. Molto spesso infatti siamo inclini ad accogliere parole anglosassoni nel nostro modo di parlare, per forza di cose esse sono ormai parte integrante del nostro modo di vivere. Da qualche tempo si sente parlare di default finanziario, ossia la procedura controllata del fallimento dell’economia di uno Stato. Chiamare le cose con il loro vero nome a volte è meno esotico, la realtà può essere addolcita meglio con termini stranieri, i quali per la maggior parte delle persone sono di origine oscura. Fallimento ha un sapore decisamente più amaro del termine default. Il punto è che il fallimento è proprio quello che avverrà fra molto breve, sia per gli Stati Uniti, che per gran parte degli altri Stati “evoluti” occidentali. Non voglio soffermarmi sul discorso italiano, poiché privo di significato a livello globale. L’Italia è da tempo la ruota di scorta in ogni settore, pur vantando le più grandi menti in ogni settore. Menti che purtroppo nella maggior parte dei casi vengono piegate alle logiche del profitto e si adeguano agli standard della così detta scienza (tralascerò cosa penso della attuale scienza ortodossa perché il discorso è molto lungo).

Tornando al nostro caro default, senza addentrarsi nei tecnicismi di quello che significa in burocratichese, il fattore determinante per il futuro degli uomini saranno come sempre le conseguenze a medio e lungo termine. Conseguenze inimmaginabili poiché esse avranno impatto su ogni singolo aspetto della nostra vita. Possiamo essere estranei ai meccanismi della borsa, dei termini con i quali i potenti fanno incetta dei nostri risparmi di una vita, ma non possiamo ignorare la vita quotidiana, la nostra abituale “spesa”, dalla massaia al grande manager. I beni alimentari, già in costante e progressivo aumento, sono il metro per comprendere il benessere di un popolo (Stato). Quando il dollaro e gli Stati Uniti collasseranno su se stessi, essi trascineranno le economie globali come le pedine del domino. Lo scenario è molto difficile da immaginare, ma con un piccolo sforzo, si può ipotizzare un inasprimento della forza utilizzata dallo Stato per reprimere ogni forma di protesta (lecita o illecita, ammesso che esista una differenza). Tutto verrà centralizzato in modo più efficace (con la forza) in modo da avere il quadro della situazione e i testicoli dei poveri cittadini fra le mani, pronti ad essere schiacciati o rilasciati per brevi periodi (ad esempio campionati di calcio, eventi mondani, nozze di reali, …).

Tutto questo avverrà attraverso capillari e apparenti leggine che sembreranno così innocue fino alla loro reale attuazione. Nel momento in cui la libertà (valore e principio che ad oggi non è garantito in nessun Paese al mondo) verrà privata incondizionatamente e in modo istantaneo molte persone si troveranno in un film che non hanno mai nemmeno immaginato, un film i cui trailers sono stati più volte annunciati da molti, ma poco hanno avuto seguito. Il mio obiettivo non è convincere nessuno, non è speculare su nulla, non è fare adepti delle mie idee, è solo un modo per accendere piccole spie di avvertimento nelle menti dei lettori che per sbaglio transitano da queste parti. Siamo ormai nel punto di non ritorno e non è più possibile cambiare canale, ormai siamo all’interno del film e possiamo solo scegliere di non recitare il copione che qualcuno ha scelto per noi.

Ad essere estremamente sincero, la cosiddetta crisi sarà un bene per l’umanità, incapace di evolvere in modo positivo semplicemente con amore e fede. L’umanità ha bisogno di prove molto grandi e molto dolore per comprendere alcune verità. Questo ed altri moltissimi eventi catalizzatori saranno lo stimolo per chi ancora deve fare i conti con l’immagine riflessa nello specchio del bagno, per capire veramente chi sia e cosa stia facendo qui in questo momento. Questa pratica non richiede altro che buona volontà e fede cieca in Principi più alti, non mi stancherò mai di ripetere questo, ognuno può agire secondo coscienza nel presente e con le proprie capacità, il vero traguardo è il viaggio e come si percorre, l’arrivo sarà solo una ricompensa adeguata al livello del nostro viaggio.

In conclusione attendiamoci tempi particolari da vivere con serenità e amore, poiché tutto ha un inizio e una fine e per chi avrà la Forza di credere, la fine questa volta sarà dolce e duratura. Questo tuttavia non significa che per giungere a questo traguardo non si debba passare attraverso l’inferno (ma oggettivamente ora dove credete che stiamo vivendo?). Buon default a tutti…