Il nuovo presidente europeo

L’instaurazione di un governo mondiale, con un unico leader supremo, ha bisogno di alcune piccole ma significative avvisaglie, prima di potersi erigere sul tetto del mondo. Pian piano stiamo sperimentando sulla nostra pelle, politiche sempre più aggressive. Siamo sempre più poveri e terrorizzati da presunti crolli economici, attentati e nuove malattie, che spesso non riusciamo a scorgere ad un palmo dal nostro naso. La sicurezza sembra essere il vangelo del prossimo futuro. Più sicuri, più controllati, più tecnologici, più integrati con la società moderna. La nuova frontiera dell’uomo che non deve chiedere mai, con tutta la tecnologia a sua disposizione per poter controllare il suo piccolo microcosmo. Un microcosmo che risulta sempre più alla portata di chi controlla le menti umane dall’alto, con l’ausilio peraltro delle stesse tecnologie che l’uomo si fregia di saper utilizzare. Le stesse tecnologie che sembra ci rendano liberi di interagire (ma a quale prezzo).

Vorrei esprimere una piccola riflessione su una notizia dell’Independent. L’autorevole testata parla di una nuova carica europea, che i Paesi della comunità stanno pensando di creare. Un presidente europeo, un uomo di grande esperienza e autorevolezza. Si pensa all’ormai ex presidente inglese. Blair sarebbe l’uomo giusto per questa carica, un presidente che conosce a fondo l’America e che da mesi si occupa di politica internazionale (è sua la farsa conduzione diplomatica della crisi usraelo-palestinese). Qualsivoglia uomo politico prenderà questa carica, servirà ad educare i cittadini europei ad un nuovo leader continentale, una sorta di capo supremo, nell’ottica di avere un unico capo supremo nei prossimi anni. Il processo è in continua evoluzione, il controllo tecnologico, la repressione, la finta guerra al terrorismo, ogni forma di politica economica stanno portando noi poveri stolti alla fine della libertà e della dignità.