29 gennaio 2011

Futuro

Molto tempo è trascorso dall’ultimo post e in generale dal flusso di pensieri che contraddistingueva questo blog. Questo graduale arresto è stato un tornare al centro per comprendere realmente cosa stesse accadendo, tentare di dare spiegazioni coerenti alla mente, avendo come timone la percezione di un cuore in continua espansione. Il risultato è stato il diniego quasi totale a ogni forma di controllo e costrizione, sia verbale che mentale. Il giudizio altrui è relegato ormai a satelliti quasi invisibili del mio orizzonte, mi sento nel bel mezzo dell’oceano in cui viviamo, solamente con un remo e poche mappe da consultare. La bussola a volte è decisa e punta verso il Nord, altre volte l’ago impazzisce vorticosamente, come se davvero non ci fosse più alcun punto di riferimento. Pian piano che si naviga in questo flusso di informazioni, così ben orchestrate dai soliti padroni, la sensazione di essere presi in giro è sempre più forte. Molti risvegliati oggi cominciano ad annaspare nell’interlink di tutto quello che alberga nel campo eterico terrestre, tentano di capire e carpire nozioni e verità che possano da sole fornire la prova e la giusta direzione da perseguire per giungere alla meta. La meta, lo scopo della nostra vita. Uno scopo ai più ignoto e ingarbugliato fra lo stress della vita quotidiana e le urgenze capillari dei pagamenti e degli obblighi civili.

Non importa se questo significa dare energia al leviatano, se questo comporta un dispendio di forze a fondo perduto, l’importante è andare avanti, con l’illusione che domani possa essere migliore. Dopo un po’ di tempo trascorso a “riflettere”, posso affermare che non c’è un domani migliore, per lo meno non così come lo intende la maggior parte delle persone. Un domani migliore, uno stato sociale, un salario adeguato, una casa, una famiglia…questo è quello di cui abbiamo bisogno? E a che prezzo? Ma se tutto questo fosse solo un grande sogno di qualcuno che dirige le fila delle nostre menti, ancora riusciremo a darci così miseramente da fare per raggiungere la fine del mese? Se possedere le cose ci rende in qualche modo responsabili, è questo che realmente l’uomo deve perseguire?

“Le cose che possiedi alla fine ti posseggono” diceva un film. In effetti è proprio così, non c’è un singolo oggetto che non sia collegato e funzionale a qualcosa di più grande, più utile o più necessario per la nostra vita sociale conformata. Non ho mai avuto nulla contro il denaro, ne contro la distribuzione delle ricchezze, credo che tutto sia adeguato a ciò che la nostra anima ha conquistato nel suo percorso, tuttavia l’attaccamento morboso al possesso, non può essere un attributo dell’anima stessa. Un Anima che per sua natura è l’immagine di qualcosa di puro e autentico, per sua natura e matrice È. Molti oggi si interrogano sul futuro, ogni giorno si pensa a cosa sarà il giorno seguente, ignorando totalmente che il futuro è la somma di tanti giorni presenti, unici e reali momenti per applicare con coerenza le proprie azioni, azioni che dovrebbero richiamare a Principi più alti ed universali.

Il futuro è incerto, il futuro non prevede stabilità, il futuro dell’uomo è e sarà una tribolazione. Lo dico con estrema serenità nel cuore, perché tutto oggi è “giusto” così come si sviluppa. Le guerre, i continui e perpetui abusi, le mancanze di un occidente cieco e sordo al grido dei fratelli, questo è il futuro e questo ogni giorno peggiorerà, spostando in avanti il tempo lineare come se davvero potessimo quantificarlo e unirlo in un contesto terreno. Il tempo perso è quello delle non azioni e delle non scelte. Tempo in cui coloro che vogliono la nostra alienazione dal cuore, continuano a insinuare nelle nostre menti ormai prive di sistema di difesa. Non è più possibile nemmeno reagire tale è il punto di contagio di massa, tale è larga la menzogna del sistema. Dopo le guerre arriveranno le carestie, le solite repressioni, la legge marziale, i campi di concentramento…ma tutto questo è già realtà di tutti i giorni, semplicemente abbiamo deciso di oscurare le frequenze di quel canale, abbiamo tolto l’audio per non sentire, ormai sembra solo un serial televisivo in replica la sera tardi. Purtroppo non è una fiction ma la realtà e ben venga il non parlarne per non creare energie negative che danneggiano sempre di più questo povero mondo, ma il silenzio deve essere accompagnato dall’azione, la riflessione deve scaturire in una scelta consapevole, lo Spirito deve permeare la materia affinché si trasmuti e compia l’opera di redenzione. Per questo sono sereno, perché so cosa accadrà nel “futuro”, sento ogni giorno le grida di chi chiede aiuto e non riceve nulla, sento chi ha bisogno e non viene aiutato. Ogni giorno tento di essere nel Disegno affinché tutto questo si compia.

Sono sereno perché anche se può sembrare assurdo, dal male nasce sempre il Bene. Da questo periodo le persone di buona volontà sapranno riconoscere la purezza del Messaggio originale, sapranno esprimere con le giuste parole il vero Verbo, tanto importante quanto dimenticato. Se la forza sarà sempre in chi crede e segue la Legge, niente sarà più grande della ricompensa e della pace che il cuore potrà sperimentare. Perché lo scopo della vita è semplicemente essere veri Figli, che sbagliano, continuano a sbagliare, ma che un giorno alzando la testa verso il Sole, riconoscono la discendenza regale dell’unico Padre che tutto governa, dell’unica Madre che tutto abbraccia. Nulla in quel caso potrà scalfire la propria essenza. Si può perdere ogni cosa, ogni relazione, ogni illusione, ma alla fine rimane un cuore nudo davanti alla Verità e a quel punto non si può fare altro che scegliere di essere quella Verità.