26 giugno 2010

Il cielo piange

Ci sono giorni in cui il cielo piange. Ci sono giorni in cui dal nulla appare la fine e sembra che la Natura accompagni il tuo sentimento ed esprima il suo affetto nel tuo dolore. Ci sono giorni in cui ogni cosa sembra finita e tutto sembra compiuto. Giorni in cui si è consapevoli di essere entrati in una nuova fase, con la Luce negli occhi e la tristezza nel cuore. Difficile descrivere certi giorni, difficile condividere a pieno il turbinio di emozioni che avvolgono l’essere. In quei giorni non rimane che un foglio bianco, pronto da scrivere con una nuova fase della vita, sempre più forti, col dolore da trasformare nel nostro io più profondo…

Nel momento in cui ti viene tolto tutto realizzi veramente di non aver più bisogno di nulla. Anche il corpo perde la sua fisicità, sembra quasi dissolversi nell’Uno che permea ogni cosa. Il taglio netto di ogni legame col mondo, la consapevolezza di non dover più desiderare nulla. Tutto è già in te, nessun’altra cosa può modificare lo stato di armonia e di serenità. Non c’è più desiderio, non c’è più aspettativa, non c’è più tempo e spazio, tutto diventa un flusso consapevole di eventi sincronici, i quali sono solo l’effetto di altre manifestazioni che vivono autonomamente al tuo fianco. Quando perdi una parte di te, è per integrarla all’Uno dalla quale ha avuto origine, per questo non si perde nulla, al contrario si guadagna molto molto di più. Dall’esterno questo è incomprensibile, è una dinamica esclusiva del nostro più profondo nucleo. Impossibile da descrivere a parole. La certezza di questo insegnamento è nella malinconica sensazione di aver dato ogni singolo aspetto del proprio se, senza rimpianti ne rimorsi. Abbiamo aperto uno squarcio affinché noi stessi dall’esterno potessimo osservarci per cosa siamo realmente. Può non essere una visione idilliaca, ma è la nostra unicità, la nostra anima che si espande, il bruco che sta per nascere a nuova vita, la trasformazione allo stadio successivo…con amore e gratitudine.

17 giugno 2010

Legge

Il mio carattere ha sempre condotto la mia vita all’osservanza delle regole e delle leggi in generale. Una metodologia attenta al rispetto dei precetti che potessero essere condivisi dalla maggioranza delle persone con cui condividevo questo angolo di mondo. Nel corso del tempo ho realizzato e compreso le dispute e le battaglie sociali, a volte aspre ed estenuanti lotte per raggiungere un agognato beneficio piuttosto che un privilegio. A poco a poco che uscivo dal “barattolo” nel quale ogni uomo viene messo alla nascita, ho cominciato ad osservare la realtà con occhi diversi, un susseguirsi di deduzioni e intuizioni mi hanno condotto a riformulare gran parte delle verità che avevo pian piano reso mie nel corso della vita. La logica umana (nel senso di uomo) è una copia molto sbiadita di quello che esiste ad un livello “superiore”. Leggi umane sono un tentativo di imitare qualcosa di perfetto che regola e determina ogni singolo movimento atomico nel Cosmo. Scoprendo alcuni segreti celati in una foglia, in un albero, nel movimento di un’onda, nell’amore incondizionato di una cane verso il padrone, in ciò che è tangibile e osservabile da noi tutti, ho iniziato a scorgere Leggi ampiamente più giuste ed esatte delle leggi dell’uomo.

Con questo non voglio denigrare gli sforzi di chi con buona volontà ha creduto di operare per il bene dei propri simili. Purtroppo tentativi di nobile ispirazione sono stati pilotati o indotti da gerarchie di potere molto ben radicate nell’inconscio collettivo, talmente potenti da gestire fisicamente e mentalmente i burattini, con l’illusione di lasciare all’individuo la libertà di scelta (e la libertà stessa). La storia insegna attraverso guerre e prese di potere, come l’uomo è a poco a poco divenuto un essere vittima della stessa gerarchia che inizialmente credeva di dover combattere. Un gioco di pedine che mangiano la pedina più vicina per prendere il suo posto, con l’attenzione di creare le condizioni per non essere a sua volta mangiata. Questo squilibrio di forze a generato potenziali distruttivi molto grandi, che per forza di cose, oggi devono essere riequilibrati, essendo la legge di causa effetto, una regola alla quale l’uomo non può sfuggire. Ognuno nel suo microcosmo deve e dovrà confrontarsi con la sua condotta di vita, con la sua propensione al giudizio e all’utilizzo del libero arbitrio che ha ricevuto come dono di libertà suprema.

La domanda che inizialmente ponevo a me stesso, era relativa la capacità dell’uomo di salvare il suo mondo, le sue relazioni e automaticamente l’intera collettività. In ogni caso esisteva sempre qualcosa di limitato, come se l’uomo non avesse parametri assoluti, tali da poter esprimere la perfezione alla quale l’umanità dovrebbe ispirarsi. Questo è stato uno dei motivi per il quale ho cominciato a “studiare” le Leggi che si trovano ad un livello superiore. Superando la logica del giudizio e dell’ego, si può trovare la strada per decodificare quelle Leggi che sono naturalmente a disposizione di tutti coloro che riescano ad osservarle con lo Spirito giusto.

Ispirarsi a questa visione delle cose, permette di sublimare la pochezza e i limiti dell’uomo terreno, incapace di essere un giudice “sopra le parti”, perfettamente giusto e equo nei confronti della vita. Ispirarsi a Leggi di natura superiore permette di avere un quadro più ampio e veritiero della verità delle manifestazioni sensoriali, nonché una maggiore attitudine a non compiere errori. Un atteggiamento che ha come fondamento il rispetto di ogni simile e dissimile, in modo da non influenzare quasi per niente gli esseri che per motivi più diversi incontrano la nostra strada. Se l’uomo osservasse la struttura gerarchica di un alveare, la perfezione del movimento dell’erba fra le raffiche del vento, l’amore del Sole che dona incessantemente i suoi raggi senza preoccuparsi a fare distinzioni fra buono e cattivo, forse inizierebbe un cammino davvero diverso, nel quale il potere, l’egoismo, l’indifferenza verrebbero relegati come mali da estirpare. Certo a quel punto non servirebbero più giudici, avvocati, giornalisti, carcerieri, forze dell’ordine, imprenditori, medici, farmaci, sostanze chimiche, insomma forse esisterebbe un qualcosa che si avvicina al ritmo naturale del battito della vera Vita.

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12 giugno 2010

Il tocco della luce

Il rapporto di coppia rappresenta la via maestra per crescere alla seconda nascita individuale. L’essere umano nasce biologicamente dall’hara della madre, inizia a sviluppare le caratteristiche morfogenetiche programmate a livello animico prima di incarnarsi, esegue i passi necessari per compiere ogni esperienza karmica utile a tornare al centro del proprio Se. La vita conduce l’individuo ad assumere le forme e le situazioni più adatte alla realizzazione di questo grande miracolo evolutivo. L’individualità si confronta con ogni aspetto “specchio” della personalità, attraverso lo scambio con altri esseri presenti sul pianeta. Ogni entità innesca una dinamica ben precisa nella relazione a specchio, fin tanto che questo mutuo scambio non raggiunge il suo alto livello di compimento. Dal punto di vista morale o etico non c’è alcuna differenza fra esperienze positive o negative, emozioni, ansie, gioie e dolori, sono solo il veicolo principale per raggiungere l’obiettivo finale. Entrare nel merito della colpa, del giudizio o della giustizia, non ha senso osservando questa dinamica da un punto di vista multidimensionale.

Il contatto fisico tra le persone ha la capacità di innescare reazioni fisiologiche e sottili molto potenti. Al di la della componente morale dei rapporti fisici, è interessante valutare come lo scambio sottile fra persone che condividono la stessa consapevolezza, sia il motore principale per raggiungere vette molto alte. Non è necessariamente l’atto sessuale o genitale di per se che ha questo compito, a volte il semplice tocco di un dito, di una mano, può innescare una serie di processi, che hanno origine dal campo aurico per raggiungere secondariamente le cellule di ogni apparato. Nell'antichità si era a conoscenza di questi insegnamenti, nel corso dei millenni varie tecniche sono state utilizzate per armonizzare lo stato psico-fisico, attraverso il massaggio terapeutico o il tocco delle mani. Questa grande conoscenza oggi si è persa dietro alla mistificazione dell’atto sessuale fine a se stesso, al contatto fra persone come veicolo del male. Un sentimento di puro amore prescinde dalla sessualità e da energie basse, è un veicolo di grande espansione e consapevolezza. Oggi riscoprire la potenza di un abbraccio, di un contatto sano, di una carezza, ha effetti molto più positivi di qualsiasi medicina o rimedio miracoloso. Ovviamente la società vuole emancipazione totale e alienamento, tale da deviare la natura dell’impulso naturale dell’uomo. Per questo nascono problematiche legate ad abusi e soprusi di ogni tipo.

Quando il tocco di una mano è puro, la mano diventa l’ambasciatrice della guarigione che compie attraverso la Luce del Creatore. Il nostro strumento per incarnare i principi alla base della vita. La sublimazione dell’energia sessuale, della componente più animale legata ai centri energetici inferiori, può essere raggiunta con amore e condivisione, può raggiungere il completo distacco dalla fisicità, nel momento in cui tutta questa energia comincia a fluire nello spazio del cuore. la relazione di coppia, se animata da un concetto di condivisone divina può davvero rappresentare un trampolino verso una maggiore integrazione, può rappresentare il motore che alimenta i nostri corpi sottili più alti, per trasformare gli istinti in pura luce e amore.

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