Luce Vs. Buio

L’antitesi rappresentata dal titolo di questo testo, rappresenta gran parte degli studi che l’uomo ha compiuto nella ricerca di se stesso nel corso del tempo. Impossibile parlare di un concetto senza dover necessariamente contemplare l’altro. Come lo Yang contiene parte dello Yin, si può affermare lo stesso per questi due elementi sottili. Così come la manifestazione fisica e particolare della luce e della sua assenza, attraverso la comprensione dei cicli solari, dell’alternarsi di giorno e notte, del visibile ed invisibile, possiamo rapportare questa alternanza all’interno del nostro essere più profondo.

Il nostro nucleo più intimo è una matrice di luce pura, completamente integrata con la matrice coscienza universale che oggi è definita in vari modi. Per me questa matrice è l’essenza di Dio, un’essenza così immacolata da essere custodita con infinito amore nel cuore di ogni essere dell’universo. Questa luce prescinde dal concetto di spazio e tempo, di corporeità, di materia. Essa È, è sempre stata e sarà sempre nell’eternità. Questa luce guida l’intero universo attraverso la contemplazione della propria perfezione, evolvendo e migliorando se stessa, continuando il ciclo della sua propagazione infinita, un moto perpetuo che si auto genera per non perdere l’inerzia. Essendo esseri di luce non possiamo quindi che anelare al ritorno alla matrice originaria. Ritrovare Dio in noi attraverso le orme del Figlio, attraverso la guida che è possibile scorgere nelle esemplari manifestazioni della Natura. La perfezione aurea di ogni singola vita che nasce nel Creato è la solidificazione esatta di questa Luce, che è in grado di materializzare la stessa perfezione della sua essenza originaria. In questa creazione perpetua l’uomo è parte integrante e cosciente di questo movimento dinamico. In continua ricerca della perfezione, è la prova vivente della spinta che la luce agisce attraverso di lui.

Perché allora esiste il buio? Perché è necessario sperimentare il buio? Credo che ognuno possa rispondere con sincerità a questa domanda, perché in fondo alla propria anima esiste già ogni risposta. Il buio è semplicemente la non percezione della presenza della luce. Non può essere una forza opposta e contraria, in quanto è solo il riflesso del veicolo che la nostra mente vuole creare con emozioni, paure, indecisioni e sentimenti negativi. La non fiducia genera questo tipo di sensazioni, favorendo l’assenza di luce, favorendo uno stato di disagio che altro non è che il buio manifesto. Avere fede nella luce significa affidare totalmente alla nostra anima il timone per guidare la nostra vita. Significa non dubitare dell’immensa e totale Forza che anima l’universo, per non doversi più rapportare col buio e le sue manifestazioni più basse. In linea di principio si potrebbe vivere senza dover sperimentare dolore e sofferenza, anche se è altrettanto vero affermare che tali esperienze sono alla base dei nostri più grandi passi evolutivi. Nei momenti di buio infatti possiamo riconoscere la luce ed essere rapiti dal suo bagliore.

Immaginate di essere in una stanza completamente buia. Sensazioni di disagio e paura potrebbero prendere il sopravvento. I movimenti sarebbero limitati, in quanto solo attraverso il tatto e l’attenzione consapevole sarebbe possibile muoversi al suo interno. Non conoscendo quello che circonda il nostro corpo, la nostra mente creerebbe figure più o meno veritiere, a seconda delle interpretazioni che i sensi analizzerebbero in quel contesto. Un rumore improvviso potrebbe peggiorare la situazione, poiché impotenti nel poter contrastare o difendere la nostra incolumità. Le cose cambierebbero se si accendesse una piccola luce. A questo punto il bagliore illuminerebbe gli oggetti circostanti, la nostra mente comincerebbe a costruire immagini a seconda delle percezioni visive, in alcuni casi potrebbe migliorare la situazione, in altri invece potrebbe materializzarsi quello che avevamo temuto potesse esistere. In ogni caso ognuno di noi andrebbe verso questo bagliore proprio per riuscire a vedere meglio l’ambiente circostante. In questa fase le ombre comparirebbero dietro ogni oggetto. Se la luce aumentasse l’intensità, la nostra mente inizierebbe ad avere immagini sempre più chiare e deduzioni sempre più accurate, fin quando l’ambiente circostante sarebbe familiare, molto probabilmente i disagi iniziali scomparirebbero insieme alle ansie e le paure.

Questo esempio se pur elaborato, rende omaggio al nostro modo di interpretare la vita e le immagini che la nostra mente crea a seconda delle situazioni. Fin quando non intraprenderemmo il cammino verso la luce, le immagini saranno “casuali”, le esperienze potrebbero essere dolorose e poco coerenti con il nostro essere più profondo. Dopo aver raggiunto la luce da vicino tutto diventerebbe più chiaro, il velo dell’illusione lascerebbe spazio a scorci di Verità, fino a diventare il nostro nuovo modo di essere. L’obiettivo finale è arrivare ad essere quella Luce, in modo da non dover più scendere a compromessi con le nostre “parti oscure”. Una luce non conosce buio, in quanto essa stessa è sorgente e manifestazione primaria di tale emanazione. L’ombra per definizione può comparire solo dietro una forma illuminata, non può esistere nella sorgente stessa. Ovviamente in questo cammino si viene spesso riconosciuti e tendenzialmente aumenta la quantità di buio da trasformare in luce. Questo perché ogni manifestazione esterna della nostra vita, altro non è che la nostra interna percezione del cammino, che la nostra anima compie nel corso di questa incarnazione terrestre.

Come in alto così in basso, è esattamente la spiegazione a questa dinamica. Il nostro più grande dono è il libero arbitrio, la possibilità di scegliere attimo dopo attimo cosa fare del nostro percorso. L’importante non è il tempo o il modo, credo si importante la volontà di perseguire questo obiettivo, il guardare alla luce per tornare alla casa del Padre, per riunire la nostra essenza con la matrice perfetta dalla quale siamo stati generati. La strada è stata tracciata dagli insegnamenti del Cristo. Molte altre grandi anime hanno dato il loro contributo a questa grande causa, molte anime lo stanno facendo ora per aiutare chiunque lo desideri a intraprendere questo cammino. Nulla è più importante è più gratificante di questo, anche se forse è la cosa più difficile che ognuno di noi possa affrontare, perché in fin dei conti è un viaggio all’interno, un viaggio nel silenzio del cuore, nel luogo dove tutto esiste e già è perfetto, dove ha solo bisogno di essere rivelato.

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