Science spazzatura. "Il Prozac "ringiovanisce" il cervello"

Leggo esterrefatto un articolo pubblicato sul sito di Repubblica, che riporto integralmente qui sotto. Notizie come queste non meriterebbero nemmeno di comparire su testate giornalistiche visionate da milioni di persone al giorno. La deliberata pubblicità del CNR a favore di un antidepressivo, la dice lunga sulla stessa sperimentazione. Studiare il comportamento del cervello attraverso un farmaco, è come vedere gli effetti che la sedia elettrica provoca al condannato prima di esalare l’ultimo respiro. Mi chiedo come si possano finanziare tali amenità, al punto da essere pubblicate da una delle più diffuse riviste scientifiche (ovviamente sul libro paga di Big Pharma). Spero solamente che i lettori possano discernere tali allusioni a nuove sperimentazioni, come una deliberata azione contro la salute e la mente umana. Il cervello e la sua “plasticità”, come ama chiamarla il ricercatore del CNR, ha bisogno di ben altre cose per funzionare alla perfezione. La sottile e subliminale allusione alla miglioria delle funzionalità cerebrali, cela la volontà di dare il via libera alla sperimentazione sull’uomo, l’inizio di una nuova forma di controllo mentale. Spero che ognuno possa comprendere la pericolosità di tale “studio”.

***

Il Prozac "ringiovanisce" il cervello - Funziona sui topi, presto test umani

di PASQUALE NOTARGIACOMO

ROMA - Curare l'umore e contemporaneamente "ringiovanire il cervello". Sarebbe questo l'effetto dei farmaci antidepressivi secondo una ricerca diretta da Lamberto Maffei del Cnr di Pisa e pubblicata sulla rivista Science. Lo studio ha rivelato che i farmaci utilizzati per curare le malattie depressive riuscirebbero ad aumentare la plasticità cerebrale. A migliorare, cioè, la capacità di rimodellarsi tipica del cervello giovane, che si perde almeno in parte nell'età adulta.

L'esperimento. "Il nostro - spiega Maffei - è un esperimento condotto su meccanismi basilari che apre nuove prospettive per il futuro". L'equipè italiana ha studiato l'effetto dei farmaci su topi adulti con deficit visivo permanente causato dall'occhio pigro. Proprio la la somministrazione degli antidepressivi ha guarito la vista dei topi, consentendo un rimodellamento della corteccia visiva, che è cioè ridivenuta plastica come nel cervello giovane, "risvegliandosi" e cominciando a funzionare meglio.

"È un esperimento che deve essere chiaramente replicato sugli uomini - aggiunge Maffei - e proprio per questo stiamo prendendo contatti con i clinici". Uno dei primi utilizzi potrebbe riguardare proprio la cura "dell'occhio pigro". Una condizione piuttosto diffusa nel bambino, che impedisce il pieno sviluppo della corteccia visiva, lasciandolo, se il suo occhio non viene rieducato con tempestività, con deficit visivi permanenti. Per i danni causati dall'occhio pigro non esiste ad oggi una terapia.

Finora la capacità di indurre rimodellamenti del cervello rimaneva soltanto nell'alveo delle ipotesi. "Nessuno - dice Maffei - aveva testato come gli antidepressivi influissero sul funzionamento cellulare del cervello. È questa la grande novità del nostro studio". Gli scienziati hanno scoperto che è esattamente così che agisce l'antidepressivo Fluoxetina (inibitore della serotonina), meglio noto come Prozac.

L'azione "rimodellante" del farmaco è comprovata da cambiamenti dell'attività elettrica cerebrale, a cui si accompagna la produzione di un fattore di crescita importantissimo per la plasticità cerebrale, "BDNF". Si tratta comunque di una scoperta che apre molte possibilità e di cui si possono soltanto intuire gli utilizzi. "Saranno i test sull'uomo - conclude Maffei - a indicarci i passi futuri".

(17 aprile 2008)

Ti è piaciuto l'articolo? Votami su OK Notizie

Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

9 commenti

addirittura???

Reply

Ancora vi ossessionate a chiamarle "testate giornalistiche"? Non sono giornali, non sono telegiornali, non è divulgazione, non è informazione: è Regime, è Dittatura... è l'Italia...

Amo così visceralmente l'Italia, che ho una voglia matta di emigrare su Marte e fare castelli di sabbia fin quando qualcuno non mi ridarà indietro la Libertà e la Democrazia che avevo quando vivevo ancora sull'ex "pianeta blu".

Alla prossima

Reply
angela mod

ciao Freenfo...
di tutto di più!...convincente!
un caro saluto
angela

Reply

Satira, sono testate di ... :D

Andrew, pare di si.

Angela, un saluto a te...

Reply

Da quanto vedo in giro ormai da anni, il Prozac è un farmaco ben avanti sul viale del tramonto. Non si usa praticamente più come antidepressivo, a causa degli effetti collaterali importanti non ultimo fra questi la genesi in chi lo assume di idee suicidarie.

Non sono stati pochi infatti i casi di depressi suicidatisi per colpa del Prozac.
Tentare di risuscitare simile porcheria da parte della casa produttrice Lilly (della quale, fra i maggiori azionisti, c'è la famiglia Bush) mi sembra più che altro l'effetto di 'wishful thinking'.

Che questa merda se l'assumano i ricercatori del CNR ed in specie, primo fra tutti, il Prof Franco Prodi, vera autorità internazionale circa la dispersione in atmosfera di aerosol clandestini alias 'scie chimiche'.

Non si sa mai che gli venga un'idea buona: quella di suicidarsi.

Reply

Paolo, ineccepibile analisi. Mi chiedo come questi omuncoli che si atteggiano a ricercatori, possano ancora determinare la sorte e la salute dei cittadini.

Ciao e grazie, un caro saluto

Reply

Mi vinene voglia di dire "che facciano pure, basta che sperimentino su loro stessi"

Reply

Te piacerebbe eh !?!
e invece quelli sperimentano alla grande su di noi!
Ci sarebbe tanto da dire anche sul fantomatico vaccino contro il tumore dell'utero da fare alle bambine appena adolescenti............

Reply

Ciao Fabrizio, troppe cose sarebbero da dire anche su quello...

Un caro saluto

Reply

Posta un commento