La Dualità dell’Essere (Art. di ErSandro)

Propongo una riflessione di Alessandro, sperando di suscitare un dialogo costruttivo, fra voi lettori molto più preparati di me su tali questioni.


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Siamo cresciuti credendo che il numero perfetto fosse il tre. Che cosa straordinaria capire che invece si tratta del due. In fondo tutta la matematica può essere intesa come la conseguenza delle relazioni che si possono instaurare tra una coppia di due.

Cominciamo osservando le ipotesi di base. Ogni cosa al mondo è caratterizzata dalla sua esistenza in atto o in potenza. Come diceva saggiamente Parmenide: “Ciò che è, è; ciò che non è, non è”.

Gli stati fondamentali della natura non sarebbero, quindi, tre, come ci suggerisce la fisica (solido, liquido e gassoso), ma due, cioè l’essere ed il non essere. L’insegnamento dell’informatica è che ogni informazione al mondo (che si tratti di immagini, suoni, scritti, ecc.) può essere digitalizzata, cioè ridotta ad una serie di uno e di zeri.

Attenzione a non cadere nell’errore di considerare lo zero come il nulla, la negazione dell’esistenza. Esso rappresenta l’uno in potenza. Se non esiste niente, allora non esiste neanche lo zero. Il fatto che ci sia è sufficiente a porre le basi dell’unità. Anzi, si può dedurre che l’essere ed il non essere (essere in potenza) nascano contemporaneamente.

La creazione si muove facendo due passi alla volta. Meglio, mentre un piede va avanti l’altro si sposta indietro. Nei libri di testo leggiamo: “Ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria”. Cioè, qualunque cosa facciamo dà vita ad il suo opposto.

Due stati quindi. Ed ecco che dal concetto di coppia è possibile passare a quello di coppia di coppie.

2 2

Dalle interazioni tra queste due coppie possiamo dedurre tutte le operazioni dell’algebra.

2 + 2= 4

4 - 2= 2

2 x 2= 4

4 / 2 = 2

2 2 = 4

2 √ 4 = 2

Perché, dunque, questa ossessione con il tre? Se osserviamo le operazioni riportate noteremo che sono tutte composte da tre numeri. Quello che, di norma, sfugge all’occhio dell’osservatore meno attento è che lo stesso quattro è a sua volta la somma di una coppia.

Ecco quindi che il terzo elemento diventa a sua volta doppio. Quando diciamo che il tre è il numero perfetto non capiamo che esso è composto da due unità più una coppia.

Se uniamo il già citato Parmenide con il più famoso Eraclito (panta rei, tutto scorre) otteniamo una versione filosofica di questa realtà, cioè che il mondo è composto da essere, non essere e divenire. Il divenire è e non è allo stesso tempo. Nel susseguirsi degli eventi tutto ciò che esiste si muove per diventare qualcosa che al momento non è.

Pensiamo all’acqua, elemento base per la creazione della vita. Esso si presenta spesso nella sua forma liquida, ma in natura esiste anche come ghiaccio e vapore. Nella sua forma base abbiamo la coesistenza di alcune delle caratteristiche dei solidi, come la scarsa comprimibilità, e di altre dei gas, come l’adattamento alla forma del contenitore. Lo stato liquido è il divenire, è un po’ solido ed un po’ gassoso. Attorno vi ruotano il vapore, che non è ghiaccio, ed il ghiaccio, che non è vapore.

Forse sarebbe il caso di rivedere il concetto di trinità.

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11 commenti

In effetti è cosi caro Freenfo, bisognerebbe rivedere il concetto. In ogni caso si dice che 3 sia il numero perfetto, ma sarà vero?

Buona giornata, ti aspettiamo sul blog

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Anonimo mod

mi dispiace, sono osservazioni senza senso, o meglio, avrebbero un senso qualora portassero a qualche modello che fornisce interpretazioni migliori, nuove, qualora permettesse di fare deduzioni che fanno scorpire fenomeni mai osservati

e' pura metafisica

la metafisica non è cattiva in sè se prima o poi si traduce in una qualche esperienza (interiore od esteriore) che valuta l'ipotesi metafisica

se resta pura speculazione che non sa in alcun modo legittimarsi è poco piu' che spreco di tempo

corrado

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Nella numerologia sacra, qualsiasi numero estrapolato dal contesto non significa nulla: è il contesto che ne determina il significato, mai il contrario (come la Matematica o la Fisica quantistica). Numeri "puri" come il due o il tre, hanno ambivalenti significati, e la Natura stessa è talmente complessa da solidificarsi nelle meccaniche anche attraverso altri numeri, cito ad esempio il rapporto tra il raggio e la circonferenza di un cerchio, o i rapporto scaturito dal Vesica Piscis, oppure la Curva di Fibonacci... in una delle varie sedute medianiche cui mi sono auto-sottoposto :D, dall'"Altro Lato" mi hanno portato ad esempio un pentagramma ed un musicista: la Natura è come quel pentagramma, ogni nota sottosta a delle Leggi Universali che governano anche le altre note, e l'Uomo con la sua genialità riesce a "carpirne" passo dopo passo alcune nozioni, alcune "melodie", che alla fine riescono ad ordinare ciò che è Caotico. Il due, il tre, il pi greco, la proporzione aurea, sono solo le Melodie più belle con cui la Natura riesce a suonare la sua musica.

Alla prossima amici miei

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Il concetto di trinità per quel che ne so deriva dalla religione babilonese, di cui gli Illuminati sarebbero ostinati seguaci, ci sarebbe da farsi talmente tante domande che non basterebbe un volume enciclopedico...

Comunque un articolo molto suggestivo!

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Articolo interessante, la cui validità è proprio nel taglio metafisico e speculativo. In realtà, ci dobbiano porre la solita domanda di Leibniz "Perché l'essere, invece del nulla?" E' una domanda cui non si può rispondere e che echeggia ancora più angosciante dacché l'essere è tanto orribile.

Ciao

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Vi prego di prendere le mie riflessioni per quello che sono.

Scrivendo questo pezzo non intendevo dare risposte o spiegazioni ai grandi perché della vita, ma solo ordinare, in parte, la confusione che regna nella mia testa.

Secondo me la trinità è in realtà una doppia dicotomia, in quanto lo stesso spirito santo lo vedo come un elemento doppio.

Avete mai notato che nel segno della croce si dichiarano tre entità ma vengono toccati quattro punti?

Ripeto, non voglio spiegare nulla, intendo solo dare qualche spunto.

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Ringrazio tutti per i commenti. Alessandro le tue riflessioni sono gradite, del resto è lecito di porre domande, anche se spesso non si conosce la provata risposta. Nell'esercizio però a volte si trovano grandi chiavi di lettura.

Grazie a tutti

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L'uno è il tutto ancora senza "forma"
Nel duo il tutto si specchia in se stesso.

E quando il tutto entra in comunicazione con se stesso, ecco il terzo fattore.

L'osservatore, l'osservato, l'osservazione.

Colui che ama, chi è amato, e l'amore.

Una coppia composta da due persone è senza vita, finchè non entrano in contatto.
E l'amore, ciò che unisce, è il terzo fattore.
Per questo il tre è il numero perfetto, perchè nel tre si trovano le fondamenta dellla vita, di ciò che è vivo, e non soltanto numero freddo.

Un po' di pensieri, visto che siamo in tema, nulla più.

Un caro saluto :-)

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Santurina, sono d'accordo con te.

Il punto della mia riflessione è che anche la relazione che mette in contatto il tutto con se stesso ha un carattere duale. Il rapporto può essere di amore o di odio.

Nel momento in cui parlo del bene, definisco il concetto di male. Definendo la somma pongo le basi per la sottrazione.

Il fatto che io persegua la positività non mi deve far cadere nell'errore di considerare inutile, o sempre dannosa, la negatività.

Sono tutti concetti complementari che non possono prescindere dai loro opposti.

Ogni tanto è bello perdersi nelle speculazioni. Serve a piantare meglio i piedi per terra quando poi si torna in sé.

Saluti a tutti, è bello sentirvi partecipi.

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Io credo che ci sarebbe molto più da dire sullo zero che sul tre. Il tre è il numero perfetto? Non lo ho mai pensato.

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Hola

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