Contro la tortura

Pubblico un appello molto importante riguardante l'impianto e l'utilizzo di tecniche di programmazione e controllo mentale.

Fonte: Avae-m

I firmatari, cittadini italiani


Nel riconoscersi nei valori fondamentali della Costituzione anti-fascista, ritengono sia ora e tempo di dire le cose a voce alta ed in tutte le sedi politiche e sindacali, di movimento e ove possibile istituzionali, a che siano affrontate pubblicamente e non censurate oltre alcune annose questioni, al di là degli esiti processuali di vicende legate ad esse, rispetto alle quali i firmatari mantengono proprie posizioni ed orientamenti nel rispetto delle diverse parti in causa e della natura anche giuridica delle vicende.


  1. Un paese civile ed anti-fascista non può ammettere alcuna forma di tortura nel confronti di alcuna persona o essere vivente. È improrogabile una legge al riguardo. I firmatari considerano la legge della Camera del dicembre 2006 un buon passo in avanti in questa direzione, ed il tempo perso dal Senato, un danno per tutti.
  2. Vanno messe al bando le armi “non letali”, tecnologie e strumenti atti a torturare ed interferire anche con la stessa mente delle persone, a distanza. Vanno considerati senza eccezione alcuna come dei – delle criminali quanti ne fanno uso o collaborano al loro utilizzo in qualsivoglia maniera.
  3. Occorre vigilare e se necessario legiferare affinché i medici abbiano tutti il dovere di rispettare e disporre, nell’ambito se possibile della stessa ASL, le richieste di estrazione di corpi estranei, specie se in parti non vitali, da parte di medici di fiducia di persone in stato di libertà o di legali di fiducia di detenuti ed internati.
  4. Per nessun motivo si possono permettere strumentazioni di controllo su lavoratori e lavoratrici nei luoghi di lavoro o di trasferta, né si possono prevedere premi o incentivi a che i lavoratori e le lavoratrici accettino questi mezzi che causerebbero loro una dipendenza assolutamente incompatibile con un ordinamento democratico.
  5. Nessun motivo medico scientifico o psichiatrico può essere addotto per permettere su persone non consapevoli o non consenzienti alcun innesto di strumenti biotecnologici o tecnologici sottocute. Si invita ad un aggiornamento lungimirante della legislazione penale.

Gli-Le aderenti alla AVae-m

Prime adesioni al 23-1-2008

1. Giuliano Bugani, giornalista, poeta ed operaio, Bologna

2. Franco Bellotto, presidente Associazione Esposti Amianto e ad altri rischi ambientali, Venezia

3. Romano Nobile, avvocato, presidente ARES 2000, Roma

4. SIPORCUBA.IT

5. Aldo Galvagno, amico di Cuba e webmaster di Siporcuba.it

6. Emanuele Bertuzzi, Bologna

7. Paolo Volpato, pubblicista, Milano

8. Marco Sacchi, scrittore e militante mlm, già candidato Carc alle comunali del 2006, Milano

9. Nando Grassi, docente di matematica e fisica nei licei, Palermo

10. Gianna Fois, insegnante precaria, Nuoro, Sardegna

11. e 12. Bruno Liviero e Nadia Alessandri, pensionati, Mirano VE

13. Giuseppe Ricciardo, webmaster di Vitarubata.com

14. Vittoria Oliva, avamposto degli incompatibili

15. Giulio Stocchi, autore di Compagno poeta e di numerosi altri libri di poesie, Milano

Comunicare le adesioni telefonicamente, per fax od e-mail, a:

Tel.334-3657064, 041-5600258, Fax: 041-5625372

E-mail: info@avae-m.org, basmau@libero.it