Città verdi: i modelli di Dubai, Friburgo e degli antichi Maya (art. di Acquaemotion)

Vi posto questo articolo a mio parere interessante.
Forse alcune soluzioni potranno sembrare leggermente discutibili, ma il problema risiede nel fatto che volendo un Mondo in cui vivere senza aggredirlo e inquinarlo continuamente è possibile!

Negli Emirati Arabi sorgerà nel 2012 il primo insediamento a impatto zero.
di GIORDANO STABILE

Il futuro. Masdar (Emirati Arabi Uniti). Seduto un mare di petrodollari, il sovrano di Dubai può sognare in grande, persino un mondo senza petrolio e senza gas serra. A pochi chilometri dalla capitale Abu Dhabi, lo sceicco ha voluto una città nuova di zecca, Masdar, «la fonte» in lingua araba, la prima che non produrrà nemmeno un grammo di CO2, a parte quella emessa naturalmente dagli esseri umani con la respirazione. Niente auto, niente elettricità da combustibili fossili, riciclo totale dei rifiuti. Disegnata dallo studio londinese Foster&Partners, sorgerà su un’area di 6 chilometri quadrati e ospiterà 50 mila abitanti. I lavori dovrebbero terminare nel 2012. Alle necessità di costruzione provvede una centrale fotovoltaica da 40 megawatt. In seguito l’elettricità verrà da impianti fotovoltaici e pale eoliche piazzati sui bastioni che circonderanno l’abitato. L’acqua verrà da un impianto di desalinazzazione alimentato dal Sole. Il 99% della spazzatura sarà riciclato o finirà in compostaggio e termovalorizzatori. Niente rifiuti in discarica, tanto meno per le strade. Auto e mezzi pubblici saranno elettrici. Abu Dhabi sarà collegata da una nuova metropolitana, mentre il centro sarà un paradiso per i pedoni. Si vedono già nei «rendering» di presentazione: un mondo idilliaco, abitato solo da giovani alla moda; una perfezione cerebrale, non toccata dalla storia, che mette qualche brivido.

Il presente. Friburgo (Germania). Di storia ne ha in abbondanza invece Friburgo. L’antica città ai piedi della Foresta Nera ha saputo reinventarsi dopo la crisi industriale dei Settanta, ora è la città più verde della Germania e si gioca il titolo continentale con la svedese Malmoe. Gli amministratori hanno puntato sul risparmio domestico. Se una abitazione normale in Germania usa 220 chilowatt ora d’energia all’anno per metro quadrato, le case «a riscaldamento passivo» di Friburgo ne consumano 15. Super-isolati con materiale schiumoso spesso fino a 30 centimetri, gli alloggi hanno vetri tripli. L’aria pulita entra attraverso il soffitto ed esce da condotti nelle pareti. Il calore è fornito da chi ci abita: «Ogni persona produce 100 Watt. Due sono più che sufficienti», spiega Meinhard Hansen, architetto e autorità mondiale nel settore. Il resto dei risparmi è nei trasporti. A Friburgo ci sono solo 150 auto per 1000 abitanti, contro le 450 della Germania e le 600 degli Usa. In 30 anni le piste ciclabili sono passate da 29 km a 500. Un terzo dell’elettricità consumata viene da pale eoliche sulle colline, nei mercati sono preferiti i prodotti locali.

Il passato. Chunhuhub (Messico). La vita autarchica era anche la base dell’equilibrio ecologico delle città del passato. Gli «ecopaleontologi» hanno studiato le civiltà dell’America centrale e meridionale. I terrazzamenti attorno alle città montane degli Incas erano un esempio di sfruttamento sostenibile. I Maya avevano trovato un buon equilibrio tra agricoltura e foresta tropicale. Nello Yucatan ci sono ancora residui di insediamenti che hanno mantenuto quello stile di vita. Studiosi americani fanno l’esempio Chunhuhub, Yucatan, città di 6 mila abitanti dal passato millenario, con un’economia basata sulla coltivazione mais a rotazione, senza distruggere la foresta. E’ probabilmente, da sempre, la città a più basse emissioni del mondo.

Fonte: LaStampa.it

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