Panopticon




Fonte: http://www.truthnews.us

Panopticon è il carcere ideale progettato nel 1791 da Jeremy Bentham (1748-1832), filosofo idealista, teorico della riforma giuridica britannica e massimo esponente dell'utilitarismo.

L’idea alla base del Panopticon (“che fa vedere tutto”) era quella che - grazie alla forma radiocentrica dell’edificio e ad opportuni accorgimenti architettonici e tecnologici - un unico guardiano potesse controllare tutti i prigionieri in ogni momento. La struttura carceraria era vista come un insieme di stanze per i detenuti, disposte a cerchio, con due finestre per ognuna: l'una rivolta verso l'esterno, per prendere luce, l'altra verso l'interno, in una colonna nella quale si sarebbe collocato il custode. I carcerati, sapendo di poter esser osservati tutti insieme in un solo momento dal custode, grazie alla particolare disposizione della prigione, avrebbero assunto comportamenti disciplinati e mantenuto l'ordine in modo quasi automatico; inoltre la forma carceraria del panopticon prevedeva che ad ogni singolo detenuto fosse assegnato un lavoro, si avviava così il processo di passaggio tra una formula carceraria contenutiva ad una formula produttiva. In seguito è stato attribuito al concetto di Panopticon un significato più ampio, a rappresentare il rapporto tra il singolo individuo e le regole del sistema sociale in cui esso è inserito. L'arte, in special modo la letteratura, la pittura ed il teatro, nonché la musica (si veda l'album degli Isis intitolato, per l'appunto, Panopticon) sono state profondamente influenzate da questo nuovo concetto.

Inverso del Panopticon è l'Anopticon

Nel suo saggio "Sorvegliare e punire" Michel Foucault prenderà il Panopticon come modello e figura del potere nella società contemporanea. L'architettura del Panopticon sarebbe la figura di un potere che non si cala più sulla società dall'alto, ma la pervade da dentro e si costruisce in una serie di relazioni di potere multiple.