31 luglio 2007

I nuovi volti della politica

Finalmente nuovi volti nella politica italiana. Un vero rinnovamento...
...ma quando avrò 90 anni dovrò ancora vedere queste facce di ******?








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30 luglio 2007

Aiuta gli abitanti di Susiya a resistere nonviolentemente all’espulsione!

Fonte: http://guerrillaradio.iobloggo.com



Il 6 giugno 2007 si è tenuta l’ultima udienza alla Corte suprema israeliana sull’appello dei residenti palestinesi di Susiya ed ora si è in attesa della sentenza definitiva.

Susiya è una comunità palestinese nella parte meridionale della Cisgiordania. L’appello, presentato alla Corte nel 2001 (numero 7530/01), chiedeva di fermare la distruzione sistematica delle case palestinesi.

Gli abitanti di Susiya oggi sono estremamente preoccupati. La preoccupazione è legata al fatto che la Corte sembra aver accettato le argomentazioni del governo israeliano che definisce i residenti di Susiya occupanti abusivi, anche se proprietari legali della terra. Evacuati ripetutamente dall’esercito israeliano, gli abitanti di Susiya sono sempre ritornati ricostruendo senza “permesso”. le loro case, che nel frattempo erano state demolite.

Ottenere i permessi di costruzione è praticamente impossibile: Susiya si trova in area C, la parte della Cisgiordania (circa il 70%) sottoposta completamente all’autorità civile e militare israeliana. L’ufficio preposto a rilasciare tutti i permessi amministrativi è l’Amministrazione Civile : un settore dell’Esercito Israeliano il cui ufficio principale si trova in un insediamento nella parte settentrionale dei Territori Palestinesi Occupati. Non c’è fine al cinismo dei coloni, dell’esercito israeliano, dell’Amministrazione Civile e perfino della Corte Suprema verso i Palestinesi di Susiya. È infatti noto che in tutti i Territori Occupati l’Amministrazione Civile non ha mai rilasciato permessi di costruzione ai Palestinesi. Alcuni residenti, in passato, hanno comunque presentato richiesta di permesso, solo per vederselo rifiutare numerose volte.

Lo stato israeliano, pur ammettendo che si tratta di terra privata palestinese, sta per decretare l’espulsione definitiva di 13 famiglie palestinesi di Susiya che vogliono continuare a vivere sulla loro terra e lavorare i loro campi mentre continua a sostenere l’espansione dei coloni su quelle stesse terre palestinesi e la loro richiesta esplicita di una terra “libera” dai suoi abitanti originari.

Il ruolo dei genitori

Ogni giorno vengono alla luce migliaia a di bambini. Razze, etnie e DNA si mescolano dando vita al miracolo più bello della natura. L'unione di un uomo e una donna, il frutto dell'amore prende vita e riempie il cuore dei genitori. Viviamo in un periodo storico particolare, siamo consapevoli dei rischi che la società presenta, consapevoli che avere un figlio oggi è più difficile. Spesso manca il denaro per pianificare una vita serena, spesso il nostro egoismo ci spinge all'intransigenza e alla selettività estrema. Siamo inconsapevoli vittime di un mondo che ci vuole perfetti, ci vuole belli e sani, ci vuole tutti uguali. Il lavoro precario aiuta le famiglie a temporeggiare, spinge in avanti il periodo in cui pensiamo seriamente ad avere figli. Troppi problemi affliggono la mente, troppi vincoli ai quali non abbiamo risposte, assillano le nostre giornate. L'età delle giovani madri cresce anno dopo anno, sempre più si aspetta qualcosa di migliore, che tuttavia sembra non arrivare mai. Siamo imbottigliati in stereotipi comuni che impegnano il nostro pensiero critico in scatole parlanti, anestetizzano le nostre menti privandoci del senso comune del bene e del male. Ci ritroviamo dopo mille problemi con un figlio. Abbiamo paura di tutto, tutto ciò che potrebbe capitare a questa giovane vita. Lo imbottiamo di medicinali, di vaccini preventivi, di ogni tipo di alimento che i pessimi pediatri ci consigliano di adottare. Siamo preoccupati della salute dei nostri figli, ma non siamo veramente consapevoli dei reali rischi che corrono.

Lentamente i bambini crescono, diventano giovani adolescenti, piccoli uomini e piccole donne alle prese con un sistema bacato, ricco di arrivisti, ricco di ambizioni sfrenate per il denaro e il potere. Il loro spirito si indebolisce, si affievolisce come una candela fioca al vento. Ci preoccupiamo che frequentino le giuste persone, le giuste compagnie, che stiano lontano dalla droga e dall'alcool, nonostante spesso i veri rischi sono in casa. Ci preoccupiamo del colore degli amici, di quello vestito strano, di quello con i capelli lunghi o quello con i capelli troppo corti. Non riusciamo a vedere bene il punto del problema. Siamo incapaci di avere un dialogo vero e sincero, difficilmente chiediamo ai nostri figli quali sono le proprie aspirazioni, le proprie idee e i propri sogni. Vogliamo solo che diventi medico, notaio, dentista o manager, che trovi una buona moglie o un buon marito. Non ci preoccupiamo della loro alimentazione. Ci preoccupiamo di uno spinello e nello stesso tempo lasciamo che ingurgitino big-mac e altre schifezze.

Ci preoccupiamo degli amici e poi siamo proprio noi a dare il cattivo esempio disprezzando tutti coloro che sono diversi da noi. Ci preoccupiamo della loro salute, ma siamo pronti a riempirli di farmaci ad ogni sintomo. Siamo vittime di medici corrotti al soldo delle multinazionali, che mirano alla malattia di massa per trarre sempre più profitto. Controlliamo che non bevano alcolici e poi noi stessi beviamo litri di vino a tavola, consapevoli che nessuno ci fermerà per controllare il nostro tasso alcolico. Nessun poliziotto fermerebbe un cinquantenne dopo una sera in pizzeria o al ristorante. Siamo pronti a colpevolizzarli, a riversare ogni nostro fallimento, ogni nostra aspettativa sulle loro fragili spalle. Siamo solo lo specchio di una società incapace di comunicare e discernere la verità. Una verità che va scoperta e ricercata insieme, parlando e confrontandosi, mettendo al centro del rapporto la fiducia e l'amore.

I nostri figli sono nati per imparare e diventare persone migliori di noi, con il nostro aiuto, con un aiuto sincero e profondo. Basta criticare, basta additare le loro sciocchezze, basta imbottirli di Ritalin e sbatterli davanti alla TV, solo perché non abbiamo tempo. Parliamo con loro, entriamo nel loro mondo allo stesso livello, non come genitori ma come persone che vogliono rispettarli. L'intera umanità sta compiendo un viaggio verso un nuovo modo di concepire la vita. Fra qualche anno sui banchi di scuola si studierà l'anatomia e l'anatomia sottile, si studierà la mente come strumento per realizzare i nostri sogni e forse un giorno ci renderemo conto che tutto quello che qualcuno ci consiglia come buono è molto dannoso per la nostra salute.

Dobbiamo essere consapevoli delle nostre capacità e le nostre attitudini a trovare il buono, per salvare la vita dei nostri figli, per toglierli dagli artigli di medici, psichiatri, professori frustrati e tutti quelli che vorranno avere il sopravvento. Un figlio forte è un uomo forte, un uomo che potrà cambiare il mondo e spazzare via le nubi chimiche che offuscano le menti.


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29 luglio 2007

Babylon

Fonte: http://zret.blogspot.com

Grazie al contributo di un lettore, abbiamo scoperto che nel sito ufficiale di Babilonia la Grande, tra le varie fotografie che immortalano papa Benedetto (?) XVI, durante i viaggi pastorali o i colloqui con i potenti della Terra, ne è stata inserita una, almeno all'apparenza, incongrua.

Già si può notare come i bimbi, che incauti genitori avvicinano al pontefice, affinché egli li benedica, con il loro sesto senso, ora si ritraggono straniti o esitanti, ora addirittura si mostrano spaventati, mentre il papa tende le sue mani, simili ad artigli, verso i pargoli.

Già inquieta lo sguardo luciferino di colui e la sua "canizie vituperosa", ma il peggio deve ancora venire: come accennavo prima, infatti, mescolate alle varie "innocue" istantanee, spicca quella di un caccia, un aereo militare. E’ presumibilmente un aeroplano dell’Aviazione spagnola: infatti l’immagine appartiene alla serie delle foto che si riferiscono al viaggio del papa a Valencia.

Come si spiega tale immagine, priva di didascalia come le altre e di sapore smaccatamente bellico, all'interno del sito del Vaticano? È un omaggio all’anfitrione, Juan Carlos Borbone di Spagna che porta, tra gli altri, il titolo di re di Gerusalemme? E’ un segno di appartenenza? Un messaggio? Una provocazione? O che cos'altro?

Il caccia presente sul sito del VaticanoUn sito di cattolici fondamentalisti esibisce nella pagina principale l’immagine di gigantesca croce, alta 6o metri: tale croce dovrebbe, secondo un folle progetto, essere innalzata a Nazareth a sancire la supremazia della Chiesa di Babilonia su Ebraismo ed Islam. Il cielo, dietro la monumentale croce, in un caleidoscopio che vorrebbe apparire mistico, è, invece, il solito groviglio di scie chimiche


Giudichino i lettori. Chi ha occhi per vedere...

27 luglio 2007

La scorta di Madgi Allam

Molto tempo fa scrissi sul blog, criticando Magdi Allam per la sua coerente e delirante visione del Medioriente e dell'Islam. Il vicedirettore del Corriere della Sera sembra essere un demente che urla fandonie sul più grande giornale italiano. Non è difficile da comprendere le motivazioni di così tanto successo, essendo un continuo dissacratore dell'Islam e un fan di Israele e del suo diritto di esistere. Non voglio parlare di Israele, sapete perfettamente le mie idee a riguardo, vorrei parlare piuttosto di questo personaggio, infimo e vomitevole istigatore all'odio razziale. Se pur di fede islamica, Allam sembra un neocon ai comandi di Israele e degli Stati Uniti. Non perde occasione per sputare fango su il popolo arabo, sulle moschee italiane (covo secondo Allam di mostruosi terroristi), su ogni forma di visione lontana dalla sua pietosa analisi del mondo. Ormai italiano e profumatamente stipendiato dal Corriere, Allam si permette di infangare le povere vite spezzate ogni giorno dal Regime Usraeliano. Nessun suo pensiero è rivolto alle vittime innocenti delle guerre democraticamente portate avanti in Afghanistan, in Iraq, in Libano o nella martoriata Palestina. Oggi su Rai2 ho assistito ad una intervista molto ben curata. Il sig. Allam come suo solito, dal pulpito della sua arroganza emetteva sentenze e incuteva terrore verso tutti i telespettatori. Il messaggio era forte e chiaro. Il popolo arabo è pericoloso, le moschee sono una fucina di terroristi, l'Islam vuole distruggere il mondo democratico, noi tutti siamo in pericolo. Simili affermazioni, per lo più su una rete pubblica, dovrebbero lasciar riflettere noi tutti sulla continua campagna di propaganda dei portatori di democrazia. Il sig. Allam dovrebbe spiegare a noi tutti la necessità di possedere una scorta, pagata da noi cittadini italiani. Mi piacerebbe spendere i soldi che mi vengono espropriati con le tasse per qualcosa di più alto valore. Forse mi sbaglio, la scorta di Allam è necessaria, necessaria perché nonostante io sia un uomo di pace, non so come reagirei se incontrassi la sua faccia di me*** per strada. A quel punto forse i Carabinieri potrebbero fermarmi prima di aver disassemblato le ossa di questo omuncolo che dice di essere musulmano.

26 luglio 2007

Piango

Apro gli occhi di colpo, osservo il soffitto. Non riesco a mettere a fuoco, il sudore freddo mi fa rabbrividire. Resto immobile. Ascolto. Immobile percepisco i rumori. Sembra una volante, sembra una sirena. Qualcuno sta controllando la strada, sento bambini che urlano in casa, non posso uscire. Li fuori ci sono i megafoni che comunicano le istruzioni. Non posso uscire di casa. Non posso leggere, leggere è vietato. Non posso avere abiti colorati, i colori favoriscono un modificato stato di umore. Sono fermo. Osservo la mia stanza, bianca, inodore. Non posso aprire le finestre, non posso parlare con i vicini. Aspetto la camionetta nera che mi porterà a lavoro. Non posso parlare con nessuno durante il tragitto. Non posso toccare nessuno. Indosso una divisa grigia, indosso occhiali neri. Non posso avere capelli lunghi. Arrivo a lavoro. Sono solo. Devo eseguire procedure davanti ad un monitor. Oggi il pranzo è scarso, solo 3 pillole nere. Dovrò aspettare sera per averne altre 4. Non posso ammalarmi, la malattia non mi consente di lavorare. Devo produrre. Devo lavorare. Non posso pensare, non posso muovermi. Passano 8 ore. Torno a casa con la camionetta. La mia famiglia è su sedie nere, immobile. Li vedo assenti, come morti viventi. Nessuna espressione, nessuna emozione. Attendo uno sguardo. Nessuno sguardo. Mi siedo, non posso uscire. Non posso leggere, non posso scrivere, scrivere è vietato dalla legge. Prendo le mie pillole, torno in camera, mi stendo, guardo il soffitto. Tutto è uguale a prima. Domani devo presentarmi scortato alla visita di controllo. Prenderò il farmaco per non ammalare, il farmaco per non avere fame, il farmaco per non ricordare, il farmaco per non sentire il dolore, il farmaco per non pensare, il farmaco per non morire. Devo andare alla visita, altrimenti perderò il lavoro. Non ho stipendio. Devo lavorare per non essere incarcerato. Guardo il soffitto. Cerco di immaginare il cielo. Non vedo il cielo da anni, non vedo un tramonto, non vedo un albero.

Immagino e piango. Piango. Piango. Piango. Mio figlio strilla, vuole giocare. Giocare fuori casa è proibito. Gli altoparlanti in strada comunicano la fine della giornata. Ora non si può parlare. Guardo il soffitto. Prego di morire. Prego di morire presto, ma non posso. Morire prima di novanta anni è reato. Il governo mondiale mi ha dato una casa, un lavoro, una famiglia, una assistenza sanitaria. Non ho bisogno di nulla. Vomito. Piango. Piango. Piango. Piango. Piango. Mi addormento.

Mi sveglio sudato, era solo un brutto sogno.
O forse no?

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Piromani con le ali

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com

Photo by Giulio ConcuNei giorni scorsi purtroppo numerosi e disastrosi incendi hanno aggredito alcune regioni italiane, soprattutto nel Centro-sud e nelle isole maggiori: i roghi hanno causato la distruzione di numerosi ettari di patrimonio boschivo, la morte di moltissimi animali selvatici e pure di alcune persone nel Gargano. Osservando le mappe satellitari dei giorni che hanno preceduto lo sviluppo delle fiamme, si è potuto notare una massiccia irrorazione chimica nelle aree poi divorate o lambite dal fuoco nei giorni immediatamente successivi. Varie testimonianze e diversi dati provenienti sia dall'Italia sia dall'estero si riferiscono alla dispersione nell'atmosfera e nell'idrosfera di zolfo, il cui sgradevole odore è pressoché inconfondibile. (Vedi M. Fratini, Scie chimiche sui crop circles inglesi). Sono state anche registrate e documentate attività chimiche in Croazia e Romania, nazioni dove poi si sono originati i focolai da cui si sono estesi gli incendi.

Lo zolfo (S) è un elemento chimico molto diffuso sia allo stato elementare (zolfo nativo) sia in vari composti. Il primo si rinviene nelle solfatare e nelle solfare ed è presente solo come fase polimorfa rombica bipiramidale in cristalli bipiramidali o in masse compatte irregolari, dal peculiare colore giallo e fragili. Può contenere piccole quantità di selenio e si origina come prodotto di diretta sublimazione o per incompleta ossidazione dell'idrogeno solforato dei gas delle fumarole nei crateri di vulcani attivi o spenti (solfatare) o per riduzione di solfati, per azione dei cosiddetti solfobatteri (solfare).

Lo zolfo ha le seguenti principali proprietà: è un tipico non-metallo, il cui comportamento chimico è simile a quello del selenio e del tellurio. E' insolubile in acqua, mentre è solubile in solventi organici. Inoltre - e ciò è cruciale nell'ambito di questo discorso - brucia facilmente a contatto dell'aria con produzione di anidride solforosa (SO2). Infine lo zolfo si combina direttamente con numerosi metalli e non-metalli.

Lo zolfo è usato per la fabbricazione di anidride solforosa e derivati, tra cui l'acido solforico. E' impiegato nella vulcanizzazione della gomma sia naturale sia sintetica, in viticoltura e frutticoltura come antiparassitario, nella preparazione di esplosivi, fuochi d'artificio e fiammiferi.

La correlazione tra diffusione di zolfo, attraverso i velivoli chimici, elevate temperature (H.A.A.R.P) e roghi è, per lo meno, evidente, sebbene sia, per ora, prematuro ed un po' arrischiato, stabilire un nesso di causalità. E', però, indubbio, come abbiamo appreso in questi anni, che apparati occulti (a volte neanche tanto occulti) creano i problemi o provocano calamità, per poi proporre pseudo-rimedi. Non accuserei quindi soltanto i soliti incendiari di aver appiccato i roghi...

Piromani con le ali, dunque? Temo di sì.

Secret Combination More Logos





Grazie a tutti i lettori

Oggi questo blog spegne la prima candelina. Tutto cominciò un anno fa per scherzo, mentre mi aggiravo nei meandri della rete. Ricordo i primi post, la ricerca di articoli interessanti da pubblicare e la volontà di dire la mia su alcuni aspetti della nostra vita. Non sono mancate le difficoltà, la volontà di chiudere tutto. A volte a causa degli impegni il blog rimane poco aggiornato, questo mi dispiace e mi intristisce perché è come dare un dispiacere a qualcuno che aspetta di incontrarti. In questo anno sono cresciute le visite, i link esterni, le frasi di stima e alcuni voci fuori dal coro. Tutto questo ha contribuito ad accrescere la volontà di andare avanti, di tener compagnia con teorie più o meno condivisibili le giornate dei visitatori. Non so se questo blog andrà avanti, se sarà in grado di crescere, magari ottenere ancor più visibilità e collaborazioni costruttive. Rimarrà sicuramente la volontà di mantenere una certa coerenza, un linea di principio che possa parlare come una voce fuori da coro. Vorrei ringraziare di cuore tutti coloro i quali giornalmente vengono a leggere, coloro i quali mi hanno supportato e affiancato, tutti quelli che anche solo per sbaglio sono capitati sulle mie pagine e magari hanno letto avidamente i miei articoli trovando qualcosa di interessante.

Tuttavia merita un plauso particolare il caro BOJS, il quale ha impreziosito questo Blog con i suoi brillanti e illuminanti articoli.

Volevo ringraziare anche Zret e Straker che per scherzo mi hanno dato fiducia e io ho ricambiato con passione e lealtà nel corso di questo anno. Per me è un vero onore essere fra i vostri supporters.

A tutti gli altri rimane un caloroso abbraccio, spero possiate leggere con entusiasmo il blog anche nel futuro, magari in modo ancora più attivo. Non ne cito nessuno per non far nessun torto, siete tutti nella mia più grande considerazione.

Questo è tutto, ancora grazie a voi tutti, liberi pensatori indipendenti, che la luce illumini i nostri giorni e ci conduca ad un futuro ricco di pace, armonia e Amore.

Freenfo

25 luglio 2007

Italia: una legge per l'Italia libera da armi nucleari, inizia la Campagna

Fonti:

http://unimondo.oneworld.net
http://www.unfuturosenzatomiche.org/

E’ formalmente attiva da oggi la Campagna per la raccolta di firme a favore del disegno di legge popolare per “Italia libera da armi nucleari”. Sono state infatti depositate stamane alla Corte di Cassazione le firme dei rappresentati dei promotori dell’iniziativa a cui hanno già aderito più di 50 associazioni italiane per la raccolta delle 50mila firme necessarie.

“La raccolta firme inizierà di fatto durante la Settimana della Pace (1-7 ottobre) e proseguirà per 6 mesi” – spiega a Unimondo Liza Clark coordinatrice del Comitato promotore. “Stiamo prendendo contatti per iniziarla a Ghedi (BS) e Aviano, i comuni i cui sindaci hanno già manifestato disponibilità ad aderire e che sono principalmente interessati in quanto diverse fonti confermano che nella base USAF di Aviano e nell’aeroporto militare di Ghedi sono presenti 90 testate nucleari”.

Nonostante l’Italia abbia ratificato già nel 1975 il “Trattato di Non Proliferazione nucleare” (TNP), impegnandosi come Stato a non produrre né acquisire in alcun modo armi atomiche, da diversi anni i movimenti pacifisti denunciano la presenza degli ordigni nucleari americani sul territorio italiano tanto da citare in giudizio il governo degli Stati Uniti con la richiesta che vengano rimosse. Lo scorso gennaio anche un giornale di area non certo “pacifista” come Libero, aveva dedicato un'intera pagina ad un'inchiesta nella quale vengono fornite importanti prove a sostegno della tesi della presenza di armi atomiche nella Base Usaf di Aviano. L'autore dell’inchiesta è riuscito ad entrare in possesso di foto scattate da alcuni soldati statunitensi nel corso di un'esercitazione sulla sicurezza nucleare, svoltasi ad Aviano nel 2002, nonché di documenti contenenti i regolamenti interni sulle operazioni con materiale nucleare.

"Finora, i vari governi che si sono succeduti hanno sempre rifiutato di confermare la presenza di ordigni nucleari sul nostro territorio" – commentava Tiziano Tissino del Comitato ‘Via le Bombe’ da anni impegnato nella sensibilizzazione della cittadinanza. "È tempo invece che i cittadini siano adeguatamente informati e che l'Italia si adoperi affinché tutte le armi nucleari presenti nel nostro paese siano smantellate al più presto, come primo passo verso la completa abolizione delle armi atomiche".

“Una richiesta che viene assunta proprio dal Disegno di Legge popolare che abbiamo voluto essenziale e chiaro – spiega don Albino Bizzotto di “Beati i costruttori di pace”, una delle associazioni che da tempo si è fatta promotrice dell’iniziativa.

“Il testo della legge si compone, infatti di due semplici articoli – spiega don Bizzotto. “Il primo afferma che ‘il territorio della Repubblica Italiana, ivi compresi lo spazio aereo, il sottosuolo e le acque territoriali, è ufficialmente dichiarato “zona libera da armi nucleari” e pone il divieto al ‘transito e al deposito, anche temporaneo, di armi nucleari e di parti di armi nucleari sul territorio della Repubblica”, impegnando il Governo ad adottare “tutte le misure necessarie, sia a livello nazionale che internazionale, per assicurarne la piena applicazione”. Il secondo, è puramente tecnico e come per ogni normativa dichiara che “la presente legge entra in vigore il giorno della sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale Della Repubblica”.

Il Trattato di Non Proliferazione Nuclerare (TNP), entrato in vigore nel 1970, è il trattato internazionale per il disarmo con il maggior numero di Stati parte, in pratica tutti i membri delle Nazioni Unite tranne India, Pakistan, Israele e Corea del Nord. Si fonda su un accordo duplice ed inscindibile: le cinque potenze nucleari (USA, Russia, Gran Bretagna, Francia e Cina) si impegnano a lavorare in buona fede per il disarmo nucleare totale (art. 6), mentre tutti gli altri Stati si impegnano a non dotarsene mai (art. 2).

“Invece i negoziati sono attualmente ad un punto morto, anzi si notano preoccupanti tendenze al riarmo da parte delle grandi potenze” – spiega Francesco Vignarca della Rete Italiana Disarmo. “In un discorso di novembre 2006, il Segretario Generale dell’ONU Kofi Annan alla fine del suo mandato, dichiarò preoccupato che il motivo di tale stallo sta nel fatto che ‘alcuni insistono che prima deve venire la non-proliferazione, altri che prima deve venire il disarmo. In questo modo ciascuno pretende che prima siano gli altri ad agire’.”

“In Italia vogliamo agire per primi” – conclude Liza Clark. “Vogliamo eliminare le testate atomiche dal nostro territorio, un segnale di rispetto degli accordi che potrà incoraggiare altri Stati europei a seguirci, che potrà ridare impulso ai negoziati internazionali. In Belgio, che come l’Italia ospita armi nucleari, già da molto tempo i due rami del Parlamento chiedono al governo di eliminare le bombe statunitensi dal loro territorio. La Grecia ha già fatto rimuovere la ventina di testate atomiche (nel 2000) che ospitava”.

L’occasione del disegno di legge italiano è significativa: compie infatti quest’anno 40 anni la Zona Libera da Armi Nucleari (NWFZ). Ad oggi le NWFZ includono più della metà del pianeta: tutti gli Stati delle Americhe tranne USA e Canada, il Sud Pacifico, l’Africa, il Sudest asiatico. La più recente NWFZ è quella dell’Asia centrale. Anche lo spazio, i fondali marini e l’Antartide sono zone libere da armi nucleari in base a specifici trattati internazionali. E poi ci sono due Stati singoli: l’Austria e la Mongolia. “Noi vogliamo unirci a loro” – dichiarano i promotori del disegno di legge ricordando che “nonostante nel mondo stiano aumentando ricerca e produzione di nuovi tipi di bombe atomiche e diversi Paesi vogliono entrarne in possesso per acquistare peso sulla scena mondiale, la messa al bando di tutte le armi nucleari è un’aspirazione condivisa da tutta l’umanità”. [GB]

22 luglio 2007

La Qabbalah


La teorizzazione completa della Qabbalah, o Cabala, ebraica fu assai più complessa di quanto si possa pensare e si sviluppò compiutamente nel corso di almeno due secoli a partire dal 1100. Si trattò di un complesso lavoro di elaborazione ed esegesi basato sullo studio di due testi fondamentali del passato. Il Sepher Yetzirah e lo Zohar e sulla loro attualizzazione.

Il Sepher Yetzirah, o Libro della Creazione, per lungo tempo creduto composto da un certo Akiba, un rabbino del II secolo, venne redatto almeno quattrocento anni dopo. Anche se piuttosto breve, lo scritto è ricco di suggestioni e carico di riferimenti esoterici e la sua struttura sapienzale mira a tracciare la strada al neofita che voglia comprendere il mistero della Merkaba, o Visione del Trono: ciò è possibile solo dopo aver approfondito la conoscenza dei trentadue sentieri misteriosi della Sapienza, grazie ai quali Dio ha compiuto la creazione. Di fatto si tratta di una metafora della Conoscenza, visto che tali percorsi simboleggiano null'altro che le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico più i dieci numeri di base, detti Sefiroth.

Poprio la volontà di scoprire il senso nascosto di questo testo diede origine a molte sette a partire dal XII secolo. La più nota è probabilmente quella quella fondata da "Giuda il Pio" che battezzò il proprio gruppo Hassidim, con riferimento a un misterioso gruppo di iniziati a cui si fa riferimento anche nella Bibbia e dal quale sarebbe poi nato il movimento "farisaico" (quello che più di tutti voleva uccidere Cristo). Essi erano anche conosciuti come i Pii di Germania, perché fu proprio qui che questa complessa filosofia conobbe la più ampia diffusione. Il loro credo, se da un canto mirava alla promozione della persona come piccolo universo, dall'altro l'assoggettava a un rigido servizio che l'aderente alla setta doveva prestare a chiunque, a partire, ovviamente dai più poveri. In questo modo la Shekkinah, ovvero la presenza di Dio tra gli uomini si concretizzava anche grazie all'opera dell'uomo.

Una lettura completamente differente venne, invece, a partire dai primi anni del 1200 a opera di Ezra Salomon e, soprattutto, dal suo allievo ed erede spirituale, Mose' Nachman. Questi due rabbini, originari di Gerona in Spagna, promossero una nuova visione della Yetzirah che avrebbe influenzato sostanzialmente l'interpretazione successiva. Essi, infatti, vollero scorgervi non più e non solo, la manifestazione presente o futura di Dio e si preoccuparono soprattutto di trovarvi una via verso la Conoscenza. Il Sapere, dunque, diveniva il vero mezzo di affrancamento dell'uomo, grazie alla rivelazione divina: una posizione che avrebbe condotto, di lì a pochi decenni, alla redazione dello Zohar.

E' interessante notare che nessuna di queste sette, però, colse a fondo gli evidenti riferimenti a una nuova Creazione contenuti nella Yetzirah: si trattava di un messaggio di rinnovamento non solo interiore che si sarebbe presto manifestato, il quale apparentemente non venne raccolto.

Discorso differente per lo Zohar che, stravolgendo l'interpretazione dei dieci Sefiroth non più intesi come elementi legati alla cosmologia, ma piuttosto simili ai dieci "passi" da percorrere per arrivare a una nuova gnosi, propose una visione secondo la quale il compimento del Regno su questa Terra finiva per essere già una concreta manifestazione del Trascendente.
Lo scritto fu attribuito al rabbino Simeone Bar Yoshai, vissuto intorno al II secolo dopo Cristo, venne in realtà redatto da Mosè de Leon, vissuto nella seconda metà del XIII secolo.

Punto nodale del libro è la Manifestazione del "Misterioso tra i Misteriosi", un'Entità superiore immateriale che, decidendo di manifestarsi, produce il primo pensiero da cui scaturisce l'inizio di ogni cosa nei cieli e sulla terra. Questo primordiale pensiero, secondo il testo si chiama Mi, e diviene origine di tutto il Creato e l'Increato. A sua volta Mi crea Elch, e insieme raggiungono la perfezione e l'equilibrio, divenendo Elohim, l'appellativo con cui gli ebrei ancora oggi identificano il Signore Iddio.

Questo complesso rapporto tra elementi creati e non creati si inserisce l'interpretazione delle 10 Sephiroth identificate come differenti manifestazioni dell'unico Elhoim e che rappresentano la sua regalità sapienza giustizia amore presenza sino alla decima e ultima Sephiroth che rappresenta il Regno Avvenire (Malkuth) in cui tutto si compirà. E non tragga in inganno l'apparente similitudine tra le altre che l'anno preceduta e l'interpretazione Zoharista delle Sephiroth: la differenza fondamentale sta proprio nel voler correlare strettamente queste ultime con una visione messianica in cui il Malkhuth diviene una manifestazione stessa della divinità.

Secondo questa visione Mosè de Leon creò una struttura esoterica che divenne centrale per tutta l'interpretazione cabalistica che ebbe origine a cominciare da lui stesso. Non stupisce allora la nascita di diverse sette che nelle pieghe della cabala trovarono la giustificazione ai propri movimenti di stampo esoterico. Il compimento del regno finiva allora per coincidere con la venuta di un nuovo Adamo che tornava per ristabilire gli equilibri che la cacciata dall'eden aveva irrimedibilmente compromesso. Ecco quindi l'attenzione spasmodica e in alcuni casi quasi fanatica che molti di questi movimenti dedicavano all'interpretazione di segni più o meno misteriosi che a loro giudizio si manifestavano in questo mondo, scorgendo in essi segnali evidenti dell'approssimarsi del Malkhuth (il Regno), alla cui pienezza gli adepti avrebbero partecipato a scapito di coloro che vivevano scelleratamente la propria esistenza.

Alcuni di questi movimenti finirono in tal modo per trasformarsi in vere e proprie società segrete, nelle quali venivano accolti pochi eletti che sarebbero stati i primi a godere della pienezza del regno, quando questo si fosse manifestato. A giudizio dei fondatori solo coloro che si fossero opportunamente preparati con una vita di ascesi e sacrifici a questo evento avrebbero potuto parteciparvi. Naque in tal modo un misterioso sottobosco di gruppi e sette che, pur continuando a rimanere legati alla tradizione ebraica, si strutturarono autonomamente. Da questa base religiosa naque infatti anche una rete di contatti che promosse la reciproca solidarietà tra i propri membri, basata sull'appartenenza ad un movimento.

Secondo alcuni storici tale fenomeno finì per influenzare addirittura l'emigrazione e l'insediamento di alcune delle più note famiglie ebraiche verso il nord europa ove posero grazie a questa misteriosa ragnatela di complicità, le basi per il proprio successo economico.
B O J S

19 luglio 2007

La lettera di Salvatore Borsellino

Pubblico volentieri la lettera di Salvatore Borsellino, in occasione dell'anniversario della morte del giudice Borsellino. Queste parole sono una lucida analisi del perché la mafia oggi sia ancora un problema all'ordine del giorno. La mafia è lo Stato, lo Stato è la mafia. Si può combattere un nemico quando si intravedono le differenze, non si può combattere un nemico invisibile, un giorno vittima, un giorno tiranno. Oggi la mafia è integrata nel tessuto sociale, difficilmente si potrà cambiare questa situazione. Una volta la politica gestiva l'economia, da tempo ormai, l'economia gestisce la politica. Quando un uomo di potere ha il compito di amministrare beni e denaro, difficilmente riesce ad essere arbitro imparziale, prima o poi cade nell'abuso, nella profonda e subdola attitudine umana. Questi motivi stanno distruggendo la politica, piena di clientelismo, di distruzione di risorse e di interessi privati. Il sistema sta esplodendo, pian piano crolleranno tutti i palazzi, rimarranno gli uomini privi di dignità e morale, gli altri avranno il compito di creare un nuovo sistema basato su pace, giustizia sociale e Amore.


Fonte: http://www.xantology.com

La lettera di Salvatore Borsellino

[Pubblico integralmente la lettera aperta di Salvatore Borsellino, fratello di Paolo. Nessun giornale italiano le ha dato, finora, lo spazio che avrebbe meritato. Forse sarà pubblicata all’estero. Grazie a due giornalisti di Reuters per avermela procurata]

19 Luglio 1992 : Una strage di stato

Per anni, dopo l’estate del 1992 sono stato in tante scuole d’Italia a parlare del sogno di Paolo e Giovanni, a parlare di speranza, di volontà di lottare, di quell’alba che vedevo vicina grazie alla rinascita della coscienza civile dopo il loro sacrificio, dopo la lunga notte di stragi senza colpevoli e della interminabile serie di assassini di magistrati, poliziotti e giornalisti indegna di un paese cosiddetto civile.

Poi quell’alba si è rivelata solo un miraggio, la coscienza civile che purtroppo in Italia deve sempre essere svegliata da tragedie come quella di Capaci o di Via D’Amelio, si è di nuovo assopita sotto il peso dell’ indifferenza e quella che sembrava essere la volontà di riscatto dello Stato nella lotta alla mafia si è di nuovo spenta, sepolta dalla volontà di normalizzazione e compromesso e contro i giudici, almeno contro quelli onesti e ancora vivi, è iniziata un altro tipo di lotta, non più con il tritolo ma con armi più subdole, come la delegittimazione della stessa funzione del magistrato, e di quelli morti si è cercato da ogni parte di appropriarsene mistificandone il messaggio.

Per anni allora ho sentito crescere in me, giorno per giorno, sentimenti di disillusione, di rabbia e a poco a poco la speranza veniva sostituita dalla sfiducia nello Stato, nelle Istituzioni che non avevano saputo raccogliere il frutto del sacrificio di quegli uomini, e allora ho smesso di parlare ai giovani convinto che non era mio diritto comunicare loro questi sentimenti, soprattutto che non era mio diritto di farlo come fratello di Paolo che, sino all’ultimo momento della sua vita, aveva sempre tenuto accesa dentro di sé, e in quelli che gli stavano vicino, la speranza, anzi la certezza, di un domani diverso per la sua Sicilia e per il suo Paese.

Per anni allora non sono neanche più tornato in Sicilia, rifiutandomi di vedere, almeno con gli occhi, l’abisso in cui questa terra era ancora sprofondata, di vedere, almeno con gli occhi, come tutto quello contro cui Paolo aveva lottato, la corruzione, il clientelismo, la contiguità fossero di nuovo imperanti, come nella politica, nel governo della cosa pubblica, fossero riemersi tutti i vecchi personaggi più ambigui, spesso dallo stesso Paolo inquisiti quando ancora in vita, e nuovi personaggi ancora peggiori dato che ormai oggi essere inquisiti sembra conferire un’aureola di persecuzione e quasi costituire un titolo di merito.

Da questa mia apatia, da questo rinchiudermi in una torre d’avorio limitandomi a giudicare ma senza più volere agire, sono stato di recente scosso da un incontro illuminante con Gioacchino Basile, un uomo che ha pagato sempre di persona le sue scelte, che, all’interno dei Cantieri Navali di Palermo e della Fincantrieri, ha sempre condotto, praticamente da solo e avendo contro lo stesso sindacato, quella lotta contro la mafia che sarebbe stata compito degli organismi dello Stato, Stato che invece, secondo le sue circostanziate denunce, intesseva accordi con la mafia trasformando le Partecipazioni Statali in un organismo di partecipazione al finanziamento e al potere della mafia in Sicilia.

I fatti riferiti in queste denunce, di cui Paolo Borsellino si era occupato nei giorni immediatamente precedenti il suo assassinio, sono state oggetto di una “Relazione sull’infiltrazione mafiosa nei Cantieri Navali di Palermo” da parte della Commissione Parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia (relatore on. Mantovano) ma come purtroppo troppo spesso succede in Italia con gli atti delle commissioni parlamentari, non hanno poi avuto sviluppi sul piano parlamentare mentre su quello giudiziario, come sempre succede quando si passa dalle indagini sulla mafia a quello sui livelli “superiori”, hanno subito la consueta sorte dell’archiviazione.

Gioacchino Basile è convinto che l’interesse personale che Paolo gli aveva assicurato nell’approfondimento di questo filone di indagine e l’averne riferito in uno dei suoi incontri a Roma nei giorni immediatamente precedenti la sua morte, sia il motivo principale della “necessità” di eliminarlo con una rapidità definita “anomala” dalla stessa Procura di Caltanissetta e che la sparizione di questo dossier dalla borsa di Paolo sia stata contestuale alla sottrazione dell’agenda rossa.

Per parte mia io credo che questo possa essere stato soltanto uno dei motivi, all’interno del più ampio filone “mafia-appalti” che lo stesso Paolo aveva fatto intuire fosse il motivo principale dell’eliminazione di Giovanni Falcone insieme alla sua ormai certa nomina a Procuratore Nazionale Antimafia.

Il motivo principale credo invece sia stato quell’accordo di non belligeranza tra lo stato e il potere mafioso che deve essergli stato prospettato nello studio di un ministro negli incontri di Paolo a Roma nei giorni immediatamente precedenti la strage, accordo al quale Paolo deve di sicuro essersi sdegnosamente opposto.

Su questi incontri, che Paolo deve sicuramente aver annotato nella sua agenda scomparsa, pesa un silenzio inquietante e l’epidemia di amnesie che ha colpito dopo la morte di Paolo tutti i presunti partecipanti lo ha fatto diventare l’ultimo, inquietante, segreto di Stato, come inquietanti sono i segreti di Stato e gli “omissis” che riempiono le inchieste su tutte le altre stragi di Stato in Italia.

Ma il vero segreto di Stato, anche se segreto credo non sia più per nessuno, è lo scellerato accordo di mutuo soccorso stabilito negli anni tra lo Stato e la mafia.

A partire da quando i voti assicurati dalla mafia in Sicilia consentivano alla Democrazia Cristiana di governare nel resto dell’Italia anche se questo aveva come conseguenza l’abbandono della Sicilia, così come di tutto il Sud al potere mafioso, la rinuncia al controllo del territorio, l’accettazione della coesistenza, insieme alle tasse dello Stato, delle tasse imposte dalla mafia, il pizzo e il taglieggiamento.

E, conseguenza ancora più grave, la rinunzia, da parte dei giovani del sud, alla speranza di un lavoro se non ottenuto, da pochi, a prezzo di favori e clientelismo e negato, a molti, per il mancato sviluppo dell’ industrializzazione rispetto al resto del paese.

A seguire con il “papello” contrattato da Riina con lo Stato con la minaccia di portare la guerra anche nel resto del paese (vedi via dei Georgofili e via Palestro), contrattazione che è stata a mio avviso la causa principale della necessità di eliminare Paolo Borsellino, e di eliminarlo in fretta.

A seguire, infine, con l’individuazione di nuovi referenti politici dopo che le vicende di tangentopoli aveva fatto piazza pulita di buona parte della precedente classe politica e dei referenti “storici”.

Accordi questi che costituiscono la causa del degrado civile di oggi dove si consente che indagati per associazione mafiosa governino la Sicilia e dove, a livello nazionale, cresce, almeno nei sondaggi, il consenso popolare verso chi ha probabilmente adoperato capitali di provenienza mafiosa per creare il proprio impero industriale con annesso partito politico.

Come possono allora chiamarsi “deviati” e non consoni all’essenza stesso di questo Stato quei “Servizi” che, per “silenzio-assenso” del capo del Governo o su sua esplicita richiesta, hanno spiato magistrati ritenuti e definiti “nemici” nei relativi dossier e addirittura convinto altri magistati a spiare quei loro colleghi che, sempre negli stessi dossier, venivano definiti come “nemici”, “comunisti” e “braccio armato” della magistratura, con un linguaggio che non è difficile ritrovare negli articoli di certi giornali e nelle dichiarazioni di certi poltici.

Giaocchino Basile mi dice che sarebbe mio diritto “pretendere” dallo stato di conoscere la verità sull’assassinio di Paolo, ma da “questo” Stato, dal quale ho respinto “l’indennizzo” che pretendeva di offrirmi quale fratello di Paolo, indennizzo che andrebbe semmai offerto a tutti i giovani siciliani e italiani per quello che gli è stato tolto, sono sicuro che non otterrò altro che silenzi.

Gli stessi silenzi, lo stesso “muro di gomma”, che hanno dovuto subire i figli del Generale Dalla Chiesa, i parenti dei morti in quella interminabile serie di stragi, la strage di Portella della Ginestra, la strage di Piazza Fontana, la strage di Piazza della Loggia, la strage del Treno Italicus, la strage di Ustica, la strage di Natale del rapido 904, la strage di Pizzolungo, le stragi di Via dei Georgofili e di Via Palestro, delle quali oggi si conoscono raramente gli esecutori, mai i mandanti e spesso neanche il movente, susseguitesi mentre nel nostro Sud, grazie alla latitanza delle altre istituzioni dello Stato, uno dopo l’altro venivano uccisi tutti i Magistrati e i rappresentanti delle forze dell’ordine che della lotta alla mafia avevano fatto la propria ragione di vita, in una tragica sequenza che non ha eguali in nessuno degli altri paesi del mondo cosiddetto civile.

Io mi chiedo invece, con amarezza , di quante altre stragi, di quanti altri morti avremo ancora bisogno perché da parte dello Stato ci sia finalmente quella reazione decisa e soprattutto duratura, come finora non è mai stata, che porti alla sconfitta delle criminalità mafiosa e soprattutto dei poteri, sempre meno occulti, ad essa legati, perché venga finalmente rotto quel patto scellerato di non belligeranza che, come disse il giudice Di Lello il 20 Luglio del 1992, pezzi dello Stato hanno da decenni stretto con la mafia e che ha permesso e continua a permettere non solo la passata decennale latitanza di boss famosi come Riina e Provenzano ma la latitanza e l’impunità di decine di “capi mandamento” che sono i veri padroni sia di Palermo che delle altre città della Sicilia.

Da parte mia sono certo che non riuscirò a conoscere la verità in quel poco che mi resta da vivere dato che, a 65 anni, sono solo un sopravvissuto in una famiglia in cui mio padre, il fratello di mio padre, mio fratello, sono tutti morti a 52 anni, i primi per cause naturali, l’ultimo perché era diventato un corpo estraneo allo Stato le cui Istituzioni egli invece profondamente rispettava (sempre le Istituzioni, non sempre invece quelli che le rappresentavano).

Spero soltanto che, in questo anniversario, mi siano risparmiate la vista e le parole dei tanti ipocriti che oggi piangono su Paolo e Giovanni quando, se fossero ancora in vita, li osteggerebbero accusandoli, nella migiore della ipotesi , di essere dei “professionisti dell’antimafia” o li farebbero addirittura spiare da squallidi personaggi come Pio Pompa come “nemici” o come “braccio armato della magistratura” .

Chiedo solo, in questa occasione, di avere delle risposte ad almeno alcune delle tante domande, dei tanti dubbi che non mi lasciano pace.

Chiedo al Proc. Pietro Giammanco, allontanato da Palermo dopo l’assassinio di Paolo, ma promosso ad un incarico più alto piuttosto che rimosso come avrebbe meritato, perché non abbia disposto la bonifica e la zona di rimozione per Via D’Amelio.

Eppure nella stessa via, al n.68 era stato da poco scoperto un covo dei Madonia e, a parte il pericolo oggettivo per l’incolumità di Paolo Borsellino, le segnalazioni di pericolo reale che pervenivano i quei giorni erano tali da da far confidare da Paolo a Pippo Tricoli lo stesso 19 Luglio: “è arrivato in città il carico di tritolo per me”.

A meno che, come affermato dal Sen. Mancino in un suo intervento del 20 Luglio alla camera, anche lui credesse che “Borsellino non era un frequentatore abituale della casa della madre” : infatti vi si recava appena almeno tre volte alla settimana!

La stessa domanda inoltro all’allora prefetto di Palermo Mario Jovine anche se la risposta ritiene di averla già data con l’affermazione fatta in quei giorni: “Nessuno segnalò la pericolosità di Via D’Amelio” .

Affermazione palesemente risibile : in quei giorni si erano susseguite le segnalazioni di possibili attentati a Paolo Borsellino e bastava interrogare gli stessi agenti della scorta, cinque dei quali morti insieme a lui, per sapere quali erano i punti più a rischio.

Chiedo alla Procura di Caltanissetta, e in particolare al gip Giovanbattista Tona, il motivo dell’archiviazione delle indagini relative alla pista del Castello Utveggio: eppure proprio da questo luogo partirono, subito dopo l’attentato, delle telefonate dal cellulare clonato di Borsellino a quello del dott.Contrada, oggi finalmente condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per collusione e favoreggiamento.

Chiedo alla stessa Procura di Caltanissetta, e sempre allo stesso gip Giovanbattista Tona, i motivi dell’archiviazione dell’inchiesta relativa ai mandanti occulti delle stragi.

Per un’altra archivazione, quella relativa alle vicissitudini del fascicolo Fincantieri ho già inoltrato richiesta di chiarimenti in via ufficiale.

Chiedo alla Procura di Caltanissetta di non archiviare, se non lo ha già fatto, le indagini relative alla sparizione dell’agenda rossa di Paolo e di chiarire il coinvolgimento dei tutte le persone, dei servizi e non, in essa coinvolte.

Chiedo soprattutto al sen. Nicola Mancino, del quale ricordo, negli anni immediatamente successivi al 1992, una sua lacrima spremuta a forza durante una commemorazione di Paolo a Palermo, lacrima che mi fece indignare al punto da alzarmi ed abbandonare la sala, di sforzare la memoria per raccontarci di che cosa si parlò nell’incontro con Paolo nei giorni immediatamente precedenti alla sua morte.

O spiegarci perché, dopo avere telefonato a Paolo per incontrarlo mentre stava interrogando Gaspare Mutolo, a sole 48 ore dalla strage, gli fece invece incontrare il capo della Poliza dott. Parisi e il dott. Contrada, incontro dal quale Paolo uscì sconvolto tanto, come raccontò lo stesso Mutolo, da tenere in mano due sigarette accese contemporaneamente

Altrimenti, grazie alla sparizione dell’agenda rossa di Paolo, non saremo mai in grado di saperlo.

E in quel colloquio si trova sicuramente la chiave dalla sua morte e della strage di Via D’Amelio.

Salvatore Borsellino
Milano, 15 Luglio 2007

18 luglio 2007

L'acqua del rubinetto

L'eco mediatico derivato dalle alte temperature estive, porta come ogni anno l'attenzione sul problema relativo alle riserve idriche e al business delle acque minerali. I livelli dei fiumi italiani è ai minimi storici, tutti avvertono il problema ma nessuno sembra percepire la gravità reale. Ci preoccupiamo delle bollicine della nostra acqua minerale, senza tuttavia cercare di capire come il business dell'oro blu sia parte fondamentale dell'economia futura. Quando il petrolio sarà terminato (non manca poi così tanto), tutti gli sforzi politici e geopolitici saranno incentrati all'accaparramento delle risorse idriche mondiali. Assisteremo a guerre per il controllo di fiumi e bacini naturali, guerre per la sopravvivenza, in cui l'uomo continuerà a uccidere i propri fratelli per un sorso d'acqua. Tutto questo è ben noto ai nostri politici governanti, sanno benissimo la situazione reale e si adoperano affinché peggiori sempre più a scapito dei cittadini. Il bario presente nell'atmosfera contribuisce ad eliminare le precipitazioni piovose, il pianeta si trova imbavagliato, privo di pioggia che bilanci in delicato ecosistema.

Un altro problema tuttavia, è rappresentato dalle acque minerali. In Italia c'è una grande produzione di acque minerali e un grande business economico ad esso relativo. Sono convinto che ogni cittadino abbia il diritto di bere l'acqua che desidera, anche se a volte questo meccanismo è davvero perverso. Da un punto di vista dell'equilibrio di minerali e sostanze nocive, possiamo dividere le acque in buone e cattive. A differenza di quello che la pubblicità propone come verità assoluta, un acqua molto mineralizzata è dannosa per la salute umana, i minerali inorganici presenti nelle minerali non sono assimilabili dal corpo umano. Sono dannosi, si accumulano e creano problemi di salute. Acque con residui fissi molto alti andrebbero eliminate e non ingerite poiché poco adatte alla salute. Tutto questo però non ci viene detto, anzi assistiamo a pubblicità ingannevoli che esaltano proprio queste proprietà.

Tuttavia l'acqua del rubinetto, se pur a buon mercato, se pur creando meno danni al pianeta, poiché disponibile in ogni casa, resta poco adatta per l'uomo. Problemi relativi al fluoro e ai cloroderivati, oltre ad eventuali contaminazioni batteriche legate alle tubature fatiscenti, non garantiscono fino in fondo la sicurezza assoluta della sua bontà. Questo non significa che sono contrario all'acqua del rubinetto, dico solo che io non berrei queste acque senza averne prima verificate le proprietà, la durezza ed eventuali alterazioni batteriche. Purtroppo il compromesso in questi casi è a discrezione di ognuno di noi, possiamo scegliere qualcosa di buono per la salute e magari che abbia un piccolo impatto per l'ecosistema.

Inoltre nel corso degli anni, sono stati effettuati molti esperimenti di controllo mentale sulla popolazione statunitense, utilizzando il fluoro nell'acqua potabile comunale. Il fluoro sembra avere forti implicazioni sullo stato mentale, sull'umore e su alcune malattie. Il fluoro è un pericoloso strumento di controllo, ho la sensazione che questo strumento possa essere presto utilizzato da i nostri cari governanti anche per noi poveri cittadini privi di cervello.

Questo articolo non è quindi a favore o contrario all'utilizzo dell'acqua del rubinetto, vuole solo essere un monito a ricercare quello che è più adatto all'uomo, mantenendo sempre un giusto rapporto nel delicato equilibrio del pianeta terra.

Reprimere, terrorizzare, intossicare: il nuovo programma del governo

In questi giorni è difficile scrivere qualcosa di originale, si cade sempre nelle stesse notizie. Fatti di cronaca nera imperversano nei tg e negli speciali della notte. Solite notizie di gossip spiattellate ad ogni ora e ad ogni pasto fino a l voltastomaco, il costante e ripetuto allarmismo riguardo al caldo e i problemi delle morti su strada. I soliti colpevoli sono i cittadini, ubriaconi donnaioli, privi di buon senso, capaci solo di ubriacarsi e guidare con i sensi offuscati dall'alcool. Lo scenario vede il popolo italiano come una massa di rincretiniti privi di spina dorsale, incapaci di discernere il buono dal cattivo. Ci si trova così a dovere subire i colpi di decreto del governo Prodi, un governo che sta facendo della repressione il suo punto di forza. Tutto si muove nella direzione del controllo della popolazione, reprimere e terrorizzare per disincentivare i reati, reati che poi vengono annullati se si posseggono attività legate al governo. Mentre noi ci troviamo schiavi di questi loschi figuri, i banchieri continuano ad arricchirsi alle nostre spalle, continuano ad emanare leggi che sono l'antitesi di un programma di sinistra, una sinistra che ha perso anche l'ultima miserabile coerenza di antagonismo. Mentre i cieli vengono seminati da veleni chimici, i cibi vengono sofisticati, vengono depenalizzati reati sui cibi adulterati a scapito della salute dei cittadini, vengono introdotti OGM in alimenti biologici, vengono polverizzate tutte le speranze di chi voleva un governo attento alla salute e alla salvaguardia dell'ambiente. Siamo ridotti a piccoli schiavi con la palla al piede, raggomitolati e frustati in un angolo buio del nostro monolocale che non riusciamo a pagare.

Articolo correlato: Cittadini Illegali

17 luglio 2007

La prova (The proof) - by Straker

I mendaci piloti di MD-80.it, tra tante balordaggini, ripetono una cosa giusta sino alla nausea, ovvero: "Le scie di condensa si formano ad elevate altitudini (in genere sopra gli 8.000 metri) e con fattori elevati di umidità". Gli stessi agenti infiltrati, presenti su tutti i forum di discussione che affrontino l'argomento "scie chimiche", insistono col dire che le quote basse, da noi spesso evidenziate nel sorvolo dei tankers, anche in base a valutazioni oggettive (visibilità del velivolo ad occhio nudo, passaggio radente sotto gli stratocumuli, velocità di attraversamento dell'orizzonte, propagazione del suono etc.), sono prive di qualsiasi fondamento. In definitiva, tutto il castello di menzogne costruito intorno all'"operazione copertura", si basa sulla seguente affermazione: "Non esistono voli a bassa quota! Quelli che osservate sono semplici aerei di linea che incrociano a quote uguali o superiori agli ottomila metri, per cui, quelle che vedete, sono scie di condensa e non sono assolutamente scie chimiche!".

SBAGLIATO! Anzi... BUGIARDI! e qui vi mettiamo a tacere una volta per tutte!

L'idea

E' possibile, senza far uso di strumenti specifici, dal prezzo proibitivo e di difficile reperimento, valutare la quota di volo di un'aviocisterna chimica durante il suo sorvolo sulla verticale dell'osservatore? E' possibile dimostrare che essi non volano alle tipiche altitudini "da crociera"? La risposta è affermativa e la soluzione è semplicissima.

La soluzione

In nostro aiuto viene la tecnologia laser di puntamento astronomico a fascio di luce verde. Questo tipo di laser ha la capacità di emettere un raggio di luce concentrato e ben visibile anche a notevole distanza. Al contrario dei laser a luce rossa, un buon dispositivo di puntamento a luce verde, è in grado di coprire una distanza di circa 3.500/4.000 metri. Questa portata è l'ideale per rispondere alla nostra domanda, ovvero: "I velivoli che percorrono in lungo ed in largo l'Italia e gran parte dei paesi N.A.T.O., volano veramente a quote idonee alla formazione delle contrails? Essi superano gli ottomila metri o è vero il contrario? A quale altitudine sorvolano le nostre città allora?

A queste domande si può non solo rispondere, ma siamo stati in grado, con un metodo semplice ed intuitivo, di dimostrare quanto sino ad oggi abbiamo affermato e cioè che "Gli aerei impegnati nelle operazioni di aerosol chimico/biologico, non raggiungono nemmeno i 4.000 metri, quota di volo di certo non idonea alla formazione delle fantomatiche scie di condensa.

Obiettivo

Collimare un tanker chimico, facendo uso di un puntatore laser a fascio di luce verde, di "gittata" non superiore ai 4.000 metri.

Obiettivo conseguito con pieno successo. Volevate la prova che volano bassi? L'avete!

I fotogrammi ed il filmato dimostrano, senza ombra di dubbio, che i velivoli impegnati nelle irrorazioni chimico/biologiche, volano a quote relativamente basse. Se, infatti, il fascio di luce laser è in grado di collimare (ed illuminare) sia l'aereo sia la scia chimica, significa che il tanker non supera i 3500/4000 metri di quota, corrispondenti alla portata massima del puntatore laser verde che, anzi, sembra oltrepasssare la sagoma dell'aviocisterna, facendo supporre quote inferiori alla portata del puntatore laser. E' palese che, se questi velivoli sorvolassero a quote superiori, il laser non potrebbe illuminarne l'aereo né la scia al seguito.

E' così definitivamente confutata la teoria delle scie di condensa e delle altitudini di volo uguali o superiori agli 8.000 metri, necessarie, in concomitanza con particolari condizioni di umidità, pressione e temperatura, alla formazione delle contrails.

La 'penna' laser puntata verso il mare prospiciente il porto di Sanremo, ad oltre 1.800 metri di distanza.
La 'penna' laser puntata verso il mare prospiciente il porto di Sanremo, ad oltre 1800 metri di distanza.We pointed a chemical tanker with a laser pen. It is the proof that aerosol operations were made at low altitude, circa 3 miles. This demonstrates that we see chemtrails and not contrails which are generated only over 8/9 KM.

Video:

http://www.youtube.com/watch?v=k6XHqIavdJ0
http://img154.imageshack.us/img154/8549/lasercostaok5.jpg


Who Controls The World?

Un filmato che documenta nel modo più esauriente possibile i segreti del controllo globale. Peccato che sia in inglese e in alcuni tratti poco leggibile. In ogni caso rappresenta una dettagliata analisi del NWO.

Link




16 luglio 2007

Vatican Corporation S.p.A.

" Un giorno, uno splendido essere di nome Gesù disse: "...porgi l'altra guancia". Loro un pò duri d'orecchi capirono: " Porgili in banca". Da allora è nato tutto, la Banca Vaticana (IOR), la banca dei Ministri di Dio...di quale dio però, non lo si è ancora capito".

Premetto che non desidero mancare di rispetto a nessuno, qualunque fede professi, in questo articolo ci sono solo dati di fatto ampiamente documentati e se qualcuno si sente offeso o ferito nel proprio credo è perché prima di essere un credente è un ipocrita, cito l'esoterica frase tanto verace quanto sepolta tra gli scheletri: "nessuna religione umana è più alta della verità". Comunemente si pensa che il Cristianesimo vero insegnato da Gesù ed il Vaticano siano un tutt'uno, ma come vedremo ciò non corrisponde a verità, tanto che la maggior parte delle volte, il Vaticano per i propri interessi lavora in antitesi ai valori fondamentali del Cristianesimo originale. Sembra così assurdo che i custodi della Chiesa di Pietro siano proprio quelli che minano le sue basi?!? Ma non è assurdo nel momento in cui si posa gli occhi sul Vaticano, perché il Vaticano è semplicemente un luogo ricoperto di fine marmo, di inestimabili affreschi... e di scintillanti croci d'oro appese al petto.
Il Vaticano non è altro che la gerarchia ecclesiastica, uomini in carne ed ossa con le loro estreme debolezze. Ma ora entriamo nella purpurea e drappeggiata stanza dei bottoni della Cristianità, il luogo che ha manomesso le fondamenta teologiche, etiche e storiche del vero Cristianesimo originario.

Il Vaticano è una multinazionale, con sedi sparse in tutto il mondo, ha un fatturato annuo stimato in migliaia di miliardi di lire (basterebbero a sfamare milioni di indigenti nel mondo), e come ogni multinazionale che si rispetti ha un forte impatto politico. Molti suoi alti prelati hanno un legame diretto con l'Alta Finanza Mondiale che come si sa è manovrata dalla Massoneria deviata. Difatti molti vescovi e monsignori sono affiliati a queste logge massoniche come i Cavalieri di Malta e la Loggia d'Oriente. Ma diamo qualche esempio concreto di chi dimora tra le mura vaticane. Criminalità religiosa organizzata
Il potente banchiere Michele Sindona (affiliato alla loggia massonica Propaganda 2 di solito abbreviata in P2) conobbe personalmente Paolo VI quando quest'ultimo era ancora Arcivescovo di Milano, una delle Diocesi più influenti in Italia. Sindona entrò nelle sue grazie costruendo un edificio per la Diocesi stessa. Paolo VI è stato il ponte di collegamento tra questo avido finanziere, l'Arcivescovo Marcinkus, Roberto Calvi (altro affiliato alla P2) presidente dell'Ambrosiano e di Licio Gelli (Gran Maestro della loggia P2). Questa associazione tra Massoneria-Vaticano-Mafia negli anni '60 ha fatto incassare miliardi di lire al Vaticano stesso ed ai loro "business-priests". Paul Marcinkus non è stato solo il presidente dello IOR (Istituto Opere Religiose), la Banca Vaticana; è l'eminenza grigia del Pontificato. Per questo Papa Giovanni Paolo II, ha usato la sua carica isituzionale per proteggerlo. I Papi come i presidenti degli Stati Uniti, sono solo paraventi; è la politica dei maestri burattinai: "muovere i fili da dietro le quinte". Paul Marcinkus è stato condannato per la vicenda dei "fondi neri" dello IOR e per il crollo della banca milanese di Roberto Calvi. La Cassazione nel '87 ha annullato i mandati di cattura per "Sua Eminenza" e gli altri responsabili della banca Vaticana.
Ma lasciamo che le dichiarazioni di Francesco Pazienza, pubblicate nel libro "La vera storia d'Italia" ci diano una maggiore quantità di elementi cui farci riflettere ed indagare: "Sempre durante il mio impegno presso i Servizi, ebbi la ventura di rintracciare, presso l'avvocato zurighese Peter Duft - il quale era stato consulente del cardinale Vagnozzi e depositario di molti documenti dello stesso - delle carte pericolosamente compromettenti per Mons. Paul Marcinkus. Occorre dire, al riguardo che il Gen. Santovito aveva ricevuto la richiesta da Mons. Luigi Celata, segretario particolare del Cardinale Casaroli, di rinvenire documenti compromettenti per Marcinkus, documenti i quali si trovavano tutti all'estero e, dunque, erano di difficile reperibilità. Tale richiesta si inquadrava nel contesto di uno scontro feroce, all'interno del Vaticano, tra due opposte fazioni: l'una denominata "Mafia di Faenza", nella quale si iscrivevano, oltre al cardinale Casaroli, i Cardinali Samorè, Silvestrini e Pio Laghi; l'altra, facente capo per l'appunto al Marcinkus, alla quale appartenevano Mons. Virgilio Levi, vice direttore dell' "Osservatorio Romano", e Mons. Luigi Cheli, Nunzio pontificio presso l'ONU. La fazione capeggiata da Paul Marcinkus aveva grossa influenza su Papa Giovanni Paolo II: questi aveva dovuto, proprio all'inizio del suo pontificato, fronteggiare uno scandalo, esploso negli Stati Uniti, di cui era stato protagonista un ordine di Preti polacchi di Filadelfia, implicati in grosse truffe ai danni di banche, con risvolti piuttosto piccanti. Mons. Marcinkus si era opportunamente adoperato per mettere a tacere tale scandalo, officiando lo studio legale newyorkese "Finley - Casey & Associati" e coprendo, in qualche modo, gli ammanchi. L'ovvio beneficio che Marcinkus ne aveva tratto era di poter contare sull'appoggio incondizionato del Papa, il quale, a seguito dell'attentato patito, era però stato messo fuori gioco: non a caso gli attacchi allo IOR e al Banco Ambrosiano si fecero estremamente virulenti e fatalmente insidiosi proprio dopo l'attentato, basti pensare alla coincidenza temporale di questi e l'arresto di Calvi. Anziché consegnare i documenti reperiti presso l'avvocato Duft al Gen. Santovito, che li avrebbe, a sua volta, consegnati al segretario del Cardinale Casaroli, senza che ne traessero alcun vantaggio, mi rivolsi all'On. Piccoli, affinché mi reintroducesse presso Calvi: avrei potuto ripresentarmi a costui da solo, tuttavia, con il viatico del Segretario della Democrazia Cristiana la cosa prendeva un aspetto affato diverso. Fu per l'appunto a Roberto Calvi che consegnai la documentazione in mio possesso, che tra l'altro era soltanto una parte del fascicolo contro Marcinkus, senza farne neppure una fotocopia. A.D.R.
Consegnai a Calvi la documentazione nei primissimi giorni del marzo 1981. Contestualmente erano usciti gli articoli dell' "Espresso" e di "Panorama" sull'organizzazione del viaggio statunitense dell'On.Piccoli. Fu forse per tale ragione che Calvi mi invitò a collaborare con lui...". Le dichiarazioni di Francesco Pazienza sono ulteriormente convalidate dai "Millenaristi", la terza forza che si muove all'interno delle sante mura dei "sette colli". I "Millenaristi" sono una cellula di prelati all'interno del Vaticano, hanno scritto un libro, per denunciare le due fazioni opposte di cui parlava anche Pazienza. Questa cellula si dichiara disgustata dalla corruzione che giornalmente vede dilatarsi nel Tempio della Cristianità, denunciando molti loro colleghi ecclesiali come affiliati ai vari ordini massonici, alla Mafia siciliana o alla Camorra campana. I "Millenaristi", inoltre, denunciano la dilagante omosessualità come costume consolidato nel Vaticano stesso, ed usata anche come via ad una facile promozione; e gli sperperi in acquisti di ville romane o palermitane, dove diversi prelati passano spensierate serate allietate dalle attenzioni di splendide donne.

Il motto, di questa multinazionale religiosa e spirituale quanto la Microsoft o la Nestlè (adorano lo stesso dio-banconota del resto), non è il classico "soddisfatti o rimborsati", ma è stato da sempre quello di "soddisfatti o messi al rogo". Naturalmente ai giorni nostri si parla del moderno rogo, cioè il discredito attraverso i mass-media, ed in questo il loro onnipotente dio-banconota li ha generosamente dotati di strumenti mass-medianici. Il Vaticano, grazie alla congregazione dei Paolini, detiene il quarto gruppo mass-mediologico in Italia, dopo Mondadori, Rizzoli e Rusconi. Stampano giornali come Famiglia Cristiana, con il quale ogni settimana vendono milioni di copie. Ciò significa "plasmare" il pensiero di molte persone. Ma ci sono molti altri giornali e libri, tutti con delle vendite notevoli, giornali che usufruiscono di finanziamenti statali, cioè pagati da noi italiani. Ma nel momento in cui la nostra magistratura emette un mandato d'arresto a questi loschi prelati, prontamente il Vaticano si fa forte della sua Extraterritorialità in quanto Stato a se, proteggendo e lasciando completa libertà a questi preti senza scrupoli e senza Dio. E tutto il lavoro della nostra magistratura diventa inutile, con un ulteriore danno economico nei nostri riguardi (le indagini costano).
Però per i finanziamenti e per l'otto per mille, l'Extraterritorialità non viene tenuta conto; due pesi e due misure...e due Dei nella Casa del Signore. Se non bastasse il Vaticano ha usato la Rizzoli con i suoi settimanali per fare propaganda e screditare chiunque minasse il prestigio o la popolarità (si fa per dire) della Chiesa. L'escatologia dirottata in tirannici dogmi per sottomettere la sacralità dell'individuo ad una Chiesa che è di tutti tranne che di Dio.

Gli oscuri uomini dagli abiti porpora non si riposano mai. Attraverso i giornali boicottano perfino gli stigmatizzati in vita. Basti ricordare lo scomodo (per loro) Padre Pio, e la sua difficile vita a causa del Vaticano. Una volta morto, miracolosamente non lo era più, anzi s'era tramutato in un sant'uomo (se la gente lo ama anche senza l'approvazione della Chiesa, la Chiesa si addegua per poter tenere i fedeli, questa flessibilità ha portato sopravvivenza e potere da 2000 anni). I contestatori Mons. Milingo e lo stigmatizzato Giorgio Bongiovanni (direttore di Antimafia 2000) una volta morti saranno i prossimi paladini della Chiesa? Secondo il " Corriere della Sera ", l'immagine della Chiesa dedita agli aiuti umanitari è strumentalizzata e dell'otto per mille che gli italiani devolvono attraverso le tasse, solo il 46% degli introiti viene usato per opere di beneficienza, mentre il restante 54% viene usato per mantenere la fatiscente struttura pontificia. Per fortuna che Gesù predicò una vita in povertà. Ma non fatevi strane idee, loro sono in assoluta buona fede, è che purtroppo le orecchie sono organi così delicati e si danneggiano subito.

Narco-Business al Vaticano

Ma l'incredibile in casa Vaticano è all'ordine del giorno, pensate che la "Santa Sede" ha fatto di tutto per proteggere Noriega (uomo usato dalla amministrazione Reagan/Bush nel traffico degli stupefacenti della CIA), il dittatore e narcotrafficante panamense ricercato dalla DEA (Drug Enforcement Administration) americana. A Panama c'erano parecchie finanziarie di Marcinkus, Calvi e Sindona e gentilmente Noriega le proteggeva dagli sguardi indiscreti. Lino Christ, l'abate della parrocchia di Rio de Janeiro e corriere della rete brasiliana del narcotraffico è stato arrestato in Svizzera, le sue valigie contenevano nove chili di cocaina pura per un valore superiore ad un miliardo di lire. E cosa dire dell'Opus Dei da molti criticata come una congrega finanziaria camuffata da opera religiosa. Purtroppo l'esecrabile esercito di corrotti e corruttori in seno alla Chiesa è un cancro dall'estensione mortale e unica del suo genere. Di certo il cristiano medio farebbe meglio a pregare nel proprio tempio interiore e fare la carità di persona; evitando di interagire e colludere inconsapevolmente con una Chiesa (scusate l'eufemismo) che odora d'inganno e di morte. Ma le vie di questo dio-banconota, e di questi uomini senza religione e senza Dio, sono infinite ancora per quanto?


B O J S


Bibliografia:
Tratto da un testo di Archangel

La democrazia by Israel

Fonte: http://www.infopal.it

Un recente rapporto diramato dal Centro di infomazioni nazionale palestinese ha reso noto che, nel mese di giugno, l'Esercito israeliano ha ucciso 49 palestinesi e ne ha feriti 147.

L'Esercito ha commesso 2.380 violazioni contro la popolazione palestinese, ha arrestato 383 cittadini e condotto 756 incursioni nella West Bank.

Dall'inizio del 2007, le violazioni israeliane sono state 30.930: bombardamenti di aree residenziali, sparatorie, assassinii mirati, incursioni, perquisizioni, arresti, costruzioni di checkpoint e del Muro di separazione, chiusura di strade e città, confische di case e terre, ecc.

La vendetta del toro

Il torero spagnolo Luis Francisco Espla è stato gravemente ferito in una corrida. Dopo aver giocato a lungo con il toro, il malcapitato si è trovato a terra con gravi ferite. Il toro questa volta si è preso la rivincita di tutte le umiliazioni subite dal torero. La corrida e le altre manifestazioni folcloristiche che si svolgono in giro per il mondo, sono un modo per umiliare e uccidere povere bestie prive di colpa. Nonostante sia favorevole al mantenimento delle tradizioni locali tramandate per anni, mi piacerebbe vedere persone mature che trasformino queste carneficine in semplici spettacoli ludici, senza l'utilizzo di animali, ne la necessaria barbarie che essi subiscono. Succede a Pamplona, a Siena, in Spagna, tra i combattimenti di cani e galli, il massacro delle foche, succede ovunque l'uomo si abbassi alla sua più infima realtà di bestia. Gli animali possiedono un corpo fisico e provano emozioni e dolore come noi esseri umani, questi spettacoli non giustificano così tanto odio e ira nei loro confronti. Quando leggo di qualche torero incornato, mi viene da sorridere, penso che per una volta la natura si è presa la rivincita, da chi vuole a tutti i costi rovinarne la bellezza. Siamo frutto di un mondo che incita alla violenza, alla disparità e alla lotta per il potere. Siamo imbarbariti da film e notiziari di cronaca nera che fanno rabbrividire persino il più abile scrittore di film horror, siamo alle prese con una società che usa il sopruso per accrescere il suo potere a scapito dei più deboli. Tutta questa violenza, prima o poi tornerà indietro come un boomerang, prima o poi la natura ci porterà il conto, a quel punto non basterà una spada da torero a salvarci la pelle.

10 luglio 2007

Il fascino dell'estremo

Mi rendo conto sempre di più che è bene essere dalla parte della minoranza, dato che è sempre la più intelligente. Goethe

La vita che scorre è ricca di regole e metodi da seguire. Cominciamo a scuola, su banchi tutti uguali, tutti penosamente tristi e piatti, ad apprendere quello che ci dicono essere la base per la nostra vita futura. Ci impegniamo a studiare un'infinità di nozioni, storie passate ricche di guerre e persecuzioni, come se questi errori possano in qualche modo avere effetto sulla mente, ed essere un deterrente per non compiere le stesse atrocità. Ci ritroviamo a fare uno sport che a volte non ci piace, ad assistere a lezioni di musica e danza, a cercare di essere integrati in maniera più totale nel tessuto sociale. Gli emarginati vengono visti come poveri stolti che non si conformano, perdendo di vista l'attitudine a divenire tutti uguali. Per natura coloro i quali sono diversi vengono discriminati, puniti per la loro irrequietezza verso delle regole inutili, delle costrizioni che rinchiudono il libero pensiero in scatole prive di coperchio. Si perde il contatto con il “sentire”, si preferisce ragionare razionalmente, anche quando la razionalità andrebbe messa da parte. Ci amiamo, abbracciamo e parliamo in maniera mentale, come se esprimersi in modo libero fosse una cosa sbagliata, una cosa che susciti giudizio negativo nelle menti altrui.

Da bambini veniamo istruiti sul bene e sul male, veniamo puniti per quello che facciamo, se non ritenuto consono a i canoni comuni. Ci priviamo di esprimere emozioni, ci rintaniamo in silenzi assordanti per essere depressi. L'estrema volontà di cercare il puro, il bello, il vero, viene vista come una pura utopia, un qualcosa che mai riuscirà a realizzare l'uomo. Non puoi perdere tempo a pensare, a meditare, ad osservare la vita e il suo scorrere armonioso, il tuo compito è quello di imparare in fretta, senza fare domande, senza dover capire, imparare a produrre e a realizzarti nella professione. Non importa se tu sia medico, avvocato o libero professionista, la cosa importante è che tu possa affermarti ed accumulare una quantità sufficiente di denaro da farti sentire realizzato ed apprezzato. Questo ci porta a vivere come un robot privo di cuore, uno scenario in bianco e nero, nel quale siamo protagonisti invisibili di una storia sempre uguale alla precedente. L'estremo pensare, l'estremo agire viene visto come sbagliato.

La minoranza mette paura, mette in difficoltà, perché spesso percorre strade ripide e strette, perché per la minoranza conta solo il raggiungimento della verità e della piena auto-realizzazione interiore. Gli estremisti del bello, della ricerca, vengono etichettati come pazzi visionari, come persone prive di senso logico. Ma nell'estremo ci sentiamo uniti e parte di qualcosa di più grande, ci sentiamo artefici della propria vita, consapevoli di aver scelto senza essere condizionati, consapevoli che questo è giusto per noi. L'estremo diventa un luogo in cui sperimentare le nostre doti e le nostre idee, perché un mondo senza purezza non vale la pena di esistere. Trascorrere una vita comune alle altre è una pratica ormai troppo sbiadita da essere percorsa. Lanciamoci verso l'estremo, lanciamoci verso la purezza dell'essere, per ritrovarci uniti.



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09 luglio 2007

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"Non si può rinviare ulteriormente, dopo sessanta anni, il momento della pace".

"L'Italia, indipendentemente dal colore del suo governo è vicina al popolo ebraico, che ha attraversato prove durissime, a partire dalla tragedia della Shoah" ha detto ancora Prodi parlando di fianco ad Olmert. Il presidente del Consiglio ha aggiunto che Israele ha "il diritto di vivere in pace e in sicurezza con i paesi vicini". E spiega che il processo di pace deve portare ad un accordo "per due Stati sovrani, contigui ed indipendenti per i due popoli che si affacciano in queste terre".

E"' stata il sonno della ragione" ha detto. "Si levano voci terribili ad evocare scenari di sterminio. Il governo italiano reagisce indignato e lavora perché queste voci non abbiano diritto di cittadinanza nel consorzio delle Nazioni. Con altrettanto vigore condanniamo senza riserve chi nega la Shoah".

"So che lo Stato di Israele ha un amico stretto in Italia, con cui promuovere interessi comuni", ha detto ancora Olmert, chiamando Prodi per nome e dicendo di attendere con emozione l'incontro diretto "durante il quale discuteremo di rapporti bilaterali, della minaccia iraniana, della situazione in Libano e Siria e della nuova situazione con l'Autorità palestinese".

Romano Prodi - Presidente del Consiglio dei Ministri

NO COMMENT !!!