29 marzo 2007

La Rivoluzione non sarà teletrasmessa

Fonte: http://www.arcoiris.tv

La scorsa settimana l'America Latina si è contraddistinta per un duplice tour parallelo.

Da una parte George Bush jr. il quale ha cercato di recuperare disperatamente le posizioni che Washington ha ripetutamente visto scemare negli ultimi anni, riproponendo il suo ALCA, il trattato di "libero" commercio voluto dalla Casa Bianca e basato sui parametri del neoliberismo.

Dall'altra Hugo Chavez Frias, presidente del Venezuela, che ha invece ribadito il progetto dell'ALBA, un trattato di cooperazione economica egualitaria per tutti i popoli latinoamericani, in linea con la nuova parola d'ordine del "Socialismo del XXI secolo" e ispirato a un'idea che affonda le sue radici nell'antica visione continentale di Simon Bolivar.

Questo scontro non comincia però oggi bensì alcuni anni fa, con il tentato colpo di stato che la borghesia venezuelana, sotto la "discreta" regia statunitense e grazie all'appoggio di Confindustria, sindacati e Chiesa cattolica, cercò di mettere in atto nel 2002 contro il legittimo presidente Chavez.

Il video "La Rivoluzione non sarà teletrasmessa" mostra nei dettagli tutte le fasi della manipolazione mediatica svolta dalle cinque tv private venezuelane e il ruolo decisivo della massiccia reazione popolare che impedì il progetto oligarchico-statunitense. Che la lotta non sia finita è dimostrato dal recente arresto operato dalle autorità colombiane dell'inviato di Telesur, Fredy Munoz Altamiranda, scarcerato dopo quasi due mesi di detenzione giustificata da false accuse e testimoni comprati".

Guarda il video avuto dal Coordinamento Progetto Eurasia (Arcoisis TV)
Per informazioni: www.cpeurasia.org

27 marzo 2007

PROFEZIE POLITICHE 2
di B o j s




Per riprendere il discorso lasciato nel mio precedente articolo (Profezie Politiche) presente in questo stesso Blog e nel contempo per decompilare (come si dice in gergo informatico) il bell'articolo di Freenfo, appena qui sotto, vi servo su di un piatto d'argento altre chicche tratte dai famosi Protocolli che chiariranno i concetti politici a noi astrusi e su cui ci perdiamo in diatribe infinite con l'unico scopo di dividerci e azzannarci a vicenda per la gioia di COLORO che veramente decidono delle sorti di tutti noi, compresi i nostri dirigenti politici.

Iniziamo.

"Sceglieremo fra il pubblico, amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell'arte di governare, e perciò saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco; pedine che saranno nelle mani dei nostri astuti ed eruditi consiglieri (oggi chiamati anche consulenti o esperti – ndr), specialmente educati fino dall'infanzia nell'arte di governare il mondo". (Prot. I)

"Le masse tollerano da parte dei loro attuali dittatori, presidenti dei consigli e Ministri, degli abusi per il più piccolo dei quali avrebbero ucciso cento re. Come si spiega questo stato di cose? Perché le masse sono tanto illogiche nel farsi un concetto degli avvenimenti? La ragione è che i despoti persuadono il popolo, per mezzo dei loro agenti, che l'abuso del potere con evidente danno allo Stato (al Popolo – ndr) è compiuto per uno scopo elevato, vale a dire per ottenere la prosperità della popolazione e per l'amore della fratellanza internazionale, dell'unione e dell'eguaglianza. Si capisce che questi agenti non dicono al popolo, che tale unificazione può essere ottenuta soltanto sotto il nostro dominio; di modo che vediamo la popolazione condannare gl'innocenti ed assolvere i colpevoli, convinta che potrà sempre fare ciò che le pare e piace. La plebe, data questa sua condizione mentale, distrugge tutto ciò che è stabile e crea lo scompiglio ovunque". (Prot. III)

"Ci diranno che il genere di potere assoluto che suggerisco non si confà col progresso attuale della civiltà, ma vi dimostrerò, invece, che è proprio vero il contrario. Allorquando i popoli consideravano i loro sovrani come l'espressione della volontà di Dio, si sottomettevano tranquillamente al dispotismo dei loro monarchi. Ma dal giorno in cui infondemmo nelle popolazioni il concetto dei loro diritti, esse cominciarono a considerare i Re come semplici mortali. Al cospetto della plebe la Santa unzione cadde dal capo dei monarchi, e quando ad essa togliemmo anche la religione, il potere fu gettato sulla via come pubblica proprietà e venne afferrato da noi. Oltre a ciò, fra le nostre doti amministrative contiamo quella di saper governare le masse e gl'individui per mezzo di fraseologie astute, di teorie confezionate furbamente, di regole di vita e di ogni altro mezzo d'inganno allettante. Tutte queste teorie, che i Goiym (masse di profani - ndr) non comprendono affatto, sono basate sull'analisi e sull'osservazione unite ad una così sapiente argomentazione, che non trova l'uguale fra i nostri rivali, così come essi non possono competere con noi nella costruzione di piani di azione politica". (Prot. V)

"Il liberalismo fece nascere i governi costituzionali, che sostituirono la monarchia, l'unica forma sana di governo dei Goiym. La forma costituzionale, come ben sapete, non è altro che una scuola di dissensioni, disaccordi, contese e inutili agitazioni di partito: in breve, essa è la scuola di tutto ciò che indebolisce l'efficienza del governo. La tribuna, come pure la stampa, hanno contribuito a rendere i sovrani deboli ed inattivi, rendendoli in tal modo inutili e superflui; ed è per questo motivo che in molti paesi vennero destituiti.Allora l'istituzione dell'era repubblicana diventò possibile, ed al posto del Sovrano mettemmo una caricatura del medesimo nella persona di un presidente, che scegliemmo nella ciurmaglia, fra le nostre creature e i nostri schiavi. Così minammo i Goiym, o piuttosto, le nazioni dei Goiym. In un prossimo futuro faremo del presidente un agente responsabile. Allora non avremo più scrupoli a mettere arditamente in esecuzione i nostri piani, per i quali sarà tenuto responsabile il nostro "fantoccio". Cosa c'importa se le fila dei cacciatori d'impieghi s'indeboliscono; se l'impossibilità di trovare un presidente genera delle confusioni che indeboliranno, in definitiva, il paese? Per ottenere questi risultati predisporremo le cose in modo che siano eletti alla carica presidenziale individui bacati, che abbiano nel loro passato un qualche grande scandalo, o qualche altra transazione losca e segreta. Un presidente di tale specie sarà un fedele esecutore dei nostri piani, perché temerà di essere denunziato, e sarà sotto l'influenza di questa paura la quale si impadronirà di colui il quale, salito al potere, è ansioso di conservarsi i privilegi e gli onori inerenti alla sua alta carica. (Quante analogie tra i vari Berlusconi, Bush, Blair, con gli scandali delle foto di Lele Mora, ecc. ecc.? - ndr)
Il Parlamento eleggerà, proteggerà e metterà al coperto il presidente, ma noi toglieremo al Parlamento la facoltà di introdurre nuove leggi, nonché di mutare le esistenti.Questo potere lo conferiremo ad un presidente responsabile, il quale sarà una semplice marionetta nelle nostre mani. Così il potere presidenziale diventerà un bersaglio esposto ad attacchi di vario genere, ma noi gli daremo dei mezzi di difesa conferendogli il diritto di appellarsi al popolo direttamente, al disopra dei rappresentanti della nazione, vale a dire, di appellarsi a quel popolo che è nostro schiavo cieco: alla maggioranza della plebe. Inoltre, daremo al presidente la facoltà di proclamare la legge marziale. Spiegheremo questa prerogativa col fatto, che il presidente, essendo il capo dell'esercito, deve averlo ai suoi comandi per proteggere la nuova costituzione repubblicana, essendo questa protezione un dovere per il rappresentante responsabile della repubblica. (Non è cosi in USA e molti paesi? - ndr). Naturalmente, in simili condizioni, la chiave della situazione recondita sarà nelle nostre mani, e nessuno all'infuori di noi controllerà la legislazione. Inoltre, quando introdurremo la nuova costituzione repubblicana, col pretesto della segretezza di Stato toglieremo al Parlamento il diritto di discutere l'opportunità delle misure prese dal governo in momenti cruciali (Patrioct Act - ndr). Con questa nuova costituzione ridurremo al minimo il numero dei rappresentanti della nazione, diminuendo così di altrettanto le passioni politiche, e la passione per la politica. Se malgrado ciò questi rappresentanti diventassero recalcitranti, li sostituiremo appellandoci alla nazione. Il Presidente avrà la facoltà di nominare il presidente ed il vice presidente della Camera dei deputati e del Senato. Inoltre il Presidente, quale capo del potere esecutivo, avrà il diritto di convocare e di sciogliere il Parlamento, e, nel caso di scioglimento, di rinviare la convocazione del nuovo. Ma perché il Presidente non possa esser tenuto responsabile delle conseguenze di questi atti - che, parlando con precisione, sarebbero illegali - prima che i nostri piani siano maturati, noi persuaderemo i ministri e gli altri alti funzionarii amministrativi che circondano il presidente, a contravvenire i suoi comandi emanando istruzioni di loro iniziativa, ed in tal modo li obbligheremo a sopportarne la responsabilità invece del Presidente. Raccomanderemo specialmente che questa funzione venga assegnata al Senato, al Consiglio di Stato, oppure al Gabinetto, ma giammai a singoli individui. (Prot. X)

Possibile che 101 anni fa avevano programmato la nostra vita politica attuale?
Lascio alla vostra intelligenza l'ardua sentenza.

Meditate gente.. meditate!!

B O J S

26 marzo 2007

Quando la poltrona scotta

Oggi il presidente dalla camera si è trovato in uno spiacevole dibattito inquisitorio. Alcuni studenti hanno sfogato la loro rabbia contro Bertinotti, atteso alla facoltà di lettere dell’università di Roma. "Vergognati, assassino guerrafondaio", sono state le dolci parole di accoglienza in facoltà. Il povero Fausto è stato denudato della sua coerenza politica in poco meno di cinque minuti. Bandiera del comunismo e del pacifismo a tutti i costi, Bertinotti sembra aver preso a cuore le nuove idee riformiste dalla politica di centro-sinistra, abiurando ogni valore con il quale ha costruito un linea politica nel corso degli anni. Quasi tutti oggi crocifiggeranno le persone che hanno insultato una così alta carica dello Stato, ma a pensarci bene queste parole sono veramente sacrosante. La politica allo sbando ha la necessità di essere contestata con ogni mezzo possibile.

Le persone a volte si sentono impotenti e incomprese, soprattutto se vedono amministrare con tanta superficialità temi come pace, giustizia e stato sociale. Capisco quanto possa essere difficile governare un Paese con un sistema elettorale fra i peggiori al mondo, con oligarchie che spartiscono i capitali e le comode poltrone. Credo sia difficile anche compiere scelte in controtendenza con lo spettro di una nuova crisi politica che consegnerebbe il Paese al cavaliere dei miracoli. Nonostante questo però, la coerenza è coerenza. La propria etica, i principi morali, devono in ogni caso essere al di sopra di ogni altro condizionamento.

Idee come pace e solidarietà non possono essere barattate con nessun tipo di compromesso, non possono venir meno alla propria coscienza. Certamente questo porta a fare scelte in controtendenza, porta ad essere non popolari e isolarsi in estremismi sempre più additati come negativi per la società. In passato persone con sani principi si sono battute fino alla morte per portare avanti le proprie idee. A volte queste persone sono state uccise per quelle idee rivoluzionarie, spesso la purezza di quei valori è stata riconosciuta dopo la morte ed è divenuta una speranza per altre persone.

Le idee a differenza degli uomini sono immortali e servono per dare l’esempio alle future persone che le incarneranno e le modificheranno in meglio. Non mi aspetto che Bertinotti rinunci alla sua poltrona, in fin dei conti non vedo come potrebbe, ma sarebbe molto più coerente perseverare e continuare a portare avanti le proprie idee. Domani con molte probabilità il Senato italiano voterà a favore della missione in Afghanistan. Tutti sappiamo che non è una missione di pace, tutti sappiamo che siamo colpevoli di ogni civile morto in quella terra a noi così lontana, tutti dovrebbero leggere la costituzione italiana e applicare le semplici regole che vogliono il nostro Paese contrario a ogni forma di guerra.

Quando le bombe sono intelligenti

Devo dire che c'è un disegno intelligente che comprende anche le bombe sganciate dai terroristi. Il disegno ha previsto un attentato contro un convoglio italiano in Afghanistan proprio poco prima del voto al senato per il rifinanziamento della missione di pace. Il disegno perfetto ha utilizzato una bomba qualunque, un ordigno che non ha colpito nessun militare, un ordigno che è solo servito per destare le coscienze italiane in una piovosa domenica di marzo. Tutti si sono affrettati a dichiarare la loro posizione. Come al solito ci sono i guerrafondai che non aspettano altro che modificare le regole di ingaggio dei nostri soldati in caso di attacco. Queste regole renderebbero onore ai nostri valorosi soldati e identificherebbero una volta per tutte la missione afgana con il corretto appellativo: guerra. Altre posizioni, da me in parte condivise, invece prendono spunto da questo episodio per chiedere con forza il ripensamento dell'intera missione e l'eventualità di riportare a casa i nostri ragazzi. Devo dire che quest'ultima posizione trova sempre meno sostenitori a causa della colla ad alta presa presente sulle poltrone parlamentari. Tutto questo teatrino sembra costruito ad arte ancora una volta per far chiacchierare un po' i nostri politici da bar e rallegrare un marzo noioso e pazzerello. Quello che spaventa è la chirurgica precisione delle coincidenze e degli attentati. Come se un deus ex machina organizzasse tutto. Come se tutto questo servisse a fomentare i media verso un qualcosa che ormai sembra scontato. La propaganda cammina inesorabile verso la prossima guerra iraniana. Tutte le pedine sono sistemate, i soldati britannici rapiti, la nuova risoluzione ONU, il dispiegamento delle truppe statunitensi intorno all'antica Persia e la tragicomica propaganda mediatica contro il presidente iraniano. Finalmente la democrazia sta per essere esportata. Finalmente un nuovo Stato sovrano sta per essere colonizzato dal bene. Non ci resta che attendere qualche giorno...

25 marzo 2007

L'educazione spartana (articolo di Zret)

La fanciulla scarna, tenendo per la corda al pascolo la vaccherella magra stecchita, guardava innanzi e si chinava in fretta a rubarle, per cibo della famiglia, qualche erba di cui la fame aveva insegnato che anche gli uomini potevan vivere (A. Manzoni, I promessi sposi).

È noto che l’educazione spartana era molto rigida: i bambini, sottratti ai genitori, erano addestrati per conto dello stato e sottoposti ad una disciplina assai dura. L’educazione comprendeva attività volte a temprare il corpo ed ad ingagliardire la capacità di resistere in condizioni critiche: esisteva, per esempio, il cimento della kryptèia, con cui si mandava il giovane futuro òmoios in territorio ilota per una settimana, senza viveri, affinché imparasse a sopravvivere in terra nemica. Talora l’educazione assumeva forme cruente, come quando gli adolescenti dovevano rubare del formaggio dall’altare della dea Artemide Ortia, sotto le vibranti scudisciate dei coetanei. Questa cerimonia è presumibilmente la reminiscenza di un rito di passaggio.

Dormire sulla nuda terra sia d’estate sia d’inverno, adeguarsi ad una vita assai frugale, consumare i pasti in comune (i sissizi), imparare a maneggiare la lancia e la spada: erano questi i capisaldi di una paideia che, pur comprendendo anche la musica ed i grammata, ossia il saper leggere e scrivere, era incentrata sulle abilità militari (areté). Senza dubbio tale sistema educativo si confaceva alle esigenze di una pòlis militarista, la cui politica, però, fu improntata all’autoconservazione e non all’espansionismo.

Oggi non esistono più maestri inflessibili come i pedonomi, i magistrati lacedemoni che dirigevano l'educazione pubblica degli adolescenti, usi ad affrontare strettezze e difficoltà di ogni tipo. Oggi la società occidentale, dalla famiglia alla scuola, ha creato, pur con qualche eccezione, generazioni di giovani slombati e talora viziati. Conosco molti adolescenti dalle molteplici qualità, ma letteralmente incapaci di tollerare, non dico il freddo pungente oppure il caldo torrido, ma un refolo o una temperatura di poco superiore al normale.

Quando hanno sete, questi ragazzi inseriscono le monete nel distributore automatico, si acquistano una bottiglia d’acqua di cui bevono solo una parte del contenuto, poiché, quando l’acqua si intiepidisce appena, non è più gradevole. Ecco allora le bottiglie semipiene abbandonate, gettate nei cestini: con quell’acqua si potrebbe dissetare qualche passerotto o un fiore che languisce in un vaso dimenticato in un angolo. Per questi adolescenti è tutto scontato e normale: pigiare un pulsante ed accendere la luce, gustare un piatto di pasta condita, scorrazzare con il ciclomotore.


Ignari di quanto queste comodità possano essere precarie, se un’apprensione li attanaglia, è quella riguardante il rischio di perdersi, per un imprevisto, il seguito di Tre metri sopra il cielo. Avvezzi a sprecare tutto, a bighellonare, restano indifferenti come, d’altronde, molti adulti, ai pericoli spesso invisibili, ma insidiosi che minacciano la salute. Quante volte sono stati avvertiti che le onde elettromagnetiche dei cellulari sono dannose, eppure tengono quei marchingegni diabolici (nel vero senso del termine) sempre accesi ed a contatto del corpo. Alcuni dormono per giunta con il cellulare lasciato acceso sotto il cuscino! Quante volte sono stati avvertiti che, durante le giornate di disseminazione chimico-biologica, è preferibile non uscire, per evitare di essere direttamente irrorati. Nonostante ciò, seguitano ad uscire e trascorrono molte ore all’aperto, mentre sulla loro verticale si disegnano scie sfrangiate, da cui ricade ogni sorta di veleno. Lo ammetto: non uscire è solo una precauzione, non una panacea, ma è meglio di niente. Comprendo pure che tutto ciò significa cambiare le proprie abitudini, ma bisogna sapersi adattare. Gli animali domestici evitano anche solo di uscire sul poggiolo, grazie al loro istinto di autoconservazione, quando incrociano gli aerei della morte.

Non sarà il caso di cominciare a concepire che questo benessere potrebbe non durare? Non sarà opportuno considerare con oggettività gli scenari del mondo attuale, per correre ai ripari, prima che sia troppo tardi? Cerchiamo di prepararci in modo adeguato ai cambiamenti futuri: la situazione potrebbe degenerare anche domani stesso. Forse avremo una chance in più, allorché la lava principierà a dilagare, se agiremo come la formica che fa provviste, mentre la cicala ozia al sole.

Freccia (anche un missile?) prevista vien più lenta, ci insegna Dante Alighieri.

24 marzo 2007

Lasciarsi morire

Il vuoto che genera la nostra società a volte diventa incolmabile. La sofferenza di giorni uguali, di attimi rubati alla vita per qualcosa di effimero, raggelano nel profondo il cuore di chi è nato con una grande sensibilità. L’anoressia è un atteggiamento estremo nei confronti della vita. Si può divenire anoressici per emulazione verso dei canoni sempre più lontani dalla normalità, oppure si diventa anoressici perché non si ha più voglia di vivere. Gli stereotipi creati dalla televisione e dalla moda forniscono immagini che non hanno nulla a che fare con la realtà. Spesso queste modelle scheletriche incarnano il sogno di molte giovani adolescenti, che vedono in loro il raggiungimento della realizzazione terrena. Non biasimo le ragazze che si lasciano coinvolgere dalla moda del bello a tutti i costi, perché sono solo il frutto di una società profondamente deviata. Si comincia da piccoli ad essere considerati come consumatori con un codice a barre sulla testa, piccoli uomini e donne che vengono sfruttati per il profitto e il consumo. Ci vengono mostrati cartelloni pubblicitari con fondoschiena esemplari, pettorali scolpiti nel marmo e taglie che non rendono merito alla bellezza mediterranea. Questo a lungo andare permea il nostro cervello, diventa automatico puntare all’estetica come fine ultimo della nostra vita. Ci sono persone che soffrono questo mondo e si lasciano morire privandosi del cibo come se fosse il peggiore dei veleni. Ci sono persone che si lasciano andare perché ormai non vogliono nemmeno più vivere, semplicemente perché si rendono conto che non potranno mai diventare come lo stereotipo che rincorrono. L’angoscia esistenziale prende il posto della realtà, tutto diventa sfocato, tutto diventa un fardello che non si vuol più portare dietro. Sarebbe bello che la scuola formasse le persone per quello che sono, lasciasse i bambini e i giovani adulti esprimere la loro creatività e la loro individualità a pieno. Sarebbe bello vivere in un mondo in cui le persone vengano ammirate per quello che di buono hanno fatto nella propria vita, piuttosto che per quante volte hanno guadagnato la copertina di un mensile di gossip.

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23 marzo 2007

Nobel per la pace a Gino Strada

Vorrei segnalare la petizione a favore della candidatura di Gino Strada per il Nobel per la pace. Anche se difficilmente Strada riceverà questo ambito riconoscimento, l’idea che possa avvenire mi riempie di gioia. Un uomo concreto e infinitamente generoso che sacrifica la propria vita per dare la vita a migliaia di persone, merita il più grande apprezzamento possibile. Invece di fare servizi televisivi e speciali su vallettopoli, sarebbe bello che la Tv e le persone si interessassero sempre più a queste persone, che in fin dei conti stanno portando il sorriso dove non c’è, la gioia di continuare a vivere dopo una tragedia e una piccola goccia di speranza dove esistono bombe intelligenti democratiche. Grazie Gino.

Firma la petizione

22 marzo 2007

PROFEZIE POLITICHE
di BOJS




Durante gli ultimi cento anni si è sentito spesso parlare a sproposito di politica inetta, genocidi irrazionali, guerre senza senso, economia selvaggia, corruzioni, ingiustizie, stragi, etc. etc. Ma quanti sono coloro tra le "masse" che si sono soffermati a ragionare sul perchè tali cose inspiegabili potessero accadere senza che nessuno stato riuscisse al suo interno a risolvere tali situazioni?

La risposta potrebbe essere nel fatto che i popoli siano delle masse di "bestiame umano" (Goym – ndr) insensati e poco intelligenti. Per cui a gestirli ci debbano essere dei "mandriani" che usandoli per tutto il giorno come macchine da lavoro possano stancarli al punto che nel loro poco tempo libero essi siano disposti a farsi portare in stalle dove cibo, riposo e accoppiamento facciano quello che il bastone può fare. Cioè tenerli sottomessi con in più il vantaggio che essi possano credere di essere liberi. Anche oggi si continuano a vedere e sentire diatribe politiche su argomenti vari che non portano mai a nulla se non ad "inasprimenti" che tradotto significa leggi più repressive per i cittadini e agevolazioni per chi dirige. Come mai questo stato di cose? Una risposta la possiamo trovare in quelli che sono ritenuti una bufala politica ma che purtroppo oggi si rivelano profetici e attuali.

Pubblicati la prima volta sul Times di Londra l'8 maggio 1920, esso dava un largo sunto dei "Protocolli dei Savi Anziani di Sion", annunziando che questi furono pubblicati in Russia a Tsarkoye Sielo nel 1905 e che la biblioteca del British Museum ne possedeva una copia autografa col timbro di entrata del 10 agosto 1906, n. 3926 d 17. Una grave questione si è dibattuta e si dibatte tutt'ora sull'autenticità dei Protocolli. Non voglio dissimularla, sia per omaggio alla verità, sia perché i poco scrupolosi non ne abusino. Anzi eviterei di voler risolvere la questione nel senso formale, e d'altronde la discussione è troppo lunga e complessa perché qui possa riprodurla, tanto più che vi sono sempre convinti sostenitori d'ambo le parti. In ogni caso lascio all'intelligenza ed alla coscienza di ognuno chiedersi almeno come sia stato possibile che 101 anni fa fu redatto un documento simile che ad oggi risulta più vero che mai. Potere della profezia ispirata o progetto politico mirato?
Quelli che seguono sono alcuni stralci che prego il lettore di leggere e meditare attentamente.

"Il grosso della plebe, non iniziata ed ignorante, assieme a coloro che sono sorti e saliti da essa, vengono avviluppati in dissensi di partito, che rendono impossibile qualsiasi accordo anche sulla base di argomenti sani e convincenti. Ogni decisione della massa dipende da una maggioranza casuale o predisposta la quale, nella sua totale ignoranza dei misteri politici, approva risoluzioni assurde, seminando in questo modo i germi dell'anarchia. La politica non ha niente in comune con la morale; un sovrano che si lascia guidare dalla morale non è un accorto politico, conseguentemente non è sicuramente assiso sul trono. Chi vuol regnare deve ricorrere all'astuzia ed all'ipocrisia. L'onestà e la sincerità, grandi qualità umane, diventano vizi in politica." (Prot. I)

"Sceglieremo fra il pubblico, amministratori che abbiano tendenze servili. Essi non avranno esperienza dell'arte di governare, e perciò saranno facilmente trasformati in altrettante pedine del nostro giuoco; pedine che saranno nelle mani dei nostri astuti ed eruditi consiglieri (oggi chiamati anche consulenti o esperti - ndr), specialmente educati fino dall'infanzia nell'arte di governare il mondo". (Prot. I)

"Per indurre gli amanti del potere a fare cattivo uso dei loro diritti, aizzammo tutte le Potenze, le une contro le altre, incoraggiandone le tendenze liberali verso l'indipendenza. Abbiamo fomentato ogni impresa in questo senso, ponendo così delle armi formidabili nelle mani di tutti i partiti, e abbiamo fatto sì che il potere fosse la mèta di ogni ambizione. I governi li abbiamo trasformati in arene dove si combattono le guerre di partito. Fra poco il disordine ed il fallimento appariranno ovunque. Chiacchieroni irrefrenabili trasformano le assemblee parlamentari ed amministrative in riunioni di controversia. Giornalisti audaci, e sfacciati scrittori di opuscoli, attaccano continuamente i poteri amministrativi. L'abuso del potere preparerà definitivamente il crollo di tutte le istituzioni e tutto cadrà sotto i colpi della popolazione inferocita". (Prot. III)

"L'intensificazione di missioni militari, nonché l'aumento della polizia sono pure essenziali alla riuscita dei nostri progetti. Per noi è essenziale aggiustare le cose in modo, che oltre noi, in tutti i paesi non ci sia altro che un enorme proletariato, cioè altrettanti soldati e poliziotti fedeli alla nostra causa. In tutta l'Europa, e con l'aiuto dell'Europa, sugli altri continenti dobbiamo fomentare sedizioni, dissensi e ostilità reciproche. In questo si ha un doppio vantaggio: in primo luogo, con tali mezzi otteniamo il rispetto di tutti i paesi, i quali si rendono ben conto che abbiamo il potere di suscitare qualunque rivolta a piacer nostro, ed in secondo luogo quello di ristabilire l'ordine come e quando da noi desiderato". (Prot. VII)

Non faccio ulteriori commenti o parallelismi con situazioni politiche passate e attuali, anche perchè lo spazio non lo consente, ma credo che sia sotto gli occhi di tutti quanto sopra detto sia oggi più verace che mai. Nessuno può negare che un programma reso pubblico nel 1905 abbia oggi il suo pieno, stupefacente, spaventoso e terribile adempimento, e non solo in genere ma in molti punti particolari.

Forse ecco il perchè le politiche nazionali risultano insufficienti e inefficaci donandoci ogni giorno lo spettacolo quotidiano di cui tutti sono stufi, ma su cui "pennaroli" audaci e sfacciati vivono traendone denari. Vediamo una grande troupe in scena, di consapevoli o inconsapevoli egosite marionette al servizio di loro stessi e della ELITE che li usa.
Meditate gente, meditate!


B O J S


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L'importanza dell'oro blu

Oggi è la giornata mondiale dell’acqua. Questa giornata è stata indetta per sensibilizzare un grande problema che interessa quasi due miliardi di persone. Il bene più importante per l’uomo e la sua vita non è garantito a tutti in ugual misura. Basti pensare alle popolazioni africane per rendersi conto della gravità del problema. L’acqua potabile non è riconosciuta a livello internazionale come bene primario e la legislazione in materia costituzionale è veramente povera. Le prossime guerre e movimenti geopolitici saranno incentrati sul fabbisogno idrico mondiale. La scorsa estate la guerra fra Israele e Libano fu in parte combattuta per il controllo del fiume Litani e il suo controllo idrico. I signori della guerra africana gestiscono le poche risorse di acqua potabile affinché i signori della guerra possano esercitare il loro potere corrotto a scapito delle tribù locali. Tutto questo è patrocinato dalle corporazioni petrolifere, farmaceutiche e alimentari. Le popolazione vengono schiacciate sotto il peso degli accordi internazionali e l’economia locale diventa praticamente non sostenibile. L’aumento della temperatura del pianeta terra, contribuisce a rendere ancor più grave la situazione. Lo scenario futuro sarà caratterizzato da forti guerre per il controllo dell’oro blu, grandi esodi di massa da Paesi ormai prossimi alla desertificazione e uno spaventoso incremento delle colture transgeniche, le uniche in grado di crescere senza abbondanti riserve di acqua. Questo disegno criminale, apparentemente paranoico, credo stia avvenendo già da qualche tempo. Basti pensare a come il clima dell’area mediterranea stia cambiando, come quest’anno l’inverno non si sia per niente manifestato e le precipitazioni registrate ai minimi storici. Questo sovvertire delle stagioni può essere attribuito ad un cambiamento dell’intero pianeta ad opera di ciclici mutamenti climatici, ma l’uomo in tutto questo gioca un ruolo fondamentale. Anche senza essere particolarmente allarmisti è davanti agli occhi di ciascuno di noi come le persone ancora muoiono di un qualcosa che dovrebbe essere garantito come bene primario per tutti. Una corretta distribuzione delle risorse del pianeta e delle materie prime sarebbe sufficiente a sostenere anche molto di più di sei o sette miliardi di persone e tutte in perfetta forma. Come scrissi tempo fa, tutto questo è ancora sostenibile?

21 marzo 2007

Il telegiornale

Per anni sono stato un accanito divoratore di notiziari giornalistici, spesso mi soffermavo su più di un telegiornale, convinto che le notizie potessero assumere un colore e una prospettiva diversa. Questa abitudine era divenuta qualcosa di sacro, durante la cena ci si raccoglieva a tavola e il telegiornale ci rendeva parte di qualcosa di più ampio, di comune a molte altre persone, in un certo senso era come se a tavola ci fossero tutti i cittadini del mondo a condividere quel momento. La televisione e i notiziari sono stati per molti quello che era il focolare domestico per i nostri nonni. Tutti si stringevano intorno al tavolo e ascoltavano dalla radio e successivamente dalla TV le notizie di tutto il mondo. Questo rito sembrava sancire la vera globalizzazione dell’informazione. Nel corso degli anni questa abitudine ha cominciato a infastidirmi e mi rendevo conto che sempre più la televisione serviva esclusivamente ad offuscare le coscienze e distorcere al realtà. I telegiornali sono diventati un ammasso di notizie di gossip messe nel palinsesto con precisione chirurgica. Si gioca sugli eventi di cronaca nera rendendoli un vero e proprio spot televisivo, confezionato e pronto per essere applicato da emulatori non del tutto sani di mente. Tutto viene spettacolarizzato, i servizi sono girati con la cura dei migliori telefilm polizieschi. Sembra di vedere una puntata di CSI, la stessa macabra descrizione degli eventi, con scene crude, sangue e morti in primo piano. La politica viene esclusivamente raccontata come se i cittadini fossero emeriti deficienti, in grado di non riconoscere l’impressionante numero di falsità. Servizi relativi a panda che hanno perso la voglia di trombare, calamari giganti trucidati da pescatori giapponesi, la solita balena che si arena per colpa di questo tempo maledetto che non sa più quale sia la stagione da propinare. Il tutto condito con i soliti balletti delle cifre sul meteo. Questa è stato l’inverno più caldo degli ultimi 10.000.000 di anni, oppure la prossima sarà l’estate più arida degli ultimi venti anni e via dicendo … non mancano inoltre i consigli dei nutrizionisti, imbellettati con sponsor farmaceutico-alimentari che consigliano le solite cazzate da cento anni. Come se ci fosse ancora qualcuno che non è a conoscenza dei rischi relativi all’italica arte dell’abbuffata a suon di maccheroni. Nel periodo di fine anno ogni giorno assistiamo all’uscita di un nuovo calendario, un nuovo speciale sulle tragedie dell’anno appena trascorso e i buoni propositi della programmazione dell’anno successivo. Sappiamo alla perfezione le misure dei seni rifatti di ogni velina, letterina e valletta presente nel panorama dell’intrattenimento tv. La lobotomizzazione prosegue inesorabile con il calcio e tutti gli speciali sulla violenza negli stadi e non lascia libero un giorno alla settimana con gli approfondimenti sportivi. Anni fa la politica gestiva anche l’informazione, certamente era una forzatura democratica, ma quantomeno si poteva scegliere un canale, consapevoli che si stava ascoltando qualcosa di simile al proprio pensiero. Oggi i telegiornali si preoccupano solamente di gossip, falsità e scoop di costume. Di questo passo fra qualche anno le persone avranno perso ogni forma di coscienza, saranno dipendenti da notizie dalla televisione con contenuti sempre più stupidi, adatti a rendere la vita effimera e priva di significato. Se permettete io spengo la scatola e leggo un buon libro!

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20 marzo 2007

Il vassallo

Finalmente il ministro degli esteri italiano si è confrontato con il segretario di stato americano riguardo alle turbolenze della politica estera fra Italia e Stati Uniti. Il dialogo è stato positivo e accondiscendente. Abbiamo ancora una volta ribadito il nostro ruolo di servi davanti al mondo intero. L’Italia rinnega i suoi valori costituzionali e abbraccia quelli americani utilizzando la carta costituzionale per ben altri bassi scopi. D’Alema ha ringraziato il governo statunitense per il delicato ruolo di comprensione nella vicenda del rapimento di Mastrogiacomo. Senza la comprensione americana, dice Massimino, non sarebbe stato possibile un rilascio di Daniele Mastrogiacomo. Del resto come essere scortesi ad un invito a cena. Nessun accenno alle vicende Abu Omar e Calipari, per non parlare delle basi militari italiane. Questi argomenti spinosi non possono di certo essere trattati nel corso di una cena luculliana. È giunto il momento di lasciare alle spalle queste tensioni e costruire un futuro di cooperazione ancora più cospicuo col il governo statunitense. Cosa vuoi che siano qualche morto, il totale disprezzo delle leggi internazionali e della sovranità popolare. Del resto una buona colonia non può criticare la madrepatria, ne deve solamente apprezzare ed elogiare le azioni. Mi chiedo a cosa serve spendere tutti questi soldi per la politica estera quando basterebbe avere un segretario di stato americano che si occupi anche dell’Italia (ad interim) come del resto già avviene.

19 marzo 2007

Ascanio Celestini


16 marzo 2007

Vallettopoli o Controllopoli?

La vicenda delle intercettazioni, delle prestazioni sessuali delle vallette, attricette e via dicendo, mi sta veramente allietando le giornate. Invece di pensare alle cose importanti, l’Italia si scopre pettegola e balorda. Gli uomini pubblici vengono accusati e pubblicamente sputtanati da fotografi privi di scrupoli che creano lo scoop ancor prima che si verifichi. Sinceramente la privacy di ogni cittadino è una cosa sacra, ma a questo punto tutto questo teatrino mi sembra davvero troppo ben organizzato. Generalmente i provvedimenti e i decreti legge più restrittivi e punitivi per i cittadini, vengono emanati in seguito a scandali o a vicende di cronaca nera. I legislatori sembrano vivere nelle nuvole, si pongono il problema della privacy solo nel momento in cui Berlusconi viene sputtanato da un quotidiano nazionale a tutta pagina dalla cara mogliettina, che quel giorno non sapeva se passare la giornata al campo da tennis, oppure in piscina a sorseggiare un cuba libre. Sinceramente sono problemi molto seri… detto questo un provvedimento sulle intercettazioni potrebbe avere i suoi pregi ma anche molti difetti. Da tempo mi batto per la privacy del cittadino, stuprata ogni giorno da miriadi di ingerenze politiche, militari e informatiche. Basti pensare alle leggi anti-terrorismo in seguito agli attacchi dell’11 Settembre in America. Quello che voglio dire è che togliendo le intercettazioni, tutti gli uomini di potere potranno godere ancor di più dei molteplici diritti acquisiti e perpetrare le loro nefandezze senza lo scrupolo di essere controllati dal primo pubblico ministero in cerca di fama. Al contrario i cittadini verrebbero spiati senza il bisogno di dire niente a nessuno. Il grande fratello agirebbe incontrastato, sarebbe uno strumento invisibile che continua a raccogliere dati nella piena osservanza della legge. Inoltre la privacy di un uomo pubblico a mio modo di vedere andrebbe in qualche modo resa pubblica. Certamente non parlo delle abitudini sessuali o della vita familiare, ma sarebbe comunque il caso sapere che un certo politico va a prostitute ad esempio. In questo caso sarebbe chiaro e lampante il suo modo di vivere e la sua alta moralità e permetterebbe a noi poveri cittadini di non votarlo mai più. Ma dimenticavo, con questa legge elettorale non abbiamo votato nessuno, abbiamo soltanto dato una mano di colore alle poltrone di Montecitorio.

15 marzo 2007

La pace negata a priori

Sabato il nuovo esecutivo palestinese arriverà in parlamento per il voto di fiducia. Il governo di unità nazionale comprende tutte le parti politiche e etniche palestinesi (compresi i cristiani). Questo nuovo esecutivo è stato fortemente voluto dalla comunità internazionale che non ha mai riconosciuto il precedente governo. Ogni forma democratica viene attaccata a priori da Israele e dai servi sionisti di tutto il mondo. Questo gioco al massacro è studiato a tavolino per indebolire ulteriormente un popolo martoriato. Questo nuovo governo nonostante la grande coalizione, verrà ostacolato da Israele che ha già dichiarato di non vedere di buon occhio suoi nuovi componenti. Il portavoce del governo Olmert ha dichiarato che Israele non collaborerà con questo governo. Il programma non riconosce Israele e non rinuncia al terrorismo. Forse la parola terrorismo è troppo cruda, gli ebrei preferiscono crimini contro l’umanità, sterminio, stupro, tortura, oltre agli innumerevoli e ripetuti arresti di studenti e pseudo-terroristi. Il gioco andrà avanti così per sempre perché questo è quello che vuole Israele, gli Stati Uniti e soprattutto Giuliano Ferrara.


L'uomo di pace è creativo.
Non è contro la guerra, perché essere contro, qualsiasi cosa, è essere in guerra.
Non è contro la guerra, semplicemente comprende perché la guerra esiste.
E da quella comprensione diventa pieno di pace.

Solo quando ci sono molte persone che sono laghi di pace, di silenzio, di comprensione,
la guerra sparisce.

Soltanto laghi di pace in tutto il mondo...
molti, molti buddha, potranno far nascere una nuova vibrazione, una nuova onda, una nuova consapevolezza,
in cui la guerra diventa impossibile,
in cui tutta l'energia si manifesta in senso creativo,
tutta l'energia si dirige verso l'amore.

Osho

Tratto dal testo di Osho: "Zen: The Path of Paradox, Vol. II". "Un uomo di pace non è un pacifista, un uomo di pace è semplicemente un lago di silenzio [...]".

Il colpevole dell'11 Settembre

Il corriere oggi commenta la notizia relativa all’ammissione di responsabilità di Khalid Sheikh Mohammed, responsabile, a dire del Pentagono, degli attacchi alle torri gemelle dell’11 Settembre. Come già espresso in altri post, la versione ufficiale non mi ha mai convinto. Troppe contraddizioni, non ammissioni e coincidenze strane, hanno creato un alone di mistero in tutta la vicenda. Questa poca chiarezza da parte del governo statunitense è un continuo dolore per i familiari delle vittime di quel giorno e per tutti i morti, civili innocenti che continuano a morire in seguito alle guerre di oppressione americane. A mio modo di vedere, le condizioni di detenzione di Guantanamo portano i carcerati ad ammettere e inventare di sana pianta intere deposizioni e ammissioni di colpa. Le continue torture fisiche e mentali di Guantanamo portano i detenuti ad un livello di stress mentale tale da condurli a dire quello che il governo vuole. Queste notizie, confezionate e infiocchettate al momento giusto, servono per creare e mantenere vivo il dualismo fra bene e male, fra Occidente e Islam. Le condizioni di Guantanamo sono da reputare come crimini di guerra e soppressione di ogni diritto civile e umano dei prigionieri. Quello che in passato hanno provato pakistani, iracheni o sauditi nelle carceri militari americane dovrebbe lasciar riflettere e guardare queste notizie per quello che sono, emerite fandonie. Un uomo, o poche persone, non potevano portare a termine quello che è successo l’11 Settembre senza il coinvolgimento del governo, dei servizi segreti americani e della CIA. Gli Stati Uniti hanno creato l’11 Settembre per giustificare i successivi attacchi a Stati sovrani. Per chi fosse interessato consiglio la visione del film: “The Road to Guantanamo”, ottimo documentario basato su una storia vera.

Video in Inglese

12 marzo 2007

La punizione è servita

La risposta americana alla decisione di non aumentare il contingente italiano in Afghanistan non si è fatta attendere molto. Il segretario generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che l’Italia non è un Paese protetto dal sistema missilistico americano. Ufficialmente la motivazione dell’esclusione italiana è stata giustificata dalla posizione geografica. Infatti Italia e Grecia e Turchia sono molto a sud e troppo vicine al gettito dei missili iraniani. La realtà invece è che gli Stati Uniti vogliono ancora una volta ribadire la propria autorità in materia di politica estera e difesa della Stato italiano. Come al solito queste dichiarazioni vengono abilmente confezionate e sbandierate sulle maggiori testate giornalistiche per alimentare il clima di tensione riguardo al prossimo conflitto iraniano. La “disobbedienza” del governo italiano viene punita con altrettanta arroganza dai padroni del mondo. L’Italia viene ridimensionata a vile servitrice ed esclusa dal tavolo dei potenti. Ancora una volta la nostra credibilità viene calpestata e ridicolizzata agli occhi del mondo. Francamente sono davvero contento di non appartenere a nessun programma aggiuntivo di protezione aerea. Le ormai note forze di occupazione NATO sul territorio italiano sono già più che sufficienti. È giunto il momento che i nostri cari “liberatori” (colonizzatori) facciano le valigie e tornino da dove sono venuti!

11 marzo 2007

Previsioni del tempo

Considerando il fatto che i meteorologi continuano a ignorare la vergognosa opera dei criminali dei cieli, volevo per una volta sostituirmi a loro e fare le previsioni del tempo. Nella settimana prossima ventura si assisterà ad un graduale aumento della temperatura, dovuta all'esposizione dei raggi del sole e all'azione essiccante dei sali di bario. Nei giorni successivi potremo notare formazioni di nuvole stratiformi, molto simili a righe che tenderanno ad allargarsi e formare un reticolo impenetrabile nelle ore successive. Potranno verificarsi nuovi attacchi di malattie legate al sistema respiratorio, riniti e forti mal di testa. Ma non preoccupatevi tutto questo è garantito dallo Stato Italiano e non può che essere adatto alla vostra salute.






Video segnalato da TorinoScie

Nessun applauso per Bush

Il viaggio in Sud America di Bush si sta svolgendo fra manifestazioni di protesta e disordini di piazza. Quello che per molti doveva essere la tappa obbligata per riportare la figura degli Stati Uniti a livelli accettabili in America Latina è diventato l'inizio di una serie di manifestazioni contrarie all'imperialismo americano. La politica del cowboy texano ha incrinato negli ultimi anni ogni forma di collaborazione costruttiva. Oggi il peggior presidente americano di tutti i tempi sta cercando di salvare il salvabile, ora che tutto il mondo sta voltando le spalle al Paese più potente del mondo. Lo strapotere di Hugo Chavez in Venezuela sta trascinando una nuova ondata di socialismo intelligente in tutto il continente. La politica per una volta mette al centro le persone e le loro esigenze sociali. I problemi della gente vengono tenuti in considerazione e la situazione economica bolivariana fa ben sperare per un nuovo fronte economico positivo in tutto il Sud America. Nel frattempo da tutte le testate giornalistiche e dai dossier nostrani, si percepisce la contrarietà al governo venezuelano. Chavez è finito per diventare un capro espiatorio, il nuovo diavolo da sconfiggere, il nuovo pericolo per la democrazia. In Brasile le persone scendono in piazza per manifestare il loro profondo dissenso verso l'imperialismo e lo sfruttamento delle risorse da parte degli statunitensi. In Italia simili manifestazioni sono pura utopia. Il semplice dissentire dalla politica americana ci marchia come anti-americani e contribuisce a renderci succubi di un sistema oligarchico completamente fuori da ogni regola democratica. La vera democrazia è quella espressa delle manifestazioni di piazza, dal popolo e i suoi rappresentanti, di certo non da persone che siedono in parlamento per curare i propri interessi economici da diverse generazioni.

05 marzo 2007

La deriva militarista del Governo Prodi

In basso l'intervista ad Alex Zanotelli, distorta in larga parte dagli "illustri" quotidiani nazionali. Le parole di Zanotelli sono state addolcite e private del loro senso iniziale alla vigilia del voto di fiducia del Prodi Bis. Ancora una volta la propaganda mediatica è più forte del libero pensiero. Le notizie, manipolate ad arte dai commediografi del potere, arrivano sulla nostra tavola imbandita di fesserie.

Fonte: http://www.dilloadalice.it

Alice intervista Padre Alex Zanotelli: “Sono preoccupatissimo per la militarizzazione del Governo Prodi, che spende ben quattro miliardi di euro per la ricerca militare”.

DilloAdAlice.it n. 142 del 28/02/2007

Padre Zanotelli, può spiegarci sinteticamente il suo appello per disarmo nucleare?

Semplice: oggi siamo alla vigilia di un disastro nucleare. Personalmente credo che siamo alla vigilia di un attacco nucleare da parte degli Stati Uniti o di Israele verso l'Iran. E da qui le cose potrebbero davvero precipitare. Per cui il problema nucleare oggi deve essere posto in primo piano rispetto a tutte le questioni.

Cosa pensa delle posizioni assunte dall'attuale Governo sulla politica estera?

I Governi facciano i Governi, i politici facciano i politici: lascino invece alla società civile quello che deve fare. Sono fra coloro che sostengono che in Italia i partiti devono uscire dalla società civile, la quale dovrà portare avanti le proprie battaglie.

Due sentori di maggioranza -Fernando Rossi e Franco Turigliatto- non hanno la mozione dell'Unione sulla politica estera. Pensa sia stata una scelta giusta?

Quelle due persone sicuramente hanno riflettuto un bel po' prima di decidere e alla fine hanno votato secondo coscienza nei confronti di una guerra immorale. Credo si debba tornare al primato della coscienza e rispettare le scelte dei singoli. Discorso che vale anche la per Chiesa. Ma, se posso, aggiungo una mia preoccupazione ancora più grande rispetto all'Afghanistan, sul governo italiano.

Cioè?

Sono preoccupatissimo per la militarizzazione del Governo Prodi, che spende ben quattro miliardi di euro per la ricerca militare. Ma ci rendiamo conto? Il Sottosegretario alla Difesa Forcieri è da poco rientrato dagli USA dove ha firmato l'accordo per l'acquisto di 133 caccia bombardieri d'attacco. Purtroppo ormai è palese la connessione fra armi e sistema.

Se oggi incontrasse il Presidente Prodi, cosa gli direbbe?

Non necessariamente perché lui dice determinate cose vuol dire che sono la verità. Io ritengo, che che ne dica Prodi o D'Alema, che in Afghanistan vi è la stessa guerra dell'Iraq, non c'è nessuna differenza: è davvero la guerra imperiale iniziata con l'Afghanistan, continuata con l'Iraq e che potrebbe spostarsi anche all'Iran. Quindi noi dobbiamo uscirne fuori. A parte gli aspetti etici, è la Costituzione Italiana stessa che prevede solo una guerra di difesa. Cosa ci facciamo noi in una guerra di offesa?

Da sempre è impegnato in giro per il Paese in battaglie a difesa della vita, ultimamente la vediamo spesso a Napoli...

Guardi, considero Napoli la punta dell'iceberg su un problema che attanaglia tutti: la camorra è anni che fa soldi con i rifiuti tossici. Ma è anche vero che da un lato certi disastri li ha fatti la camorra, dall'altro i politici. Sono convinto che lentamente come società civile possiamo sfondare portando avanti le nostre idee e denunciando gli scandali. Oggi non si tratta più di disastro ambientale, ma di crimine ambientale, e noi vogliamo portare in tribunale i politici.

Marina Bortolani

04 marzo 2007

Turbogas di Aprilia. Una scelta sbagliata

TURBOGAS DI APRILIA. UNA SCELTA SBAGLIATA - APPELLO PER UNA MANIFESTAZIONE UNITARIA

Sabato 10 marzo ore 15:00, Assemblea del movimento.
Domenica 11 ore 11:00, Corteo cittadino.

Comitato promotore della manifestazione:
Rete Cittadini contro la Turbogas Per adesioni all'appello: info@noturbogasaprilia.it

Nel nord dell'Agro Pontino, i cittadini di Aprilia e degli altri comuni limitrofi, a cavallo tra la provincia di Latina e il sud di Roma, da 5 anni sono impegnati in una difficile vertenza, portata avanti con le sole "armi" della non violenza e della determinazione, contro la scelta, sbagliata, di realizzare in un territorio densamente urbanizzato e a forte vocazione agricola una centrale per la produzione di energia elettrica a ciclo combinato turbogas da 750 Megawatt.Le decisione di localizzare una centrale di queste dimensioni in un'area vivono oltre 250mila persone, gravata da seri problemi d'inquinamento atmosferico e con la presenza di industrie ad elevato rischio ambientale, è figlia di un'altra scelta sbagliata: il cosiddetto decreto "Sblocca-centrali," varato dal governo Berlusconi nel lontano 2002, sull'onda del black-out nazionale come misura di emergenza nazionale, che azzera qualsiasi logica di programmazione e mortifica la partecipazione degli Enti Locali e dei cittadini ai processi decisionali.Ma la scelta di costruire nell'Agro Pontino una nuova centrale termoelettrica è sbagliata per ragioni di carattere ancora più generale: continuare ad inseguire il trend della crescita del consumo energetico senza pianificare dove e come risparmiare, quali e quante energie pulite e rinnovabili realizzare nel nostro paese, aumentando così la nostra dipendenza dalle importazioni di combustibili condanna la nostra Regione e il nostro Paese ad inseguire un modello di sviluppo senza futuro. Appare fuori da ogni ragionevolezza la scelta di continuare a peggiorare la nostra dipendenza energetica continuando ad ignorare i limiti alle emissioni di gas serra previsti dal Trattato di Kyoto e ribaditi dalle recenti decisioni della Commissione europea, che prevede un taglio dei gas serra del 20% nei prossimi 5 anni. Già oggi l'Italia è abbondantemente oltre i limiti di emissione che ri era impegnata a rispettare (le produzioni di Co2 sono addirittura aumentate negli ultimi anni del 13%) e il nostro paese rischia ora pesanti sanzioni da parte dell'Unione europea. Il Lazio, poi, registra un surplus di produzione di energia elettrica, il larga parte dissipato, purtroppo, per le dispersioni lungo la rete di distribuzione.

Anche per queste ragioni la Regione Lazio si è impegnata con una mozione approvata dal Consiglio regionale a redigere un nuovo Piano energetico Regionale entro ottobre 2007, chiedendo contemporaneamente al governo di aprire un vero e proprio tavolo di confronto sulla "questione energetica" del Lazio, bloccando tutte le richieste di autorizzazione di nuove centrali (ne sono state presentate 11, per una potenza complessiva superiore ai 7mila megawatt) e rivalutando la decisione di costruire quella autorizzata ad Aprilia, per verificarne l'effettiva compatibilità con il territorio, le sue condizioni ambientali, la presenza di rilevanti attività agricole fortemente produttive.

Inoltre, Ci opponiamo a questo progetto anche per ragioni di carattere locale:
l'impianto è stato autorizzato e quindi è cantierabile pur avendo collocazione attigua ad una area popolata da ben 12.000 abitanti, e essendo distante solo 2,5 Km dal centro della città di Aprilia ( 70.000 abitanti). Nel giro di 15 chilometri sono presenti almeno 120.000 abitanti ricadenti nei comuni di Aprilia, Nettuno, Anzio, Ardea, Lanuvio, Velletri, Pomezia e Cisterna, e nel raggio di 40 km almeno 250.000. Come se non bastasse, in altri luoghi la presenza di industrie a rischio rilevante ( rischio seveso) è stato un argomento per cercare una diversa collocazione. Invece, ad Aprilia, dove sono presenti ben 4 impianti a Rischio Rilevante, di cui uno a 250 metri dalla futura centrale, tutto questo viene ignorato. Non viene neppure presa in considerazione la presenza già oggi di livelli di inquinamento atmosferico che collocano Aprilia e il suo territorio tra le aree più inquinate della Regione Lazio, in cui avviare interventi immediati per il risanamento dell'aria. Eppure sono noti gli studi gli studi sulle polveri sottili emesse da centrali termolettrica della grandezza prevista per quella di Aprilia e le crescenti preoccupazioni per quanto riguarda gli effetti sulla salute.

Il territorio di Aprilia e dei comuni limitrofi avrebbe bisogno di ben altri interventi. Quest'area dell'Agro pontino, infatti, è stata martoriata da anni di abusivismo edilizio su larga scala e dallo sfruttamento selvaggio da parte di numerosi imprenditori - predatori, che prima hanno approfittato della Cassa del Mezzogiorno e poi hanno tagliato la corda, dando luogo a un consistente fenomeno di disoccupazione e di forte degrado ambientale. Andrebbero sviluppati, oggi, seri programmi il risanamento ambientale, di riqualificazione urbana, di realizzazione di servizi sociali, creando vere opportunità di lavoro, ad esempio attraverso la valorizzazione dell'agricoltura di qualità.

Il coraggio, la determinazione di migliaia di persone ha consentito di far valere, di nuovo, queste ragioni, richiamando l'attenzione della stampa e delle istituzioni, locali e nazionali. E' nato un movimento che attraverso le sue azioni, sempre pacifiche e mai violente, ha riacceso le speranze di chi contesta, da sempre, la scelta sbagliata della localizzazione in questo territorio di una centrale termoelettrica.

Il decreto "Sblocca-centrali" e tutta la legislazione conseguente ed analoga non accenna ad essere modificata, ed anche il centro sinistra che tanto ne contrastò l'approvazione oggi appare incapace dare un segnale di discontinuità.

Ad Aprilia e nei comuni limitrofi viene portata avanti una battaglia in cui si chiede semplicemente il rispetto e l'ascolto delle ragioni dei cittadini. Ed è per queste ragioni che intendiamo promuovere una iniziativa aperta alla presenza e alla collaborazione di tutte le forze politiche e sociali, le associazioni, i movimenti impegnati in altre vertenze importanti nel nostro Paese. Una grande manifestazione unitaria, che tenga insieme i momenti del confronto, della discussione su una scelta che riteniamo sbagliata e quelli della mobilitazione, pacifica e determinata, per chiedere coerenza tra gli impegni per la riduzione dell'effetto serra e le scelte concrete in materia
di energia, affermare il diritto alla partecipazione nella scelte che riguardano la vita dei cittadini, pretendere il pieno rispetto dell'ambiente e l'effettiva tutela della salute.

Le nostre case, non diversamente da quelle della Val di Susa, saranno aperte a chi con noi vorrà condividere questa battaglia in difesa dell'ambiente, del territorio e della democrazia. Non lasciateci soli, ad Aprilia stavolta si gioca il futuro di tutti.

Sabato 10 marzo ore 15:00, Assemblea del movimento.
Domenica 11 ore 11:00, Corteo cittadino.


Comitato promotore della manifestazione:
Rete Cittadini contro la Turbogas Per adesioni all'appello: info@noturbogasaprilia.it

03 marzo 2007

Scoppia la testa: gregge sterminato

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com

Sul quotidiano sardo "La Nuova" di oggi, è stata pubblicata una notizia che getta una luce inquietante su quanto sta nascostamente avvenendo nei cieli di Sardegna ed in tutte le altre regioni d'Italia. Riportiamo il sommario dell'articolo, firmato da Bernardo Asproni. Di seguito il link per leggere l'intero pezzo.

"Lula. In un ovile, su una collina ad un paio di chilometri dal centro abitato, presso il santuario di San Francesco, si sta consumando lo sterminio di un gregge di pecore di circa 400 capi. Sino a ieri erano circa 240 i capi stramazzati improvvisamente al suolo nell'arco di un mese. Colpito da un male misterioso, l'animale perde improvvisamente sangue dal naso e dalle orecchie, ma, quel che fa impressione, è che il cranio si spacca ed il cervello fuoriesce".

Lula, è lo stesso paese dove è stato riscontrato un caso di sospetto di "morbo di Morgellons", malattia da collegare alle scie chimiche. Contemporaneamente, in tutta la Sardegna centrale è esplosa un'epidemia di rinite con secrezioni filamentose mai viste prima. Da segnalare che in questo caso i velivoli chimici sono stati oseervati sorvolare a quote particolarmente basse, tanto da spaventare il bestiame con il rombo dei motori.

Clicca QUI per leggere l'intero articolo.


Ringraziamo "Satirus" per la segnalazione e per il materiale fornitoci.

01 marzo 2007

Il sogno di un ragazzo

Questa è la storia di un ragazzo normale, potrei essere io, potresti essere tu, potrebbe essere chiunque abbia a cuore un sogno di libertà.

C'era una volta un ragazzo. Cresciuto con dei sani principi di uguaglianza e rispetto aveva una visione del mondo speciale. Era affascinato dalle piccole cose, le trovava uniche e di rara bellezza. Aveva studiato a lungo la storia moderna e passata e aveva ben chiaro nella sua mente il concetto tra bene e male, tra giusto e sbagliato. Sapeva distinguere con chiarezza cosa fare negli avvenimenti importanti della propria vita.

Crescendo aveva iniziato a relazionarsi con gli altri e a volte trovava difficile spiegare determinate dinamiche di cui era spettatore. Il ragazzo proveniva da una famiglia alla quale non era mai mancato nulla. Il padre lavorava in un ente pubblico e la mamma era casalinga a tempo pieno da quando lui era nato. Non avendo a disposizione il superfluo aveva ben chiaro la differenza fra cosa era utile e cosa invece serviva solo a rendere la realtà effimera. All'età di diciotto anni finalmente ebbe la possibilità di esprimere il suo voto e contribuire alla costruzione di una vita politica che sentiva molto importante.

Pur non avendo ben chiara la differenza fra i vari schieramenti, aveva studiato le varie ideologie trovando i pro e i contro in ciascuna di esse. Quello che era chiaro nella sua mente era il concetto di giustizia sociale e di pace. Il solo pensare ad un'arma o a una guerra lo portavano ad un livello di tristezza sconfinato, che lo facevano star male a lungo. Nel corso degli anni il ragazzo si rese conto che gli ideali associati alla politica o il senso stesso dell'appartenenza ad una classe sociale non lo trovava pienamente d'accordo con le scelte adoperate nella pratica. Vedeva il suo Paese contribuire a distruggere la dignità di altri Paesi, vedeva partire in missioni di guerra suoi coetanei che non avevano ben chiaro il rischio a cui andavano incontro. Vedeva tornare gli stessi giovani e morire di leucemia dopo pochi anni, lasciando nello strazio mogli, madri e figli.

Vedeva un Paese che rinnegava i propri principi scritti nero su bianco sulla costituzione per difendere gli interessi corporativi degli alleati più potenti. Tutto questo accresceva in lui un senso di totale impotenza e rendeva ogni giorno il suo cuore più piccolo. Si sentiva di dover urlare al mondo intero che tutto questo fosse sbagliato, che la guerra non potrà mai portare nulla di buono, che la tortura non porterà mai la pace e che ogni forma di prevaricazione sociale non sarà in grado di avere famiglie sane e piene di amore.

Sembrava voler scendere da un treno che andava a migliaia di chilometri orari senza meta e senza destinazione, avrebbe voluto fermarsi e parlare con i suoi amici per spiegare che tutto questo era assurdo, che tutto quanto andava contro il disegno perfetto della madre natura che invece voleva gli uomini felici e uniti fra loro. Le rare volte che incontrava persone che la pensavano come lui la flebile fiammella che ancora era accesa nel suo cuore riprendeva vigore e dava la carica per continuare una battaglia contro le ingiustizie e le atrocità a cui assisteva. Pian piano che cresceva, il ragazzo si scoraggiava, non percepiva nessun miglioramento, ne tanto meno una nuova fase positiva nella propria vita.

Spesso si trovava a discutere animatamente fino al punto da essere considerato pazzo, paranoico e con forti disturbi della personalità. Il ragazzo a tutte queste accuse rispondeva che voleva solo comprendere perché mai l'uomo raggiunge questi livelli di malvagità e persevera nella distruzione di un qualcosa che gli è stato donato e andrebbe preservato. Spesso la sera si trovava ad alzare gli occhi al cielo, scrutava nell'infinito un qualcosa che potesse venire in aiuto e spesso invece lo sguardo si scontrava su delle strane nuvole che tutto offuscavano e coprivano come il fumo della discoteca. Cercava di mettere a fuoco meglio con tutta la forza, ma nulla gli permetteva di vedere oltre al grigiore che raggiungeva l'orizzonte.

A volte credeva che quel grigiore avesse riempito i cervelli di molte persone, che proprio quella nebbia avesse contribuito ad offuscare le menti e a rendere tutto così irreale. Oggi quel ragazzo non sa più come manifestare il suo dissenso, la sua volontà di costruire un mondo migliore. Si trova a dover esser manipolato da abili propagandisti che rincorrono persone che dipingono stelle su citofoni e muri. Quelle persone che come lui provano un profondo disagio e senso d'impotenza. Quelle persone che conservano ancora un animo romantico, che credono che un gesto possa ancora dar vita ad un risveglio planetario, che sperano che più gesti insieme possano creare un mondo migliore.


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