28 febbraio 2007

La credibilità italiana

Il crollo delle borse mondiali

Oggi è stato un giorno di grandi perdite economiche in quasi tutte le borse mondiali. In genere queste notizie non creano grande interesse, perché la percezione reale di cosa significhi a livello economico resta sempre un qualcosa di impalpabile. Queste perdite si ripercuotono sull’intera economia e contribuiscono a destabilizzare un sistema economico di facciata che si sta sgretolando. Tempo fa scrissi un articolo sul crollo economico del 2006/2007 in seguito alla lettura di un libro illuminante di Mandeville. Spero che questi scossoni finanziari non siano l’inizio della fine e il punto di partenza di un tracollo del dollaro a livello mondiale. Tutto questo trascinerebbe con se il sistema corporativo assicurativo, immobiliare e petrolifero. Questo giustificherebbe ancora di più le politiche guerrafondaie occidentali per l’accaparramento delle ultime risorse naturali disponibili. Il mondo si prepara a un lungo periodo di crisi. L’ottimismo di Prodi e del suo finto nuovo programma di governo si infrangerà con la realtà di un sistema che sta per collassare. Speriamo solo che i piccoli investitori corrano presto ai ripari e per una volta perdano capitale solo i grandi speculatori di sempre.

26 febbraio 2007

L'ipocrisia del potere

Il governo inglese annuncia che a breve invierà 1400 soldati in Afghanistan. Qualche giorno fa Blair aveva dichiarato il ritiro di parte del contingente inglese dall'Iraq. Queste normali operazioni di cambio stagione ancora una volta si scontrano con l'ipocrisia del potere del governo mondiale. La realtà è che questi nuovi soldati servono in Afghanistan come aiuto alla prossima guerra iraniana. Guardando la cartina geografica del medioriente si fa presto ad intuire la prossima strategia geopolitica. Quello che ancora una volta risulta controtendenza è l'imbecillità dei nostri servi governanti che inventano una crisi di governo per dar una mano al clero e spegnere per sempre le fiammelle radicali di una sinistra che in Italia è davvero schifosa. Tutto questo sui grandi schermi televisivi mentre il mondo si prepara alla prossima guerra nucleare...


l'Iran confina:


a Ovest con la Turchia e l'Iraq
a Nord con il Turkmenistan, l'Azerbaijan e l'Armenia, oltre al Mar Caspio
a Est con il Pakistan e l'Afghanistan
a Sud è delimitata dal Golfo Persico e dal Golfo dell'Oman.

Lasciando da parte Il Nord che ha veramente poca rilevanza, immaginate gli altri Stati confinanti da chi sono controllati ?

Provate ad indovinare...

Bomb bomb, bomb bomb Iran!


Ritrovati sabato in Iraq ordigni di fabbricazione iraniana, componenti utili alla creazione di sofisticate armi di distruzione e responsabili di molte perdite di soldati statunitensi. Certo la prova è schiacciante. Questa notizia è veramente un oltraggio all’impero del bene e sicuramente è giunta l’ora di prendere seri provvedimenti. Infatti il ritrovamento di questi armamenti, ammesso che esistano, giustificherebbe un attacco militare (atomico) da parte di Stati Uniti e Israele. Finalmente i nostri cari e amati difensori del bene potranno esercitare la propria ineccepibile opera caritatevole e portare la democrazia anche in Iran. La cosa curiosa è rappresentata dai media che rincorrono le false notizie per aumentare a dismisura la propaganda contro l’ antica Persia. Questo scoop è veramente singolare, è come dire di aver trovato bombe a frammentazione costruite da Israele o dall’Italia stessa in Libano e poi dire che l’Italia è responsabile di centinaia di morti. A questo punto allora ogni Stato produttore di armi dovrebbe essere annientato per garantire all’impero del bene la vittoria finale. Sarebbe uno scenario veramente apocalittico. Nel globo rimarrebbero probabilmente in vita solo le popolazioni indigene del Sud America e gli aborigeni neozelandesi. Nel frattempo, giusto per tenersi pronti ad un eventuale pericolo iraniano gli Stati Uniti hanno ultimato la sistemazione degli ultimi cannoncini per il risiko finale e Israele ha richiesto il permesso di sorvolo dell’Iraq ai salvatori stelle e strisce. Vorrei proprio sapere a cosa serve lo spazio aereo iracheno al grande popolo israeliano. Lascio a voi la risposta … ai posteri l’ardua sentenza, di morte!

24 febbraio 2007

Sabina Guzzanti a Vicenza 17/02/2007

22 febbraio 2007

Il giorno della memoria del popolo palestinese

Vorrei ricordare le vittime innocenti palestinesi alle quali troppo spesso si guarda con disprezzo e indifferenza. Gli ultimi sei anni della politica di Israele ha visto distruggere l'identità di un popolo al collasso umanitario. Queste ripetute violazioni di ogni più elementare diritto alla vita devono essere ricordate a tutti coloro che elogiano lo stato sionista e ne prendono le difese pubbliche in ogni occasione. Ogni rapimento politico e uccisione di esponenti governativi palestinesi viola ogni forma di diritto e convenzione internazionale. Gli abusi perpetrati dai coloni e il muro che rilega i palestinesi a bestie in gabbia dovrebbe essere all'ordine del giorno della politica estera di ogni governo mondiale. Tutto questo deve cessare ora e per sempre. Lasciamo al popolo palestinese il diritto di vivere nella propria terra senza l'interferenza di qualsiasi altro governo oppressore. Impediamo agli Stati Uniti di interferire nella politica palestinese per creare tensioni e destabilizzare continuamente una terra distrutta. Oggi ricordiamo tutto questo, per una volta il giorno della memoria dedichiamolo alle vittime palestinesi.

5050 morti, 4970 feriti, più di 10.400 detenuti dall’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa fino a gennaio scorso.

Il Servizio statale di informazione della città di Gaza ha riferito che il numero dei caduti per mano delle forze di occupazione israeliana dall’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa il 28 settembre 2000, e fino al 31 gennaio 2007 ammonta a 5050.

I feriti sono 49.760, di cui 4835 hanno ricevuto le cure sul posto.

Il numero di morti tra i minori di età inferiore ai 18 anni sono 937. Quello degli omicidi mirati 481.

Il rapporto, che è stato preparato dal Centro di informazione nazionale palestinese, che è parte del Servizio statale di informazione, ha ricordato che:

351 sono le donne uccise;
150 i malati (soprattutto bambini, anziani) deceduti ai posti di blocco e a cui le autorità israeliane hanno impedito di raggiungere ospedali o centri di cura;
66 sono le vittime delle aggressioni dei coloni;
36 sono i medici e il personale sanitario o della protezione civile morti mentre prestavano i soccorsi.
9 i giornalisti, fotografi e altri operatori dell’informazione uccisi mentre testimoniavano le aggressioni israeliane;
220 gli sportivi morti.

Il rapporto ha anche indicato che il numero dei detenuti e dei sequestrati che si trovano ancora nelle prigioni israeliane è di 10.400, di cui 553 sono prigionieri da prima dell’inizio dell’Intifada di Al-Aqsa. Di questi, 1150 sono malati cronici.

1175 sono gli studenti e gli universitari detenuti, di cui 330 minorenni.
106 sono gli insegnanti e i dipendenti maschi del ministero dell’Istruzione pubblica incarcerati e 118 le femmine.

Strutture pubbliche e private danneggiate:

645 strutture pubbliche e della sicurezza danneggiate fino al 31 luglio 2006
72.437 abitazioni danneggiate totalmente e in maniera parziale sono,
30871 case distrutte totalmente – di cui 4785 nella Striscia di Gaza fino al 31 ottobre 2006.

Scuole e università:

12 sono le scuole e le università chiuse su ordine militare fino all’8 agosto 2006
1125 tra scuole e istituti superiori chiusi a seguito delle aggressioni israeliane
359 tra sedi della pubblica istruzione, scuole, uffici e università bombardate
43 scuole sono state trasformate in caserme militari
848 gli studenti uccisi dalle forze di occupazione
4792 gli studenti e i dipendenti pubblici feriti

Terreni, alberi, ecc. danneggiati o sradicati fino al 31 luglio 2006:

80.712 dunum (80,7 ettari)
13.572.896 gli alberi sradicati
784 depositi agricoli demoliti
788 allevamenti aviari e animali distrutti, comprese le attrezzature uccisi:
148209 ovini,
12151 bovini,
899767 polli da carne,
350292 polli da uova
1650 conigli d’allevamento
16549 arnie da miele distrutte;
425 pozzi d’acqua danneggiati;
207 abitazioni agricole demolite.

Le forze di occupazione

hanno danneggiato 33792 dunum (33,79 ettari) di terreni con impianto di irrigazione,
distrutto 1360 piscine e contenitori idrici, e 631.182 metri di reti agricole e muri di sostegno;
hanno danneggiato 979.239 metri della linea idrica principale.
16.195 sono i contadini danneggiati fino al 31 luglio 200616 le serre e 16 i trattori e gli attrezzi agricoli distrutti.
Dal 1 ottobre 2001 fino al gennaio scorso sono stati distrutte 9547 bancarella, negozi e cantieri.

Il rapporto ha rilevato che la percentuale di disoccupati palestinesi ammonta al 30,3% nell’ultimo quarto del 2006:
si tratta di 288.300 palestinesi (fino al 30 settembre 2006).

La percentuale di povertà nei territori palestinesi a causa dell’assedio è pari al 70%.

Altre aggressioni israeliane.

1147 giornalisti aggrediti
5001 posti di blocco e postazioni militari installate dal 1 ottobre 2001
36724 bombardamenti contro quartieri abitati (fino alla fine di gennaio 2007).
247.291 dunum (247,29 ettari) di terreno sequestrati a causa della costruzione del Muro di separazione razziale (dal 29 marzo 2003)
432 fabbriche hanno subito danni a causa delle violazioni e delle aggressione israeliane.

21 febbraio 2007

Le ceneri del governo Prodi

Qualche mese fa avevo perso una scommessa puntando sulla caduta del governo Prodi sulla legge finanziaria. Oggi invece a sorpresa il governo è stato battuto sulla politica estera. Pur essendo molto contento dell’esito del voto parlamentare, poiché per una volta per “colpa” di due dissidenti parlamentari di rifondazione comunista la dignità del pacifismo italiano è stata salvata, devo ammettere che lo scenario prossimo venturo non sarà dei più rosei. Certamente la coalizione di centrosinistra garantirà la fiducia a Prodi per la costruzione di un nuovo governo con qualche rimpasto e nuove rassicurazioni alla sinistra radicale. L’alternativa di elezioni anticipate mi sembra remota e non praticabile. In tutta onesta poi rivedere la faccia di Berlusconi per altri cinque anni mi fa salire un senso di nausea profonda. In ogni caso l’Italia perde comunque. Qualsiasi sia la ricetta per il nuovo esecutivo resta di base una strategia politica veramente povera di contenuti. In nove mesi il governo non è riuscito ad accontentare nessuno, creando ulteriore malumore per chi come tanti ancora aveva un briciolo di speranza per il futuro. Credo fermamente che non esista una distinzione netta fra destra e sinistra, esista solo una oligarchia economica che si alterna a figurare per gli interessi economici delle banche e della madrepatria America. Spero solo che l’ago della bilancia si sposti ulteriormente a sinistra e si trovi finalmente una nuova linea politica basata sulla pace e sullo stato sociale. In fin dei conti non possiamo far altro che sperare, prima di riconsegnare definitivamente la tessera elettorale al ministero competente.

20 febbraio 2007

RFID

Nella seconda guerra mondiale i deportati del regime nazista venivano imprigionati nei lager e marchiati con un numero identificativo. Gli uomini e le donne venivano privati della dignità ancor prima di essere privati della vita stessa. Questo metodo identificativo comparava gli uomini alle bestie da soma, rendeva schiavi e succubi di un ordine superiore i deboli e i discriminati. Sono passati molti anni e la memoria rimane a testimoniare quelle barbarie e a ricordarci gli errori degli uomini. Oggi ci troviamo a dover fronteggiare pericoli molto più subdoli ma altrettanto discriminatori e limitativi della libertà di ciascun cittadino del mondo. L’agenda del nuovo ordine mondiale procede inesorabile e a velocità sostenuta. Non sono mai stato ottimista di natura, ma non pensavo si potesse arrivare così velocemente ad intravedere un controllo totale della vita e della salute delle persone. Più volte su questo blog ho parlato e straparlato del controllo globale, del “grande fratello” che tutto osserva e controlla. Abbiamo parlato spesso dei temibili dispositivi nano-tecnologici utilizzati per scopi militari e oggi punta di diamante dell’industria farmaceutica e alimentare. Questi dispositivi molto piccoli sono in grado di incamerare informazioni di vario genere e sono applicabili a qualsiasi oggetto. Oggi il loro utilizzo è prevalentemente nel campo della sicurezza e delle tecnologie avanzate, ma stanno diventando standard di produzione per qualsiasi bene di consumo. Questi micro-robots sono in grado di tracciare (per ora via radio, in futuro chissà?) ogni oggetto e permetteranno di associare la persona all’oggetto in questione. Ciò significa che siamo soggetti a controllo totale su quello che facciamo e che compriamo e ancor peggio potranno essere utilizzati per motivi di sicurezza e prevenzione del crimine. Su repubblica è uscito un articolo che associa questi dispositivi RFID a medicinali. L’intenzione del brevetto Kodak è quella di facilitare l’assunzione delle pillole e il controllo da parte di medici responsabili dell’assunzione stessa. Questo mi crea un discreta inquietudine, perché significa essere totalmente controllati e manipolati a comando. L’uomo cyborg diventerà una grande discarica di RFID che permetteranno al medico, al datore di lavoro, al governo o a chissà cos’altro di avere il controllo totale della libertà di ciascuno di noi. Spero che la fantascienza non prenda il posto della realtà e tutto svanisca in una bolla di sapone. Quando non ci sarà più nemmeno la forza di ribellarsi il mondo sarà dominato dalla tecnologia in mano ad una elite di sconsiderati uomini di potere e noi non potremo nemmeno più scrivere due righe su un blog per denunciarne le nefandezze. Oggi le nanotecnologie vengono irrorate dai tankers chimici sulle nostre teste, creando malattie ancora non del tutto identificabili. Siamo completamente indifesi e impotenti. L’unica soluzione è ribellarsi e informare più persone possibili. Solo così forse il genere umano riuscirà a sopravvivere.

Maggiori Informazioni


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19 febbraio 2007

Libertà di espressione Vs. Governo assente







Foto tratte da http://www.globalproject.info

Franzina No USA al Dal Molin

15 febbraio 2007

Prodi sulla tomba di Gandhi

Queste sono le parole di Prodi alla visita del luogo dove il Mahatma fu cremato:

'Spesso non abbiamo seguito suo insegnamento'


Mi chiedo come si possano pronunciare queste parole di circostanza e poi scagliarsi contro i sindacati, avviare una finanza di guerra e armamenti, dichiarare di voler restare in Afghanistan fino al 2011. Mi chiedo se questo personaggio con la faccia da rinco****** si renda conto che in Italia c'è ancora qualcuno che ha un pensiero libero e indipendente. Mi chiedo se possiamo essere presi per il culo tutti i giorni da uno pseudo governo di sinistra. Mi chiedo come Amato possa criticare la manifestazione pacifista di Vicenza ed etichettarla come probabile teatro di scontri con le forze dell'ordine. Siamo al punto di giustificare e proteggere gli interessi della madrepatria America senza nemmeno poter esercitare il nostro pubblico dissenso e senza essere etichettati come terroristi, brigatisti o peggio comuni delinquenti.

14 febbraio 2007

Franca Rame e la base americana a Vicenza

http://www.francarame.it/



13 febbraio 2007

Le nuove brigate

Dovrei essere sconvolto dalla notizia dell'arresto dei presunti componenti delle nuove brigate rosse. Dovrei provare vergogna a vedere persone che organizzano rappresaglie armate e attentano alla vita di altre persone. Dovrei credere che tutto questo non ha senso in uno Stato democratico e questa distorta visione della politica e dello stato sociale non può essere la via corretta per risolvere i problemi di classe. Dovrei inveire e scandalizzarmi, ma sinceramente non me la sento. Non me la sento di giustificare i nuovi brigatisti poiché non condivido il loro modo di opporsi al potere, essendo io un convinto pacifista nel senso più puro della parola. Mai in vita mia sarei in grado di attentare alla vita o alla libertà altrui. Quello però che comprendo è l'incapacità della società moderna di andare contro il potere corporativo, contro le banche armate, contro il controllo di massa. Le brigate rosse rappresentavano se pur in modo distorto, un grande sogno rivoluzionario di uguaglianza sociale e di giustizia vera. Se oggi esistono gruppi che ripercorrono le gesta dei predecessori degli anni settanta è solo perché non rimane altro da fare. Il cittadino moderno è totalmente impotente. Non può lamentarsi, non può opporsi e non può nemmeno esprimere liberamente il proprio pensiero. Viviamo in un epoca di compromessi e di servilismo. Viviamo nell'illusione di essere liberi di votare e di esprimere il nostro pensiero, quando invece l'unica libertà che abbiamo è di scegliere il candidato meno peggio del panorama oligarchico italiano. In una democrazia vera il cittadino sceglie i propri rappresentanti e ne sposa gli ideali. Oggi quello che possiamo fare è solo scegliere il meno peggio fra i tanti usurpatori di poltrone. Le brigate rosse, le agitazioni dei centri sociali, scompariranno del tutto quando il nostro Stato inizierà politiche di equità e giustizia sociale. Quando il cittadino avrà la possibilità di costruirsi un futuro secondo le proprie possibilità e verrà valutato per le sue doti e le sue capacità. Quello sarà il giorno in cui la violenza scomparirà per sempre dalla politica, dagli stadi e dalla società civile.

09 febbraio 2007

Passo dopo passo verso il Grande Fratello

L'altro giorno sono andato in banca. La mia filiale è cambiata e a dire dei dipendenti si è adeguata ai tempi e alla tecnologia. Oltre al cambio dell'arredamento, l'aggiunta di sedie davanti alla cassa e tante poltroncine per riposare le stanche membra mentre si attende il proprio turno, ora è possibile fare gran parte delle operazioni in maniera automatica ed elettronica. Essendo correntista presso la banca ho ritirato il numero per la fila inserendo l'apposito bancomat nella fessura della macchina tecnologica. La stampa del numero (Lettera + Numero) avverte che sono in una classifica privilegiata poiché correntista della banca. Questa notizia mi ha rassicurato, per una volta mi sono sentito veramente un VIP. Mi sono seduto sulla sedia fiducioso alle 12.07. Il tabellone luminoso scandiva i numeri e le persone eseguivano le operazioni di cassa. Dopo venti minuti tuttavia mi sentivo un po' meno contento, anche perché stavo perdendo parecchio tempo e dovevo fare un semplicissimo versamento. Quando sono entrato inoltre il tabellone indicava il numero A27 e io avevo in mano il numero A29. Facendo due rapidi calcoli matematici avevo intuito di avere due persone davanti, ma nonostante questo il tabellone non scorreva e molti altri clienti mi superavano. Dopo mezz'ora di attesa mi sono avvicinato alla cassa e ho chiesto al cassiere come mai per due numeri di attesa dovessi aspettare tutto quel tempo. Gentilmente il cassiere mi disse di non poter far niente e che mi dovevo rassegnare poiché il sistema elettronico computerizzato non poteva essere manomesso, ne disabilitato e loro non potevano servirmi in nessun modo prima della chiamata del numero esatto. Alle 12.49 finalmente il tabellone ha chiamato il mio numero e io mi sono illuminato di gioia. Finalmente mi sono avvicinato e ho potuto versare dei soldi. Vista l'attesa sproporzionata ho deciso anche di ritirare un po' di contante, visto che ormai avevo perso parte della mattinata. Alla fine dell'operazione però la cassa centralizzata che smistava i soldi contanti ad ogni postazione doveva attendere 2 minuti e 30 secondi prima di aprire lo sportellino e rilasciare il contante. Mi sono chiesto se tutto questo avrebbe in qualche modo migliorato la situazione e il cassiere sconsolato non ha potuto far altro che constatare che un mese fa per fare la stessa operazione ci voleva un decimo del tempo. In ogni caso dopo quasi un'ora sono riuscito ad uscire dalla banca e devo dire la verità, spero di non doverci tornare tanto spesso.

Tornando a casa però ho cominciato a riflettere su tutte queste nuove innovazioni e la mie mente da cospirazionista malato, si è imbattuta in varie e complesse teorie. Ho cominciato a pensare che anche questa volta tutto questo avesse un senso. Ho pensato che i tempi d'attesa sono creati ad arte per scoraggiare le persone ad andare in filiale e obbligare in qualche modo ad utilizzare i circuiti di home-banking o telematici. Ho pensato che i contanti ormai sono pezzi di antiquariato e non vale più la pena utilizzarli. Infatti il pagamento in contanti non implica nessuna tracciatura di chi, cosa, quando e come si compra o si spende. Invece utilizzando una bella carta di credito oppure un bancomat possiamo essere rintracciati su ogni singola transazione eseguita. Quindi perché pagare in contanti quando si può tranquillamente spendere e spandere qualcosa di invisibile con le luccicanti tesserine magnetiche? Tutto questo magari è una mia solita invenzione, magari stavolta ho davvero esagerato. Guardandomi bene intorno però ho uno strano sentore. Le pubblicità dei conti correnti sono sempre più aggressive e rivolte a servizi multimediali. Le agenzie di credito si stanno allargando a macchia d'olio. Chiunque oggi può richiedere un prestito senza la necessità di dover fornire garanzie. Questa nuova forma di usura legalizzata non fa altro che invogliare a spendere e consumare all'inverosimile cose di cui al novanta per cento non abbiamo bisogno. Il televisore al plasma 45500 pollici predisposto per l'alta definizione, che non arriverà prima di qualche anno, pagato in comodissime rate da 3 euro al mese per i prossimi 600 anni dovrebbe rendermi più felice? Io non credo proprio...

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Il debito pubblico

Il debito pubblico è come il peccato originale. Ogni individuo nasce e cresce con questo fardello ereditato dai nostri avi. Si parla sempre di questo misterioso buco nero cosmico come u qualcosa di così malato da non poter essere curato. Un male profondo che coinvolge direttamente o indirettamente noi poveri cittadini, italiani fessi e paganti. Quando frequentavo le scuole medie ricordo una intelligentissima professoressa di lettere che lasciava leggere in classe i quotidiani e discutere dei fatti di cronaca e dei più grandi avvenimenti politici del momento. Per questo forse ricordo già da allora il mio caro debito pubblico. Mi ha sempre affascinato l’idea che vincesse sempre. Ogni finanziaria, ogni falsa riforma economica, aveva il pretesto di sconfiggerlo o di rimetterlo in carreggiata, ma nonostante tutto è ancora vivo e vegeto. Il debito pubblico è a prova di proiettile, di effetto serra e di ogni governo. La falsa messa in scena di tangentopoli, poi non ha fatto altro che scoprire un sistema clientelare che è sempre esistito e continua ad esistere oggigiorno. Ha lasciato sprofondare un sistema politico basato sulla truffa pubblica per crearne uno completamente identico ma finemente epurato e sdoganato dal passato. Oggi ci troviamo a dover affrontare politiche economiche che indeboliscono ogni livello dello stato sociale. Con l’ultima finanziaria il governo Prodi ha puntato ad un nuovo incremento di tasse a scapito dei più deboli e contribuirà ad un complessivo e inesorabile aumento dei poveri. Tutto lascia presagire la fine di un sistema economico al collasso. Entro quest’anno i poveri aumenteranno considerevolmente, ci troveremo ad essere paragonati alla crisi economica argentina di qualche anno fa. L’Italia, serva e schiava della comunità europea in politica economica e schiava degli Stati Uniti in politica estera, non farà altro che appoggiare campagne mirate ad indebolire duemila anni di cultura e intelligenza del popolo italiano. Ad ogni cittadino onesto verrà sottratto quello di cui ha realmente bisogno mentre i signori del governo godranno di privilegi acquisiti che manterranno ed aumenteranno a dismisura. Le privatizzazioni delle aziende statali non faranno altro che arricchire i manager con buone uscite miliardarie per ridurre all’osso gli investimenti dei piccoli investitori confidenti di poter ricavare qualcosa investendo in realtà consolidate. In problema di fondo è che la campana è suonata e gli ultimi furbetti stanno arraffando tutto il possibile e rimarranno impuniti e contenti. Basta guardare alla vicenda Alitalia per capire come tutto questo sia una colossale bufala a danno dei piccoli investitori e una enorme speculazione per i soliti furbetti sponsorizzati dagli amici degli amici del governo. Spero solo che il Sig. Cimoli (quasi 3 milioni di euro annui, con clausola che blinda di fatto la sua uscita di scena dalla società senza dover niente a nessuno, anche se ha contribuito a distruggere la già precaria situazione Alitalia) possa prendere i suoi soldi e sparire dal pianeta terra in maniera così veloce da non essere riconosciuto da nessun operaio metalmeccanico che esce da un turno di lavoro notturno in catena di montaggio. Non vorrei che il povero operaio si trovasse a dover fare i conti con queste esigue differenze di reddito. Tornando al nostro caro debito pubblico, spero non possa mai scomparire ne venir ridotto, perché mi sentirei veramente triste e sconsolato. Non saprei più come giustificare ogni fallimento economico italiano e non potrei nemmeno dare la colpa a qualcosa di così consolidato da essere indicato come l’unico responsabile della nostra rovina.

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06 febbraio 2007

Variante del gene CB1

La ricerca medica è veramente una grande scoperta. Migliaia di piccoli chimici e medici ricercatori si affannano per trovare il rimedio del secolo, che puntualmente non arriva. Migliaia di api operaie che scrutano infinitesime cellule e proteine con la speranza che prima o poi qualcosa di veramente straordinario e rivoluzionario si faccia notare sotto le lenti del microscopio.

Oggi il sito ANSA riporta un articolo sulla scoperta di un gene responsabile della predisposizione ad ingrassare. Sembrerebbe proprio che questa volta ci troviamo al punto di poter sconfiggere il problema obesità per sempre. Fra qualche anno potremo beneficiare di medicinali modificati geneticamente per contrastare i geni impazziti del corpo umano, che non fanno altro che rovinarci la vita con tutto questo grasso in eccesso. Finalmente saremo felici di ingozzare qualsiasi forma di cibo, buttando giù il farmaco miracoloso prima del pasto. Sarà come preparare lo stomaco allo scempio. Finalmente assaporeremo il cibo con più tranquillità, consapevoli che tutto quanto sarà considerato dal nostro organismo come un bicchiere d'acqua. Finalmente saremo liberi di concederci qualcosa in più ogni giorno e potremo deliziarci con cibi sempre più ricchi di calorie. Non vedo l'ora che questa scoperta arrivi sui banchi delle farmacie, non vedo l'ora di ingurgitare con la pala quintali di cibo.

Ripensandoci bene però c'è qualcosa che non mi convince...

...magari potrei ridurre il mio apporto di cibi elaborati e confezionati, potrei eliminare gran parte delle proteine animali, potrei incrementare l'assunzione di frutta e verdura. Tutto questo sarebbe di gran lunga più economico, avrebbe un minor impatto ambientale, si risparmierebbero le atroci torture inflitte agli animali negli allevamenti intensivi e forse alla fine del pasto mi sentirei anche più leggero. Forse questo gene non ha tutte le colpe che gli si attribuiscono. Non serve controllare infinitesime parti del nostro DNA per capire che devo mangiare in modo più naturale e sano. Certo sarebbe andare contro la ricerca scientifica, sarebbe come tornare indietro ed abiurare ogni forma di progresso scientifico... però credo che correrò questo rischio.

Ogni atomo nell'universo agisce in concerto ed è parte dell'universo intero. Sostituirci a Dio non farà altro che distruggere l'intera razza umana.

Highlander

Messaggio 2 Feb 2007, 11:03 - Milena Gabanelli - Gentili forumisti inquietati dalle questioni "scie chimiche", credo che sarebbe opportuno considerare il fatto che siete ospitati non in uno spazio monotematico ed esclusivamente a voi dedicato. Quindi: grazie per averci sensibilizzato, ma da ora in poi siate così gentili da limitare la vostra presenza sul sito di Report (magari dirottatela sul vostro sito). Con questo intervento esprimo il disagio di molti utenti che preferirebbero non vedere lo spazio piovrizzato da un unico tema.

Vi invito quindi a variare la discussione... non mi pare manchino argomenti. Come certamente sapete, ogni tanto qualcuno usa linguaggi da luogo privato, costringendoci ad intervenire. Il senso del limite ( sia nel numero di interventi, che nei toni di replica) fa la diferenza fra qualcosa di costruttivo e qualcosa di inutile... e le cose inutili non fanno mai una bella fine.

Fra qualche giorno la nostra home page cambierà. In attesa della nuova serie pubblicheremo alcune segnalazioni sulle quali sarebbe opportuno partisse adeguata campagna: cominceremo con gli incidenti sul lavoro e la legge sulla responsabilità d'impresa.

Grazie a tutti coloro che contribuiranno.

Milena Gabanelli


Messaggio 5 Feb 2007, 16:07 - Team Community - Vorremmo dare un'indicazione, sperando che sia accolta dagli utenti. Vista anche la richiesta della Redazione, chiederemmo agli utenti interessati a parlare di scie chimiche, di spostare la discussione nel forum di Gaia. La redazione di Report pensiamo abbia tutti gli elementi per valutare questa vostra segnalazione, quindi reiterarla in questo forum non ha senso. Nel forum di Gaia, dove c'è un moderatore esperto dei fenomici fisici del pianeta e di quelli meccanici dell'uomo che li influenzano, la conversazione sarebbe portata avanti con più fruttuosi risultati probabilmente.

Vi chiediamo di aprire quindi lì un topic, che linka a questo, che poi sarebbe successivamente chiuso.

grazie.

Absit iniuria verbis


Oltre 50.000 letture, 361 pagine, 3606 interventi. La discussione più letta in assoluto su un forum RAI e presente da oltre un anno sul forum di Report è stata definitivamente chiusa ed i suoi frequentatori sono stati "di forza" trasferiti sul poco visitato forum di "Gaia": il pianeta che vive" (io direi... che muore). Siamo stati quindi sfrattati e portati nel limbo del "geologo" col piccone. Questo "fa onore" alla RAI ed alla redazione di Report, nonché alla Gabanelli stessa, che è l'artefice del golpe censorio (alla faccia della paladina delle verità scomode!). Io penso che un'azione del genere possa anche dare spunto per un esposto/denuncia per aver violato le norme che garantiscono il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, secondo il dettato costituzionale (art.21). In termini legali, la cosa è meno semplice, ma il reato si ravvisa benissimo. Alla RAI ed a chi manovra questi fili sporchi di sangue, dava fastidio la visibilità di quel trhead. La verità non si sia mai che venga a galla.

Non è un problema. Abbiamo fatto crescere quella discussione noi attivisti contro le scie chimiche e faremo la stessa cosa con il nuovo, sino a quando, ignobilmente, ci sfratteranno anche da lì.

Tutti dovrebbero vergognarsi. Siamo la generazione che osserva sbigottita ed impotente un panorama fosco presentarsi all'orizzonte, in puro stile "Highlander II". E' un mondo oscurato artificialmente, un mondo controllato. E' una realtà cupa e violenta, dove vincono i poteri forti e dove la censura, mascherata in mille stupidi modi, la fa da padrona.

Noi siamo e saremo la spina nel fianco di costoro che ci avvelenano, che distruggono gli ecosistemi e che ci vogliono portare alla rovina. Noi siamo i nemici da combattere. Noi siamo i nemici da zittire (Gabanelli docet). Ma noi non ci arrenderemo mai ed ostacoleremo il vostro sordido strapotere in tutti i modi. Non ci sconfiggerete! Siete tristi individui, stolti omuncoli venduti al sistema che, per una sedia, vi scannate tra colleghi e che anteponete vili questioni di "sopravvivenza di casta" alla salute vostra e dei vostri figli. Miei cari signori... meritate tutto il mio/nostro disprezzo.

Come sempre, nella storia dell'umanità, il bene avrà la meglio sul male. Pennivendoli di regime, vigliacchi servi del potere... Preparate le valigie per l'inferno!

Ah... ma siamo ancora in un paese democratico?

Le forze di occupazione israeliane hanno invaso Nablus e dintorni

Fonte: http://www.infopal.it

Oggi, le forze di occupazione israeliane hanno invaso la città di Nablus da diverse direzioni, tra sparatorie intense. Numerose abitazioni sono state assaltate e molti giovani arrestati.Testimoni oculari hanno riferito che le forze di occupazione sono penetrate nella città di Nablus dopo la mezzanotte con decine di autocarri e bulldozer militari, e hanno perquisito le case nella Città Vecchia, a Balata, nel campo profughi di Askar Jadid, e in numerosi altri quartieri. Fonti palestinesi hanno riferito che nella Città Vecchia le forze di occupazione hanno arrestato Mohammad Yassin, 27 anni, e suo fratello Rami, 22 anni; Afif Hassuna, 26 anni e suo fratello Mohammad, 24; Samer Al-Khazaz e suo fratello Sharif; Majdi Bilal, 21 anni. Nel campo profughi di Askar, a ovest della città, gli abitanti hanno confermato che le forze di occupazione sono arrivate sparando alla cieca e facendo irruzioni in diverse abitazioni. Hanno arrestato Mohammad Taisir, 18 anni; Imad Abu Reziq; Musa Alshawa. Le forze di occupazione hanno invaso anche il villaggio Kafr Qalil e hanno arrestato due giovani.Testimoni oculari hanno riferito che i militari israeliani hanno perquisito le abitazioni dei cittadini nei quartieri della città vecchia e ne hanno trasformato una in caserma militare, usando il proprietario come scudo umano.Nelle prime ore di questa mattina, oltre 15 mezzi israeliani sono entrati dal posto di blocco militare di Beit Eba, a est della città, e hanno circondato numerosi palazzi vicino al centro commerciale di Abu Raad, costringendo le famiglie ad abbandonare le abitazioni nonostante il freddo e la pioggia. I testimoni hanno riferito che le forze di occupazione hanno aperto il fuoco e perquisito numerosi negozi. Hanno poi arrestato quattro giovani, di cui uno ferito.

05 febbraio 2007

Anfetamine ai bambini...

Fonte: http://www.ecplanet.com

STUPEFACENTE, VERO ?

Il Ritalin sta per arrivare nelle farmacie italiane e molti genitori si stanno già preoccupando. Il principio attivo, infatti, il metilfenidato, è un'anfetamina e nell'aprile del 2006 è stato inserito dal Ministero della Salute e della Giustizia nelle tabelle 1 e 2 delle sostanze stupefacenti, assieme alla cocaina, la mescalina, il metadone, la morfina, l'oppio e l'eroina.

Come si può dare una sostanza stimolante, dagli effetti simili a quelli delle droghe pesanti, a un bambino ?

In base alle norme vigenti (legge Fini-Giovanardi) possedere più di 180 mg. di Metilfenidato è reato punibile con la reclusione e sanzioni pesanti. Vogliamo ripetere quello che sta accadendo in molte scuole americane, dove le pastiglie sono frantumate dai ragazzi e aspirate col naso ?

Sembra di sì, dato che il “farmaco” è appena stato registrato presso l'AIFA, l'Agenzia Italiana del Farmaco, che però si pronuncerà in via definitiva soltanto alla fine di febbraio. Intanto aspettiamo. Ignari di quello che sta per accadere, verso una campagna farmacologica che si preannuncia di dimensioni enormi.

Si tratta di un pubblico potenziale di 800 mila bambini ! Sono i cosìdetti bambini iperattivi (ADHD), quelli un po' più vivaci, per intenderci (di certo non malati).

Ma è già tutto pronto, ed hanno pensato proprio a tutto !

Persino a un registro nazionale, dove saranno inseriti tutti i dati dei bambini sotto trattamento. In ogni momento si potrà sapere chi e quanti sono in “cura”. Una vera e propria schedatura !

Per non parlare degli effetti collaterali dello psicofarmaco.

Per citarne alcuni:

tachicardia, ipertensione, perdita dell'appetito, visione confusa, midriasi, nausea, vomito, dolore addominale, contrazioni muscolari, insonnia, confusione, cefalea, nervosismo, euforia, aumento della frequenza respiratoria etc. etc.

Secondo uno studio dell'Università del Texas del 2005 si aggiungerebbe un rischio di cancerosità; sono inoltre noti i casi di morte improvvisa. Come tutte le droghe, infine, il Ritalin provoca assuefazione e dipendenza.

04 febbraio 2007

Perché il massacro di Najaf

Fonte: http://www.effedieffe.com



IRAQ - Uccisi 263, feriti 210, arrestati oltre 600: «Abbiamo debellato una setta sciita armatissima in combutta con Al-Qaeda», hanno proclamato i comandi USA e quelli iracheni. Ma sul massacro compiuto a Najaf domenica 28 gennaio sta emergendo un’altra verità: il governo di Baghdad ha voluto stroncare la crescente collaborazione tra kabile sunnite e sciite nell’area. (1) Le versioni ufficiali sono apparse fin dall’inizio contrastanti e raffazzonate. La mattina di domenica (festa dell’Ashura sciita, che richiama folle nella città santa di Najaf) il ministro dell’Interno Al-Bolani annunciava ai giornalisti che «Al Qaeda stava attaccando Najaf» (sic). Subito dopo, il ministero della Sicurezza Nazionale (la polizia irachena sciita, infiltrata da squadroni della morte) annunciava che gli attaccanti erano membri dell’Armata del Cielo (Jund al-Sama), una sette messianica sciita il cui capo spirituale Abu Kamar si sarebbe proclamato il Mahdi: la setta stava progettando di uccidere l’ayatollah al-Sistani nel corso della Ashura. Un quarto d’ora più tardi il ministro della Sicurezza Nazionale in persona, al-Rubaii, raccontava che erano stati uccisi «centinaia di guerriglieri arabi» (dunque di Al-Qaeda), specificando: erano sauditi, yemeniti, egiziani, afgani. Intanto aerei ed elicotteri americani e britannici davano man forte all’esercito collaborazionista iracheno (25 morti) mitragliando e bombardando i cosiddetti guerriglieri. Un elicottero americano, colpito, è precipitato: morivano due militari USA. Ma a poco a poco, le testimonianze dei sopravvissuti e i giornalisti iracheni hanno scoperto la verità. I «terroristi» altri non erano che 200 pellegrini della tribù Hawatim, sciiti ma della minoranza araba (non iraniana) che si recavano a Najaf per celebrare la Ashura. I più erano a piedi. Il capo della tribù, al-Hatemi, era con sua moglie su una Toyota del 1982, perché ha difficoltà a camminare. Quando alle sei del mattino l’auto e il gruppo sono arrivati in vista di un posto di blocco della polizia irachena, nell’area di Zarka ad un miglio da Najaf, le guardie irachene hanno aperto il fuoco uccidendo all’istante il capo della tribù, sua moglie e il loro autista. L’intero gruppo era armato - è il modo normale di viaggiare in Iraq, specie di notte - ed ha risposto al fuoco, attaccando il posto di blocco. «All’inizio abbiamo creduto ad uno dei soliti errori dei soldati iracheni che ammazzano i civili», ha raccontato poi Jabbar al-Hatami, uno dei capi della kabila arabo-sciita, «e ci siamo fatti avanti per spiegare: avevano già ammazzato cinque dei nostri. Ma loro hanno intensificato il fuoco». Immediatamente, a dar appoggio ai primi sono intervenuti gli uomini della tribù al Kaazali, unita alla tribù al-Hatami da forti legami: entrambe le tribù sono arabo-sciite, ossia non obbediscono né considerano loro guida Al-Sistani, che è nato in Iran. Un uomo della tribù al-Khazali che si è qualificato solo come Ahmed ha detto al giornalista della Inter-Press Service (2): «Entrambe le nostre tribù sono convinte che gli iraniani stiano provocando gli scontri settarii in Iraq, e ciò è contro le credenze di ogni musulmano. Perciò abbiamo annunciato [nella nostra zona] un’alleanza coi nostri fratelli sunniti per contrastare la violenza inter-religiosa nel Paese. Il nostro governo, dominato da filo-iraniani, ci odia per questo». I combattimenti, cominciati sulla strada per Najaf, si sono estesi ad una vicina piantagione di datteri, dove la maggior parte dei pellegrini cercava rifugio. «Gli elicotteri americani hanno partecipato al massacro», ha detto Jasim Abbas, un contadino del luogo. «Sono arrivati subito per ammazzare i pellegrini senza esitazione; ma non arrivano mai per aiutare gli iracheni. Non ho potuto far altro che guardare mentre gli elicotteri eliminavano tutti, gruppo dopo gruppo, in questa piantagione». Il governatore di Najaf, Asaad Abu Khalil, è un filo-iraniano dello SCIRI di Al-Sistani. Conosce bene i sentimenti di questi sciiti arabi. E’ stato lui il primo a lanciare l’allarme, dicendo che «guerriglieri sunniti di Al Qaeda» stavano attaccando i pellegrini radunati per l’Ashura a Najaf. Su questo allarme il governo pro-iraniano di Baghdad ha mandato i rinforzi, gli squadroni della morte e i «soldati» iracheni. Gli arabi del sud accusano da tempo Al Maliki, il primo ministro collaborazionista e filo-iraniano, di combattere come terroristi - con l’appoggio di Washington - le minoranze, anche sciite, che non appoggiano il suo governo. I massacri e gli attentati indecifrabili che insanguinano l’Iraq stanno cominciando ad essere decifrati.

Maurizio Blondet


Note
1) Patrick Cockburn, «US ‘victory’ against cult leader was a massacre», Counterpunch, 31 gennaio 2007. Sembra che il «cult» ( la setta) dell’Armata del Cielo abbia partecipato ai combattimenti solo in via incidentale, trovandosi coinvolta nel fuoco. Le sue sedi a Najaf erano già state «visitate» dal governo dieci giorni prima, e molti dei membri arrestati.
2) Dahr Jamail, «Official lies over Najaf battle exposed», Inter-Pres Service, 1 febbraio 2007.

Ufficiali Usa stanno dirigendo le operazioni di guerra civile in Palestina

Fonte: http://www.infopal.it

Fonti speciali e bene informate all'interno dell’ufficio del presidente palestinese Mahmoud Abbas hanno confermato che "ufficiali americani stanno dirigendo la guerra in corso tra Hamas e Fatah dalla sede del presidente nella città di Gaza per colpire le infrastrutture e far cadere il governo palestinese.In una lettera indirizzata alla redazione di www.paltimes.net/, la fonte rifeisce che il deputato e capo della "corrente golpista" nel movimento di Al-Fatah, Mohammad Dahlan, accompagna la delegazione americana che sta gestendo le operazioni delle forze di sicurezza del presidente Abbas. Quella in corso è una guerra civile ben pianificata e fornita di appoggio militare e economico.La fonte indica la presenza di un gruppo di ufficiali americani dentro la sede presidenziale, che stanno dirigendo le attuali operazioni di disordini e colpo di stato, guidate dalla "corrente golpista" di Fatah. La fonte ha aggiunto che stanno studiando altri modi per far arrivare i carichi di armi dopo che le Forze esecutive e le Brigate di Al-Qassam, insieme alla popolazione palestinese, sono riuscite a impossessarsi di diversi camion pieni di armamenti, giovedì scorso.Ricordiamo che i giornali e le tv internazionali hannoa accreditato la tesi sostenuta da Fatah, secondo cui dentro vi erano "aiuti umanitari" (ndr).Gli Usa, pochi giorni fa, hanno inviato alla presidenza dell'Anp 86 milioni di dollari per rafforzare la Guardia nazionale. Camion pieni di armi e munizioni militariFonti palestinesi avevano riportato la notizia dell'arrivo nella Striscia di Gaza di camion carichi di armi e munizioni militari, riferendo che tali rifornimenti sono stati consegnati alla Guardia della presidenza palestinese. Altri camion pieni di armi sono entrati nella Striscia, negli ultimi giorni, e sono stati scaricati nella base Ansar appartenente alla Guardia presidenziale palestinese. Secondo il piano americano, l’Egitto e la Giordania si sono assunte l’incarico di rifornire di armi la Guardia di Abbas.Il sito del giornale Haaretz aveva riportato che l’amministrazione americana sta pianificando di potenziare l’appoggio alle forze fedeli a Abbas.Il quotidiano ha aggiunto che, secondo quanto riferito da fonti statunitensi, i membri delle forze appartenente ad Al-Fatah saranno sottoposti a un "esame" prima di avere ricevere l’appoggio americano, in modo di “essere sicuri che non appartengono alle Brigate (appartenenti al movimento di Hamas)".Più di 4000 membri della Guardia presidenziale ricevono armi e alto addestramento finanziamento dagli Usa.La previsione riportata dal giornale è che tali membri delle forze di sicurezza presidenziali possano arrivare a 40 mila unità. (Fonte: www.paltimes.net)

02 febbraio 2007

Dov'eri? Lettera aperta alla Dottoressa Gabanelli

Messaggio 2 febbraio 2006 - Forum RAI di Report, 11:03 - Gentili forumisti inquietati dalle questioni "scie chimiche", credo che sarebbe opportuno considerare il fatto che siete ospitati non in uno spazio monotematico ed esclusivamente a voi dedicato. Quindi: grazie per averci sensibilizzato, ma da ora in poi siate così gentili da limitare la vostra presenza sul sito di Report (magari dirottatela sul vostro sito). Con questo intervento esprimo il disagio di molti utenti che preferirebbero non vedere lo spazio piovrizzato da un unico tema.Vi invito quindi a variare la discussione...non mi pare manchino argomenti.Come certamente sapete, ogni tanto qualcuno usa linguaggi da luogo privato, costringendoci ad intervenire. Il senso del limite ( sia nel numero di interventi, che nei toni di replica) fa la diferenza fra qualcosa di costruttivo e qualcosa di inutile ...e le cose inutili non fanno mai una bella fine.Fra qualche giorno la nostra home page cambierà. In attesa della nuova serie pubblicheremo alcune segnalazioni sulle quali sarebbe opportuno partisse adeguata campagna: Cominceremo con gli incidenti sul lavoro e la legge sulla responsabilità d'impresa. Grazie a tutti coloro che contribuiranno.


Milena Gabanelli




Necesse est ut veniant scandala (Matteo, 18, 7) E' necessario che il male non rimanga nascosto.

Dov’eri, quando il volto del cielo veniva sfregiato da orribili cicatrici, trasformato nel sembiante terreo di un cadavere? Dov’eri, quando l’acqua era amara di veleni e la terra isterilita? Dov’eri quando gli alberi intristivano, tendendo rami scheletrici nell’aria grigia e spettrale? Dov’eri, quando gli animali languivano per la sete e l’inedia, vagando tra lande inaridite, sotto un sole esangue? Dov’eri quando bambini, uomini e donne si ammalavano di morbi atroci, ignoti? Dov’eri quando i loro corpi si coprivano di piaghe purulente e di bolle? Dov’eri quando si gridava la verità, sgradita, terribile, ma pur sempre verità? Dov’eri quando si denunciava il genocidio, quando si attentava alla vita, alla salute ed ai più elementari diritti? Dov’eri quando cialtroni e bugiardi, travestiti da esperti o da paladini della democrazia, vomitavano vituperi, diffamazioni e minacce pur di ridurre al silenzio chi dimostra, in questo mondo di vigliacchi, di ipocriti e di profittatori, inconcussa dignità, coraggio leonino, disinteressata benevolenza?

Solo ora Milena, fai sentire la tua voce querula, ma non per una pur tardiva resipiscenza. No, per continuare a gettare fumo negli occhi, preannunciando inchieste su temi senza dubbio scottanti, ma che non creano neppure una screpolatura nel poderoso muro dell’omertà e della connivenza.

Ad ognuno il suo ruolo: come distingueremmo la verità, se qualcuno non la nascondesse? Ad ognuno il suo ruolo: come potremmo essere arsi dalla sete di giustizia, se non regnasse l’iniquità? Noi sappiamo qual è il nostro compito ed abbiamo scelto. Forse un giorno ti unirai a noi. Il Cielo non voglia che quel giorno giunga, quando sarà ormai troppo tardi.



Qui
si può leggere il mellifluo ed ambiguo messaggio della Dottoressa Milena Gabanelli, da cui è scaturita questa lettera aperta.

01 febbraio 2007

Rabbi Ovadia, un fratello. Maggiore.

Fonte: http://www.effedieffe.com

rabbi Ovadia Yosef

«Il Signore darà agli arabi la paga per le loro azioni: guasterà il loro seme, li sterminerà». Così, con profondo senso religioso, ha dichiarato rabbi Ovadia Yosef nel sermone del Purim, lunedì scorso. «E’ vietato avere pietà di loro», ha aggiunto il sant’uomo: «Bisogna sparare missili su di loro e annichilirli, poiché sono malvagi e dannati». (1) Un apice della civiltà giudaico-cristiana, uno dei savii che l’Ecclesia ama chiamare «nostri fratelli maggiori». L'ottantenne rabbino Ovadia, benchè vada in giro con un fastoso abito sacerdotale di sua invenzione, non è uno sproloquiatore solitario. È il capo politico del partito Shas, un potente partito «religioso» che non solo ha 17 membri sui 120 della Knesset (il parlamento sionista), è il terzo partito del paese e partecipa ai governi israeliani come gruppo della destra estrema, ma è quello che raccoglie più soldi dalle offerte della pia diaspora. E’ un personaggio di vasta influenza.
Centinaia di migliaia di sefarditi lo considerano il loro santo e padre spirituale. Il partito del dolce rabbino è comunemente definito «ultra-ortodosso»: e infatti il divieto di aver pietà dei nemici è strettamente biblico, e il loro sterminio è un dovere religioso yahvista. Piamente, questo nostro fratello maggiore suole chiamare i palestinesi «vipere». Nel marzo 2000 definì l’allora ministro della pubblica istruzione Yossi Sarid, ebreo un po' troppo laico, «Satana», e invocò che «fosse estirpato dalla faccia della terra» (Yahveh non lo esaudì). Rabbi Yosef è noto per le sue temute sentenze talmudiche, equivalenti a «fatwa» islamiche. Celebre la sua risposta alla domanda se le donne ebree ortodosse, che sono rasate per obbligo religioso, possano indossare delle parrucche come fanno di solito: «No, la parrucca è troppo naturale». Un fazzolettone o un chador sono meglio.

Secondo importante rescritto: si può legge il giornale mentre si sta alla toilette? «No se è scritto in ebraico, la lingua sacra della Torah», ha sancito il fratello maggiore. Anche questa è purissima ortodossia. Come ha raccontato Israel Shahak, i rabbini della sua Polonia consentivano di leggere libri di scienze moderne («profane») solo nel cesso, dove beninteso era vietato portare la Bibbia. Anche chi voleva studiare geografia doveva andare al gabinetto: purchè nel libro non si parlasse dell’America, continente talmudicamente inesistente, in quanto la Torah non lo nomina (vedete quanto le cose sono cambiate). L'incitamento vero o presunto di Ahmadinejad di cancellare Israele dalla carta geografica è continuamente evocato e amplificato da tutti i media del mondo. L'istigazione del rabbino Yosef allo sterminio radicale degli arabi non pare riceva la stessa attenzione allarmata: eppure anche rabbi Yosef è un politico importante, in una nazione irta di bombe atomiche. Le fatwe islamiche vengono spesso ridicolizzate o denunciate come esempi della barbarie musulmana. Le sentenze di rabbi Yosef non ricevono la stessa pubblicità o derisione. Vengono piamente taciute da Ferrara, Mieli, Mimun, Mentana e dal laico Gad Lerner. In Israele, una critica è venuta dal ministro della giustizia Meir Sheetrit. In questi termini: «Una persona della statura morale di rabbi Ovadia Yusef dovrebbe astenersi da osservazioni così acide». Alta statura morale. Un maestro per i nostro prelati giudaizzanti, un esempio per i catecumenali che con questi rabbini «danzano attorno alla Torah». Nostri fratelli. Maggiori.

Fedele alla spirituale giustizia talmudica, Ehud Olmert, desideroso di pace con Abu Mazen, ha appena autorizzato l’allargamento del Muro a cinque chilometri ad est della linea verde: cinque chilometri in più rubati ai palestinesi, e un allungamento del Muro di altri 12 chilometri. Allo scopo di comprendere dentro il Muro due insediamenti di coloni ebraici, Nili e Na'aleh. In tal modo, si formano due enclaves palestinesi in cui resteranno rinchiusi, e senza contatti con gli altri, 20 mila arabi. I coloni ebraici da proteggere a questo prezzo sono meno di 1500 (2). Quest'altro furto di terra e imprigionamento nel lager «mina gli sforzi di pace», protesta Haaretz. Invano.

Maurizio Blondet

Note
1)
«Rabbi calls for annichilation of Arabs», BBC, 10 aprile 2001.
2) Meron Rapoport, «Decision to move West Bank fence undermines peace efforts», Haaretz, 31 gennaio 2007.

Lettera a Prodi da Nairobi

Fonte: http://www.ilmanifesto.it


Caro Presidente Prodi, le scrivo da Nairobi, nel cuore dell'Africa, seduto accanto a due milioni e cinquecentomila persone che in questa città sono costrette a sopravvivere e a morire miseramente con in tasca meno di un dollaro al giorno. Li ho incontrati a Kibera, la più grande baraccopoli dell'Africa, da dove è partita la Marcia per la pace che ha aperto i lavori del Forum Sociale Mondiale. Camminando insieme a loro, dal quartiere più povero a quello più ricco di Nairobi, ho avvertito un profondo disagio per le ingiustizie che continuano ad uccidere ogni minuto centinaia di bambini e bambine, donne e uomini innocenti. Questa mattina li ho incontrati nuovamente a Korogocho, la discarica di Nairobi, dove si è svolta la prima assemblea del Forum sociale mondiale: un'assemblea eucaristica carica di preoccupazioni, di gioia e di speranza. Caro Presidente, vista da qui a Nairobi, la base militare che gli Stati uniti intendono costruire a Vicenza appare un insulto a tutte queste persone private della dignità e di ogni diritto, straziate dalla fame e dalle peggiori malattie, violentate e abusate, ignorate e abbandonate dal mondo. Immersi in questa miseria, la costruzione di una nuova base di guerra è un inaccettabile spreco di denaro pubblico. E le cose inaccettabili non possono essere accettate. Di chiunque sia quel denaro, sono soldi sottratti alla lotta alla povertà. Cosa dobbiamo dire ai ragazzi e alle ragazzi che, forse per la prima volta, sono usciti dalle loro baracche per marciare al nostro fianco chiedendo giustizia, diritti umani, pace? Cosa dobbiamo dire quando ci chiederanno perché l'Italia ha deciso di appoggiare la costruzione di questa nuova base? Perché signor Presidente? Quale nobile motivo ha spinto il suo Governo ad assumere una decisione così importante? Quanti aiuti umanitari partiranno dalla nuova base di Vicenza? Quante vite umane riusciremo a salvare grazie a questa nuova infrastruttura strategica? Si dice che gli impegni internazionali si debbono mantenere. Ma allora... perché l'Italia mantiene sempre gli impegni militari con il governo Usa e non rispetta gli impegni contro la povertà che il governo si è assunto con l'Onu e tutti gli altri governi del mondo, come gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio? Come faremo a spiegare che anche quest'anno dovranno cavarsela da soli perché l'Italia ha stanziato per la cooperazione internazionale solo una piccola somma incapace persino di toglierci da quell'angusta posizione che ci identifica come il paese più avaro dell'occidente? Quest'anno non c'erano soldi per salvare la loro vita. Non ce n'erano neanche l'anno scorso. Com'è possibile allora che ogni anno il nostro bilancio militare segni un nuovo record? Tra qualche settimana forse qualcuno di loro forse sbarcherà a Lampedusa e diventerà immediatamente clandestino da rinchiudere in un Centro di permanenza temporanea in attesa di essere espulso. Altri moriranno lungo la strada. Caro Presidente, cosa possiamo dire a questa gente? Sono qui al nostro fianco. Hanno fame e sete ma non c'è né cibo né acqua. Ne hanno bisogno ora. Domani per alcuni sarà già troppo tardi. Vorrebbero vivere in pace ma, ad ogni istante, sono vittime di una violenza inconcepibile. Non c'è nessun esercito in grado di proteggerli. Sono qui al nostro fianco, signor Presidente. Cosa gli dobbiamo dire? In queste situazioni anche il silenzio uccide.

Flavio Lotti
Coordinatore Tavola della Pace