Tu (Articolo di Luciano Gianazza)

Fonte: http://www.arnoldehret.it

Spesso cito gli articoli di Luciano Gianazza, i quali mi trovano sempre in accordo. Questa riflessione è molto interessante, merita di essere letta e assaporata. Possiamo scegliere ancora una volta come essere e cosa diventare, possiamo essere artefici del nostro cambiamento e del nostro potere innato. Buona lettura.


Chi sei?

Quanti rispondendo a questa domanda possono fornire la risposta giusta?

Sei un essere umano? Sei un essere spirituale? Boh?

Non c’è domanda più difficile a cui rispondere anche se la risposta si trova più vicino a te della risposta a qualsiasi altra domanda.

E’ la risposta assoluta da cui tutte le altre risposte relative derivano.

C’è un velo intangibile ma estremamente resistente (resiste da miliardi di anni) che separa un individuo dalla verità su sé stesso.

Posso dire di essermi avvicinato alla risposta, a livello molto superficiale, non come esperienza diretta, in maniera prudente. Disdegno la prudenza, figlia della Paura, ma ho imparato a giocare all’orco cattivo con i miei figli che, quando esco dal nascondiglio, emettono incredibili urla di gioioso terrore per poi spanciarsi dalle risate! E’ con questo spirito che mi addentro in territori sconosciuti, a volte mi terrorizzo ma poi rido a crepapelle perché so di essere immortale e nulla mi può succedere se non uscire illeso comunque, con molte probabilità di non sfasciare neppure la macchina.

Chi sei dunque? Qualunque idea ti possa essere fatto di te stesso, se hai sbagliato, lo hai fatto per difetto. Se pensi che tu sia un essere umano, hai sbagliato, sei molto di più e nemmeno immagini quanto di più.

L’intelletto umano, anche il più affinato, perspicace e fervido, non è in grado di rispondere alla domanda chi sono?

Per rispondere alla domanda bisogna trascendere l’intelletto perché la mente umana può rispondere alle questioni che rientrano nella sfera dell’essere umano, non può andare oltre, e poco ancora in questo ambito è conosciuto. Per trascendere l’intelletto non bisogna pensare da umani. Non intendo dire da disumani, ovviamente.

La scienza si perde nello studio della vita degli insetti, ne osserva il comportamento li cataloga, li seziona, ma non può vedere il mondo dal punto di vista di un insetto, lo scienziato non pensa come un insetto e distingue la vita in esseri senzienti e non, ma sono sempre supposizioni. Possiamo trovare solo risposte parziali perché la più forte credenza è quella di credere di essere degli umani. Lo stesso vale per i mondi superiori, se vuoi conoscere Dio devi pensare come Dio, anzi non devi pensare, Dio non pensa nel senso comune, il suo pensiero e azione sono simultanei.

Ognuno di noi è un Cosmo e pensiamo di essere uomini e donne. Immagina di essere un Cosmo vivente, con la totale consapevolezza del Tutto e di venire compresso in un granello di sabbia del deserto di un pianeta verdeazzurro e di vedere dal punto di vista del granello di sabbia. L’unica cosa di cui dovrai preoccuparti è quella di non finire sotto gli altri granelli di sabbia, perdendo così anche la luce e il calore del sole.

Questo è quanto è “capitato” più o meno all’uomo.

La riduzione dell’essere spirituale da cosmo a essere umano avviene per suddivisione come quella cellulare. Da cosmo diventa due mezzi cosmi e per la sua natura di UNO gli è impossibile essere entrambi i mezzi cosmi e quindi decide di essere un mezzo cosmo e deciderà che quel mezzo cosmo sia tutto un cosmo, e, sempre per decisione, che l’altro mezzo cosmo sia qualcun altro, diverso da sè, in opposizione.

Questa suddivisione è sempre traumatica, e il dolore che ne deriva non è concepibile né sperimentabile come esseri umani.

Per non sentire questo dolore l’essere ha posto il velo della dimenticanza fra le due metà, ma una volta tolto il velo il ricordo ricompare e ritorna ad essere UNO e riacquista tutto il suo potere.

Il dolore per la perdita di una compagna o di un compagno deriva da questa “lontana” suddivisione.

Questo è il meccanismo dell’identificazione, la creazione di falsi sè sempre più piccoli attraverso il “tempo”, vita dopo vita, di cui quelle umane appartengono a questa fase che stiamo sperimentando.

La suddivisione continua formando universi e mezzi universi, galassie e mezze galassie, soli e mezzi soli, pianeti e mezzi pianeti, dei e mezzi dei, e uomini, ogni volta perdendo metà della consapevolezza, del potere, delle emozioni, delle gioie di se stessi.

Questa è una spiegazione intellettuale, una similitudine, la vera storia può essere conosciuta solo facendo il cammino “a ritroso” individualmente.

Il sergente dei parà può spiegarti le tecniche di lancio, a fare gli esercizi con gli scivoli, ma non saprai cosa significa paracadutarsi fino a quando non ti lanci dall’aereo.

Vita sulla Terra.

La scissione si rispecchia nel modo di vivere qui sulla Terra come Umanità. Come umanità ci sentiremmo uniti e fraterni se venissimo attaccati da Alieni provenienti da chissà dove.

Ma essendo lontana tale possibilità, dimentichi ormai di essere ognuno in grado di essere il Cosmo, credendo di essere uomini e donne, insistiamo nell’affermazione dei nostri falsi sé, in opposizione ad altri falsi sé, e quando si dice che ogni cosa è illusione è questo che si intende dire. Da questo nasce la sofferenza, coperta da temporanea gioia. Ma si può soffrire maledettamente durante un incubo (illusione), per poi ritrovarsi al risveglio nella Realtà, nella vera condizione in cui si è, e scoprire che ciò che si credeva fosse la Realtà era tutto un incubo.

In questa “realtà” umana, un sogno è un sogno nel sogno, sognare di stare sognando.

La perdita dei principi etici e del senso di responsabilità ha fatto il resto, dimentichi della nostra vera natura ci perdiamo in questi piccoli giochi, dalle dispute in famiglia, alla carriera, alle guerre, ai giochi di potere economico, al Nuovo Ordine Mondiale.

La nostra sofferenza è prodotta da questa suddivisione graduale e dal vago percepire della nostra vera natura.

La gioia e il dolore sono la stessa cosa se dipendono dalle forme, che siano solide o meno. La gioia termina con l’oggetto e compare il dolore se non si è consapevoli della propria natura e non si cerca di riacquisirne la consapevolezza.

Tu sei un Cosmo, non dimenticarlo e la Gioia non effimera ti appartiene e diventerà sempre più parte della tua esistenza mentre riprendi la consapevolezza di te stesso.

Qualunque cosa fai, deve essere un mezzo per acquisire nuovamente il ricordo del vero sè che è un insieme di principi e qualità che chiamiamo divine.

Per fare questo è necessario aggiungere fra gli argomenti su cui facciamo i nostri ragionamenti la possibilità che la nostra vita in quanto esseri sia ben più lunga di quella del corpo con cui ora manifestiamo la nostra esistenza su questo pianeta con il nome che ci hanno assegnato.

Il mondo sembra che non stia andando tanto bene, ma tu puoi essere uno di quelli che possono cambiare le cose, semplicemente ricordati del tuo potere innato.