Qualcosa sta accadendo che non riusciamo ad interpretare (articolo di Francesco Lamendola)

Vorrei segnalarvi l'ottimo articolo di Francesco Lamendola. Credo possa esser una chiave di lettura per interpretare i fatti di cronaca che sempre più spesso si verificano in Italia. Gli episodi di violenza inspiegabile, atti di incredibile ferocia, sembrano avere poco senso agli occhi delle persone. Sembra che l'aria che respiriamo sia malata, un'aria che contiene qualcosa in grado di alterare le menti e le coscienze umane. Stasera i tifosi piangono l'ennesimo morto, l'ennesima vittima di un mondo malato, un mondo che non riconosce più le semplici leggi che lo regolano.

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com

Un uomo, a Guidonia, a pochi chilometri da Roma, si barrica in casa, mina le scale, appicca il fuoco ad alcune taniche di benzina per attirare l'attenzione dei passanti e comincia a sparare su di essi, dal terrazzo, con metodo e precisione. Si chiama Angelo Spagnolo ed è un ex tiratore scelto dell'esercito: spara tutti i caricatori della carabina e della pistola; fa fuoco anche sui soccorritori delle prime vittime. Alla fine, un morto ed otto feriti restano sulla strada, immersi nel sangue. Dal momento che si tratta di un esperto di armi e che ha mirato alla testa delle sue vittime per essere sicuro di ucciderle, poteva anche andare peggio. Nei campus degli Stati Uniti d'America, ove queste forme di furia omicida sono relativamente frequenti, si è arrivati anche a più di 20 morti in una sola volta.

Tutti i vicini descrivono l'assassino come un uomo assolutamente tranquillo, che non ha mai dato segni di squilibrio. Capitano a riposo, dopo la separazione della moglie - dalla quale aveva avuto una figlia - vive con la madre, che ha rinchiusa in cantina prima di dare inizio alla strage. Una strage meticolosamente programmata, a quanto pare: nessun dettaglio è stato lasciato al caso, nessun gesto è stato improvvisato. Ogni cosa è stata studiata e pianificata con geometrica precisione. In particolare, l'incendio delle taniche di benzina era la trappola destinata a far cadere il maggior numero di vittime, sfruttando proprio il senso altruistico dei passanti: alcuni, vedendo le fiamme levarsi da quel terrazzo, si sono fermati e hanno citofonato proprio per avvertire del pericolo. Studiando il suo piano con diabolica astuzia, Spagnolo ha puntato ad uccidere quanti più innocenti poteva: solo dopo aver sparato l'ultima cartuccia, si è deciso ad arrendersi. Gli agenti che l'hanno arrestato riferiscono di un uomo impassibile, dallo sguardo stralunato, il quale sembra non rendersi conto di quanto ha compiuto.

Questo è solo uno dei fatti di cronaca che, sempre più spesso, leggiamo sui giornali o ascoltiamo al telegiornale. Fino a qualche anno fa, episodi del genere appartenevano a un "altro mondo": accadevano negli Stati Uniti d'America dove, si sa, tutto corre più in fretta e vigono meccanismi sociali e psicologici molto diversi da quelli europei. Ricordate il film Un giorno di ordinaria follia, girato nel 1993 da Joel Schumacher (titolo originale Falling down) e magistralmente interpretato da Michael Douglas nella parte del neo-disoccupato William Foster? Paolo Mereghetti così ne delinea l'assurda e drammatica vicenda:

"Persa la moglie (Hershey) ed il lavoro, per William Foster (Douglas) un ingorgo stradale in una Los Angeles torrida è la goccia che fa traboccare il vaso. Negozianti coreani, delinquenti ispani, nazisti (Forrest) e boriosi giocatori di golf: nulla si sottrae alla sua furia, che verrà fermata solo da un poliziotto (Duvall) all'ultimo giorno di servizio.. Una buona idea - quella dell'uomo solo e incravattato che attraversa a piedi la megalopoli-giungla, sceneggiato da Ebbe Roe Smith - ed un'esecuzione in rischioso equilibrio tra il grottesco e la sociologia spicciola."

Allora si parlò di una allegoria della furia della classe media, sempre più frustrata e incattivita dalla recessione economica e dai meccanismi spersonalizzanti della società di massa. Oggi che simili fatti accadono ovunque, anche nei nostri paesotti di provincia, non siamo più tanti sicuri che si possano spiegare in termini di "normale" sociologia. C'è qualcosa che sta accadendo in tutto il mondo, qualcosa di nascosto e di terribile, che noi non siamo ancora in grado di interpretare. Sta accadendo sotto i nostri occhi, fa irruzione anche nei luoghi più tranquilli e nei momenti più inaspettati delle nostre vite; tuttavia, dopo la sorpresa ed il raccapriccio iniziali, scrolliamo le spalle e giriamo pagina. Tanto, si sa, il mondo sta diventando pazzo. Ma è proprio vero che lo sappiamo? E da quando il mondo è impazzito? Quando, precisamente, ha incominciato a impazzire?

Se andiamo indietro con la memoria, ci accorgiamo subito che fatti di violenza inaudita e, apparentemente, del tutto gratuita, commessi da persone assolutamente "normali", qualche anno fa non accadevano. Non accadevano o i mass-media non ne parlavano? Certo, non si può sottovalutare il ruolo giocato dai media, il loro sempre più accentuato interesse per il macabro, il morboso e il deviante: insomma, il fatto che essi svolgono, nei confronti del pubblico, quel ruolo che a fine ottocento, in Italia, fu interpretato dalla Scapigliatura e, in Francia, dai feuilletons alla Eguéne Sue: soddisfare le curiosità proibite di quella borghesia che, di giorno, voleva sentir parlare solo di buoni sentimenti, ma di notte sognava la trasgressione. E tuttavia, si tratta solo di questo? Il fatto che i media enfatizzino al massimo un certo tipo di cronaca nera, è sufficiente a spiegare tutto, ossia a persuaderci che, in fondo, certe cose sono sempre accadute e sempre accadranno?

Noi non lo crediamo. C'è qualcosa di nuovo nell'aria e non ha un buon profumo. Come le scie che lasciano gli aerei che solcano in continuazione i nostri cieli. Fino a qualche anno fa erano rare e, brevi e si dissolvevano in pochi istanti. Oggi sono frequentissime, disegnano in cielo fitte trame fantasmagoriche; sono lunghissime, tanto da allungarsi da un capo all'altro dell'orizzonte; e, cosa più inquietante di tutte, persistono a lungo prima di scomparire: a volte rimangono ben visibili per un tempo considerevole. Scie di condensazione, dicono gli "esperti". Già, sicuro. Ma perché fino a pochi anni fa comparivano solo per un breve tratto dietro l'aereo in volo e si dissolvevano velocemente, tanto che, se non le si osservava subito, non si faceva neanche in tempo a vederle; mentre ora disegnano lunghi filamenti che sembrano quasi fatti di sostanza solida? Quali gas contengono, quali sostanze, per produrre un simile effetto? Chi, poi, si è preso la briga di controllare i tempi e i luoghi in cui si formano, pare sia giunto alla conclusione che gli aerei che le producono non possono essere aerei di linea, perché non seguono le normali rotte dell'aviazione civile. Aerei militari, allora? E che genere di voli effettuano, quali sostanze rilasciano nell'aria ed a quale scopo? Non volgiamo spingerci oltre; esistono ricerche sull'argomento e noi, che non siamo degli esperti, non vogliamo formulare ipotesi che potrebbero rivelarsi azzardate. Ma è certo che dall'insieme del fenomeno traspare qualche cosa di inquietante.

Si parla di esperimenti militari segreti, realizzati irrorando l'atmosfera di sostanze non ben precisate. Si parla anche di grandiose basi sotterranee, ove tali esperimenti verrebbero preparati nel massimo segreto e nelle quali troverebbero ricovero non solo gli aerei, ma una imponente tecnologia non convenzionale. Le stesse caverne sarebbero state scavate mediante raggi laser, che in pochi giorni permetterebbero di realizzare tunnel sotterranei lunghi decine di chilometri. Di tali basi ne esisterebbero a centinaia, forse a migliaia in tutto il mondo, specialmente nel territorio degli Stati Uniti d'America. Esistono alcuni documenti fotografici che mostrano enormi saloni ipogei, sormontati da cupole, perfettamente livellati e che farebbero apparire piccoli, al confronto, edifici come il Pantheon o la Basilica di Santa Maria del Fiore. Esistono dei documenti scritti: come i famosi "documenti di Dulce" dei quali parla, fra l'altro, Salvador Freixedo nel suo libro, U.F.O.: una minaccia per l'umanità? (traduzione italiana Hobby & Work, 1993), che li riporta parzialmente. Esistono anche alcune testimonianze, ovviamente controverse, di persone che avrebbero lavorato all'interno di tali basi, come Paul Bennewitz o Philip Schneider (quest'ultimo morto assassinato in circostanze misteriose). Tali testimonianze parlano non solo di una tecnologia diversa da quella nota al grande pubblico e di una attività che si svolge in estrema segretezza, tanto che l'accesso alle basi si troverebbe occultato, in genere, all'interno di aree militari off limits, ma anche di una qualche forma di collaborazione fra umani ed extraterrestri, che durerebbe da diversi decenni e che avrebbe conosciuto anche momenti di grave tensione, culminata- negli anni Settanta - in un vero e proprio conflitto armato, nel sottosuolo di una base del Sud-Ovest degli Stati Uniti. Particolare raccapricciante. in quelle basi gli extraterrestri eseguirebbero esperimenti su esseri umani con il chiaro scopo di giungere ad un’ibridazione delle due specie.

Sappiamo bene che cosa significa nominare gli extraterrestri all'interno di un’indagine o di una riflessione su fenomeni anomali e inquietanti, come quello delle scie chimiche o degli esperimenti militari ultrasegreti, ad esempio il famoso (o famigerato) Philadelphia experiment, sul quale si può consultare il classico libro di William L. Moore e Charles Berlitz L'esperimento Filadelfia (tradizione italiana Milano, Sonzogno, 1979). Significa, il più delle volte, allontanare anche l'interlocutore più "aperto" e libero da pregiudizi, il quale sarà portato a interrompere la discussione, scrollando le spalle e dicendo, come fecero gli Ateniesi con san Paolo al termine del famoso discorso dell'Areopago: "Su questo punto ti ascolteremo un'altra volta" (Atti degli Apostoli, XVII, 32). Infatti, anche se la maggioranza delle persone è disposta ad ammettere, senza alcuna difficoltà, che probabilmente esistono numerosi pianeti abitati oltre al nostro, anche da creature intelligenti e tecnologicamente progredite, le cose cambiano e molto, non appena si accenna alla possibilità che tali esseri siano già scesi sulla Terra e che, forse, alcuni governi ne siano informati, ragion per cui fanno di tutto per distogliere da una simile ipotesi l'opinione pubblica.

Ci viene detto, da esponenti più o meno blasonati della scienza "ufficiale", che le distanze interstellari sono tali per cui un’astronave aliena impiegherebbe secoli e secoli per raggiungere il nostro pianeta, il che renderebbe praticamente nulla la possibilità concreta di una interazione fra gli esseri umani e gli alieni. Ma è chiaro che una tale difficoltà cadrebbe, se solo si ammettesse che gli alieni potrebbero non essere necessariamente gli abitanti di un altro mondo, ma piuttosto di un'altra dimensione; creature, perciò, capaci di assumere un corpo fisico o l'apparenza di un corpo fisico, per sé e per le loro astronavi; ma in effetti di natura spirituale o, comunque, dotati di un corpo sottile che non soggiace alle comuni leggi dello spazio e del tempo. Questo spiegherebbe la loro comparsa e scomparsa subitanea; la loro capacità di materializzarsi all'interno di case d'abitazione; la capacità dei loro veicoli di viaggiare a velocità fantastica e di invertire repentinamente la rotta, violando le leggi della fisica a noi note; la loro capacità di "programmare" la mente degli umani da essi prelevati (abductions) a scopo di esperimento, ad esempio ordinando loro di cancellare i ricordi relativi a tali esperienze; e così via.

Freixedo, un ex gesuita espulso dall'ordine, si è spinto fino a ipotizzare che gli alieni si comportino con gli umani come questi si comportano con gli animali: li usano per le loro necessità, per il loro desiderio di conoscenza e, eventualmente, per il loro piacere. In particolare, l'ufologo spagnolo ipotizza che gli alieni siano particolarmente bisognosi o desiderosi, di assorbire l'energia psichica prodotta dagli esseri umani in circostanze di tensione emotiva, quali paura, angoscia, intensa aspettativa; e che a tale scopo farebbero in modo di riunire grandi folle umane ove stimolare al massimo quelle energie. Anche i rapimenti di esseri umani e le mutilazioni di animali che, come si sa, divengono sempre più frequenti e sempre più inspiegabili (è come se le povere bestie venissero interamente dissanguate, ma intorno alle loro carcasse sezionate non se ne trova che pochissimo) potrebbero rientrare nel quadro di un’operazione di studio degli abitanti della Terra da parte di esseri ultra-dimensionali, impropriamente chiamati extra-terrestri. Una operazione di studio nel corso della quale questi esseri alieni non userebbero maggiori riguardi, verso di noi e i nostri animali, più di quanta ne usi un entomologo che trafigge le farfalle per poterle meglio esaminare, o di uno psicologo che applica elettrodi al cervello di un topolino per sperimentare le reazioni della bestiola quando vengano neutralizzate, oppure stimolate, certe zone del suo sistema nervoso centrale.

Ma tutto ciò, per il momento, basti. È sufficiente aver richiamato il possibile collegamento fra scie chimiche, basi sotterranee e presenza aliena sul nostro pianeta, per formulare l'ipotesi che la recrudescenza di atti d'inspiegabile follia e di violenza gratuita, quale si sta verificando - a quel che sembra - negli ultimi anni, potrebbe essere almeno in parte l'effetto di un disegno deliberato. Non si è forse notato che, spesso, dopo aver commesso atti atroci e apparentemente inspiegabili, come la strage a freddo compiuta dal capitano a riposo Angelo Spagnolo, i loro autori appaiono stranamente svuotati ed apatici, come se avessero obbedito ad una suggestione ipnotica o come se fossero divenuti degli automi privi di discernimento morale, dei veri e propri zombies sotto l'influsso della magia nera voodoo?

Un disegno da parte di chi e volto a quale inconfessabile scopo? Forse esiste un’élite occulta che, al servizio - forse inconsapevole - di forze non umane, sta programmando l'asservimento del genere umano e si sta servendo di esso per esperimenti batteriologici, chimici e psicologici. Forse, parte di questo disegno è anche la diffusione di programmi televisivi, film, musica leggera, libri e riviste che celebrano il sadismo, la necrofilia e l'orrore ed ai quali si abbeverano avidamente i nostri bambini, adolescenti e ragazzi; la diffusione massiccia di droghe pesanti; l'assuefazione all'alcool, alla sregolatezza sessuale, alla deresponsabilizzazione delle giovani generazioni; l'esaltazione di modelli sociali negativi, la competizione selvaggia, l'invidia, l'odio per l'onestà, la rettitudine e la competenza; l'avversione demoniaca al sacro; l'irrisione per tutto ciò che è buono e giusto; la negazione del mistero.

Qualcuno dirà che, per spiegare le aberrazioni e la violenza cieca della nostra società, non occorre scomodare cospirazioni di sette sataniche, esseri di altre dimensioni e patti scellerati fra umani ed alieni; che la cattiveria dell'essere umano basta ed avanza. Può essere. Tuttavia non possiamo restar ciechi davanti al fatto che qualcosa o forse qualcuno, sta operando al fine di indurre gli esseri umani a dare il peggio di sé, liberando le proprie zone spirituali inferiori e inibendo quelle superiori. L'essere umano non è certamente una creatura angelica, ma nemmeno - di per sé - una creatura diabolica. Per renderla tale, occorre che le forze del Male si mobilitino con tutta la loro capacità di seduzione e con tutta la loro volontà di distruzione del nostro libero arbitrio.

Forse, davvero, qualcosa sta accadendo, di cui stentiamo a divenire consapevoli, perché la nostra mente rifugge istintivamente dall'angoscia di dover prendere atto che molte delle certezze del nostro tran-tran quotidiano poggiano su basi d'argilla, mentre noi le credevamo di cemento armato. È duro prendere in considerazione l'ipotesi che coloro che dovrebbero informarci ci disinformino cinicamente e sistematicamente; che coloro che dovrebbero proteggerci ci usino come cavie per oscuri esperimenti; e, infine, che coloro che sembrano lavorare per il progresso della scienza, in realtà lavorano per un gigantesco piano di asservimento delle nostre vite e delle nostre menti.

È estremamente duro; ma, forse, necessario.

Dobbiamo trovare il coraggio di guardare in faccia la realtà e di reagire con la massima energia, prima che sia troppo tardi; prima che, a forza di assuefarci al male, all'assurdo, al patologico, finiamo per considerare tali aspetti come componenti "normali" della realtà. Quando ciò dovesse accadere, quando la follia divenisse davvero una componente ordinaria del nostro mondo, allora sarebbe realmente troppo tardi. Allora non saremmo più nient'altro che un gregge di pecore pronte per venir condotte al macello; oppure, per riprendere l'immagine usata in precedenza, dei miseri zombies senz'anima, costretti a ballare al suono di qualche malvagio Pifferaio Magico.