...E pace in terra agli uomini di buona volontà (articolo di Francesco Lamendola)

Leggendo le parole di questo articolo di Lamendola, non posso far altro che pubblicare interamente con sommo apprezzamento. Un articolo intelligente e puntuale, specchio di alcuni aspetti della nostra vita. Buona lettura!

Pubblico un altro articolo dell'egregio (in senso letterale) Francesco Lamendola, che ringrazio sentitamente per essersi ricordato di me nell'introduzione del suo testo, in cui, come alcune altre persone che hanno compiuto un salto quantico (piccolo ma decisivo e difficile), presagendo tempi molto cupi, fa appello alla nostra coscienza onde si ritrovi la Via.

Questo articolo è dedicato a Paola, che lavora in un ambiente che non le piace molto perché contraddice le sue convinzioni profonde; tuttavia stringe i denti e va avanti, anche per sostenere gli studi universitari della figlia. Intanto, lotta per mantenersi intellettualmente agile e consapevole, per tenere ben aperti gli occhi sulla realtà in cui, suo malgrado, si trova a vivere. È un piccolo esempio quotidiano di dedizione agli affetti familiari, di senso del dovere, di abnegazione in vista di un fine superiore; uno dei tanti che contribuiscono a mandare avanti la nostra società, nonostante tutte le sue storture e le sue stridenti contraddizioni. Quasi ogni giorno, Paola scarica da Internet i nostri scritti, li stampa e se li tiene, in una pila, sul comodino, per leggerli in qualsiasi momento: quasi avesse trovato una guida spirituale - cosa che ci lusingherebbe, ma che onestamente non pensiamo di poter rappresentare. Questo articolo è dedicato anche a Gianni, che legge sempre con partecipazione, sensibilità e spirito critico quanto andiamo scrivendo, offrendoci poi impressioni e utili suggerimenti. È dedicato a Mario, che ne fa ogni volta un bilancio e ne sa cogliere anche le sfumature riposte; ad Antonio, che ci incoraggia a continuare con le sue buone parole; a Marzia e a tante altre persone, alcune delle quali sono care amiche da moltissimi anni, altre non le abbiamo mai viste di persona, ma conosciute solo attraverso la rete informatica. E anche a coloro che non conosceremo mai, ma che forse hanno trovato qualche spunto positivo nelle riflessioni che andiamo svolgendo dalle pagine di questo sito.

Anche se la prima impressione che si prova, muovendosi all'interno della società odierna, è quella di un mondo estremamente distratto e superficiale, dove tutti hanno fretta e quasi nessuno è capace di ritagliarsi spazi di riflessione e di meditazione, la conoscenza di numerose persone che lottano per non lasciarsi strumentalizzare dal concerto demenziale della pseudo-cultura e della pseudo-informazione e che avvertono, con forza, l'esigenza di risalire alla radice dei grandi problemi spirituali, per portarvi sempre nuova linfa, ci ha permesso di farci un'idea più esatta - e in fondo più ottimistica - dell'attuale momento storico-sociale.


Il disagio della modernità, il rigetto degli aspetti più omologanti della società di massa, il disincanto nei confronti dei miti e dei riti di un consumismo e di conformismo sempre più avvilenti, vanno di pari passo con una rinascita dell'esigenza spirituale, della nostalgia di un rapporto più autentico con noi stessi, con gli altri viventi e con la natura tutta, nonché di un cammino di ritorno verso le nostre radici semi-dimenticate, ossia di un ritorno all'Essere. E quanto più crescono la disarmonia, la solitudine, l'angoscia e perfino la disperazione, tanto più si ridesta in numerosi uomini e donne l'aspirazione ad una vita più autentica, ad un equilibrio più profondo, ad una capacità di amore e di contemplazione in luogo della concorrenza selvaggia e dell'utilitarismo sfrenato.

D’altra parte, ci si può chiedere se abbiamo ancora del tempo a disposizione; se la natura, contaminata dall'inquinamento e stravolta dai mutamenti climatici, possa attendere che il nostro processo di riconquistata consapevolezza prosegua e si sviluppi; se noi stessi, minacciati di distruzione morale e spirituale fino al centro della nostra persona come mai era accaduto nella storia, abbiamo ancora del tempo a disposizione per correre ai ripari e per elaborare delle difese adeguate, che ci permettano di salvare la nostra umanità.

Nei laboratori di una scienza diabolica asservita a poteri economici e politici malvagi, sono in corso mostruosi esperimenti di clonazione, di manipolazione genetica, di controllo telecomandato dei cervelli, di estirpazione della nostra natura spirituale, per produrre automi senz'anima che possono essere fabbricati in serie e adibiti a qualsiasi occorrenza, dalla fornitura di organi per trapianti alla bassa manovalanza per sottomettere gli esseri umani ancora in grado di sentire, di pensare e di volere.

È una lotta contro il tempo.

Ma è una lotta cui non dobbiamo rinunciare, perché ogni esitazione, ogni stanchezza e ogni scoraggiamento ci farebbero perdere ulteriormente terreno: e quei diabolici poteri ci hanno già sospinti sul limite estremo della cittadella assediata. Ancora pochi passi e saremo scaraventati giù, nell'abisso.

Abbiamo parlato, prima, di un cauto ottimismo; e tuttavia aggiungiamo: purché non si sottovaluti il pericolo. Il pericolo non viene soltanto da forze umane; sono in gioco entità assai più potenti che si prefiggono lo scopo di affrettare la catastrofe e di renderla irreversibile.
Citiamo a questo proposito un brano di san Paolo (Efesini, 6, 10-18):

"Infine, prendete forza dal Signore, dalla sua grande potenza. Prendete le armi che Dio vi dà, per poter resistere contro le manovre del diavolo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso. "Prendete allora le armi che Dio vi dà, per combattere, nel giorno della lotta, le forze del male e per saper resistere fino alla fine. Preparatevi dunque! «Vostra cintura sia la verità, vostra corazza siano le opere giuste e sandali ai vostri piedi sia la prontezza per annunziare il messaggio di pace del vangelo». Sempre tenete in mano lo scudo della fede con cui potrete spegnere le frecce infuocate del Maligno."Prendete anche il vostro elmo, cioè la salvezza e la spada dello Spirito Santo, cioè la parola di Dio."Pregate sempre: chiedete a Dio il suo aiuto in ogni occasione e in tutti i modi, guidati dallo Spirito Santo. Perciò siate svegli e non stancatevi mai di pregare per tutto il popolo di Dio…"

A mano a mano che le nuvole si vanno sempre più addensando sul cupo orizzonte, oscurando la benefica luce del Sole ed il suo calore, cresce in noi la sensazione che vi sia una regia occulta dietro il meccanismo implacabile che cerca di strappare l'anima del mondo, brano a brano, come un'immensa ruota dentata che avanza inesorabilmente ed è ormai giunta oltre la metà del suo funesto giro su sé stessa (cfr. il nostro precedente articolo Esiste un progetto consapevole per strappare l'anima del mondo).

Gli obiettivi principali di tale operazione sono abbastanza facilmente individuabili:

- Convincere gli esseri umani che il mondo è frutto del caso e che non nasce da alcun piano amorevole né tende ad alcun fine o scopo;
- Convincere gli esseri umani che essi medesimi sono frutto del caso, che la loro esistenza di mammiferi evoluti non ha alcuna meta e non svolge alcuna funzione;
- Convincere gli esseri umani che unico scopo della loro vita è realizzare il massimo profitto e perseguire il massimo godimento, in attesa di sprofondare in quel nulla da cui sono emersi;
- Dispiegare, a tal fine, tutta la potenza economica, finanziaria, mediatica e tecnologica di cui la modernità è oggi in grado di disporre, onde ridurli allo stato di automi privi di volontà;
- Farne oggetto di esperimenti d'ogni genere, mediante onde elettromagnetiche, veleni chimici, messaggi subliminali, ipnosi ed inserimento di microchip nel cervello, produzione di individui-fotocopia mediante la manipolazione genetica e la clonazione, per poi eventualmente sbarazzarsi degli originali;
- Favorire la diffusione di droga, alcool e di una visione negativa e pessimistica della vita, in modo da scoraggiare l'incremento delle nascite e di pervenire al graduale suicidio demografico della specie umana, oltre che accelerando le devastazioni ambientali;
- Promuovere il diffondersi di sette e società segrete il cui scopo ultimo, ignoto agli adepti dei livelli inferiori e medi della piramide, è in ultima analisi l'asservimento totale del genere umano, il suo sfruttamento indiscriminato da parte di élite occulte e, infine, la sua completa distruzione, morale e materiale, secondo le direttive di forze malvagie di natura non umana.

Un simile disegno è difficile da riconoscere da parte delle persone comuni, attanagliate dai mille problemi della vita quotidiana - a cominciare da quelli economici, sottoposte al quotidiano lavaggio del cervello per opera dei mass-media e indotte a cercare un surrogato di emancipazione nel tifo violento degli stadi, nella sequela fanatica di capi politici e religiosi le cui finalità sono totalmente distruttive, nell'abbrutimento sessuale e, in genere, nell'edonismo sfrenato e irresponsabile. Non bisogna dimenticare che, quasi sempre, la corsa verso l'abdicazione al proprio ruolo di soggetti pensanti e responsabili è camuffata ad arte da una strategia della persuasione occulta che fa apparire come piacevole e desiderabile la strada che conduce all'abisso.

Ci sia consentito, a tale proposito, riportare un brano del teologo tedesco Toth Tihamer, tratto dal suo libro Giovinezza pura (e riportato nel libro dell'ex arcivescovo di Udine, Giuseppe Zaffonato, Catechesi festiva. La legge, Edizioni Paoline, Alba, 1957, p. 252):

"Nel 1914 si combatté la terribile battaglia tra Russi e Tedeschi presso i Laghi Masuri. "Hindenburg, generalissimo tedesco, che conosceva molto bene quei luoghi, trasse strategicamente l'armata russa presso i laghi, poi sferrò l'attacco. I Russi, tentavano invano una resistenza, si scompigliarono e, spinti dal fuoco e dallo spavento, fuggirono indietro senza ordine. Innanzi a loro i laghi sterminati, dietro i Tedeschi che li incalzavano. "Non rimaneva che trovar scampo fuggendo attraverso la palude, coperta di muschio e di erbe. Ma essa, sotto la verde, fiorita superficie, nascondeva un profondo mare di fango. I soldati tedeschi videro con orrore i reggimenti russi inghiottiti dal fango della palude. Essi sono immersi sino al ginocchio, sino a mezza vita, sino alle braccia; è una selva di mani che si agitano in alto, sono innumerevoli facce stravolte, è un grido di morte lungo e straziante… Poi le sudice onde del lago si richiudono sopra di loro come gelide pietre sepolcrali.”

Anche noi, cittadini suggestionati e manipolati della megalopoli tecnologica globale, stiamo lentamente sprofondando nelle paludi della Masuria; anche noi stiamo procedendo su quello che può sembrare un prato fiorito, ma è solo la superficie ingannevole di un pericolo mortale: lo strato di fango nel quale potremmo scomparire, dibattendoci invano.

È necessario reagire con uno scatto di orgoglio, con un soprassalto di dignità e di senso della nostra responsabilità. Abbiamo in mano, effettivamente, una responsabilità immensa, quale mai ebbero le generazioni precedenti: decidere se l’umanità possa continuare ad esistere come soggetto autonomo della storia, capace di libere scelte, oppure regredire – forse per sempre – allo stadio di massa bruta ed informe, condotta verso l’abiezione totale da poteri malefici che sono solo in parte di questo mondo. Infatti noi non dobbiamo lottare contro creature umane, ma contro spiriti maligni del mondo invisibile, contro autorità e potenze, contro i dominatori di questo mondo tenebroso.

Agli educatori, in particolare, e a tutti coloro che lavorano a contatto con i bambini e con i giovani - e quindi, in primo luogo, ai genitori, che dovrebbero essere gli educatori per eccellenza - incombe oggi una grande responsabilità: diffondere amore, comprensione, apertura e disponibilità verso la vita. Solo così sarà forse possibile contrastare quel disperato odio per la vita che, con diabolica astuzia, viene oggi diffuso a piene mani da esponenti del mondo della cultura, dell’informazione, per non parlare della finanza e dell’impresa. Dai proprietari di discoteche, che si oppongono a introdurre qualsiasi restrizione nella vendita di alcolici o nell’orario di apertura; ai signori della moda, che si oppongono al tentativo di porre un freno all’assunzione di modelle minorenni e anoressiche; alle multinazionali del tabacco e delle armi, contrarie a ogni idea di riconvertire la propria produzione ovunque si assiste allo stesso fenomeno: quello di forze potenti che si oppongono alla vita, che si oppongono all’amore, che diffondono distruttività, pessimismo e nichilismo in nome di interessi egoistici, meschini e assolutamente miopi.

Sono in gioco la nostra dignità, la nostra pace, la nostra anima e la nostra stessa sopravvivenza.