Siccità in Italia: sotto accusa le scie chimiche

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com

Riportiamo tre articoli, il primo a firma di Paolo Bonino per meteolive.it, il secondo a cura della redazione di Ecplanet.com ed il terzo, scritto da Carlo Alessi per Sanremonews.it. In tutti e tre gli interventi, si punta il dito sull'emergenza idrica in Italia ed a noi preme farvi notare la stretta correlazione tra le massicce irrorazioni chimiche, atte ad impedire la formazione di nubi portatrici di pioggia e la conseguente, inevitabile, emergenza idrica nel paese ma, soprattutto, nel Nord Italia. Se è vero, infatti, che un aumento delle temperature medie, porta ad un incremento dell'evaporazione delle acque degli oceani e dei mari e, di conseguenza, alla formazione di corpi nuvolosi forieri di piogge, qualcuno ci deve spiegare per quale motivo le precipitazioni sono, invece, diminuite in modo spaventoso. Il bario abbondantemente ritrovato in campioni di terra, acqua, piante, è per caso il responsabile di tutto questo? Infine, si noti la perfetta corrispondenza tra le aree interessate dalla siccità e quelle maggiormente funestate dalle chemtrails.



Siccità in Italia: dove sta colpendo?

di Paolo Bonino
http://meteolive.leonardo.it/


Si parla sempre più spesso di deficit idrico sul nostro Paese. Vediamo quali sono le regioni che al momento risentono della maggiore carenza precipitativa, anche alla luce degli ultimi eventi accorsi.
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Ecco le precipitazioni cadute in settembre sull'Italia. Con il colore marrone sono rappresentate le zone con un forte deficit idrico. Precipitazioni mal distribuite; lunghi periodi di alta pressione alternati a fugaci apparizioni piovose che riescono solo a "tamponare" in parte il deficit idrico presente. Qualche regione più "fortunata" c'è, ma le piogge autunnali sono tuttora attese sulla maggior parte delle regioni italiane.

Abbiamo già parlato più volte della crisi delle correnti perturbate atlantiche, dell'egemonia spesso "indiscriminata" di alte pressioni che poco hanno a che fare con la stagione in corso. Resta il fatto che in Italia piove poco e male...e tutto ciò si ripercuote sugli equilibri idrici di molte regioni.

Partendo dal nord, le regioni che al momento soffrono maggiormente la carenza di pioggia sono l'Emilia Romagna e la Liguria. Su quest'ultima regione il deficit idrico supera in alcuni casi il 70%, anzi si può dire che negli ultimi anni mai si è registrato un periodo così lungo senza precipitazioni importanti. Nel ponente della regione (nell'Imperiese) sono già in atto misure restrittive per limitare al massimo gli sprechi. Non siamo al razionamento idrico nelle case, ma poco ci manca!

Anche il basso Piemonte (la zona di Molare e Ovada) e il basso Veneto non se la passano di certo bene da questo punto di vista. I millimetri caduti da inizio anno sono pochi e ovviamente al di sotto della media.

Al centro, la zona maggiormente "battuta" dalla siccità risulta compresa tra il Lazio, la bassa Toscana e l'Abruzzo. C'è da dire che l'Abruzzo, in occasione dell'ultimo transito perturbato, ha recuperato in parte la pioggia mancante, ma le precipitazioni sono state troppo concentrate e violente per dare benefici. Nel Lazio il Tevere è in secca, mentre sulla Toscana le piogge cadute dieci giorni fa non sono nemmeno riuscite a muovere i fiumi, che al momento si presentano scarichi come in estate.

Situazione non rosea nemmeno nelle Marche e su alcune zone della Sardegna, specie il settore occidentale dell'Isola.

Al sud, invece, dopo un'estate molto calda e asciutta, qualche pioggia si è fatta vedere nell'ultimo mese. Ovviamente anche in questo caso si è trattato di eventi intensi e localizzati, come i casi di Napoli e Palermo.

Le regioni al momento più in deficit (nonostante le ultime piogge) sono la Campania, il Molise e il nord della Calabria. Sulle altre zone il mese di settembre qualche precipitazione l'ha concessa, segnatamente sulla Puglia e sulla Sicilia meridionale.



Europa, scarsa vendemmia

Redazione ECplanet
http://www.ecplanet.com/

Anche se i meteorologi, nel corso dei loro show televisivi, non fanno altro che “arrampicarsi sui vetri” tentando di vendere l'impressione che arriva qualche nuvoletta qua o là (interessante notare il cambiamento della tonalità di voce, quando parlano dell'arrivo di un ipotetico corpo nuvoloso) le piogge scarseggiano e la siccità prende sempre più forza con effetti devastanti su tutto l'ecosistema. In molti comuni del Nord Italia l'acqua è razionata.

La cosa più triste è rappresentata dal fatto che i grossi corpi nuvolosi dall'oceano Atlantico prendono forma e si dirigono realmente verso l'Europa, ma, improvvisamente, svaniscono o perdono fino al novanta per cento della loro potenza.

La causa di questo strano fenomeno?

I media ufficiali parlano di mutamenti climatici naturali, mentre i media non ufficiali, quelli non “maneggiati”, parlano delle famigerate scie chimiche ovvero di mutamenti climatici pilotati. Interessante comunque è questo inquietante filmato di Peter Cordani che ci dà l'idea di come vengono dissolti interi corpi nuvolosi in poco tempo, grazie alla sua diabolica invenzione.

Vendemmia più scarsa da 60 anni
Agenzia ANSA

ROMA - Quella del 2007 è la vendemmia più scarsa degli ultimi 60 anni. Si produrranno, infatti, circa 40,5 milioni di ettolitri di vino, con un decremento di oltre il 18% rispetto al 2006 quando furono prodotti 49.631.000 ettolitri. A fornire secondo tradizione i dati definitivi è Assoenologi, l'associazione degli enologi e degli enotecnici italiani, a conclusione delle attività di raccolta.

La vendemmia 2007 sarà anche ricordata al Nord tra le più anticipate degli ultimi 70 anni. Il clima bizzarro ha portato a una qualità eterogenea, ma complessivamente interessante per le varietà precoci. Il fronte dei prezzi mostra aumenti mediamente compresi tra il 5 e il 35%, fino al 120% per alcune tipologie di Prosecco. Il decremento produttivo ha le sue massime punte nel Sud e in particolare in Sicilia (fino al -55%)

Scarsa la vendemmia 2007 in Europa
Agenzia ANSA

(ANSA)- ROMA - In Italia e Europa la vendemmia 2007 sarà ricordata come una delle più scarse degli ultimi anni, calata di oltre il 10% rispetto al 2006. Per l'Italia la flessione è maggiore (-20%) e con prezzi in rialzo. La vendemmia 2007 è tra le più anticipate degli ultimi 50 anni e la produzione nazionale si attesterà intorno ai 41 milioni di ettolitri. Il minimo produttivo è stato nel Centro-Sud, secondo la Confederazione Italiana Agricoltori,in particolare in Sicilia (-50%).


Siccità: grido d'allarme della CIA imperiese in Regione
Carlo Alessi martedì - 16 ottobre 2007 ore 14:28

La Confederazione Italiana Agricoltori ha chiesto alla Regione Liguria l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità per l’olivicoltura imperiese a causa della perdurante siccità. La situazione idrica già difficile che ha accompagnato la coltura lungo tutta l’estate, portando ad una maturazione precoce, si è ulteriormente aggravata per la pressoché totale assenza di precipitazioni nell’ultimo mese. Gli oliveti hanno quindi assunto una colorazione delle foglie che in molti casi sta virando verso il nocciola chiaro con concomitante rilascio dei frutti.

Le zone piu’ colpite sono quelle del ponente della provincia e della fascia costiera dell’Imperiese e del dianese, ma alcune avvisaglie di sofferenza sono state segnalate dagli olivicoltori anche nell’entroterra della Valle Impero (Sarola, Chiusanico, Lucinasco).
Il danno economico che già oggi è ben evidente per i produttori, ma anche per l’intera filiera, sia in ordine alla quantità raccoglibile sia per la qualità (e questo dato sarà verificabile nei prossimi giorni con i primi riscontri nei frantoi appena aperti), rischia, in mancanza di precipitazioni nei prossimi giorni, di influire anche sull’annata futura nella misura in cui la sofferenza della pianta si protragga ulteriormente.


Siccità: grido d'allarme della CIA imperiese in Regione
Carlo Alessi

http://www.sanremonews.it/
Martedì 16 Ottobre 2007 ore 14:28

La Confederazione Italiana Agricoltori ha chiesto alla Regione Liguria l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamita’ per l’olivicoltura imperiese a causa della perdurante siccità. La situazione idrica già difficile che ha accompagnato la coltura lungo tutta l’estate, portando ad una maturazione precoce, si è ulteriormente aggravata per la pressoché totale assenza di precipitazioni nell’ultimo mese. Gli oliveti hanno quindi assunto una colorazione delle foglie che in molti casi sta virando verso il nocciola chiaro con concomitante rilascio dei frutti.

Le zone piu’ colpite sono quelle del ponente della provincia e della fascia costiera dell’imperiese e del dianese, ma alcune avvisaglie di sofferenza sono state segnalate dagli olivicoltori anche nell’entroterra della Valle Impero (Sarola, Chiusanico, Lucinasco). Il danno economico che già oggi è ben evidente per i produttori, ma anche per l’intera filiera, sia in ordine alla quantità raccoglibile, sia per la qualità (e questo dato sarà verificabile nei prossimi giorni con i primi riscontri nei frantoi appena aperti), rischia, in mancanza di precipitazioni nei prossimi giorni, di influire anche sull’annata futura nella misura in cui la sofferenza della pianta si protragga ulteriormente.