Aiuta gli abitanti di Susiya a resistere nonviolentemente all’espulsione!

Fonte: http://guerrillaradio.iobloggo.com


Il 6 giugno 2007 si è tenuta l’ultima udienza alla Corte suprema israeliana sull’appello dei residenti palestinesi di Susiya ed ora si è in attesa della sentenza definitiva.

Susiya è una comunità palestinese nella parte meridionale della Cisgiordania. L’appello, presentato alla Corte nel 2001 (numero 7530/01), chiedeva di fermare la distruzione sistematica delle case palestinesi.

Gli abitanti di Susiya oggi sono estremamente preoccupati. La preoccupazione è legata al fatto che la Corte sembra aver accettato le argomentazioni del governo israeliano che definisce i residenti di Susiya occupanti abusivi, anche se proprietari legali della terra. Evacuati ripetutamente dall’esercito israeliano, gli abitanti di Susiya sono sempre ritornati ricostruendo senza “permesso”. le loro case, che nel frattempo erano state demolite.

Ottenere i permessi di costruzione è praticamente impossibile: Susiya si trova in area C, la parte della Cisgiordania (circa il 70%) sottoposta completamente all’autorità civile e militare israeliana. L’ufficio preposto a rilasciare tutti i permessi amministrativi è l’Amministrazione Civile : un settore dell’Esercito Israeliano il cui ufficio principale si trova in un insediamento nella parte settentrionale dei Territori Palestinesi Occupati. Non c’è fine al cinismo dei coloni, dell’esercito israeliano, dell’Amministrazione Civile e perfino della Corte Suprema verso i Palestinesi di Susiya. È infatti noto che in tutti i Territori Occupati l’Amministrazione Civile non ha mai rilasciato permessi di costruzione ai Palestinesi. Alcuni residenti, in passato, hanno comunque presentato richiesta di permesso, solo per vederselo rifiutare numerose volte.

Lo stato israeliano, pur ammettendo che si tratta di terra privata palestinese, sta per decretare l’espulsione definitiva di 13 famiglie palestinesi di Susiya che vogliono continuare a vivere sulla loro terra e lavorare i loro campi mentre continua a sostenere l’espansione dei coloni su quelle stesse terre palestinesi e la loro richiesta esplicita di una terra “libera” dai suoi abitanti originari.