La nebbia

Da qualche giorno assisto a fenomeni del tutto nuovi nei cieli. Giornate solcate da innumerevoli voli chimici che seminano morte senza sosta. Tempo fa si potevano riconoscere le scie e intravedere i tracciati molto ben delineati, si poteva capire l’inizio e la fine della linea della morte. Oggi sta diventando impossibile, credo molto peggiore. Le scie sono diverse, si nascondono dietro piccole nuvole e creano una rete fitta di nebbia, qualcosa che da l’impressione di essere oppressi al solo guardare. Sembra che ci stiano infilando un sacco di iuta in testa e pian piano cominciano a torturarci. Camminando per strada si sente la pesantezza di un’aria viziata, cammino come quelle formiche a cui è stato spruzzato l’insetticida, senza senso, senza meta, con l’angoscia e il respiro corto. Il cielo ha perso il colore celeste, tutto è grigio, tutto muore e si spegne a 36 gradi all’ombra. Ci stanno uccidendo come mosche, ci infilano il cappio al collo lentamente, senza accorgercene siamo prossimi all’avvelenamento totale, anche l’aria, unico bene ancora gratuito sembra essere un lusso. Una sana passeggiata su un prato o al mare, oggi è peggio che una gita al centro commerciale. La nebbia sta uccidendo i cieli e le menti, tutti sembrano imbambolati, come se questi veleni siano penetrati nel cervello ed abbiano corrotto le menti creando dei veri e propri automi, privi di senso e di critica. La nebbia più pericolosa è proprio questa, la nebbia che alberga nella mente del popolo che non si ribella.


Giovanni Pascoli - Nebbia

Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l'alba,
da' lampi notturni e da' crolli,
d'aeree frane!

Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch'è morto!
Ch'io veda soltanto la siepe
dell'orto,
la mura ch'ha piene le crepe
di valerïane.

Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch'io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.

Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch'ami e che vada!
Ch'io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane...

Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch'io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest'orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.