Il colpevole dell'11 Settembre

Il corriere oggi commenta la notizia relativa all’ammissione di responsabilità di Khalid Sheikh Mohammed, responsabile, a dire del Pentagono, degli attacchi alle torri gemelle dell’11 Settembre. Come già espresso in altri post, la versione ufficiale non mi ha mai convinto. Troppe contraddizioni, non ammissioni e coincidenze strane, hanno creato un alone di mistero in tutta la vicenda. Questa poca chiarezza da parte del governo statunitense è un continuo dolore per i familiari delle vittime di quel giorno e per tutti i morti, civili innocenti che continuano a morire in seguito alle guerre di oppressione americane. A mio modo di vedere, le condizioni di detenzione di Guantanamo portano i carcerati ad ammettere e inventare di sana pianta intere deposizioni e ammissioni di colpa. Le continue torture fisiche e mentali di Guantanamo portano i detenuti ad un livello di stress mentale tale da condurli a dire quello che il governo vuole. Queste notizie, confezionate e infiocchettate al momento giusto, servono per creare e mantenere vivo il dualismo fra bene e male, fra Occidente e Islam. Le condizioni di Guantanamo sono da reputare come crimini di guerra e soppressione di ogni diritto civile e umano dei prigionieri. Quello che in passato hanno provato pakistani, iracheni o sauditi nelle carceri militari americane dovrebbe lasciar riflettere e guardare queste notizie per quello che sono, emerite fandonie. Un uomo, o poche persone, non potevano portare a termine quello che è successo l’11 Settembre senza il coinvolgimento del governo, dei servizi segreti americani e della CIA. Gli Stati Uniti hanno creato l’11 Settembre per giustificare i successivi attacchi a Stati sovrani. Per chi fosse interessato consiglio la visione del film: “The Road to Guantanamo”, ottimo documentario basato su una storia vera.

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