Rabbi Ovadia, un fratello. Maggiore.

Fonte: http://www.effedieffe.com

rabbi Ovadia Yosef

«Il Signore darà agli arabi la paga per le loro azioni: guasterà il loro seme, li sterminerà». Così, con profondo senso religioso, ha dichiarato rabbi Ovadia Yosef nel sermone del Purim, lunedì scorso. «E’ vietato avere pietà di loro», ha aggiunto il sant’uomo: «Bisogna sparare missili su di loro e annichilirli, poiché sono malvagi e dannati». (1) Un apice della civiltà giudaico-cristiana, uno dei savii che l’Ecclesia ama chiamare «nostri fratelli maggiori». L'ottantenne rabbino Ovadia, benchè vada in giro con un fastoso abito sacerdotale di sua invenzione, non è uno sproloquiatore solitario. È il capo politico del partito Shas, un potente partito «religioso» che non solo ha 17 membri sui 120 della Knesset (il parlamento sionista), è il terzo partito del paese e partecipa ai governi israeliani come gruppo della destra estrema, ma è quello che raccoglie più soldi dalle offerte della pia diaspora. E’ un personaggio di vasta influenza.
Centinaia di migliaia di sefarditi lo considerano il loro santo e padre spirituale. Il partito del dolce rabbino è comunemente definito «ultra-ortodosso»: e infatti il divieto di aver pietà dei nemici è strettamente biblico, e il loro sterminio è un dovere religioso yahvista. Piamente, questo nostro fratello maggiore suole chiamare i palestinesi «vipere». Nel marzo 2000 definì l’allora ministro della pubblica istruzione Yossi Sarid, ebreo un po' troppo laico, «Satana», e invocò che «fosse estirpato dalla faccia della terra» (Yahveh non lo esaudì). Rabbi Yosef è noto per le sue temute sentenze talmudiche, equivalenti a «fatwa» islamiche. Celebre la sua risposta alla domanda se le donne ebree ortodosse, che sono rasate per obbligo religioso, possano indossare delle parrucche come fanno di solito: «No, la parrucca è troppo naturale». Un fazzolettone o un chador sono meglio.

Secondo importante rescritto: si può legge il giornale mentre si sta alla toilette? «No se è scritto in ebraico, la lingua sacra della Torah», ha sancito il fratello maggiore. Anche questa è purissima ortodossia. Come ha raccontato Israel Shahak, i rabbini della sua Polonia consentivano di leggere libri di scienze moderne («profane») solo nel cesso, dove beninteso era vietato portare la Bibbia. Anche chi voleva studiare geografia doveva andare al gabinetto: purchè nel libro non si parlasse dell’America, continente talmudicamente inesistente, in quanto la Torah non lo nomina (vedete quanto le cose sono cambiate). L'incitamento vero o presunto di Ahmadinejad di cancellare Israele dalla carta geografica è continuamente evocato e amplificato da tutti i media del mondo. L'istigazione del rabbino Yosef allo sterminio radicale degli arabi non pare riceva la stessa attenzione allarmata: eppure anche rabbi Yosef è un politico importante, in una nazione irta di bombe atomiche. Le fatwe islamiche vengono spesso ridicolizzate o denunciate come esempi della barbarie musulmana. Le sentenze di rabbi Yosef non ricevono la stessa pubblicità o derisione. Vengono piamente taciute da Ferrara, Mieli, Mimun, Mentana e dal laico Gad Lerner. In Israele, una critica è venuta dal ministro della giustizia Meir Sheetrit. In questi termini: «Una persona della statura morale di rabbi Ovadia Yusef dovrebbe astenersi da osservazioni così acide». Alta statura morale. Un maestro per i nostro prelati giudaizzanti, un esempio per i catecumenali che con questi rabbini «danzano attorno alla Torah». Nostri fratelli. Maggiori.

Fedele alla spirituale giustizia talmudica, Ehud Olmert, desideroso di pace con Abu Mazen, ha appena autorizzato l’allargamento del Muro a cinque chilometri ad est della linea verde: cinque chilometri in più rubati ai palestinesi, e un allungamento del Muro di altri 12 chilometri. Allo scopo di comprendere dentro il Muro due insediamenti di coloni ebraici, Nili e Na'aleh. In tal modo, si formano due enclaves palestinesi in cui resteranno rinchiusi, e senza contatti con gli altri, 20 mila arabi. I coloni ebraici da proteggere a questo prezzo sono meno di 1500 (2). Quest'altro furto di terra e imprigionamento nel lager «mina gli sforzi di pace», protesta Haaretz. Invano.

Maurizio Blondet

Note
1)
«Rabbi calls for annichilation of Arabs», BBC, 10 aprile 2001.
2) Meron Rapoport, «Decision to move West Bank fence undermines peace efforts», Haaretz, 31 gennaio 2007.