Un tentato raid israeliano?

Fonte: http://www.effedieffe.com

F-16 israeliani

Sarebbe accaduto il 7 gennaio.

Una squadra di tre caccia-bombardieri israeliani F-16, armati con bombe nucleari e convenzionali e in rotta verso l'Iran sarebbe stata intercettata da caccia americani nel cielo dell'Iraq e obbligata a tornare indietro. Lo afferma il giornalista William Thomas nel suo sito (1), citando «due fonti» a lui note, che gli hanno confermato la notizia «indipendentemente l'una dall'altra». Non ci sono altre conferme. Tuttavia, i dettagli forniti da Thompson sono assai interessanti e credibili. Non è la prima volta che aerei israeliani partono per una rappresaglia atomica. Durante la prima guerra del Golfo, quando missili Scud di Saddam caddero su Tel Aviv, decollarono caccia israeliani con armi atomiche per bombardare Baghdad. Furono dissuasi solo perché l'US Air Force rifiutò di assegnare a quegli aerei il codice IFF (Identification Friend or Foe, amico-nemico) necessario per attraversare lo spazio aereo controllato dagli USA. Questo codice IFF del trasponder è ovviamente necessario oggi per sorvolare l'Iraq. A richiesta di Thomas, la sua seconda fonte ha risposto che gli aerei israeliani da guerra ricevono normalmente un «codice squawk» perché compiono missioni di routine volte ad acquisire informazioni sui radar di Siria, Giordania e Iran attivati dall'avvicinamento degli aerei israeliani. La fonte ha aggiunto che i caccia israeliani «in visita» nello spazio aereo iracheno vengono normalmente riforniti in volo dalle cisterne volanti USA; ma il patto è che si limitino a seguire una rotta predeterminata e non si avvicinino troppo all'Iran. Il punto da non superare si chiama in gergo «stazione 160», un angolo di strada che costeggia una tubatura petrolifera a 160 chilometri ad est di Baghdad. Qualunque aereo che proceda oltre deve dichiarare le proprie intenzioni; altrimenti, un F-15 americano gli si affianca e, se l'altro aereo non cambia rotta, gli si mette dietro e lo «aggancia» con un missile Sidewinder pronto al lancio.

La cosa pare sia avvenuta almeno due volte negli ultimi tempi.

Nel tentato raid del 7 gennaio la squadriglia israeliana è stata richiamata dalle autorità sioniste dopo l'allarme americano. Ciascuno degli aerei della squadriglia portava, oltre all'armamento convenzionale, una bomba atomica da 20 chiloton (la bomba che incenerì Hiroshima era da 13 chiloton). L'arma nucleare sarebbe necessaria, secondo la fonte, non per distruggere le installazioni atomiche iraniane, che gli israeliani sanno troppo sparse e troppo ben difese dai sistemi missilistici russi; servono a «decapitare i centri di comando e controllo», ossia la leadership religiosa dell'Iran che può ordinare una rappresaglia contro Israele. (2) La cosa è possibile perché gli ayatollah tendono a riunirsi fisicamente, preferendo non usare le comunicazioni telefoniche ed internet. Secondo la fonte (ma questa notizia è stata confermata dal Sunday Times l'11 dicembre 2006) Israele ha numerose «talpe» infiltrate non solo in Iran ma nell'ambiente degli ayatollah, le quali, per mezzo di apparecchi miniaturizzati di puntamento, «tengono di mira le personalità da eliminare» dall'attacco aereo, guidandone i missili sui bersagli. Siccome la leadership iraniana si riunisce spesso su dei treni, un tempestivo attacco israeliano guidato dai raggi emessi dalle «talpe» al suolo «può azzerarli tutti». L'arma nucleare inoltre garantirebbe la neutralizzazione istantanea di tutta l'elettronica e i computer iraniani in funzione per un eventuale attacco ad Israele, grazie allo shock elettromagnetico (EMP, Electromagnetic Pulse) che seguirebbe a un'esplosione atomica. La morte di decine di migliaia di persone sarebbe l'ovvia conseguenza - la bomba di Hiroshima uccise 140 mila giapponesi - senza contare l'estensione del fallout radiattivo che, portato dai venti dominanti del Golfo, ricadrebbe sui Paesi circonvicini, ad oriente e a nord.

Ma la fonte di Thomas ha confermato: per gli israeliani, la capitale dell'Iran è «definita come bersaglio», insieme alla «grande base di addestramento di Hamadan per le Guardie Rivoluzionarie»: dove, Israele ne è convinta, sono nascosti i carichi di esafluoruro di uranio molto arricchito che Saddam avrebbe spedito segretamente in Iran nell'imminenza della guerra del Golfo. Le famose armi di distruzione di massa mai trovate. Particolari interessanti e poco noti vengono descritti da Thompson. Per esempio, gli israeliani hanno modificato i loro F-16 rispetto al modello americano. Durante il rifornimento in volo, oltre a riempire i serbatoi supplementari (da gettare quando vuoti) questi aerei modificati alimentano contemporaneamente il loro mono-motore con il carburante succhiato dalla cisterna volante, in modo da ridurre il consumo necessario per tenere il caccia «in linea», a piccola velocità, sotto la pancia del più lento aereo di rifornimento. Ciò ne aumenta l'autonomia. La squadriglia è concepita per missioni senza ritorno. Basta che uno dei tre caccia giunga sul bersaglio; il secondo serve a contrastare la reazione nemica (anche eventualmente americana), mentre il terzo è di riserva (back-up).

Maurizio Blondet


Note

1) William Thomas, «Israeli nuke strike on Iran turned back by USAF over Iraq?», www.willthomas.net, 19 gennaio 2007.
2) Ecco come Thomas descrive le difese iraniane, made in Russia, che preoccupano gli israeliani: «Iran's air defenses are far more formidable than any the Israeli Air Force has yet faced. Manufactured at the KBM factory near Moscow, Russian-supplied SA-18 Igla-S mobile missile batteries are said to be highly effective against low-flying jets. […] The Igla's mobility 'makes them difficult to target and limits the maneuverability of Israeli planes'. […] Russian advisers from the Raduga OKB engineering group based in Dubna near Moscow have completed installing two advanced radar systems around the Bushehr nuclear reactor on the Persian Gulf. Codenamed 'Tin Shield', the mobile 36D6 systems are modified to protect Iran's Russian-supplied nuclear facilities from American or Israeli aircraft, stand-off missiles, and cruise missile attacks. On January 12, 2006, Tin Shields also went operational around the uranium enrichment plants at Isfahan in central Iran. […] Other air defenses supplied by Moscow to Syria-and most likely Iran- include advanced mobile SS-26 Iskander-E surface to surface missiles carrying a 1,000-pound multiple warhead capable of dodging air defense radars and electronic jamming, as well as surface-to- air SA-10 'Grumble' missiles capable of engaging several targets simultaneously at various altitudes, and SA-18 'Grouse' shoulder- launched anti-aircraft missiles fitted with a 4.5-pound high- explosive warhead. The SA-18 has a maximum range of 5.2 kilometers and a maximum altitude of 3.5 kilometers. Another major worry for Israeli pilots is Iran's first satellite. Carried into orbit by a Russian booster in October 2005, the Sinah-1 can provide a 'look down' capability to spot low-flying aircraft long before they intrude Iranian airspace».

1 commenti:

Anonimo mod

Caro maurizio è evidente che hai problemi seri di testa, purtroppo non so che consigli darti, la tua situazione non è reversibile: chi nasce ritardato muore ritardato

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