Prodi: il fattore B. (Bilderberg) ed il piano per disattivare la Legge Pinto con il Comma 1348 della Legge Finanziaria

Fonte: http://francescocaselli.blogspot.com

INESISTENZA DI ALCUN OBBLIGO DI “RESTITUIRE” I FIDI E I MUTUI

Manovre di Prodi per disattivare la legge Pinto, mediante l’art. 1348 della finanziaria 2007, perché ciò è funzionale a coltivare l’inflazione mediante il signoraggio ad opera del gruppo Bildeberg, che è l’artefice occulto della sua fortuna politica.

Segnalo ai cittadini tutti, ai politici, agli avvocati, ai magistrati, ai giornalisti - non importa se di destra, sinistra o centro, perché ritengo che la politica sia tutta sotto il dominio del potere economico - che è un pericolosissimo errore credere alla favola della fortuna di Prodi.

E’ infatti persino possibile che né lui né qualche altro “economista” tipo Schioppa o Monti se ne sia accorto, ma la sua famosa “fortuna” è invece il frutto del lavorio segreto di un immane apparato di protezione e sostegno, gestito in Italia ed all’estero dagli occulti poteri bancari nazionali ed internazionali, che stanno dietro al gruppo Bildeberg, di cui naturalmente è parte integrante anche la Goldman e Sachs, la grande banca di affari americana, alla quale è notoriamente legato da gran tempo.

Gruppo Bildeberg, costituito dalle dinastie che dominano il mondo attraverso la politiche economiche, ovvero, secondo innumerevoli, dettagliatissime fonti internet, Astor, Bundy, Collins, Dupont, Freeman, Kennedy, Li, Onassis, Rockfeller, Rothschild, Russel, Van Duyn e Merovingi.

La strategia delle tasse ed i buoni rapporti con la BCE (Banca Centrale Europea) ed altri ambienti europei da questa controllati sono cioè tutt’altro da ciò che sembrano, essendo in realtà frutto dell’obiettivo di demonetizzare la società.

Demonetizzazione rivolta, rastrellando con le tasse le risorse, nonché generando una continua, gravissima inflazione attraverso il signoraggio primario e secondario, ad impoverire la società, allo scopo di facilitarne il dominio da parte del potere bancario.

Banche centrali e commerciali, che vanno confiscate e rese pubbliche, perché, essendo i loro soci privati, si configurano giuridicamente come dei falsari, che creano denaro virtuale “erogando”, appunto virtualmente quanto assurdamente, fidi e mutui fino a cinquanta volte il loro capitale (signoraggio secondario), per poi farseli restituire però realmente, giacché solo loro possono creare (illegalmente) il denaro, laddove i cittadini possono solo guadagnarlo.

FIDI E MUTUI CHE, COME AMPIAMENTE SPIEGATO ALTROVE, NON SUSSISTE ALCUN OBBLIGO DI “RESTITUIRE”

(salvaguardandosi con ogni necessaria strategia giudiziaria), sia perché non c’è alcunché da restituire (la banca “eroga” null’altro che un numero scritto su un pezzo di carta), e sia per impedire che le banche usino i mutui e i fidi per aumentare a dismisura, creandolo, il circolante nelle loro mani, per abbassare così quello in mano alla società ai suddetti fini inflazionistici. Argomenti sui quali, del resto, il silenzio di Prodi, pur a fronte della loro straordinaria gravità, sarebbe incomprensibile, se non fosse eloquente.

Il tentativo di neutralizzare la legge Pinto con il sistema di non pagare per anni le sentenze (formalmente decreti)e nello stesso tempo paralizzare le reazioni dei cittadini creditori, rendendo impignorabili i fondi della Presidenza del Consiglio e del Ministero della Giustizia, è funzionale a questi obiettivi. I poteri occulti bancari vogliono cioè disattivare la legge Pinto non per i ben pochi milioni, che sono fin qui costate le poche migliaia di condanne all’Italia (un nulla rispetto alle decine di migliaia di miliardi di euro, che manovrano con estrema facilità), ma perché l’accelerazione dei processi che la legge Pinto sta causando è il massimo fenomeno politico che si sta verificando in Italia dal dopoguerra, ed il potere bancario vede in questa velocizzazione della giustizia il principio della sua fine, perché l’Italia è da sempre il paese guida delle culture del mondo.

Cose che, in verità, ho scritto prima delle elezioni in un documento laddove si legge fra l’altro del timore, “se Prodi sarà capo del Governo, che cambi in senso negatorio la giurisprudenza civile, specie nelle cause contro la Pubblica Amministrazione, con particolare riferimento alle cause contro la Presidenza del Consiglio, per equo indennizzo per la durata eccessiva dei processi ex legge Pinto”.

Spero pertanto che ciascuno dalla sua posizione faccia tutto quanto può per fermare questo abominio, e che i deputati, rifiutandosi di rendersi complici di un simile dono di Natale alla collettività, boccino l’art. 1348.

Contando di vedere presto tempi migliori, spero altresì vogliano gli Onorevoli Deputati e Senatori insistere per norme rivolte sì ad evitare i pignoramenti, ma mediante il garantire il pagamento delle sentenze entro i ben sei mesi, che la Corte Europea ha riconosciuto come “tempo ragionevole” massimo.

Sei mesi dopo i quali, si osservi in mano a che gente siamo, la Corte Europea riconosce il diritto ad un ulteriore indennizzo per il ritardo nel pagamento.

Alfonso Luigi Marra

http://www.buonafonte.com/doc2006/1372.htm

1 commenti:

Anonimo mod

Perche non:)

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