Italia: 'Libero' pubblica le prove delle atomiche Usa ad Aviano

Fonte: http://unimondo.oneworld.net

Nell'edizione di domenica 28 gennaio 2007, il quotidiano "Libero" ha dedicato un'intera pagina ad un'inchiesta di Francesco Ruggeri, nella quale vengono fornite importanti prove a sostegno della tesi, più volte avanzata dai movimenti pacifisti, della presenza di armi atomiche nella Base Usaf di Vicenza (così come in quella italiana di Ghedi). L'autore è riuscito ad entrare in possesso di foto scattate da alcuni soldati statunitensi nel corso di un'esercitazione sulla sicurezza nucleare, svoltasi ad Aviano nel 2002, nonché di documenti contenenti i regolamenti interni sulle operazioni con materiale nucleare.

Il testo completo dell'articolo è pubblicato sul sito www.vialebombe.org, da dove è possibile scaricare anche una copia .pdf ad alta definizione della pagina in questione. "Finora, i vari Governi che si sono succeduti hanno sempre rifiutato di confermare la presenza di ordigni nucleari sul nostro territorio" - nota il Comitato 'Via le Bombe'. "È tempo invece che i cittadini siano adeguatamente informati e che l'Italia si adoperi affinché tutte le armi nucleari presenti nel nostro paese siano smantellate al più presto, come primo passo verso la completa abolizione delle armi atomiche".

"Gli americani hanno il controllo delle bombe ad Aviano, e pure a Ghedi nonostante sia un aeroporto italiano e i nostri Tornado si addestrino a usarle. È così in virtù di un trattato segreto del ’54" - segnala Francesco Ruggeri su 'Libero'. "E dello Shell agreement del ’95, che assegna al comando americano «pieno controllo ull’equipaggiamento Usa». Tutto ciò senza alcuna ratifica parlamentare, come prescriverebbe l’art. 80 della costituzione per i trattati internazionali. E il motivo è lampante. Con la legge 131 del 1975 l’Italia ratificò il TNP, che all’art. II recita: «Ciascuno degli stati non nucleari si impegna a non ricevere da chicchessia armi nucleari o altri congegni nucleari esplosivi né il controllo su di essi, direttamente o indirettamente». La legge 185 del '90 e la Corte dell’Aja ci vietano inoltre «importazione e transito di armi nucleari»" - nota sempre Ruggeri su 'Libero'.

Va comunque ricordato al giornalista di "Libero" che quello che chiama "il popolo dei pacifondai" di fatto non "sbaglia bersaglio" perchè da anni i movimenti pacifisti denunciano la presenza illegale di bombe nucleari nelle base americana di Aviano e in quella di Ghedi (Brescia). Tanto che il 22 dicembre 2005, il governo degli Stati Uniti è stato citato in giudizio da alcuni pacifisti pordenonesi con la richiesta che vengano rimosse le armi atomiche presenti ad Aviano, in quanto pericolose ed in contrasto con il Trattato di Non Proliferazione Nucleare, sottoscritto e ratificato dall’Italia, che sancisce l’obbligo per il nostro paese di non ospitare ordigni nucleari e per gli Stati Nucleari, come gli USA, di non dispiegare tali armamenti al di fuori del proprio territorio.

Anche il 2 giugno scorso durante la parata militare in occasione della Festa della Repubblica uno striscione di Greenpeace con la scritta 'Via le armi nucleari dall'Italia' aperto ricordava che, nonostante l'Italia abbia ratificato il Trattato di non proliferazione nucleare sono 90 gli ordigni nucleari Usa-Nato presenti nel nostro Paese e ben 480 in tutta Europa, con una potenza pari a 900 volte la bomba di Hiroshima. La presenza ad Aviano e Ghedi di ordigni nucleari sul suolo italiano è sconosciuta ad oltre il 60 per cento della popolazione italiana, che in percentuale simile è favorevole al loro smantellamento - riportava una ricerca condotta da Greenpeace.

E lo scorso 8 agosto ad un gruppo del Comitato 'Via le Bombe' è stato opposto un cortese quanto netto rifiuto ad entrare nella base di Aviano, motivato dai regolamenti che concedono solo ai parlamentari il diritto di ispezionare le installazioni militari. Ne è nato un dialogo a più voci tra i componenti della delegazione ed il comandante della base, in cui sono stati illustrati le motivazioni che hanno portato alla richiesta di ispezione. In particolare, gli ispettori hanno rivendicato il diritto per tutti i cittadini di conoscere la verità in merito alla presenza di atomiche nella base, esprimendo al comandante la loro convinzione che un simile tema non possa essere sottratto alla sovranità popolare. [GB]

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