Armi: presidente pax Christi denuncia presenza di 90 bombe atomiche in Italia

Fonte: http://unimondo.oneworld.net

Una una chiara denuncia della "presenza incostituzionale sul territorio italiano di 90 bombe atomiche americane, sulle quali va fatta subito chiarezza da parte del Governo" ed un forte sostegno alla proposta di legge italiana per la moratoria totale di produzione, commercializzazione e uso delle cluster bomb emergono dal discorso del presidente di Pax Christi Italia, mons. Tommaso Valentinetti, a conclusione della Marcia della Pace a Norcia.

"Nel magistero sociale della chiesa è chiara, dalla Pacem in terris e Gaudium et Spes in poi, la condanna dell'armamento nucleare come terribile arma di distruzione di massa" - ha detto il vescovo. "Il problema è che si stanno sviluppando e sperimentando alcune armi nucleari tattiche, con un raggio di azione "limitato". Non vorrei che questi nuovi strumenti di morte si giustificassero come possibili perchè non di "distruzione di massa". Non è più sufficiente quindi chiedere la "non - proliferazione" delle armi nucleari.

"Oggi, nonostante i Trattati ratificati spingano verso lo smantellamento almeno parziale di questi strumenti di morte (fatto che non sappiamo con chiarezza se effettivamente sta avvenendo), credo che l'unica prospettiva sia scegliere l'abolizione totale delle armi nucleari e la condanna morale delle armi atomiche come "crimine contro l'umanità". Sono armi di distruzione di massa e quindi, come le armi chimiche e batteriologiche, non sussiste più alcun motivo per giustificarne la presenza, la produzione, la vendita, l'uso, anche solo come minaccia. Sono immorali, illegali, inefficaci, inumane e profondamente ingiuste e per tali motivi assolutamente ingiustificabili. Ritengo inoltre inaccettabile il doppio standard fra "possessori" e "non possessori" di armamento atomico". E venendo all'Italia mons. Valentinetti ha quindi denunciato "la presenza incostituzionale sul territorio di 90 bombe atomiche americane, sulle quali va fatta subito chiarezza da parte del Governo".

Mons. Valentinetti ha poi ricordato che "l'Italia è al 4° posto come produttrice mondiale e al 2° come commercio di armi leggere, mantenendo costantemente la sua leadership mondiale". "E' un dato molto preoccupante e sottovalutato" - ha detto il Vescovo che ha chiesto "ai cattolici attivi in politica di impegnarsi, sul piano legislativo, per allargare il controllo democratico di produzione e commercio di armi leggere chiarendo chi produce, a chi vende e quali banche fanno da appoggio (sullo stile della legge 185 che purtroppo non contempla il capitolo "armi leggere" ad uso "non militare")". "Chiediamo anche che sia avviato lo studio per la proposta di legge sugli intermediari di armi definendone compiti e responsabilità e allargando la trasparenza sul loro agire. Un a legge ad hoc andrebbe presto approvata" - ha sottolineato.

Ricordando l'uso delle cluster bomb nell'ultimo conflitto in Libano, mon. Valentinetti ha evidenziato che una proposta di legge che equipara le clustr bombs alle mine antipersona e ne chiede l'abolizione della produzione e stoccaggio in Italia è già presentata al senato. Ha quindi "che i parlamentari italiani approvino al più presto la proposta tale proprosta di legge". "Per quanto ci è dato di sapere - e su questo la trasparenza non è certo alta- potrebbero esserci anche ditte italiane nel gruppo dei produttori di cluster bomb, motivo più per intervenire velocemente ed impedire a tutti noi, come italiani, di essere seminatori di morte nel mondo. L'Italia membro permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu dal 1 gennaio 2007, giornata mondiale della pace, realizzi ogni sforzo possibile nella logica del disarmo e non solo del limite al riarmo" - ha affermato.

Il presidente di Pax Christi Italia si è poi soffermato sulla questione dello sviluppo di nuovi sistemi di arma. "Un'attenzione particolare va posta, proprio nella logica del disarmo, al campo della ricerca e studio di nuovi sistemi di arma- Scienza e tecnologia sono al servizio della vita e non della morte" - ha detto. E ha quindi denunciato "l'aumento di fondi che la nuova legge finanziaria ha stanziato sul capitolo militare e ricerca in campo militare. I nuovi sistemi di arma, già in fase di sperimentazione, sui teatri della guerre attuali, più che garantire la sicurezza, mettono in dubbio, se ancora ce ne fosse bisogno, le libertà e la qualità della crescita democratica nel mondo".

Mons. Valentinetti ha concluso con un accorato appello alla Chiesa italiana sul tema disarmo sul quale ha chiesto "maggiore coraggio". "Così come è chiesto maggiore coraggio per smascherare il 'sistema guerra' che sta imperversando in ogni modo. La 'pazzia della guerra' si maschera di umanitario, di libertà, di democrazia, di cooperazione e continua a calpestare troppe donne, uomini, vecchi e bambini, popoli e regioni. Ecco perchè non possiamo fermarci e accontentarci dei piccoli passi fatti. Si tratta ora di avviare un serio e organico lavoro sui temi di "Giustizia e Pace" iniziando dal ridare vigore e spazio alle Commissioni Giustizia e Pace a livello nazionale, diocesano e locale" - ha sottolineato.

Il presidente di Pax Christi Italia non aveva mancato all'inizio del suo discorso di ribadire che la via della pace passa "dal coraggio di un serio impegno ecumenico" alla necessità di "non privatizzare i beni essenziali come l'acqua". Ma anche "dalla lotta alla fame e alla disparità sociali" ad una "nuova prospettiva di cooperazione internazionale e di sviluppo dei popoli" fino ad "un maggior impegno per risolvere i conflitti sociali causati dalla marginalità lavorativa e sociale di giovani e immigrati". [GB]

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