Antisionismo

Antisionismo, ha detto il capo dello stato, significa negazione della fonte ispiratrice dello stato ebraico, delle ragioni della sua nascita, ieri, e della sua sicurezza oggi, al di là dei governi che si alternano nella guida di Israele.

Sterminio di massa, dico io, significa ignorare ogni più semplice forma di salvaguardia dei diritti della popolazione Palestinese.

Accaparramento di risorse, dico io, significa stuprare un popolo la cui terra appartiene per diritto da centinaia di anni.

Uccisioni di innocenti, dico io, significa crimini contro l’umanità e contro la dignità di ogni essere umano, sia esso ebreo, musulmano, cristiano o non credente.

Ricordare la Shoah può essere utile a ricordare gli errori del passato, ma non deve essere strumentalizzata come un evento mediatico. Da molto tempo questo giorno diventa una sfilata di ipocrisia. Le più alte cariche dello Stato si alternano in discorsi privi di senso critico e di obiettività. La realtà è che Israele è uno Stato terrorista, fornito delle più avanzate armi di distruzione di massa, nucleari e batteriologiche del pianeta, il Paese che meglio interpreta la discriminazione razziale e la tortura. Un Paese che è fieramente convinto della superiorità del popolo ebreo nei confronti del resto del mondo e in particolare delle persone di fede musulmana. Ormai il valore di questa giornata perde forza e coerenza davanti alle vuote parole delle cariche dello Stato italiano, pronte a garantire l’appoggio unilaterale a Israele e a ogni sua forma di crimine.

Se criticare Israele vuol dire essere antisionista, io sono antisionista. Credo i tempi siano maturi per una revisione obiettiva della storia. Sarebbe il caso ammettere i crimini nazi-fascisti, gli stermini dei campi di concentramento e le immani sofferenze delle persone uccise nella seconda guerra mondiale. Sarebbe altrettanto giusto riconoscere la pericolosità dello stato di Israele e la politica mirata alla destabilizzazione dell’intero medioriente. Oggi ci troviamo in un momento storico particolare, nel quale si rischia di incorrere in una nuova guerra mondiale nucleare e non sarà di certo l’Iran a scagliare la prima pietra.

Proprio mentre scrivo è giunta la notizia dell'approvazione del consiglio dei misnistri al decreto Mastella. La prova che l'Italia è serva e suddita del sionismo.