29 novembre 2006

Forza Hugo!

Dopo la vittoria schiacciante dell’estrema sinistra ecuadoriana di Rafael Correa, il Venezuela si appresta a votare per il rinnovo del presidente bolivariano. Hugo Chavez è sicuramente l’uomo da battere per eccellenza. In questi anni di governo si è sempre schierato a fianco del popolo per il popolo. Le politiche indirizzate al sociale, all’istruzione e alla sanità, hanno fatto del Venezuela un Paese in controtendenza nella nuova rivoluzione del Sud America. Chavez ha il merito di aver opposto le politiche imperialiste degli Stati Uniti e aver contrastato il più possibile le corporazioni economiche del Nord America. Un personaggio controverso ma vero e genuino, Chavez è riuscito a contrapporsi con totale fermezza al presidente Bush, chiamandolo “Il Diavolo” davanti all’ assemblea delle Nazioni Unite. In questi giorni negli Stati Uniti circolano sondaggi che darebbero favorito il candidato liberista Manuel Rosales ovviamente con la netta approvazione di Washington. Non credo che questi sondaggi creati ad arte per cercare di influenzare parte dei voti, possano avere un effetto negativo sulla rielezione di Hugo Chavez. Il presidente bolivariano oggi può contare sui fatti e su un popolo che lo segue come se fosse il leader di una nuova rivoluzione tutta a favore del popolo, per una volta un governo che non è in balia delle più grandi società economiche mondiali. Molti analisti hanno criticato alcune scelte di Chavez, anche in ottica di politiche economiche, ma nessuno potrà togliere dagli occhi dei venezuelani un sogno che diventa realtà, un sogno che sta riportando il Venezuela in un posto di diritto nel continente americano e in opposizione con il nuovo ordine mondiale voluto da Bush&Co. Il Venezuela inoltre è un Paese molto ricco di petrolio e gli Stati Uniti stanno facendo del tutto per screditare e cercare di far cadere Chavez è la sua dissidenza verso le corporazioni. Nel 2002 Chavez fu destituito da un golpe filo-statunitense per poi tornare alla guida del Paese acclamato dal popolo. Ci auguriamo che Chavez possa avere una nuova possibilità di governo, il mondo ha bisogno di sogni...speriamo di poter assistere al risveglio del Sud America. Del resto noi italiani possiamo solo fare il tifo per paesi fuori dal nostro continente, essendo ormai una stella sulla bandiera americana.

28 novembre 2006

Free Hugs Campaign Italy - Abbracci a Milano 22.10.2006

27 novembre 2006

Ti uccido perchè ti odio

Ieri un afroamericano disarmato di 23 anni è stato ucciso a New York. Non è ben chiara la dinamica dei fatti, cosa l'uomo avrebbe commesso per meritarsi ben 30 colpi di pistola prima di stramazzare a terra. Altri due amici sono stati gravemente feriti dagli agenti, che dalle prime ricostruzioni, sembrano colpevoli di aver utilizzato la mano pesante . È possibile che gli uomini feriti potessero aver armi con loro, ma è altrettanto possibile che gli agenti in borghese, non abbiano identificato la loro posizione e intimato un eventuale ALT verbale prima di aprire il fuoco contro uomini in uscita da un locale. L'uomo ferito, padre di due figlie, stava festeggiando l'addio al celibato e oggi avrebbe sposato la sua fidanzata. Pur essendo difficile criticare e giudicare gli eventi poco chiari della serata, la reazione degli agenti sembra sproporzionata rispetto all'entità dell'accaduto. L'abuso di potere e lo strapotere della polizia verso le minoranze (gli uomini come al solito erano afroamericani) riporta la memoria a fatti recenti di violenza di ufficiali di polizia verso immigrati, clandestini, musulmani e minoranze in genere. Mi tornano in mente le scene del pestaggio di Rodney King avvenuto nel 1992 a Los Angeles. Le accuse sono sempre le stesse. Le comunità nere accusano i bianchi e la polizia di continui abusi e manifestano il dissenso e il loro scarso senso di protezione, in uno stato che sembra sempre più il Far West. Scaricare 30 colpi contro un corpo rende chiara l'intenzione del risultato che si vuole ottenere. Si vuole esasperare il conflitto tra bianchi e neri, si vuole alimentare l'odio al fine di creare disordine e paura. Le forze di polizia dovrebbero essere preposte alla difesa delle persone e al reciproco rispetto della legge e delle regole. Quando le regole vengono distorte, i discriminati finiscono per sentirsi isolati e questo meccanismo può innescare meccanismi di rivolta e disordini molto gravi. La responsabilità degli agenti di polizia dovrebbe essere sopra le parti, sopra il razzismo, sopra ogni forma di discriminazione sociale.

Oggi in Iraq, domani negli Usa

Fonte: http://www.peacereporter.net/

Crescono i neonazisti nell'esercito Usa. Per addestrarsi alla futura guerra con gli ispanici

Gruppi di neonazisti infiltrano l’esercito statunitense, tanto che ormai si trovano graffiti della “Nazione Ariana” a Baghdad. L’allarme è stato lanciato qualche mese fa dal Southern Poverty Law Center (Splc), un’organizzazione che monitora le attività dei gruppi razzisti negli Usa, che ha parlato di “migliaia di estremisti di destra” tra le truppe americane. Il problema non è nuovo, anche se l’esercito credeva di averlo risolto. Ma se qualcuno pensa che i neonazisti si arruolino per dar man forte alla razza bianca nella guerra al terrorismo, felici di poter eliminare nemici della patria nel caos dell’Iraq, si sbaglia di grosso. Il vero fronte, per i white nationalists, è quello interno. Contro gli ispanici.

Due neonazisti statunitensiInfiltrati. Eric Gliebe, presidente della National Alliance (uno dei più grandi gruppi neonazisti negli Usa), conferma l’aumentata presenza di nazionalisti bianchi nelle forze armate, ma non ci vede il problema. “Sono persone orgogliose della propria patria, l’esercito dà esperienza e buone opportunità di carriera, che male c’è?”, dice a PeaceReporter. Piuttosto, a modo suo è anche lui preoccupato del crescente arruolamento di “indesiderabili”. “Ormai l’esercito è pieno di membri di gang nere e ispaniche, che spesso rubano le armi per i loro scopi”, accusa. Una preoccupazione condivisa anche da alcuni partecipanti del forum Stormfront.org, il sito più famoso della comunità neonazista. “Magari l’esercito fosse pieno di nazionalisti bianchi”, scrive un ragazzo che sostiene di essere un ufficiale. “Quello che vedo ogni giorno, invece, sono criminali negri di strada, messicani, portoricani travestiti da soldati. Molti parlano un inglese stentato, ma siccome l’esercito ha un bisogno estremo di personale, offrono loro la cittadinanza se si arruolano”.

L’addestramento. La situazione descritta, epiteti a parte, non è lontana dalla realtà. Tra i graffiti comparsi in Iraq, su muri e veicoli militari, ci sono anche quelli di gang di neri e latinos: Gangster Disciples, Latin Kings, Vice Lords e altre. L’esercito nega il problema anche se Scott Barfield, un detective militare della base di Fort Lewis, sostiene di aver identificato 320 membri di gang negli ultimi quattro anni, definendoli “solo la punta dell’iceberg”. Le organizzazioni che monitorano questi problemi, come il Splc, avvertono che sia le gang di neri e ispanici, sia i membri di gruppi neonazisti, si arruolano anche per esercitarsi militarmente. “La vera guerra, per loro, è a casa”, spiega a PeaceReporter Mark Potok del Southern Poverty Law Center. “Servendo nella fanteria, impari a maneggiare le armi, e i white supremacists hanno una lunga storia di furti di armi ed esplosivi”.

Cambio di priorità. Dopo l’attentato di Oklahoma City del 1995 a opera di Tim McVeigh, un ex soldato che aveva cercato di fare proseliti sotto le armi, il Pentagono si accorse del problema e cercò di dare un giro di vite. Il Pentagono lanciò un’indagine interna. A Fort Lewis, un generale ordinò che venissero spogliati tutti i 19.000 soldati della base, per vedere se avevano dei tatuaggi di gruppi estremisti. Oggi, preoccupati di rimpolpare le forze armate in un periodo in cui l’arruolamento si fa sempre più difficile, i vertici militari sembrano aver cambiato le priorità: se prima i tatuaggi non erano permessi, da quest’anno la regola impedisce solo quelli sul volto. In alcuni casi, ha denunciato Barfield, dei reclutatori hanno persino aiutato le aspiranti reclute a coprire i loro tatuaggi durante l’esame di ammissione.


Un membro della "Nazione Ariana"Il vero nemico. Per quanto riguarda i nazionalisti bianchi, nell’esercito ci andranno anche volentieri, ma in Iraq no. I neonazisti vedono lo zampino degli ebrei anche in questo conflitto. “Sarei anche interessato ad arruolarmi per addestrarmi, ma non voglio andare a combattere per Israele e per gli ebrei”, scrive un partecipante al forum di Stormfront.org. I nemici non sono i musulmani, anche se qua e là possono comparire gli epiteti scuzlims (un misto tra scum, feccia, e muslims) e mudskin (pelle di fango). Ma le attenzioni sono tutte per gli ispanici. “Dovremmo permettere l’arrivo in America solo agli immigrati bianchi”, dice Gliebe, che gira contro i latinos le accuse di rubare le armi quando sono in uniforme. Gli ispanici crescono ogni anno, popolano le città statunitensi, gli Stati Uniti diventano sempre più bilingui, mentre i politici si preoccupano di altro. “Potrebbe andare come fu per Roma e i visigoti”, scrive un ragazzo su Stormfront.org. “Roma aveva il suo esercito impegnato alla periferia dell’impero, e intanto i visigoti avanzarono nei territori scoperti. In cambio ottennero la penisola iberica”.

Pecoraro Scanio e le menzogne del potere

Il ministro dell'ambiente(?!) on. Pecoraro Scanio, in ritardo di diversi mesi, risponde all'interrogazione parlamentare Nieddu, che giustamente chiedeva di far luce sulle clandestine operazioni di aerosol nel mondo e, nella fattispecie, sui cieli della Sardegna.

La ridicola, fuorviante, falsa, mendace, patetica, priva di qualsiasi scientificità, risposta del ministro Pecoraro Scanio, risposta che altresì è il risultato di una imbeccata, tenta maldestramente di chiudere la discussione sulle scie chimiche. Sappia, il signor ministro dell'ambiniente che non riuscirà nell'intento. Avvertimento che vale anche per i suoi burattinai.

Clicca
qui per visionare l'articolo sul "La Nuova" (quotidiano sardo).

Qui, invece, si può visualizzare il documento PDF relativo ad un brevetto U.S.A., risalente al 1991, su come sia possibile irrorare, per mezzo di velivoli per il trasporto commerciale, torio ed alluminio, al fine di riflettere le radiazioni solari. Invito il ministro pecoraro a prepararsi bene, prima di sparare frasi senza senso nonché fondamento scientifico. Nel documento, scovato dall'utente di www.chemtrails.it "gurzo", che ringrazio infinitamente, si recita:

Stratospheric Welsbach seeding for reduction of global warming

1. A method of reducing atmospheric warming due to the greenhouse effect resulting from a layer of gases in the atmosphere which absorb strongly near infrared wavelength radiation, comprising the step of dispersing tiny particles of a material within the gases' layer, the particle material characterized by wavelength-dependent emissivity or reflectivity, in that said material has high emissivities with respect to radiation in the visible and far infrared wavelength spectra, and low emissivity in the near infrared wavelength spectrum, whereby said tiny particles provide a means for converting infrared heat energy into far infrared radiation which is radiated into space.
2. The method of claim wherein said material comprises one or more of the oxides of metals.

3. The method of claim 1 wherein said material comprises aluminum oxide.
4. The method of claim 1 wherein said material comprises thorium oxide.
5. The method of claim 1 wherein said particles are dispersed by seeding the stratosphere with a quantity of said particles at altitudes in the range of seven to thirteen kilometers above the earth's surface.
6. The method of claim 1 wherein the size of said particles is in the range of ten to one hundred microns.
7. The method of claim wherein said material comprises a refractory material.
8. The method of claim 1 wherein said material is a Welsbach material.
9. The method of claim 1 wherein the number of said dispersed particles per unit area in the particle layer is greater than or equal to 1/.sigma..sub.abs 1, where 1 is the thickness of the particle layer and .sigma..sub.abs is the absorption coefficient of the particles at the far infrared wavelengths.

One proposed solution to the problem of global warming involves the seeding of the atmosphere with metallic particles. One technique proposed to seed the metallic particles was to add the tiny particles to the fuel of jet airliners, so that the particles would be emitted from the jet engine exhaust while the airliner was at its cruising altitude. While this method would increase the reflection of visible light incident from space, the metallic particles would trap the long wavelength blackbody radiation released from the earth. This could result in net increase in global warming.


L'interrogazione di Nieddu...

Il bario e l'alluminio sono stati trovati nel sangue e nei campioni di tessuto che sono stati inviati ai centri per la salute pubblica con la richiesta di indicare le fonti di contaminazione...NIEDDU. – Ai Ministri dell’ambiente e della tutela del territorio, della difesa, della salute e dei trasporti. – Premesso che: sono rilevabili a quote diverse nel nostro spazio aereo scie persistenti di natura non determinata, denominate dagli organi di stampa e da associazioni specializzate con il termine di chemtrails; in particolare negli ultimi mesi sui cieli della Sardegna, specialmente nelle giornate limpide, sono state notate da parte della popolazione residente, creando una forte preoccupazione ed apprensione, scie conseguenti ad un intenso traffico di aerei non identificati i quali percorrono rotte non convenzionali; tali scie intersecandosi tra loro generano una sorta di reticolato, non si dissipano subito, come accade normalmente, ma sfaldandosi si allargano e lentamente si espandono formando un manto nuvoloso che interessa un’area molto vasta; ambienti scientifici internazionali avvalorerebbero la tesi che si tratta di scie contenenti sostanze nocive per la salute dei cittadini; alcuni studiosi sostengono, peraltro, che tutto cio` sarebbe l’effetto di specifiche sperimentazioni per verificare o provocare mutamenti climatici, altri ancora pensano a possibili utilizzi militari, per la presenza consistente, nelle zone sottoposte a monitoraggio, di silicio e materiali di altra natura, l’interrogante chiede di sapere: se il fenomeno sia oggetto di rilevazione o di studio per la parte dicompetenza di ciascun dicastero; se i Ministri in indirizzo interessati siano già in possesso di dati o ipotesi che possano in qualche modo far luce sul fenomeno; se si ritenga opportuno fornire spiegazioni sulle conseguenze che le scie chimiche rilasciate dagli aerei possano avere sulla salute dei cittadini, nonche´ chiarire se negli ultimi mesi siano stati autorizzati piani di volo sulla regione Sardegna per scopi riconducibili alla materia in oggetto.

(4-00053) Senato della Repubblica – 149 – XV LEGISLATURA

8ª Seduta Assemblea - Allegato B 13 giugno 2006

http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/209244


La risposta all'interrogazione dell'on.le Pecoraro Scanio...

"Le scie nei cieli? Solo scarichi di aerei, vapore acqueo cristallizzato. Nessun pericolo". Parola di Pecoraro Scanio, ministro dell'ambiniente che ha risposto ad un'interrogazione del senatore DS Nieddu. L'allarme nell'isola aveva determinato la creazione di osservatori permanenti del fenomeno e richieste di chiarimenti.

La risposta del comitato sardo contro le scie chimiche, non si è fatta attendere...

Il Comitato Sardo per la Sensibilizzazione sulle Scie Chimiche è nato qualche mese fa per iniziativa di alcuni cittadini preoccupati dall’aumento improvviso ed esponenziale del numero dei velivoli nel cielo della Sardegna, le cui scie persistenti trasformano il cielo in una scacchiera e rapidamente si espandono fino a oscurare il sole. Entrati in contatto con altri cittadini italiani ci siamo resi conto che il fenomeno è diffuso dappertutto, in particolare in quelle nazioni che aderiscono alla NATO. Ma nessuna idea “cospirazionista” ha mosso il nostro tentativo di capire se sia bene o male ciò che avviene sulle nostre teste. Vogliamo solo conoscere la verità e se ci sono conseguenze per la salute delle persone e degli ecosistemi. In questi mesi abbiamo cercato di dare una base scientifica a domande e risposte. Tra noi ci sono ingegneri aeronautici, medici, esperti di meteorologia, dottori in scienze ambientali. Abbiamo incontrato molte persone preoccupate per un fenomeno che dal 2000 si era verificato sporadicamente, ma che dal 2005 si è presentato in maniera massiccia. Da tutta la Sardegna ci sono giunte testimonianze inequivocabili. Ma il Ministro dell’Ambiente della Repubblica Italiana, molto ben informato, ci dice che “non sembrano esserci state particolari attività sui cieli della Sardegna”. Lo può dire lui che non ci vive? È il parlamentare sardo Gianni Nieddu che ha fatto l’interrogazione, non un lombardo. Ci dispiace contraddire il Ministro e la sua Letteratura Scientifica, ma tra i siti internet che dileggia ce ne sono alcuni davvero seri e molto ben fondati scientificamente. Basta avere il senso del dovere di informarsi. È davvero incredibile che senza alcuna dimostrazione delle argomentazioni esposte, scriva di “presunti episodi di scie chimiche che in realtà sono comuni scie di condensazione”. Che prove ha? Noi possediamo foto, immagini dal satellite, video, testimonianze, analisi sullo stato di salute delle persone, dell’aria, dell’acqua. Perché noi non parliamo di normali aerei di linea, e ne abbiamo le prove, piuttosto di decine e decine di aerei cisterna che attraversano il cielo di qualsiasi parte della Sardegna la notte e il giorno, inverno ed estate. O il Ministro non ha tempo per dedicarsi al problema oppure la sua risposta ha un altro scopo. Magari quella di velare gli occhi ai sempre più numerosi scrutatori del cielo… Perché c’è una profonda superficialità nel dire che “non si può escludere che il combustibile e i tipi di motore possano concorrere a…”: allora ci dica il Ministro quali sono i motori e quali i combustibili che noi non conosciamo, e che generano questi scie che lui chiama “di condensazione”. Non osiamo pensare altrimenti, ma prima dell’utilizzo di un nuovo combustibile (con l’eventuale aggiunta di additivi) non dovrebbero essere eseguite tutte le analisi post-combustione per monitorare la presenza di residui nocivi, senza rinviare a futuri e complessi studi?
Ma passiamo alle basi scientifiche. Quelli della NASA e dell’EPA, non noi, affermano che una scia di condensazione (contrail), si può formare solo in presenza di determinate condizioni fisico-chimiche: 1)Temperatura inferiore a - (meno) 40° C. (all’incirca una quota di volo non inferiore agli 8000 m); 2) Umidità relativa intorno al 75%. Se le due condizioni si verificano insieme i gas combusti caldi, che fuoriescono dai motori dell’aereo, subiscono il fenomeno della condensazione o sublimazione (passaggio di stato da vapore acqueo ad acqua o ghiaccio), provocando una scia che può durare da 50 sec a 2 min. Qualche rara volta dura di più. Questo è scientifico. Ma i “nostri” aerei volano a quote molto inferiori agli 8000 m, rilasciando scie che creano nubi fibrose, molto diverse da quelle naturali, che persistono per tutta la giornata. Che scie sono? Esigiamo una spiegazione scientifica dal Ministro, senza “potrebbe essere”, o “non si può escludere” o “l’interpretazione più plausibile”. Vogliamo certezze. Ci spieghi il Ministro come è possibile che di due aerei che volano all’incirca alla stessa quota e nelle stesse condizioni fisico-chimiche (e ne fotografiamo ogni giorno), uno rilasci la scia mentre l’altro no? Se fosse normale scia, o la rilasciano entrambi o nessuno! Ma noi siamo i cospiratori perché pensiamo che siano in corso esperimenti sul clima all’insaputa della popolazione. È noto che i tentativi condotti in Israele “inseminando” le nubi con lo ioduro d’argento per generare piogge artificiali, sono stati abbandonati da oltre 30 anni. Ma ben altri e più pericolosi esperimenti sono in atto per il controllo del clima (vedi U.S. Senate Bill 517 e U.S. House Bill 2995 del 2006), già denunciati il 14 Gennaio 1999 dal Parlamento Europeo, con una relazione sul sistema denominato H.A.A.R.P. del governo degli Stati Uniti, a cui, per molti versi - scientifici - le scie chimiche sono collegate. Invitiamo allora il nostro Ministro dell’Ambiente ad evitare d’esporre ingiustificate critiche ai siti web, che hanno solo il merito di aver messo in evidenza il fenomeno, e a collaborare con i cittadini per dare informazioni sicure a coloro che rappresenta. Noi non siamo visionari e non vogliamo perdere tempo: ogni giorno lottiamo contro la disinformazione e l’omertà, per la salute di tutti, una battaglia che noi non abbiamo voluto, costretti da qualcuno che ha un progetto segreto e - a questo punto osiamo pensare - pericoloso, se addirittura un Ministro della Repubblica cerca di evitarlo in maniera così sbrigativa.

Il Comitato Sardo di sensibilizzazione sulle scie chimiche

http://www.sciesardegna.it



Anche Alessandro Delitala si è espresso sulle scie chimiche, definendole una bufala...

Come si fa a chiedere un parere ad un climatologo che è direttore del progetto WERMED (Weateherrouting dans la Mediterranee Occidental).

Per questo programma sono stati stanziati 1.773.954 euro nell'ambito di Interreg IIIB Medoc: 1.100.00 euro derivano dal Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, 674 mila da fondi di ciascuna nazione partecipante e 92.000 da fondi propri dei partners. Capofila del progetto è il Consorzio Interuniversitario per la Fisica dell'Atmosfera e delle Idrosfere (CINFAI), mentre la Regione Sardegna ospiterà la direzione di progetto grazie ad un budget regionale di oltre 356 mila euro e con il 20% delle risorse assegnate.

Fondi europei, regionali, statali: potrà mai essere obbiettivo un tale individuo?

Questa dovrebbe essere la sua mail: wermed@tiscali.it


La email inviatagli da un iscritto al forum di sciechimiche.org (gurzo)...

Egregio Sig. Delitala, le scrivo in merito alle sue dichiarazioni rilasciate al quotidiano "La Nuova" del 18 novembre 2006, in merito al fenomeno delle scie chimiche. Mi spiace constatare che un altro climatolgo (non si preoccupi, è in buona compagnia), esprime giudizi sommari senza evidentemente conoscere la materia. Dato il suo ruolo dovrebbe sapere che secondo le definizioni tratte da pubblicazioni di enti come EPA ( US Environmental Protection Agency) o FAA ( Federal Aviation Administration), queste scie si formano soltanto dagli 8.000 metri in su, con temperature inferiori ai -40°C ed umidità relative non inferiori al 70%. Lei afferma che le condizioni favorevoli sono le basse temperature: mi spieghi un pò che temperature c'erano quest' estate ad altitudini notevolmente inferiori agli 8000 metri, tanto da poter distinguere nitidamente la forma e il tipo di aereo irroratore.
Asserisce anche che non si tratta di operazioni di manipolazione del clima (mi trova parzialmente d'accordo); mi stupisce(?) il fatto che non conosca quante interventi sono stati fatti nel corso degli anni per tentare di arginare il tanto declamato "Riscaldamento Globale", irrorando le nubi con sostanze chimiche per creare una barriera ai raggi solari. Altresì sono stati prodotti numerosissimi brevetti con metodologie dettagliate al raggiungimento dello scopo. Sono tentato di metterle a disposizione tutto questo materiale, ma temo che sia tempo perso. Se crede, si documenti attentamente, visto il ruolo che ricopre avrà un accesso facilitato a qualsiasi documentazione. Per noi poveri cristi, ci restano i documenti pubblici degli enti preposti a questa materia reperibili in rete.

Durante il suo sproloquio, dice anche che non essendo esperto di aerei non può spiegare la persistenza di tali scie. Ma allora che parla a fare? Purtroppo ciò che si dice sui giornali o in televisione, viene assimilato come "la verità", abbia almeno il senso di responsabilità di non diffondere informazioni errate all'opinione pubblica; non cerchi di tranquilizzarci, difficile trovare pareri obiettivi dalle sue parti. Continui pure ad accettare finanziamenti europei, statali, regionali per le sue lodevoli ricerche, ma la smetta cortesemente di interferire con chi può permettersi osservazioni disinteressate.


Lettera firmata

26 novembre 2006

Deregulation Ogm, le cavie africane

Fonte: http://www.blogeko.info/

bambino affamatoL'approvazione postuma da parte della Fda, l'ente americano che si occupa di cibo e medicine, è arrivata giusto in tempo perchè gli africani non potessero strillare troppo forte. E che diamine! Dopo che in Kenya hanno provato a regalare ai bambini affamati i biscotti per cani, forse che in Ghana e in Sierra Leone oseranno lamentarsi perchè gli aiuti alimentari erano contaminati dal riso Ogm LL601? Vabbè che glieli hanno mandati quando ancora nessun Paese l'aveva autorizzato quel riso per il consumo umano, ma ora che il Fda ha stabilito che è sicuro... Approfondimenti: il comunicato stampa dei Friends of the Earth che denuncia la scoperta dell'LL601 appena poche ore prima che fosse autorizzato negli Usa. Foto Flickr.

25 novembre 2006

Correlazione tra areee irrorate e morbo di Morgellons

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/

Confrontando i reports sulle scie chimiche presenti nel mondo, con i reports sulle affezioni da morbo di Morgellons, abbiamo realizzato due mappe, dalle quali si evince senza ombra di dubbio che, laddove le irrorazioni chimiche sono presenti, la popolazione si ammala di morbo di Morgellons.



Morgellons: nuove acquisizioni e conferme

Nuovi studi ed esami di laboratorio hanno consentito di accertare che il morbo di Morgellons è collegato alla presenza nell’organismo dei malati di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene. Il polietilene è usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche. A queste conclusioni è giunta la Dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa, nell’ottobre del 2006. La ricercatrice precisa che tali materiali... >> Continua a leggere l'articolo >>


-> Morgellons-Chemtrails Maps in formato PDF

Le due mappe mettono a confronto le aree irrorate nel mondo, con i focolai di Morgellons (Clicca sull'immagine per ingrandirla).
Clicca per ingrandire

I militari israeliani uccidono 18 palestinesi e ne feriscono altri 50 feriti in tre giorni di bombardamenti

Fonte: http://www.infopal.it/

18 palestinesi uccisi e 50 feriti: questo è il bilancio di tre giorni di incessanti attacchi aerei e di terra israeliani contro il nord della Striscia di Gaza.

Il numero totale di morti, in questo mese, ha raggiunto i 119.

Il dott. Mu'awiyah Abu Hasanien, direttore generale del dipartimento di emergenza del ministero della Sanità palestinese, ha dichiarato che le truppe israeliane, durante i bombordamenti della Striscia - Beit Hanoun, Beit Lahiya e Jabaliya -, hanno fatto e fanno tuttora uso di armi proibite a livello internazionale. Ciò risulta dal grande numero di feriti e dalla tipologie stessa delle ferite: persone carbonizzate o con la pelle bruciata, organi interni spappolati, ecc."Le truppe israeliane stanno usando armi proibite - ha spiegato Hasanien - che lasciano handicap permanenti sulle vittime e fanno a pezzi gli arti".Il medico sollecita tutte le organizzazioni umanitarie e legali, compresa la Croce Rossa, a "intervenire immediatamente per esercitare pressioni affinché il governo israeliano fermi gli atti criminali dell'esercito".

Più di 450 cittadini palestinesi, molti dei quali bambini, sono stati uccisi dai militari israeliani da giugno a novembre.
1.548 sono stati feriti, di cui molti gravemente.

Personale sanitario e ambulanze sono stati colpiti dal bombardamento delle truppe israeliane, uccidendone e ferendone a decine.

Dirigenti dell'Onu, compresi commissari dell'UNRWA e dell'UNHCR, hanno visitato la Striscia di Gaza e hanno denunciato la politica delle uccisioni di massa di civili innocenti attuata dall'esercito israeliano.


23 novembre 2006

Uranio per i Navajos

Fonte: http://www.blogeko.info/

navajoDopo quella dell'ananas di Costa Rica, ecco un'altra triste storia. Stavolta si tratta dei Navajos d'America. Il LA Times ha pubblicato un'interessante reportage sulla vicenda (è previa sottoscrizione, ma potete accedervi da Gristmill) che ha coinvolto le terre Navajo in Arizona, New Mexico e Utah, per un totale di 70 mila chilometri quadrati.

Durante la guerra fredda la necessità di reperire uranio per la corsa agli armamenti trasformò queste terre in groviere, in cui i buchi erano le miniere di uranio. Ma il boom dell'uranio terminò nei primi anni '60 quando la guerra fredda gradualmente venne meno. A quel punto la maggior parte delle miniere furono abbandonate (circa 1000): intere pile di materiale radioattivo furono lasciate incustodite, senza apporvi il minimo segnale di pericolo, e la maggior parte dei tunnel furono lasciati aperti.

Tra il il 1944 e il 1986 circa 3,9 milioni di tonnellate di uranio sono state portate alla luce e poi fatte saltare in aria, quasi tutte per le esigenze dell'arsenale atomico degli Stati Uniti. I Navajos hanno così inalato per anni polveri radioattive trasportate dal vento, hanno bevuto acqua contaminata, hanno costruito case con materiale radioattivo e hanno mangiato carne di animali che si erano abbeverati nelle cavità delle miniere, lasciate incustodite e riempitesi d'acqua piovana nel corso degli anni.

I Navajos sono così passati da casi di cancro vicino allo zero alla diffusione di patologie tumorali al fegato, alla cornea e al seno che, secondo i dati dell'Indian Health Service data, sono raddoppiate tra gli anni '70 e gli anni '90 mentre nel resto d'America riscontravano un lieve declino.

Per anni le speranze dei Navajos sono state quelle di ottenere un Superfund che avrebbe costretto le compagnie minerarie a pagare per i danni provocati all'ambiente e alla salute degli abitanti. Purtroppo a causa di ritardi, incomprensioni e dispute per far chiarezza sulla vicenda, questi soldi non sono mai stati assegnati dal governo e solo recentemente l'EPA, l'agenzia per la protezione ambientale degli Usa, ha stabilito che l'esposizione cronica alle radiazioni nelle valli Navajo è in correlazione diretta con l'insorgere di patologie cancerogene.

A settembre si è raggiunto un accordo con la United Nuclear, responsabile delle miniere e "figlioccia" della General Electric, che si è detta disposta a indagare i reali effetti della contaminazione per trovare un accordo con i Navajos.

Ma la storia ha ancor più dell'incredibile se si pensa che ora, con il prezzo dell'uranio che è schizzato alle stelle, le compagnie minerarie stanno di nuovo mettendo gli occhi sulle terre in questione e stanno sondando il terreno per nuove miniere in quella che è stata definita l'Arabia Saudita dell'uranio. Foto LA Times. Via Gristmill.

Scie chimiche: resoconti in tutta la nazione indicano che...

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/

... L'AGENDA DI IRRORAZIONE SI E' INTENSIFICATA NEGLI ULTIMI MESI

a cura di: THE IDAHO OBSERVER

Tra alcune entità costrette a cooperare l'una con l'altra, poiché ognuna avrebbe qualcosa da guadagnare se il piano dovesse avere successo, si sviluppano delle cospirazioni. Quali che siano i legami materiali o politici che i cospiratori possono realizzare singolarmente, spesso è il loro premio per aver partecipato nei piani a produrre risultati di lungo termine (voluti o casuali), che sono molto più dannosi di quelli manifesti fin da subito.

I lettori dell'Idaho Observer da tutta la nazione hanno chiesto di riferire che l'irrorazione nelle loro aree si è intensificata negli ultimi mesi. Come abbiamo discusso in numeri precedenti, sappiamo che un'irrorazione aerea, risultante in "scie chimiche", sta avendo luogo e che particolati tossici contenuti nello spray variano a seconda di quale piattaforma troposferica sia stata costruita per adeguasi all'innovazione tecnologica.

Sappiamo che l'esercito sta usando la produzione di immagini virtuali e tecnologie della comunicazione che richiedono di cospargere il cielo con particolari metalli (tra cui bario, alluminio e rame).

Sappiamo che organizzazioni non-governative per l'ambiente hanno convinto i governi a finanziare l'introduzione di certi particolati, mediante l'irrorazione aerea per inibire il riscaldamento globale.

Conosciamo la tossicità relativa delle sostanze (anzitutto metalli pesanti) che sono state dichiaratamente erogate.

Sappiamo che l'agenda di irrorazione è attiva sin dalla metà degli anni '90.

E ora stiamo iniziando a vedere la "ricaduta" di queste operazioni. A quale prezzo le piante, gli animali e gli uomini del mondo devono sopportare il desiderio dell'esercito di sistemi per la produzione di immagini virtuali e per le comunicazioni avanzate? Qual è il ricavato netto che si presume debba minimizzare il riscaldamento globale, mentre il processo è dannoso per tutta la vita sulla terra?

Sembrerebbe che le scie chimiche, dopo tutto quello che hanno fatto per favorire tecnologie varie, stiano causando quello che potrebbe rivelarsi un danno irreparabile per gli equilibri naturali da cui i viventi dipendono per la sopravvivenza. In relazione alla sopravvivenza umana, sembrerebbe che l'intensificarsi dell'irrorazione aerea stia sopprimendo a livello globale la funzione immunitaria, preparando i nostri corpi ad essere ospiti appetibili per promuovere la proliferazione di un'influenza pandemica di cui saranno accusati gli uccelli.

La fine metodica della guerra naturale

Con un input pari a zero di opinioni qualificate e non condizionate dalle aziende, i leaders nel governo hanno eluso la procedura parlamentare ed il dibattito pubblico per finanziare le attività di folli che affermano di poter salvare il mondo, cambiando l'ordine naturale dei sistemi terrestri. A parte il fatto che sono meramente speculative ed empiriche, molte operazioni su larga scala attualmente in corso rischiano di ottenere risultati opposti. Non ci vuole una laurea per sospettare che un programma che tenti di "raffreddare" la stratosfera, combinato con altri tentativi di un programma per "riscaldare" la ionosfera, potrebbe produrre risultati catastrofici.

UNA PROSPETTIVA D'INSIEME SULL'IMPATTO AMBIENTALE

del dottor R. MICHAEL CASTLE

In questo secolo, crediamo di essere testimoni della fine graduale e deliberata del sistema naturale Terra. Le "scie chimiche", gli scarichi visibili che contengono agenti tossico-chimici da aerei [e diffusori ausiliari] sono solamente una vaga descrizione, in termini profani, di un più grande teatro di materiali tossici rilasciati nell'atmosfera e nella stratosfera per una miriade di agende crudeli e dannose.

Questo articolo tenterà di porre questa sconfitta globale sotto un profilo di eventi. La specificità tecnica di tutte le componenti identificate richiederebbe almeno un libro, per raccoglierle tutte.

[Su richiesta, sono disponibili una breve bibliografia e link a vari documenti pertinenti di indiscutibile validità].

Prima regola per capire: ci sono enormi giochi, in cui il vincitore piglia tutto, orchestrati dagli interessi globali del mondo. Abbiamo indagato, ricercato e trovato prove sostanziali di una molteplicità di operazioni globali intese a mitigare varie e teoriche catastrofi globali.

Molte delle operazioni che abbiamo collettivamente scoperto nelle nostre indagini erano segrete, classificate e non disponibili al pubblico. Altre, d'altro canto, sono state rese pubbliche. Nella nostra testa, le domanda è: "Perché qualcuno dovrebbe voler impiegare queste geo-armi e perché altri autorizzerebbero il loro impiego?".

Basta che seguiate le scie di denaro. Poi realizzerete che i destinatari di queste informazioni [voi] devono essere abbastanza interessati in quel che stiamo cercando di esporre, al fine di intraprendere una grande campagna di passaparola per fermare la distruzione metodica dei nostri biomi. La campagna richiederà la passione e la dedizione di molti; non agire ora probabilmente significherà la fine per gli abitanti della Terra.

Il nostro lavoro di ricerca è durato oltre cinque anni di osservazione degli eventi, mentre si svolgevano e abbiamo scoperto i dettagli degli scenari incredibilmente sconvolgenti che seguono.

La nostra missione è semplice da descrivere: esporre e fermare la distruzione metodica della terra naturale e dei suoi abitanti.

In breve

Nel bel mezzo degli anni '90, il dottor Edward Teller scrisse un rapporto ufficiale governativo descrivendo una strategia operativa di rimedio, epica nelle proporzioni, per cambiare il percorso previsto di quello che un gruppo internazionale di scienziati, tra cui il dottor Teller stesso ed i Laboratori Nazionali Livermore, credeva essere l'inevitabile cataclisma risultante dal riscaldamento globale: un livello critico di radiazioni ultraviolette, cosmiche, riduzione critica dello strato di ozono ed altre catastrofi teoriche. Dovrebbe essere ricordato che il dottor Teller, "padre della bomba H", è stato il responsabile di molte strategie mal concepite, nessuna delle quali considerava conseguenze come la salute, la tossicità, la mortalità, l'impatto ambientale o l'etica.

Secondo Teller ed altri, la radiazione ultravioletta (UV), la riduzione dell'ozono ed il riscaldamento globale, dovuto agli effetti dannosi dei gas serra, potrebbero effettivamente essere mitigati mediante l'impiego di specifici particolati dalle dimensioni inferiori al micron, da diffondere nei vari strati dell'atmosfera.

Bario, alluminio, torio e selenio avrebbero dovuto essere sviluppati in particelle di dimensioni inferiori al micron, sganciati da aerei ad elevata altitudine e ionizzati con una specifica carica elettrica. Dobbiamo supporre che la ionizzazione mantenga in aria gli specifici particolati di metallo pesante per prolungati periodi di tempo.

Questa matrice di particolato carico elettricamente potrebbe anche essere il perfetto campo di controllo per le frequenze radio. Teoricamente, i metalli pesanti bloccherebbero e rifletterebbero la luce solare e rifletterebbero verso lo spazio dall'1 al 2 % della radiazione ultravioletta, portando ad un declino dei livelli di tale radiazione.

Teller ha anche raccomandato l'uso di aerei commerciali e militari per portare a termine l'enorme compito di cospargere con queste sostanze sperimentali la stratosfera della Terra.

Crediamo che l'implementazione e la seguente trasformazione in arma di queste tecnologie sia stata ben dimostrata. Secondo il programma del Dipartimento della Difesa intitolato "RF Dominance" [Dominio della frequenza radio, ndt], l'esercito ha sperimentato crescenti comunicazioni radio di interferenza o intercettazione con l'aiuto di questi particolati.

La tecnologia di disegno virtuale VTRP dell'Aviazione, per i piloti di caccia, conta anche su un'atmosfera irrorata di questi metalli pesanti.

Il documento dell'Aviazione statunitense intitolato "Weather? A Force Multiplier: Owning the Weather by 2025" ("Clima? Un moltiplicatore di forza: possedere il clima entro il 2025") descrive chiaramente i vantaggi militari dell'usare la troposfera carica di particolato per "possedere" (creare, controllare, manipolare o dirigere) il clima.

Lo RFMP della Marina statunitense è un altro programma dell'esercito per utilizzare particolati, tra cui fibra di vetro alluminizzata (chaffe), caratteristici delle attuali operazioni militari.

Il progetto Cloverleaf della C.I.A. era una delle operazioni iniziali con "particolati di metallo pesante" irrorati. La pesante irrorazione dell'atmosfera superiore e della stratosfera è cominciata. Le operazioni del Dipartimento della Difesa U.S.A. qui descritte, seguirono presto, mentre l'Aviazione statunitense divenne partecipe nell'espansione di significative strategie di mitigazione del riscaldamento globale nella forma di modificazioni climatiche e pratiche di geo-ingegneria.

Appaltatori approvati a livello federale furono coinvolti in questo enorme impegno globale per "salvare" la Terra da un destino certo. Gli appaltatori furono parte della ricerca, lo sviluppo e l'impiego di aspetti di questi progetti. Uno in particolare, la Hughes Aircraft Corporation della California, volse gli impegni nella ricerca verso questo progetto.

Il torio e gli ossidi, l'alluminio e il carburo di silicio sono stati identificati in una speciale miscela a cui ci si riferisce generalmente come a "Irrorazione Welsbach di agenti rifrangenti" ("Welsbach Refractory Seeding Agents", brevetto Usa 5.003.186 - 26 marzo 1991). Questo brevetto fu assegnato e premiato nel 1990 dalla Hughes Aircraft Corporation. L'irrorazione rifrangente Welsbach, in illimitate operazioni di impiego, è iniziata nei primi anni '90 su una vasta area della stratosfera sopra il continente nord-americano.

Espandendosi sull'intero emisfero occidentale, si crede che molte operazioni di questo tipo siano state associate a quelle aeree dell'Aviazione USA per la mitigazione della perdita d'ozono e connesse allo High Frequency Active Aural Research Project (H.AA.R.P.) situato in Alaska. Ironicamente, H.A.A.R.P. invia milioni di watt di elettricità per riscaldare la ionosfera, mentre si suppone che disseminare la stratosfera con particolati raffreddi la troposfera stessa.

Il recupero dell'ozono era ed è uno dei tre parametri attivi del progetto H.A.A.R.P. (foto), come definiti dal dottor Bernard Eastlund, inventore e direttore di H.A.A.R.P. L'impianto di ricerca sul riscaldamento della ionosfera (Ionospheric Heating Research Facility) fu diretto e gestito dall'Aviazione Usa (Riserva) e della Marina Usa. H.A.A.R.P. è stato trasformato in un'arma; inoltre, la maggior parte delle sue operazioni era e resta classificata.

HAARP

Modificazione del clima / Cambiamento climatico

H.A.A.R.P. è usato per molte missioni segrete, delle quali la manipolazione del clima è un obiettivo fondamentale. Microonde, frequenze estremamente basse (Extreme Low Frequency, ELF), frequenze molto basse (Very Low Frequency, VLF) ed altri sistemi basati sulla trasmissione di campi elettro-magnetici sono impiegati nell'atmosfera e nella ionosfera, mediante l'atmosfera/stratosfera della Terra, dove vari particolati chimici aviotrasportati, filamenti di polimeri ed altri assorbenti di frequenza elettromagnetica e sostanze riflettenti vengono usati per spingere o trainare le prevalenti correnti a getto in modo da alterare gli schemi climatici.

In molti casi, sono state trovate tecnologie di induzione della siccità in sistemi brevettati. L'induzione di siccità ha luogo, in base alle tecnologie recensite, riscaldando la stratosfera con microonde, diffondendo particolati chimici aviotrasportati nello spazio e dunque cambiando i gradienti di base della condensa mediante microonde da H.A.A.R.P. e disseccando chimicamente delle regioni con titanato di bario, metilalluminio e misture di potassio.

H.A.A.R.P. crea enormi buchi nella colonna di ozono all'aperto. Questa è la base per le strategie di rimedio/mitigazione per l'assottigliamento della coltre di ozono, strategie congegnate in associazione con H.A.A.R.P. Comunque "rammendare" i buchi nello strato di ozono è diventata una pratica standard per l'Aviazione statunitense e per le operazioni di volo FAC. L'Aviazione ha recentemente (2001-2002) ripreso l'uso della tecnologia di veicoli aerei senza equipaggio (unmanned aerial vehicles, UAV). I veicoli robotici di alta quota non richiedono operazioni umane. I robot non si lamentano, non parlano mai, rimangono per sempre senza sindacato. In più, l'irrorazione Welsbach e le operazioni di rimedio per il buco nell'ozono utilizzano composti chimici tossici per gli umani e l'ambiente.

Gli agenti rifrangenti Welsbach usano alluminio, torio, zirconio ed altri metalli che riflettono la radiazione solare. Il torio è, essenzialmente, puro al 98 %. Il torio e il rimanente 2 % (materiali radioattivi identificati) cadono infine al terreno. Il Canada orientale e centrale sta sperimentando quel che è stato clinicamente identificato come avvelenamento da torio. Non ci sono risorse naturali di torio nella regione; viene tutto dal pesante impiego, a livello di stratosfera, dei particolati di metallo irrorati.

Volo Alaska 261

Le sostanze Welsbach, che rifrangono la luce come l'ossido di alluminio ed il carburo di silicone, sono estremamente abrasive, seconde solo al diamante. Queste polveri della grandezza di un micron o meno, disperse nell'atmosfera, potrebbero attaccarsi alle superfici poste all'interno dei componenti di un aereo che attraversa le scie chimiche. I grassi usati sugli stabilizzatori orizzontali e verticali, sugli alettoni, sui flaps e sul carrello di atterraggio, possono essere seriamente danneggiati da queste polveri abrasive e potrebbero causare una graduale usura delle parti meccaniche e determinare delle avarie, interferendo con i comandi di volo e determinando cabrate o picchiate improvvise. Pensiamo che il volo 261 della Alaska Airlines sia un esempio di questa circostanza.

Il volo Alaska 261 stava compiendo un regolare passaggio giornaliero attraverso le scie chimiche composte da quella particolare sabbia metallica, associata alle operazioni di aerosol della Welsbach, principalmente lungo il corridoio aereo della costa occidentale, sino a Los Angeles e quello a sud ed a est di Dallas.

Altri velivoli commerciali, militari e civili, sono incorsi in queste avarie che sono normalmente attribuite a componenti meccaniche di scarsa qualità. E' questa la conclusione raggiunta dal National Transportation Safety Board nella sua indagine sull'infausto viaggio del volo Alaska 261.

Rapporto NTSB sul disastro del volo Alaska 261

Il rimedio per il buco dell'ozono

La miscela chimica usata per ripristinare lo strato di ozono comprende selenio e idrocarburi aromatici, come il toluene (componente dei carburanti) ed una miscela di isomeri. Dopo essere stata diffusa dagli aerei nella stratosfera, questa miscela tossica ricade sopra la tropopausa e sulla coltre di ozono. L'ozono, che è una forma di ossigeno con tre atomi, si forma rapidamente in seguito alla diffusione di selenio ed idrocarburi, sotto l'azione degli ultravioletti. Questa è la medesima reazione fotochimica che causa l'allarme ozono nelle città. La reazione tra il selenio ed i raggi ultravioletti è la stessa che accade nel processo della xerografia: le macchine fotocopiatrici generano piccole quantità di ozono quando i toners, contenenti selenio, sono irradiati con raggi ultravioletti.

I satelliti della N.A.S.A. per il monitoraggio dell'ozono hanno registrato operazioni per il ripristino dell'ozono soprattutto nelle regioni settentrionali del nord America. Studiamo questi fenomeni sin dal 2000.

La ricaduta di selenio e di idrocarburi aromatici (esistono prove che tale fenomeno si è ripetuto negli Stati Uniti ed in Canada) è causa di una eccessiva esposizione al benzene. E' noto che il benzene è cancerogeno. L'inquinamento delle acque di superficie a causa del benzene è una continua minaccia.

La presenza di selenio è consistente assieme ad altri tipi di metalli pesanti, piombo e mercurio, per esempio.

Buco nell'ozono - 6 settembre 2000

La ricaduta

Esistono prove per stabilire che operazioni di modificazione del clima su piccola e grande scala avvengono in continuazione. A causa della natura globale del fenomeno, limiteremo la seguente breve analisi circa le scie chimiche ed i loro effetti agli Stati Uniti ed al Canada.

Senza eccezione, tutte le operazioni sono state condotte senza la consapevolezza delle popolazioni e senza alcuno studio sulle conseguenze per la salute umana e gli equilibri ambientali. Ciò, da solo, costituisce un'inammissibile violazione delle leggi degli Stati Uniti e dei protocolli firmati in base ad accordi di cooperazione tra i vari stati.

Qualificati ricercatori indipendenti hanno prelevato numerosi campioni di terra ed acqua in tutto il nord America. I campioni sono stati scientificamente analizzati ed i risultati sono stati documentati. Le analisi hanno dimostrato livelli tossici di bario e di metil-alluminio in molte aree degli Stati Uniti e del Canada, lontane da impianti che lavorano questi metalli.

Il bario e l'alluminio sono stati trovati nel sangue e nei campioni di tessuto che sono stati inviati ai centri per la salute pubblica con la richiesta di indicare le fonti di contaminazione. Questi centri, tuttavia, sono riluttanti a fornire informazioni in merito.

Livelli tossici di questi metalli sono stati rilevati anche negli animali domestici e selvatici. Né le persone né gli animali sono i soli esseri viventi che risentono delle scie chimiche. I sistemi biologici naturali cominciano ad indebolirsi. Il rizobatterio endomicorrize, un microrganismo dalla notevole importanza, si sta lentamente estinguendo a causa del bario e dell'alluminio. Questo batterio è alla base del trasferimento di nutrienti dal terreno alle piante attraverso l'apparato radicale. Il bario e l'alluminio sono alcalini e stanno alterando l'acidità (Ph) del suolo e dell'acqua: l'elevata acidità compromette la sopravvivenza delle piante. Secondo i botanici, senza questo microrganismo, la crescita della flora è impossibile. Le scie chimiche stanno sistematicamente modificando il ciclo vegetale, mentre le prove dell'estinzione dei rizobatteri abbondano.

I funghi e gli agenti geneticamente modificati che vengono usati per diverse applicazioni di controllo biologico possono risultare ancora più dannosi per gli esseri umani e l'ambiente delle sostanze chimiche diffuse nell'atmosfera.

Rizobatterio Endomicorrizze

Conclusioni

Gli eventi degli anni '90 possono essere sintetizzati con alcune espressioni come "rivoluzionare il commercio" e "rivoluzionare il governo" con lo scopo di attuare operazioni clandestine per opera dell'esercito degli Stati Uniti, in collaborazione con organismi internazionali per ricerche su argomenti quali il controllo di clima, cibo, acqua e per l'espansione dell'industria farmaceutica e la messa a punto di farmaci per nuove malattie. Tutto ciò è collegato ad un'operazione che chiamiamo "scie chimiche".

Noi consapevoli di quanto accade siamo ormai alcuni milioni nel mondo e convinti di essere testimoni di un deliberato avvelenamento del pianeta terra, in nome di interessi commerciali e del controllo governativo nonché di una spietata forma di nazionalsocialismo voluta dall'apparato militare ed industriale.

Le tecnologie adoperate per alterare gli equilibri geologici sono deleterie e le sostanze identificate nelle scie chimiche sono velenose e potenzialmente letali.

Gli agricoltori degli Stati Uniti e del Canada non hanno mai conosciuto una siccità così prolungata, abbinata ad una politica aggressiva delle multinazionali, sovvenzionate dallo stato, volta ad eliminare i piccoli agricoltori dal mercato.

Spesso avviene che le fattorie a conduzione familiare sono acquistate per una manciata di dollari dalle multinazionali agroalimentari. Tutto ciò che cresce ed è mietuto in queste fattorie è ora costituito da derrate e cereali modificati geneticamente: questa è l'emergenza definita "il cibo come arma".

NOTA:

Il dottor Michael Castle è un esperto ambientale con quindici anni di esperienza nella valutazione dei rischi ambientali. E' un chimico che, per ventidue anni, ha lavorato in società di consulenza ambientale ed è anche consigliere dell'Organizzazione mondiale per la salvaguardia della natura.

Il dottor Castle, con il consiglio di altri studiosi del problema "scie chimiche", ha stilato, nel 2003, un documento denominato "Unified Atmospheric Preservation Act" per tentare di fermare e proibire le operazioni di aerosol nell'atmosfera e nella stratosfera al di sopra del continente nord americano.

Tuttavia, i rappresentanti del congresso che sperava avrebbero promosso il disegno di legge hanno perso ogni interesse quando è diventato chiaro che il governo degli Stati Uniti è coinvolto in molti aspetti di questo disastro.

Il dottor Castle, comunque, continua a sperare che, quando le persone avranno compreso quanto è arrogante ed irresponsabile l'operazione "scie chimiche", intesa come minaccia incombente per la vita sulla terra, si riuscirà ad ottenere un divieto permanente di queste attività.

The Idaho Observer
P.O. Box 457
Spirit Lake, Idaho 83869
Telefono: 208-255-2307
Email: observer@coldreams.com
Web:
http://idaho-observer.com
http://proliberty.com/observer/

Idaho Observer + Michael R. Castle
Fonte:
http://www.proliberty.com
Link:
http://www.proliberty.com/observer/20060504.htm
05.2006

Scelto e tradotto per
http://www.comedonchisciotte.org & http://sciechimiche-zret.blogspot.com/ da ZRET e CARLO MARTINI

Video in Inglese

New World Order


Microchip

22 novembre 2006

Nuovo rapporto getta luce preoccupante sulle infezioni ospedaliere

Fonte: http://francescocaselli.blogspot.com/

Dan Childs

Le infezioni contratte durante le permanenze in ospedale uccidono piu' persone che cancro della mammella, incidenti d' auto ed Aids sommati.

Una visita in ospedale puo' essere piu' pericolosa per la vostra salute di quanto vi rendiate conto. Semplicemente chiedete ad Ingrid Kwiatek, che e' tornata a casa dall'ospedale con una seria infezione da stafilococco.

Il marito della Kwiatek ha dichiarato che quello che era cominciato come una visita di routine in ospedale si e' tramutato in un incubo di 110 giorni di dolore e sofferenza in tre differenti ospedali della Pennsylvania.

"Mai augurerei questa esperienza a qualcuno," ha affermato. "Specialmente tormentoso e' stato l'atteggiamento a ranghi chiusi (NdT. n°1), presso tutti e tre gli ospedali, nel dibattere dell' infezione."

Subentrato dopo l' incidente, il medico di famiglia della Kwiatek ha commentato cosi': "Gli ospedali sono luoghi sporchi."

Gli alti costi delle infezioni.

Un nuovo rapporto rilasciato dal "Pennsylvania Health Care Cost Containment Council" (Consiglio per il contenimento dei costi del sistema sanitario della Pennsylvania) ha incentrato l'attenzione verso il costo di queste infezioni, alto sia in dollari che in vite.

Il rapporto - il primo del suo genere nella nazione - ha indicato il numero effettivo delle infezioni rilasciato dai 168 ospedali della Pennsylvania, cosi' come altri correlati indici di qualita' della assistenza, relativi al 2005.

Gli ospedali hanno studiato 19.154 casi, su cui e' incentrato il rapporto, in cui i pazienti hanno contratto infezioni di derivazione ospedaliera. Le ospedalizzazioni risultanti da queste infezioni sono ammontate a 394.129 giorni di degenza ospedaliera ed a 3,5 miliardi di dollari di fatturazione ospedaliera.

La fatturazione ospedaliera media per i pazienti affetti da una infezione di derivazione ospedaliera e' stata di 185.260 dollari, mentre la fatturazione media per pazienti esenti da infezioni di derivazione ospedaliera e' stata di 31.389 dollari. Anche la durata media del ricovero per pazienti affetti da infezioni di derivazione ospedaliera e' stata maggiore, pari a 20,6 giorni, rispetto a 4,5 giorni per coloro che non avevano contratto infezioni di ospedale.

Piu' significativi, tuttavia, sono stati i numeri delle morti dei pazienti. Il rapporto ha acclarato che, mentre e' morto il 2,3 % dei pazienti che non avevano contratto le infezioni, il tasso di mortalita' per quelli che avevano contratto le infezioni era stato del 12,9 % - piu' di 5,5 volte maggiore.

"Questo rapporto e' un inizio. Non guardiamo piu' a statistiche basate su stime o su dati estrapolati," ha dichiarato Lisa McGiffert, direttrice della campagna delle Associazioni dei Consumatori per contrastare le infezioni contratte in ospedale. "Queste sono persone reali, che hanno sofferto di infezioni autentiche. I costi personali e finanziari delle infezioni contratte in ospedale sono sbalorditivi."

Lo studio della Pennsylvania ha offerto alcune soluzioni. Ha concluso che i medici e gli altri lavoratori ospedalieri dovrebbero lavarsi le mani con maggiore regolarita', usare i guanti ed attrezzature correttamentesterilizzate, e seguire di routine gli stabiliti "migliori protocolli". Il rapporto ha anche suggerito che i pazienti stessi seguano le identiche linee guida ed insistano perche' non solo i sanitari, ma anche i visitatori si lavino le mani.

Indagare sulla Sicurezza in ospedale.

Cio' che contribuisce al problema, tuttavia, secondo i dirigenti sanitari, e' che alla maggior parte degli stati Usa non viene richiesto di redigere rapporti sulle infezioni o di fornire tali informazioni al pubblico.

"E' tempo di far luce su questo importante e costoso problema," ha affermato Marc Volavka, direttore esecutivo del Consiglio per il contenimento dei costi del sistema sanitario della Pennsylvania. "Cio' salvera' migliaia di statunitensi dai devastanti effetti delle infezioni contratte in ospedale."

Volavka ha dichiarato che il rapporto e' un primo passo verso una maggiore trasparenza.

"E' tempo che ospedali, pazienti e quelli che pagano le fatture sanitarie sappiano quanti pazienti sviluppano infezioni contratte in ospedale, il tipo delle infezioni che essi sviluppano, e le implicazioni sulla qualita' ed il costo delle cure," ha affermato Volavka. "Quanto piu' numerose sono le informazioni che diventano disponibili, tanto meglio ci si potra' concentrare sulla prevenzione di queste infezioni."

"Finora i consumatori sono stati completamente all'oscuro in merito al tasso di incidenza nello infettare i ricoverati da parte del proprio ospedale," ha dichiarato Beth McConnell, direttrice del Fondo culturale per le ricerche di gruppo di pubblico interesse della Pennsylvania. "Questo rapporto fa progredire le conoscenze su di un problema molto serio ed aiutera' il pubblico a considerare gli ospedali responsabili della sicurezza dei pazienti."

Dan Childs

Nota del traduttore
1) presumibilmente in riferimento al comportamento poco trasparente degli operatori sanitari ospedalieri

traduzione di Francesco Caselli

L’America Latina pretende l’indipendenza di Portorico

Fonte: http://verosudamerica.blogspot.com

Mi sembra importante portare a conoscenza la vera storia di Portorico. Una storia che forse in pochi conoscono realmente: un popolo colonizzato dagli Stati Uniti da più di un secolo che chiede essenzialmente il rispetto del suo diritto all’autodeterminazione e l’avvio, il più velocemente possibile, di un programma di decolonizzazione che porti all’indipendenza.

mappa portoricoRappresentanti e leader politici di 22 paesi si sono incontrati questo fine settimana a Panama per chiedere ed esigere l’indipendenza di Portorico, occupato dal 1898 da parte degli Stati Uniti.

Uniti dallo slogan: “America Latina unita per l’indipendenza della popolazione portoricana”, circa 200 delegati dei vari stati, a chiusura del congresso latinoamericano e caraibico per l’indipendenza di Portorico celebrato la settimana scorsa, hanno approvato una dichiarazione finale che prevede anche la creazione di un comitato permanente di lavoro formato da 15 persone e destinato a promuovere la causa portoricana.

Il leader del PIP (partido intependentista de Puerto Rico), Rubén Berríos ha dichiarato che lo scopo della dichiarazione e dell’incontro era creare, attraverso tutti i governi e le forze politiche della regione, dei comitati di appoggio e solidarietà che riescano a formare una coscienza sociale, in modo che anche il Portorico possa entrare a far parte finalemente delle nazioni libere. “Il colonialismo che ancora domina il Portorico è un affronto per l’intera America Latina, siamo l’unica grande colonia che rimane ancora al mondo”, ha segnalato Berríos, ricordando la lunghissima lotta dei portoricani per la liberazione.

La dichiarazione stabilisce anche l’appoggio dei delegati del comitato alle campagne per il raggiungimento di una pronta scarcerazione dei prigionieri politici portoricani attualmente detenuti nei carceri statunitensi. Tra questi si ricordano Carlos Alberto Torres, Oscar López Rivera e Haydée Beltrán, detenuti da 25 anni, e José Pérez González, condannato a cinque anni di prigione per essersi opposto ai bombardamenti della marina degli Usa sull’isola di Vieques, territorio ed acque portoricane.

Il presidente di Panama neo-membro del Consiglio di Sicurezza Onu, Martín Torrijos, ha sottolineato che l’America Latina ha l’obbligo di incoraggiare un dialogo mirato ad ottenere l’indipendenza del Portorico dagli Stati Uniti. “Non si può più giustificare nessuna forma di colonialismo nel XXI secolo”, sono state le sue parole nel discorso conclusivo, nel quale ha aggiunto: “Per i popoli latinoamericani aiutare a correggere quest’anomalia deve essere priorità assoluta”.


portorico libero
Storia di Portorico:

Nel 1898 gli USA invadono Portorico. Gli USA instaurano un governo militare che dura fino al 1990 e un regime civile di carattere assolutista: si impone la lingua inglese in tutto il sistema educativo del paese, come tecnica di assimilazione culturale, finché le lotte del popolo restituiscono nel 1948 la lingua di Portorico, lo spagnolo, alle scuole pubbliche dell'isola. Nel 1917 il governo degli USA impone la cittadinanza nordamericana ai Portoricani, nonostante l'opposizione unanime della Camera dei Delegati, in quel momento unico corpo legislativo di elezione popolare. Tale cittadinanza ha permesso agli USA d'inviare i Portoricani in guerre dove essi sono morti in maggior numero che i nordamericani. Le relazioni tra USA e Portorico sono configurate da quanto stabilito dal Tribunale Supremo Nordamericano: "Portorico appartiene agli Stati Uniti, ma non è parte degli Stati Uniti". Questo stesso Tribunale riconosce la sovranità piena del Congresso USA su "la proprietà di Portorico", acquisita come bottino di guerra al termine della Guerra Ispanoamericana, bottino che include sia la terra che gli abitanti.

A questo sistema di controllo assoluto si sono affiancati programmi di esperimenti umani che in alcuni casi hanno assunto carattere di genocidio, come gli esperimenti di tecniche anticoncezionali sulle donne, fino ad arrivare alla sterilizzazione di circa un terzo della popolazione femminile in età fertile; gli esperimenti sugli effetti delle radiazioni; gli esperimenti di iniezione di cellule cancerogene in pazienti che non erano soggetti volontari.

A quanto detto occorre aggiungere l'esodo massiccio della popolazione, che ha avuto come risultato l'emigrazione di quasi metà del popolo portoricano verso gli USA. Sia la politica di emigrazione forzosa che la sterilizzazione di massa delle donne sono condannate dalla convenzione sul genocidio, approvata dalle nazioni unite nel 1948, che definisce il genocidio come azioni effettuate "con intenzione di distruggere parzialmente o totalmente un gruppo nazionale, deliberatamente imponendo al gruppo condizioni di vita mirate a produrre la sua distruzione fisica totale o parziale e imponendo misure destinate a evitare le nascite nel gruppo".

Le Nazioni Unite, sia nella Carta che nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Uomo e nelle Convenzioni Internazionali sui diritti economici, sociali e culturali, politici e civili, stabiliscono non solo che la libera autodeterminazione è un diritto umano fondamentale ma anche che il conseguimento della stessa è imprescindibile al fine di conseguire ogni altro diritto. Da qui il ruolo fondamentale dell'ONU nella lotta al colonialismo. Di qui anche le sue risoluzioni che dichiarano il colonialismo crimine contro l'umanità e l'appello affinché nell'anno 2000 il colonialismo, come sistema di dominazione razzista e oppressiva, sparisca dalla Terra.

Dal 1972, il Comitato di Decolonizzazione delle Nazioni Unite ha riconosciuto il diritto di Portorico alla libera autodeterminazione e indipendenza; dal 1973 l’Onu ha chiesto agli USA che assumano tutte le misure necessarie perché Portorico possa esercitare tale diritto.

Gli USA hanno ignorato completamente queste richieste e, tutt'ora, il caso coloniale di Portorico è ancora senza soluzione. Il persistere di questa relazione coloniale è condannato da tutte le componenti ideologiche del paese, anche da coloro che aspirano all'annessione al paese dominante.

Nel febbraio 2000 quasi 100.000 portoricani si sono radunati (per quella che è stata probabilmente la più grande dimostrazione popolare mai organizzata nella storia del paese) per protestare contro i progetti della marina degli Stati Uniti di riprendere le esercitazioni sull'isola di Vieques. La folla sventolava bandiere portoricane e striscioni con richieste di pace. Nonostante le affermazioni degli organizzatori circa la non politicità della manifestazione, molti membri del Partito Indipendentista vi hanno preso parte. Il 24 aprile 2001, il governo portoricano promulgò una legge che proibiva le attività che producevano più di 190 decibel di rumore; gli ufficiali statunitensi ammisero che i ripetuti bombardamenti su Vieques infrangevano la nuova legge ma stabilirono che comunque avrebbero continuato a bombardare. Nel giugno 2001, invece, l'amministrazione statunitense dichiarò che la marina avrebbe smesso le esercitazioni a Vieques a partire dal primo maggio 2003. Grazie alla fortissima mobilitazione popolare la data di chiusura è stata rispettata. L'area dovrà essere smilitarizzata, decontaminata dall'uranio impoverito, restituita ai portoricani affinché sia avviato il suo sviluppo sociale ed economico sulla base della ecocompatibilità.

Il caso coloniale di Portorico rivela la relazione disuguale tra un paese piccolo, dominato e un paese grande, dominatore, relazione in cui ha la meglio l'abuso continuato del diritto. Davanti a questa debolezza di Portorico sotto l'amministrazione coloniale degli USA, è necessario che si alzi la voce morale dell'America Latina e del Caribe per reclamare l'immediata cessazione del colonialismo in Portorico e la scarcerazione dei suoi prigionieri politici.

21 novembre 2006

Psicofarmaci ai bambini italiani, è uno scandalo

Fonte: http://www.disinformazione.it

Comunicato stampa
SALVIAMO GIAMBURRASCA
Psicofarmaci ai bambini italiani, è uno scandalo.
Ministro Turco, intervenga subito.
In cinque anni in Italia le prescrizioni sono aumentate del 280 per cento. Negli Usa, la metà.
E ora, addirittura, si aprono 82 Centri in tutta Italia per somministrare psicofarmaci ai bambini iperattivi.
Alla vigilia della Giornata Mondiale dell’Infanzia, gli esperti dicono “Giù le Mani dai Bambini”

Roma, 17 novembre

“Psicofarmaci ai bambini italiani, è uno scandalo. Troppi e somministrati con troppa leggerezza. In cinque anni in Italia la prescrizione di psicofarmaci ai bambini è aumentata addirittura del 280 per cento. Negli Usa, dove i bambini in terapia sono più di undici milioni, l’aumento è stato del 150 per cento. Ministro Turco, intervenga subito”. E’ l’appello che hanno lanciato, in una conferenza stampa svolta ieri a Roma, Luca Poma portavoce di “Giù le Mani dai Bambini”, la più visibile campagna di farmacovigilanza in Italia, e Federico Bianchi di Castelbianco psicoterapeuta dell’età evolutiva. E con loro più di cento Associazioni e 230mila addetti ai lavori del settore della Salute rappresentati dal Comitato GiùleManidaiBambini. "Ma gli scandali non finiscono qui - dice Luca Poma - si stanno aprendo in Italia, su tutto il Territorio 82 Centri per la somministrazione di psicofarmaci ai bambini “iperattivi”. E pensare che le Autorità di controllo sanitario avevano garantito di istituire un solo Centro di eccellenza per regione in modo da prevenire gli abusi. E il rosario degli scandali continua: l’Emea, l’Agenzia Europea per i farmaci, ha autorizzato la somministrazione del Prozac, la discussa e potente “pillola della felicità”, ai bambini già da otto anni dopo appena 4-6 sedute di psicoterapia senza risultati. Di scandalo, in scandalo: le scuole non hanno risorse per affrontare il problema dei “bambini-giamburrasca” e così si sono già registrati i primi casi di alunni allontanati da scuola. Intervenga anche il ministro Fioroni". "Chi all’EMEA ha deciso ciò - dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta dell’età evolutiva e Direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma e membro del Comitato scientifico di “Giù le Mani dai Bambini” - è incompetente non solo nella conoscenza della psicoterapia ma soprattutto dei bambini. In quattro-sei settimane nessuno può dichiarare fallita una psicoterapia, che è una strada seria da percorrere. Ecco perché il ministro Turco deve subito intervenire per neutralizzare la corsa agli psicofarmaci e limitare i danni della decisione dell’EMEA. E il ministro Fioroni deve emettere una circolare affinché le scuole siano messe in condizione di gestire i “bambini-giamburrasca”. Dietro ai numeri ci sono i bambini e le loro famiglie. E sono numeri grandi, drammatici. Sono 30mila i bambini italiani che già oggi assumono psicofarmaci secondo uno studio del “Mario Negri” pubblicato su una prestigiosa rivista scientifica che sottolinea come si tratti della punta di un iceberg visto che il dato è fortemente sottostimato.

E se oggi sono 30mila i bambini italiani in terapia con psicofarmaci potrebbero presto diventare oltre 700mila e questo perché, secondo dati del Ministero della Salute, questo è il numero dei bambini che sarebbero affetti da disturbi psichici. "Se questo dato rispecchiasse la verità - aggiunge Luca Poma -, e non lo credo, vorrebbe dire che ogni cento bambini italiani nove sono candidati ad assumere psicofarmaci. E’ come dire che in ogni classe, dalla materna alle medie, almeno due bambini dovrebbero essere medicalizzati. Psicofarmaci “facili” per diagnosi troppo “disinvolte”. "Le troppe prescrizioni di psicofarmaci ai bambini – dice Massimo Di Giannantonio, Ordinario di psichiatria all’Università di Chieti - sono dovute a diagnosi non corrette formulate da medici di medicina generale e da pediatri che non hanno il necessario bagaglio di informazioni per compiere un passo così importante come quello di somministrare uno psicofarmaco ad un bambino. Ma anche a diagnosi formulate da medici competenti come neuropsichiatri infantili e psichiatri adolescenziali, che ritengono che alla base del disturbo dei bambini ci sia un fattore biologico curabile quindi solo con i farmaci". Molto importanti le prese di posizione di personalità del mondo sociale, sanitario e politico. Giovanni Pirone, Direttore Generale dell’Istituto Italiano di Medicina Sociale ha detto in una nota che “i piccoli consumatori di oggi rischiano di diventare adulti farmaco-dipendenti. Va arrestato il materialismo sanitario incentrato su una soluzione farmacologica anche di problemi che attengono alla sfera psichica ed emozionale”. Marina D’Amato, Presidente dell’Istituto degli Innocenti di Firenze, in una nota ha spiegato che “la Società di oggi dovrebbe prendere atto che il suo futuro è l’infanzia. Le trasformazioni della famiglia italiana incidono molto sulla vita dei bambini e degli adolescenti”.

In questa occasione, con una nota, tre personalità del mondo politico hanno assicurato il loro impegno istituzionale. L’onorevole Dorina Bianchi, vicepresidente della Commissione Affari Sociali della Camera, ha proposto un piano di investimenti sociali sul Territorio insieme alle Regioni, di supporto ai giovani e l’implementazione dei consultori. La senatrice Paola Binetti, è una neuropsichiatra infantile e psicoterapeuta dell’età infantile, ha assicurato un’interrogazione parlamentare “perché venga in ogni caso bloccata, non solo qualunque forma di abuso, ma anche qualunque somministrazione impropria che contrasti con lo sviluppo sereno del bambino”. La senatrice Anna Maria Serafini, Presidente della Commissione Bicamerale per l’Infanzia ha annunciato che “questo sarà uno dei temi su cui lavorerò in Commissione e che metterò all’ordine del giorno. Porrò particolare attenzione a tutte le segnalazioni e denuncie finalizzate”.

L’APPELLO ALLA TURCO

"Abbiamo presentato ieri – dicono Luca Poma e Federico Bianchi di Castelbianco - una lettera aperta al Ministro della Salute con un vero e proprio "decalogo di buone prassi". Alcuni dei punti degni di maggior interesse di questo decalogo sono: l'attivazione di un tavolo presso il MInistero per approfondire il fenomeno delle prescrizioni indiscriminate di psicofarmaci ai bambini; lo psicofarmaco solo come ultimissima risorsa terapeutica, e quindi il rafforzamento concreto di tutte le strade alternative alla medicalizzazione; un' informazione alle famiglie davvero completa sui gravi rischi derivanti dalla somministrazione di psicofarmaci ai bambini ed adolescenti e, perchè no, il "black box", il riquadro nero sulle confezioni - come quello adottato per le sigarette - già adottato negli Stati Uniti con l'evidenza degli effetti collaterali più pericolosi".

GLI ITALIANI DICONO NO AGLI PSICOFARMACI AI BAMBINI

“Giù le Mani dai Bambini” ha svolto un sondaggio fra 1600 italiani dai 16 ai 65 anni di età chiedendo il loro parere sull’uso degli psicofarmaci ai bambini. Il 97 per cento ha detto “no” all’uso degli psicofarmaci per risolvere i disagi psichici dei minori. Il 97,1 per cento ha detto che le diagnosi fatte oggi con i questionari non sono affidabili. Per ulteriori informazioni i colleghi giornalisti possono contattare il Portavoce nazionale del Comitato:

Luca Poma: 337415305 – portavoce@giulemanidaibambini.org

SCHEDA SULL’INCIDENZA DEI PRESUNTI DISTURBI DEL COMPORTAMENTO INFANTILE
IN ITALIA RICLASSIFICATA REGIONE PER REGIONE

SCHEDA DEI DATI INEDITI RELATIVI AL NUMERO DI CENTRI
PER LA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI A BAMBINI ED ADOLESCENTI (ADHD)
IN CORSO DI ATTIVAZIONE IN ITALIA, REGIONE PER REGIONE


LE PRESCRIZIONI DEI PIU’ COMUNI PSICOFARMACI AD OGGI:
DATI ITALIA, RIELABORATI REGIONE PER REGIONE

ATTENZIONE: la tabella è stata elaborata a scopo statistico, proiettando la media delle prescrizioni nazionali sulla popolazione residente di ogni regione appartenente alla fascia di età oggetto d’indagine. Il dato sopra riportato come “Farmaci psicoattivi in generale” si riferisce alle somministrazioni di ogni tipo di farmaco psicoattivo ed è sottostimato. Le successive tre colonne riportano i dati afferenti la somministrazione delle specifiche categorie di psicofarmaci. Il dato generale non è l’esatta somma dei dati parziali in quanto esistono casi di prescrizioni contemporanee di più tipologie di farmaci (il dato complessivo è quindi quello al quale far riferimento per praticità d’interpretazione). Da questi dati sono esclusi tutti gli ansiolitici/ipnotici, dei quali si fa un uso sempre più disinvolto (p. es. il Nopron®, psicofarmaco utilizzato per regolarizzare il ciclo sonno/veglia nei bimbi, o l’EN®, utilizzato dagli studenti come tranquillante prima degli esami); i dati inoltre sono relativi solo ed esclusivamente agli psicofarmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale: oltre a ciò, vi sono ovviamente anche i farmaci non rimborsati. E poi le somministrazioni effettuate grazie a ricette e prescrizioni emesse in Repubblica di San Marino, Città del Vaticano e Canton Ticino, dove a volte le famiglie si approvvigionano di psicofarmaci senza le restrizioni proprie del nostro sistema nazionale di controllo sanitario. Sono anche sempre più frequenti gli acquisti in internet: sul web è possibile reperire pressochè ogni genere di farmaco psicoattivo senza necessità di alcuna ricetta, grazie a siti internet domiciliati in paesi off-shore non soggetti ad alcun controllo (pagamento con carta di credito, spedizioni a casa in pacco anonimo). Nell’ultimo quinquennio esaminato con certezza statistica (1997/2002, il successivo sarà il 2002/2007, ma i dati non sono ancora disponibili) in Italia vi è stato in incremento delle prescrizioni di psicofarmaci ai minori del 280%, contro il 150% in USA. L’Italia si presenta quindi come nazione ad alto tasso d’incremento di prescrizioni di psicofarmaci ai minori. Il trend negli anni successivi non ha comunque accennato a diminuire, specie per gli antidepressivi, nonostante i numerosi recenti “warning” dagli USA circa l’ispirazione di idee suicidarie nei minori che fanno uso di queste molecole (induzione al suicidio a normale dosaggio terapeutico). Il “mercato” è aperto ed in crescita, basti considerare come l’80% degli adolescenti che nel 2004 ha ricevuto prescrizioni di antidepressivi siano “nuovi utilizzatori” di queste sostanze.

[1] Il numero 2% è stato sostituito con 1,9999 in quanto la relazione finale del progetto PRISMA utilizza la dicitura “meno del 2%”

[2]L’Emilia Romagna ha coinvolto tutta la propria rete di Neuropsichiatria Infantile, composta da un totale di 106 centri. In allegato (1), l’elenco di questi centri.

20 novembre 2006

Irrorazione di sali di bario nelle nubi

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/

Quota stimata: 4.000 metri. Un tanker chimico interseca alcune nubi per inseminarle di bario. Si noti la lunga scia, nonostante non vi siano le condizioni per lo sviluppo di condensa.

- Le sostanze chimiche rilasciate servono a modificare il clima della Terra per contrastare la formazione degli ammassi nuvolosi e quindi la caduta delle precipitazioni. La conseguenza più evidente è la siccità.

- Gli elementi irrorati determinano una ionizzazione dell’atmosfera in modo da favorire la trasmissione di segnali radio ad uso militare e civile (telefonia mobile).

- Le sostanze generano campi elettro-magnetici che possono danneggiare le membrane cellulari e dunque concorrere all’insorgenza di neoplasie.

- Con i voli sono diffusi nell’aria virus e batteri atti a causare epidemie soprattutto di tipo influenzale.

- Le scie, che si trasformano in una coltre opaca, determinando una diminuzione dell’irraggiamento solare, servono a danneggiare la fotosintesi clorofilliana.

Scudi umani palestinesi impediscono il bombardamento di un'abitazione

Fonte: http://www.infopal.it/

Centinaia di scudi umani - uomini, donne, vecchi e bambini - palestinesi sono riusciti a impedire il bombardamento di un'abitazione nel campo profughi di Jabaliya.Nizar Rayyan, uno dei leader politici di Hamas, insieme a centinaia di persone, ieri, è salito sul tetto della casa di Ahmed Baroud, che aveva ricevuto la telefonata dell'intelligence israeliana che lo avvertiva dell'imminente bombardamento dell'edificio.

Nizar Rayyan è corso verso la casa di Baroud, uno dei comandanti dei Comitati di Resistenza popolare, nel campo profughi di Jabaliya, al nord della Striscia di Gaza, ed è salito sul tetto con molte altre persone, mentre gli aerei da guerre israeliani intensificavano i sorvoli, sorpresi dalla presenza di tanti "scudi umani".

La folla si è rifiutata di lasciare la casa, nonostante le minacce israeliane.Da quest'estate, l'esercito israeliano sta utilizzando la politica delle telefonate che annunciano il bombardamento di un'abitazione.

A Tulkarm, nella West Bank, la famiglia Zeitawi ha scelto di rimanere nella propria abitazione bombardata giovedì dall'aviazione israeliana. Nella casa manca l'acqua, la luce e mobili e porte sono distrutti. Ci vivevano 35 persone, soprattutto donne e bambini.

16 novembre 2006

Regali di Natale

Ogni anno come di consueto arriva il Natale. Il problema è sempre lo stesso, i regali. Quest'anno però possiamo scegliere un regalo originale, molto indicato per bambini disagiati in zone di guerra. Questa sorprendente industria italiana offre spunti per regali e acquisti di un certo gusto. Non farti mancare la tua cluster bomb da mettere in giardino, un giorno se sarai fortunato potresti saltare in aria anche tu. Poi non ti proeoccupare dei trattati di non-proliferazione, l'Italia come al solito predica bene... e si arma meglio. I nostri cari pacifisti del governo farebbero bene a stare attenti alle costosissime armi dei cittadini: i bastoni!

Per lo shopping vi consiglio questa grande certezza in fatto di armamenti.

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