31 ottobre 2006

L'energia imitando i pesci

Fonte: http://www.blogeko.info/

biostream

Si tratta di un nuovo congegno studiato per sfruttare l'energia delle maree imitando il movimento della coda di uno squalo ed è un'idea di BioPower Systems. Si chiama BioStream e invece di ruotare, come la maggior parte dei congegni di questo tipo, compie un movimento oscillatorio. Secondo i suoi ideatori BioStream è meno pericoloso per le creature marine in quanto nel suo movimento, seguendo il flusso dell'acqua, ha meno possibilità di ferire i pesci. Il sistema è progettato in dimensioni che andranno da 500 kW a 2 MW e probabilmente vedrà la luce intorno al 2009. Via World Changing.

«False Flag» il 3 novembre?

Fonte: http://www.effedieffe.com/

Il messaggio dice: «Faccio trapelare questa informazione perchè convinto che il mio governo stia per commettere tradimento. Essi sanno, grazie alla nostra intelligence radio-satellitare, che gli israeliani si preparano a colpire la nostra flotta nel Golfo il 3 novembre e far passare l'attacco come un'aggressione di sottomarini iraniani - ma nulla delle nostre intercettazioni è stata passata alla Royal Navy. Firmato Caporale H.».

Il messaggio è apparso sul sito link, e può essere naturalmente un falso. Speriamo che lo sia. In ogni caso sentiamo il dovere di diffonderlo, perché la situazione nel Golfo in queste ore ha l'apparenza di uno scenario preparatorio a qualcosa di orrendo. Dal 31 ottobre sono in corso grandi manovre aeronavali, volute e guidate dagli USA, che simulano (dice la Associated Press) «attività di blocco di contrabbando di armi nucleari» (sic).

L'esercitazione - che è condotta nel quadro della PSI Proliferation Security Initiative, una coalizione dei volonterosi messa insieme dagli americani - è in corso al largo del Bahrein, in un braccio di mare affollatissimo di petroliere, e a sole 120 miglia dalle acque territoriali dell'Iran. Secondo la AP, che cita «funzionari del Dipartimento di Stato che parlano sotto anonimato data la delicatezza dell'argomento», dice che durante queste manovre le navi occidentali potranno abbordare e salire a bordo di navi in rotta verso l'Iran «se sospettate di trasportare carichi proibiti»: una provocazione in piena regola, irresponsabile. (1)

Difatti la ragionevole Corea del Sud ha declinato l'invito a partecipare alla PSI, adducendo che se simili esercitazioni fossero tenute al largo della Corea del Nord, «la possibilità di scontri armati sarebbe altissima». Nel Golfo, Seul ha mandato un osservatore. Anche Kuweit, Katar, gli Emirati e l'Arabia Saudita hanno declinato l'invito, temendo ritorsioni iraniane o anche solo di farsi vedere complici della provocazione americana. Invece l'Italia, scondinzolando, partecipa. Con una fregata: che sarà anche il centro di comando durante la manovra. In tutto i vascelli impiegati sono nove: Francia, Gran Bretagna, Australia con una nave ciascuna, il minuscolo Barhrein con tre. Gli USA partecipano con un solo vascello - della Guardia Costiera per di più - ed anche questo è significativo.

Si tenga presente che questa manovra pare essere indipendente dai movimenti di almeno due portaerei USA che sarebbero nel Golfo con tutta la loro squadra di appoggio. Questa forza di fuoco ragguardevole è comunque nelle immediate vicinanze. Non c'è dubbio che se una nave britannica venisse affondata da un «sommergibile iraniano» (false flag), questa super-flotta entrerebbe in azione. Inoltre, circolano da mesi informazioni secondo cui almeno due sommergibili israeliani (classe Dolphin, fabbricazione tedesca, armati con missili da crociera e forse balistici con testate atomiche) pattugliano le coste iraniane pronti all'attacco. Insomma tutto pare effettivamente pronto per una perfetta replica dell'«incidente del Tonkino», l'attacco «fabbricato» di nordvietnamiti contro una nave USA, che nel 1964 diede il pretesto agli americani per l'intervento in Vietnam. La data indicata dall'anonimo Caporale H. è estremamente significativa: nell'imminenza del voto del 7 novembre di medio termine in USA. Da un «incidente» attribuito all'Iran proprio quel giorno, Bush e i suoi complici possono sperare un rovesciamento dei pronostici elettorali che li danno perdenti, o addirittura un pretesto per cancellare le elezioni dato lo stato d'emergenza, proclamare la mobilitazione, reintrodurre la leva obbligatoria, insomma completare la metamorfosi della «democrazia» americana in dittatura. Si noti anche questo: la vittima predestinata dovrebbe essere una nave britannica. L'affondamento di una nave americana si rifletterebbe negativamente su Bush, il «comandante in capo» che non riesce, dopo cinque anni di guerra al terrorismo, a dare sicurezza agli Stati Uniti. Difatti, all'esercitazione partecipa solo un guardacoste USA.

Vi sono altri segni premonitori che possono dare concretezza alla denuncia dell'anonimo? Sì.
L'ultimo numero di Newsweek (datato 6 novembre, ma già in vendita) dice che «un messaggio di Osama bin Laden prima del giorno delle elezioni non sarebbe sorprendente». Osama non ha mai mancato di «influire sulle elezioni americane» (eh sì: con messaggi che hanno dato qualche voto in più a Bush). Lo assicura un tale Evan Kohlman, definito un «analista antiterrorismo che collabora con l'FBI». (2) Questo Kohlman ha un sito, «globalterroralert», e una ditta di consulenza nella sicurezza. Ha scritto un libro, «Al Qaida's jihad in Europe», che lo mette sul piano di un Magdi Allam meno fortunato, riciclatore di informazioni e disinformazioni del Mossad; è uno dei tanti che cercano di guadagnare qualche cosa nella crescente «industria» dell'allarmismo, ma non sembra uno particolarmente qualificato. Infatti portavoce dell'FBI e dell'Homeland Security hanno replicato di non essere al corrente di minacce di attacco sul suolo americano, ma di temere un attentato alle installazioni petrolifere saudite, «ciò che può far salire i prezzi della benzina in USA». Insomma un attacco nel Golfo. Newsweek si domanda, in conclusione, se non sia in serbo una «october surprise»: cioè uno di quegli eventi (di solito prefabbricati) che per tradizione governi americani innescano prima di elezioni dubbie, per guadagnare favore.

C'è un altro indizio possibile. Il 20 ottobre scorso Karl Rove - il grande mago delle campagne di propaganda di Bush - in un discorso elettorale ripreso dalla rete C-Span, ha avuto un lapsus mentre rievocava l'11 settembre: «Siamo stati attaccati il novembre… il settembre» (3). Si è corretto: ma si può fare un lapsus sulla storica data impressa a fuoco nella mente di ogni abitante della Terra? E nota ad ogni americano come «September eleven»? Pensate se un politico italiano, nell'evocare la data della «liberazione», dicesse «il 25 marzo» anziché «il 25 aprile»! Vi pare possibile? Ma forse, dopotutto, è solo un lapsus. E il Caporale H è solo una provocazione falsa. Ma riteniamo nostro dovere dare queste incerte notizie nella vaga speranza che, se diffuse in anticipo, possano scongiurare l'evento. Poi, non sarà più possibile: le TV saranno piene di Magdi Allam.

Maurizio Blondet


Note
1) Jim Krane, «Iran criticizes US-led nuke exercise», Associated Press, 29 ottobre 2006. L'Iran ha protestato infatti per la strana esercitazione, definendola «avventurista», in un braccio di mare da cui passa il 20 % del traffico petrolifero globale. «Seguiamo i movimenti con molta attenzione», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, aggiungendo che la risposta dell'Iran sarà «razionale e saggia».
2) Mark Hosenball, «Al Qaeda: plan for an october surprise?», Newsweek, 6 novembre 2006.
3) Il video del lapsus è su YouTube.

Pakistan, bombe sulla madrasa

Fonte: http://www.peacereporter.net/

Uccisi 80 terroristi per l'esercito. Studenti secondo i residenti

Le vittime del raidUna distesa di lettini di legno disposti in file ordinate sotto il sole nella piana di Khar, davanti alle rovine della scuola coranica di Chingai. Sullo sfondo, a pochi chilometri, le montagne che segnano il confine con l’Afghanistan. Su ogni lettino, avvolto in lenzuola sporche di sangue, il cadavere, o pezzi di un cadavere. Ottantatre in tutto. Insegnanti e studenti – dagli otto ai vent’anni – della madrasa bombardata e distrutta questa mattina prima dell’alba dai missili lanciati dagli elicotteri da guerra dell’esercito pachistano. Che afferma invece di aver ucciso 83 “sospetti terroristi” di al Qaeda.

Mappa“Erano tutti sospetti terroristi”. Il raid aereo è scattato alle 5 di mattina. Obiettivo: la madrasa Zia-ul-uloom Taleem-ul-Quaran, un edificio isolato nei pressi del villaggio di Chingai, 10 chilometri a nord di Khar, la città principale della regione tribale di Bajaur.
Secondo il generale Shaukat Sultan, portavoce dell’esercito di Islamabad, la madrasa era un obiettivo legittimo in quanto “era utilizzata dai terroristi di al Qaeda come campo di addestramento, non come scuola di teologia islamica”. La prova? A dirigerla era il focoso teologo locale Maulana Liaqatullah, esponente del gruppo islamico Terhrik Nefaz-e-Shariat Muhammad, bandito dal governo per i suoi presunti legami con al Qaeda.

Le vittime del raid“Un attacco made in Usa”. Ma i residenti del villaggio sostengono che nella scuola – certamente una delle tante madrasa pachistane in cui si insegna l’islam integralista deobandi (variante indo-pachistana del wahabismo) – si trovavano solo studenti e insegnanti. Lo conferma lo stesso ministro pachistano per la Frontiere Nord-Occidentali, Siraj-ul-Haq, che dopo essersi recato sul luogo del bombardamento si è dimesso dal suo incarico in segno di protesta contro quello che ha definito un “criminale attacco condotto dagli Stati Uniti e dai loro alleati”, un attacco di cui il governo pachistano si sarebbe addossato la responsabilità “per compiacere il suo padrone, gli Stati Uniti”.

Le macerie di DamadolaLa strage di Damadola. Chingai si trova vicino a Damadola, il villaggio bombardato dall'aviazione Usa lo scorso 13 gennaio in un raid che uccise almeno 18, forse 30 civili nel villaggio pachistano di Damadola, a pochi chilometri dal confine afgano. Un attacco sferrato con missili lanciati da velivoli telecomandati Usa ‘Predator’ e organizzato dalla Cia allo scopo di eliminare l’ideologo di al Qaeda e braccio destro di bin Laden, il medico egiziano al Zawahiri. Che però, secondo i sempre ben informati servizi segreti pachistani (Isi), non si trovava a Damadola.

Ecco i '300 terroristi' che Olmert ha fatto uccidere in tre mesi

Fonte: http://www.infopal.it/

Il premier israeliano Ehud Olmert, oggi, davanti alla Knesset, si è vantato del fatto che negli ultimi tre mesi l'IDF, l'esercito israeliano, ha ucciso 300 palestinesi sostenitori del movimento della Resistenza islamica -Hamas - nella Striscia di Gaza.

In realtà, ha spiegato il dott. Mu'awiyah Abu Hassanein, direttore del Pronto Soccorso di Gaza, si tratta in prevalenza di civili: 137 minori sotto i 16 anni, 29 donne, 12 anziani, 42 persone uccise mentre erano in casa, 100 giovani.5200 palestinesi sono stati feriti - di cui 750 sono rimasti handicappati permanenti a causa dell'utilizzo da parte dei militari israeliani di armi vietate dalle convenzioni internazionali.

La finanziaria di Prodi aumenta i fondi neri dei servizi

Fonte: http://italy.indymedia.org

Il Governo Prodi, con la copertura di Rifondazione comunista e PDCI, aumenta i fondi neri di SISMI e SISDE.
La finanziaria "di sinistra" (Per la verità, nessuno ha piu' il coraggio di definirla così...) aumenta i fondi a disposizione dei Servizi (SISMI e SISDE, coordinati dal CESIS). La dotazione prevista per il 2007 ammonta, infatti, a 615 milioni di euro (pari a circa 1230 miliardi di vecchie lire), con un incremento di 25 milioni di euro rispetto al 2006. Questi fondi sono praticamente gestiti in nero, in quanto sul loro impiego non è prevista alcuna forma di controllo, salvo quello, generico e formale, del COPACO, l'organo parlamentare di vigilanza. Del resto, tutti ricordano lo scandalo di alcuni anni addietro, quando lo spione Broccoletti ei suoi compari si intestavano appartamenti e distribuivano bustarelle ai politici... Così, il Governo Prodi, anzichè sciogliere o commissariare queste bande di criminali e nominare una Commissione di inchiesta sul loro operato, le premia, evidentemente apprezzando la loro molteplice attività: inquinamento di tutta la vita politica italiana dal dopoguerra a oggi, coinvolgimento in tutte le stragi di stato, Gladio, P2 e, in tempi recenti, Nigergate (falso dossier del SISMI che ha favorito l'invasione USA dell'Irak), collaborazione ai voli segreti della CIA e ai sequestri di persona, spionaggio politico e finanziario, dossieraggio calunnioso, ecc. Se a tutto questo si aggiunge l'ormai documentata PRATICA DELLA TORTURA POLITICA ANCHE CON MEZZI TECNOLOGICI, il quadro è completo e la nausea pure. Ma il Governo Prodi, con la copertura compiacente di Rifondazione comunista e PDCI, è evidentemente soddisfatto di queste brillanti attività, tanto da decidere di incrementarle con l'aumento dei relativi finanziamenti!

30 ottobre 2006

Scie Chimiche e Hollywood

Qualche tempo fa mi trovai a fare zapping tra un noioso programma e l'atro. La mia attenzione si soffermò sulla pubblicità di una famosissima marca di primi piatti e minestre pronte. La pubblicità riprendeva una ragazza in bici che tornava a casa per gustare una buona minestra. Mentre pedalava, per un attimo l'inquadratura riprendeva una nitida scia chimica. La prima reazione fu di sorridere. Fra me e me pensavo a come fosse strana la cosa. Pensavo che sicuramente si trattava di una casualità nelle riprese, ma allo stesso tempo di un fenomeno talmente frequente da finire anche in una pubblicità. Poi facendo poco caso al resto, mi sono imbattuto nella pubblicità di Aldo, Giovanni e Giacomo promotori di una altrettanto famoso gestore di telefonia mobile. Anche in quel caso, nei trenta secondi pubblicitari si intravedeva una chiarissima scia chimica. In quel momento però non mi venne da sorridere e cominciai a pensare che tutto questo potesse avere un senso. Certo bisogna essere un po' paranoici e cospirazionisti per vedere il marcio in ogni cosa, ma l'esperienza mi porta a credere che a pensar male spesso non si arriva troppo lontani dalla verità. Dopo queste due scoperte pubblicitarie, ho lasciato perdere la TV, anche perchè due ore la settimana sono anche troppe, non volevo sollecitare i miei neuroni con così tanto materiale interessante.

Ieri sera invece ho potuto ammirare la maestria dei grafici della Dreamworks nella realizzazione delle più belle scie chimiche mai viste in un film d'animazione. Nel film “La gang del bosco” infatti ci sono svariati esempi di come l'industria cinematografica sia alle dipendenze dei signori del controllo di massa. Stavolta le scie chimiche non possono essere una semplice coincidenza durante le riprese di uno spot pubblicitario, sono state invece costruite ad arte e create dalla Dreamworks proprio per arricchire il film di queste ormai familiari nuvolette di morte che riempiono i nostri cieli.

La cosa disgustosa è assistere a questi messaggi subliminali in grado di alterare il pensiero delle persone. Vedendo le scie nei film e nelle pubblicità il cervello incamera l'informazione come normale e naturale. Quello che si vede in TV del resto oggi conta molto di più di quello che si legge o si sente dire in giro. Molte persone agiscono come le pecore, senza porsi nessuna domanda, talvolta vivendo con paraocchi che non permettono di alzare la testa e vedere quello che succede nei nostri poveri cieli. Pian piano queste scie chimiche stanno diventando una cosa normale, la gente crede siano nuvole particolari, magari dovute all'effetto serra, altri invece non si pongono neanche la domanda, liquidando il tutto in pochi secondi come normali scie di condensazione degli aerei.

Io non conosco la verità e non conosco lo scopo finale di questi esperimenti, quello che comprendo è il perchè delle scie chimiche. Un popolo controllato, ammalato, ucciso chimicamente è più facilmente gestibile.

Mi piacerebbe vedere il Ministro Pecoraro Scanio parlare in TV delle scie chimiche e spiegare agli italiani cosa stia succedendo, rassicurali che non c'è da temere in alcun modo per la salute, confortarli che questi magici geroglifici celesti sono soltanto delle semplici figure per far giocare i nostri figli a riconoscere gli animali nelle nuvole... ma credo proprio che non sia così.

Quando crediamo di aver toccato il fondo c'è sempre qualcuno che ci porta una vanga e ci invita a scavare sempre più in basso.

29 ottobre 2006

Darfur-Sudan: un'emergenza dimenticata dal mondo

Fonte: http://www.unicef.it/

Primo piano di un bambino che beve da una pozzanghera in Darfur (Sudan)©UNICEF/G.Cranston

Ottobre 2006 - Sebbene rimanga a tutti gli effetti la più grave emergenza umanitaria complessa in corso al mondo, quella che affligge il Darfur (la vasta regione occidentale del Sudan, il più grande Stato del continente africano) rimane poco visibileeclissando agli occhi dei media e dell'opinione pubblica mondiale.

La carenza di attenzione da parte della comunità internazionale non è in alcun modo giustificabile: il numero delle persone coinvolte dal perdurante conflitto per il controllo delle lande semidesertiche del Darfur ha ormai superato i 3,5 milioni di unità, pari a metà dell'intera popolazione che abitava la regione prima della guerra.

Ad essi si aggiungono circa 2,5 milioni di abitanti in zone controllate dalle forze governative o dalla guerriglia, ma egualmente tagliate fuori da ogni aiuto umanitario.

Ragazzi e bambini costituiscono metà di questa popolazione, costretta ad abbandonare le proprie terre e in larga parte rimasta priva di qualsiasi assistenza umanitaria.

L'insicurezza regna sovrana non soltanto nelle aree oggetto delle incursioni delle milizie armate e della guerriglia, ma anche nei dintorni e all'interno degli stessi campi profughi, dove si moltiplicano notizie di aggressioni e stupri.

Diversi operatori umanitari hanno perso la vita in attentati e incidenti, e alcune organizzazioni sono state costrette a ritirarsi dalla regione.

In un clima di disinteresse generalizzato, infatti, è praticamente impossibile per l'UNICEF e per le altre organizzazioni umanitarie sollecitare quella mobilitazione di risorse economiche che, sola, può garantire la prosecuzione dei vastissimi e costosissimi interventi di soccorso a una popolazione così numerosa e bisognosa anche dei più elementari beni di sopravvivenza.

L'appello lanciato dall'UNICEF alcuni mesi fa per raccogliere i fondi necessari per finanziare le attività straordinarie per il 2005 in Darfur è caduto inascoltato: dei 151 milioni di dollari richiesti per il 2006 soltanto un terzo sono stati effettivamente corrisposti.

La carenza di fondi mette a repentaglio i programmi di intervento umanitario dell'UNICEF nei prossimi mesi.

Nel lanciare questo allarme, l'UNICEF conferma la sua profonda preoccupazione per la sorte della popolazione civile, e in particolare per i 500.000 bambini di età inferiore a 5 anni coinvolti dalla crisi, il cui futuro immediato è ormai a rischio.

Per approfondire

News sull'emergenza in Darfur-Sudan

Morgellons: nuove acquisizioni e conferme

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/

Nuovi studi ed esami di laboratorio hanno consentito di accertare che il morbo di Morgellons è collegato alla presenza nell’organismo dei malati di frammenti costituiti da silicone e da fibre di polietilene. Il polietilene è usato normalmente nell’industria delle fibre ottiche. A queste conclusioni è giunta la Dottoressa Hildegarde Staninger, tossicologa, nell’ottobre del 2006. La ricercatrice precisa che tali materiali sono usati dall’industria delle nanobiotecnologie per incapsulare i viron, ossia virus geneticamente modificati, da una a cento cinquanta volte più piccoli dei virus. Le analisi istologiche hanno rivelato la presenza di tubicini di vetro e di silicone, in pazienti in cui non erano mai state impiantate protesi di silicone nel seno o in altre parti del corpo. Da notare che gli effetti nocivi del silicone sono stati scientificamente dimostrati.

La Dottoressa Staninger è anche incline ad individuare una correlazione tra la sindrome di Morgellons ed i virus batteriofagi, ossia virus che si nutrono di batteri e che vivono come parassiti di microorganismi. La società Intralyxtix, specializzata nello nanobiotecnologie, con sede a Baltimora, ha messo a punto una mistura di virus in teoria per attaccare una specifica famiglia di batteri: con questa miscela vengono irrorate sia le carni sia gli ortaggi per prolungarne la conservazione. I batteri, però, per difendersi dall’attacco dei virus, secernono delle tossine che vengono ingerite dalle persone insieme con il cibo. Il tutto per eliminare il batterio Listeria che può essere ucciso con la semplice cottura. Inoltre non è per nulla sicuro che i virus brevettati dall’Intrayxtix, virus la cui commercializzazione è stata autorizzata dalla Food and Drug Administration, siano in grado di riconoscere il Listeria: essi potrebbero così attaccare l’utile flora batterica nel colon. Infine questi parassiti endocellulari potrebbero determinare reazioni del sistema immunitario provocando allergie, asma, malattie autoimmuni, Morgellons.

Mentre il numero delle persone affette dal terribile morbo di Morgellons aumenta in tutto il mondo, con nuovi casi registrati ogni giorno, il C.D.C. (Centre for Disease Control and Prevention, Centro per il controllo e la prevenzione delle malattie) non l’ha ancora riconosciuto come patologia né si è impegnato in ricerche per tentare di determinare le cause della malattia, mentre privati cittadini investono somme considerevoli nella ricerca.

Gli studi della Dottoressa Staninger sembrano confermare la correlazione tra Morgellons e scie chimiche: è noto, infatti, che con le scie vengono anche diffusi polimeri ed agenti biologici talora modificati geneticamente, come attesta, ad esempio, un rapporto ufficiale rilasciato dal senatore Tom Harkin.

Gli assassini e gli avvelenatori del genere umano continuano a colpire nella totale impunità: fermiamoli prima che sia troppo tardi!


Fonti:

D. L. Dewey, Morbo di Morgellons, 2006
H. Heath, Scie chimiche: un rapporto ufficiale ammette l’irrorazione, 2006
C. Mc Faden, U.S.A.: una strana malattia della pelle, traduzione di Straker
Straker, Il morbo di Morgellons è arrivato in Europa, 2006
Id., Morbo di Morgellons e scie chimiche: affinità inquietanti, 2006
Id., Sindrome di Morgellons: nuovi elementi, 2006
Zret, Mari amari, 2006

Bombe all’uranio in Libano (ed altre atrocità)

Fonte: http://www.effedieffe.com/

In almeno due crateri di bombe lanciate da Israele nella zona libanese di Khiam e At-Tiri si sono trovate alte concentrazioni di uranio.Uranio arricchito. Lo rivela Robert Fisk, il più serio giornalista che si occupa di Medio Oriente. (1) Il quale ha portato ad esaminare campioni del terreno contaminato a chi di dovere: al dottor Chris Busby, segretario scientifico britannico della Commissione Europea per i Rischi di Radiazione. Per una conferma, i campioni sono stati fatti esaminare anche a un istituto militare, del ministero inglese della Difesa, lo Harwell Laboratory dello Oxfordshire, che ha analizzato i reperti con la spettrometria di massa. Entrambe le autorità hanno confermato l’altissima concentrazione di isotopi di uranio. Il rapporto di Busby fa due ipotesi: «la prima: che l’arma lanciata sia un qualche nuovo piccolo ordigno sperimentale che usa la fissione nucleare [dunque una micro-bomba atomica] o quale altra arma sperimentale (ad esempio di tipo termobarico) basata sulle alte temperature provocate dall’ossidazione fulminea dell’uranio. La seconda: che l’arma fosse una bomba anti-bunker che usa il penetratore ad uranio già noto, ma impiega uranio arricchito anziché impoverito». L’area è stata teatro di intensi combattimenti fra Hezbollah e giudei. Una foto che riprende l’esplosione della prima bomba mostra vaste nubi di fumo nero, possibile indizio dell’uranio che si incendia, come noto, all’impatto. Ovviamente Israele nega.

Mark Regev, il portavoce del ministero degli Esteri sionista cui Fisk ha chiesto spiegazioni, ha risposto: «Israele non usa alcun armamento non autorizzato dal diritto internazionale». Il che, nota Fisk, non significa nulla dato che le convenzioni sono state scritte prima che l’uranio impoverito entrasse in uso come arma «convenzionale». Inoltre Israele ha negato di aver inondato il Libano, nelle ultime 72 ore del conflitto, di una quantità enorme di cluster bombs, le cui «bombletes» coprono ora i campi, pronte ad esplodere proiettando centinaia di piccole sfere metalliche. Più tardi un generale israeliano ha ammesso un abuso «mostruoso» (parola sua) di questi aggeggi da assassinio di massa, che infatti continuano a provocare ancor oggi tre morti la settimana. Israele ha negato fieramente di aver usato bombe al fosforo; per poi ammetterlo di fronte a prove raccapriccianti. Fisk in persona dice di aver visto, durante l’assedio di Beirut nella precedente aggressione al Libano, «i cadaveri di due bambini che, una volta tirati fuori dalla cella frigorifera, improvvisamente riprendevano fuoco», o corpi umani le cui ustioni tornavano a fiammeggiare appena tolte dall’acqua. Dopo aver negato, il ministro israeliano per le relazioni col parlamento, Jacob Edery ha ammesso l’uso di bombe al fosforo ma, beninteso, solo «in attacchi diretti contro Hezbollah». Che tali attacchi diretti venissero compiuti in zone densamente abitate da civili non è ovviamente colpa del popolo eletto.

Si ricordi che Israele nega anche di aver usato armi di tipo sconosciuto, segnalate da medici disperati in Libano e a Gaza: i feriti arrivavano al pronto soccorso con segni di piccolissimi shrapnel sulla pelle, ma i raggi X non li rivelavano; ferite apparentemente piccole provocavano la necessità di amputazioni imponenti perché la necrosi era inarrestabile; il 30 % dei feriti ha dovuto essere amputato. In seguito, fonti militari USA hanno ammesso (o ipotizzato) che i danni fossero provocati da «Dense Inert Metal Explosives» (DIME), un proiettile col contenitore in fibra di carbonio per evitare la dispersione di schegge vulneranti a largo raggio, ma la cui carica esplosiva spara microschegge di tungsteno molto concentrate. Le fonti hanno fatto passare le DIME per un’arma la cui efficacia consiste nell’essere letale a brevissima distanza contro singole persone, ma che evita di danneggiare e colpire gli astanti. Un’arma quasi umanitaria. (2) Varrà la pena di ricordare gli effetti di quest’arma umanitaria, come li hanno descritti al Guardian i medici libanesi. (3) «I corpi ci arrivano gravemente frammentati, fusi e sfigurati», ha detto Jumaa Saqa’a, dell’ospedale di Shifa: «constatiamo che gli organi interni appaiono bruciati e cotti, mentre all’esterno ci sono solo segni di piccole schegge. Solo quando apriamo il corpo scopriamo la devastazione degli organi interni». La maggior parte delle ferite erano all’addome, a circa un metro da terra. Parecchi pazienti erano stati amputati da questa arma. Altri, curati e stabilizzati in ospedale, «morivano di colpo dopo un paio di giorni senza una causa scientifica apparente». Inoltre fin dal 2000 le forze armate USA hanno segnalato che le DIME hanno poi, sui sopravvissuti, effetti carcinogeni: la lega di tungsteno sparsa nei visceri causa un cancro detto rabdomiosarcoma, o cancro delle ossa, a causa delle mutazioni neoplastiche che provoca negli osteblasti.

A modesto parere di chi scrive, Israele ha usato queste armi «a breve raggio» come armi di sterminio, intese ad inabilitare ed uccidere a lungo termine, e indiscriminatamente, quanto più possibile della popolazione nemica, civili e non civili. Tutto ciò secondo il dettame talmudico e più volte ripetuto nella Bibbia, di «non lasciare vivo nulla che respiri» tra i nemici del popolo eletto. Va ricordato che Saul perse il regno d’Israele per non aver obbedito al seguente ordine del Dio misericordioso contro gli Amaleciti: «Vota all’anatema tutto quello che gli appartiene e non aver pietà di lui: uccidi uomini e donne, ragazzi e lattanti, buoi e pecore, cammelli ed asini» (I Samuele, 15, 3). Saul fu punito perché, anziché sterminare tutto e tutti, tenne per sé «la parte migliore dell’armento, gli animali grassi», disobbedendo così al Signore. Ho sentito con le mie orecchie uomini politici israeliani riferirsi ai palestinesi chiamandoli «Amaleciti»: segno evidente della volontà ebraica, stavolta, di obbedire alla lettera all’ordine del loro Dio («Non avrai pietà di loro»). E’ questo il Dio che Israele trionfante porta al mondo, sotto forma delle armi più malvagie e insidiose.

Sulla natura del Dio che Israele adora - e che i giudaizzanti cattolici e protestanti ci invitano ad adorare con i fratelli maggiori finalmente tornati in possesso della Promessa, riconoscendo in esso quello stesso Padre di cui Gesù si disse Figlio - varrà il solito avvertimento del Cristo: «Dai frutti li riconoscerete». L’uso di uranio arricchito anziché impoverito nei proiettili a penetrazione sembra corrispondere fin troppo bene a questa volontà di genocidio. Il già citato dottor Busby scrive nel suo rapporto: «Gli effetti sulla popolazione civile dell’uso larghissimo di penetratori all’uranio con la conseguente diffusione nell’aria di particelle respirabili di ossidi di uranio saranno significativi» esempio di understatement britannico: «Raccomandiamo che la zona sia esaminata alla ricerca di ulteriori tracce, in vista di una decontaminazione profonda». Fisk sa che «da lungo tempo il Libano viene usato come poligono di prova per nuove armi» - esperimenti in corpore vili - ma si domanda perché Israele «abbia voluto usare tali armamenti su bersagli che, come nel caso di Khiam, giacciono a solo due miglia dal territorio israeliano. La polvere di uranio impoverito bruciato viene portata dal vento oltre i confini». Ma questa obiezione razionale cade di fronte all’euforia «religiosa» che scuote l’ebraismo e insieme i suoi alleati «cristiani rinati», americani o anche cattolico-italiani. Per i quali «Il ritorno degli ebrei in Israele è un segno che il Messia sta per tornare, che la profezia di migliaia di anni fa si sta avverando». (4)

Cosa volete che significhi, di fronte alla prospettiva di accelerare il ritorno del Messia, la morte per cancro di qualche centinaio o migliaio anche di ebrei. Quanto poi ai non-ebrei, la loro vita conta ancor meno di fronte al regno messianico avanzante. Il dirigente del Veteran Affairs Department (l’organo america uno che si occupa dei reduci di guerra), Anthony Principi, si è dimesso senza dare spiegazioni, secondo Arthur Berklau, direttore dell’associazione «Veteran for Constitutional Law» - che lo ha scritto su «Preventive Psychiatry» (un notiziario scientifico) - le dimissioni sono in relazione con la crescente evidenza dei danni provocati sui reduci americani dall’esposizione all’uranio impoverito: danni che l’amministrazione Bush non vuole siano resi pubblici. (5) Secondo Berklau, già 11 mila reduci della prima guerra del Golfo sono morti per cancri ed altre sindromi da uranio impoverito; e dei 550.400 soldati mandati nel Golfo, circa 385 mila sono nello stato di «permanent medical disability». Marion Fulk, un chimico nucleare (ha lavorato al Lawrence Livermore Laboratory, da cui uscì la prima bomba atomica) ha definito «spettacolare» il proliferare di tumori maligni che si sta notando fra i soldati della seconda guerra del Golfo, quella in corso.

E’ il dio di Israele che sta arrivando. E se la Chiesa non dice il vero nome di questo dio, chi altri lo dirà? (6) Provano a dirlo a modo loro due generali americani, con un appello al pubblico a votare per i democratici alle elezioni di novembre, «in modo che ci sia un qualche controllo» sugli atti dell’amministrazione Bush. (7) Sono il generale John Batiste (cha ha comandato la prima divisione di fanteria in Iraq, 2004-2005) e Paul Eaton (che è stato in Iraq tra il 2003 e il 2004), entrambi si sono detti «duri repubblicani in passato», ma oggi filo-democratici anche a nome di «tanti che, ancora in uniforme, non possono esprimere le preoccupazioni dei militari». I due si sono dimessi qualche mese fa appunto per poi chiedere a Bush le dimissioni di Rumsfeld. Ma cosa possono due generali a riposo contro il dio d’Israele? I democratici non hanno se non la volontà di servirlo ancor meglio.

Maurizio Blondet


Note

1) Robert Fisk, «Alarm over radiactive legacy left by attack on Lebanon», Independent, 28 ottobre 2006.
2) Si veda ad esempio l’articolo «Dense Inert Metal Explosive (DIME)» sul sito GlobalSecurity, organo ufficioso dell’apparato militare USA.
3) Roy McCarthy, «Gaza doctors say patients suffering mistery ingjuries after Israeli attacks», Guardian, 17 ottobre 2006.
4) Rolla Scolari, «Gli amici ritrovati - gli evangelici americani donano 40 milioni di dollari l’anno per aiutare le tribù dimenticate di Israele», Il Foglio, 28 ottobre 2006. Quale sia il rapporto tra i fedeli ebrei e il loro Yahvè l’ha spiegato più volte il rabbino Di Segni: non si obbedisce ai comandamenti perché sono buoni o moralmente alti, ma semplicemente perché sono la volontà di Dio. Se in ipotesi dunque Dio avesse ordinato, anziché di «onorare il padre e la madre», di ammazzarli, bisognerebbe ammazzarli senza esitazione. A questa forma di fondamentalismo arcaico e spietato i giudaizzanti cristiani aderiscono, forse senza capirlo nemmeno, convinti che il Padre di Gesù sia lo stesso di quello che gli ebrei d’oggi adorano.
5) James Tucker, «DU death toll tops at 11,000», American Free Press, 28 ottobre 2006.
6) Anche a modestissimo parere di chi scrive il ritorno in massa degli ebrei in Terra Santa è un segno «escalotogico»: tutto sta a vedere se è un segno cristico, o anti-cristico. L’autorità che può e deve definire la natura di questo segno è una sola, la Chiesa cattolica apostolica romana. Nell’ora attuale, è questo il necessario dovere della Chiesa: sta arrivando il Messia, o l’Anticristo? Se non lo dice, qualunque altra cosa dica è meno essenziale, è una distrazione e uno sviamento. Anche di questo i prelati furono avvertiti: «Se il sale diventa insipido, con che si salerà?».
7) Mark Benjamin, «US generals call for democratic takeover», Salon.com, 25 ottobre 2006.

26 ottobre 2006

La battaglia delle rane

Fonte: http://ripensaremarx.splinder.com/


Come vi avevamo preannunciato, Montezemolo fingeva di sbraitare contro il governo Prodi. Alla fine la trimurti Governo-Confindustria-Sindacati ha trovato l’accordo sul TFR prendendo come base per lo “scippo” del trattamento di fine rapporto le imprese al di sopra dei 50 dipendenti, cum magnum gaudio del Sindacato, il quale potrà gestire il TFR tramite il fondo INPS. Ma anche la grande impresa ha raccolto un buon bottino. Per quanto Montezemolo facesse l’agit-propp (al solo fine di assecondare la base della sua organizzazione, ormai esagitata dal precipitare degli eventi) aveva già definito con il governo l’indirizzo da dare al TFR e al cuneo fiscale. Ora che la realtà non è più mistificabile credo che “Monteprezzemolo” non farà tante altre uscite pubbliche. Il cuneo fiscale prenderà un’altra via rispetto a quella sperata dagli imprenditori, non più la riduzione dei contributi versati dal datore di lavoro e dai dipendenti, ma la riduzione del costo del lavoro sulla massa imponibile, sulla quale va poi calcolata l’Irap. Tradotto in soldoni: si tratterà di una mera riduzione fiscale (che non porterà all’abbassamento dei prezzi dei prodotti finali) che finirà per aumentare il reddito d’impresa. Qui c’è il macchiavello Prodian-Montezemoliano come spiega bene Geronimo sul Giornale di oggi. Di fatti, la dimensione d’impresa diviene il fattore decisivo per accedere ai maggiori vantaggi del provvedimento. Le imprese più piccole, con una massa imponibile al di sotto dei 180 mila euro, già usufruiscono dell’abbattimento della base imponibile sulla quale si calcola l’IRAP, con una deduzione fissa di 8 mila euro e 2 mila euro per ogni dipendente. Con il famigerato cuneo fiscale la deduzione sarà invece di 5 mila euro per ciascun dipendente, ai quali si vanno ad aggiungere gli oneri sociali per una media di 7 mila euro annui. Alla fine, il vantaggio generato dal cuneo fiscale per queste imprese è un misero 1% in meno sul costo del lavoro. Alle grandi imprese, alle quali non si applicano le deduzioni succitate, il cuneo fiscale garantirà tra un 2%-3% di risparmio sullo stesso. Montezemolo non poteva non accordarsi, le sue chiacchiere sulla finanziaria classista si esauriscono in questo “bottino di guerra”. Il suo problema adesso è di giustificare questa condotta “doppia” con i rappresentanti delle piccole e medie imprese, le quali avevano già chiesto al Presidente di Confindustria di firmare, con riserva, l’accordo sul TFR. Montezemolo, anche in questo caso, ha fatto orecchie da mercante. Ma non è finita qui. Le imprese che potranno avvantaggiarsi del cuneo fiscale sono quelle che hanno il maggior numero di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato (è questo il principio di selettività sbandierato da Visco e soci). I lavoratori, già beffati dai contratti atipici e dalla foresta legislativa che ha smembrato il mercato del lavoro in quest’ultimi anni (grazie alla pletora di riforme realizzate tanto dalla destra che dalla sinistra), non otterranno nulla, come nulla otterranno le medie e piccole imprese che sono state campioni nell’utilizzo di questi contratti. Confindustria e Sindacati si sono accordati per bene - vantaggi alla grande impresa che si traducono in vantaggi per il sindacato che è più forte nella grande impresa, è questo il loro “sillogismo scientifico” - dividendosi il pane in parti eguali, quello stesso pane che mancherà sempre di più agli italiani. Naturalmente, questa maggioranza di governo fa quel che vuole perché dall’altra parte abbondano gli incapaci (quanto corrotti) non adusi a mettere insieme due pensieri due (leggi polo di centro-destra). Infine, ringraziamo ancora una volta tutta la “gente” di sinistra che ha annegato la propria coscienza (e la scarsa capacità critica) nel sangue del Berlusconi sconfitto alle ultime elezioni. Bravi! Siete riusciti a cacciarlo per farci assistere a questa messa in scena “batrochiocomachica” della sinistra alleata con il grande capitale. Berlusconi ci faceva schifo ma questi stanno riuscendo a farci vomitare!

25 ottobre 2006

Diagnosi nelle scuole

Fonte: http://www.ecplanet.com/

di Margherita Pellegrino

Egregio Direttore,

come insegnante di scuola superiore continuo ad osservare come la nostra scuola stia venendo continuamente modificata con teorie strane e preoccupanti.

È soltanto da qualche anno a questa parte che si sente parlare di disturbi di apprendimento, iperattività, dislessia per citare quelli più in voga, e già nelle scuole superiori ci arrivano alunni segnalati con questi disturbi.

La cosa strana che si è verificata nelle mie classi ed anche in altre classi, è che malgrado fosse passato un mese e mezzo circa dall'inizio della scuola, nessuno dei docenti si era accorto che gli alunni avessero disturbi e fossero diversi dal resto dei compagni.

Siamo venuti a conoscenza dell'esistenza di studenti con questi “disturbi”, soltanto quando gli insegnanti di sostegno hanno comunicato che dalla documentazione personale degli alunni proveniente dalla scuola media, i ragazzi erano stati diagnosticati con disturbi di apprendimento e da ciò la loro presenza. In un caso addirittura all'alunno era stato assegnato il sostegno su una diagnosi fatta da uno psichiatra che “ipotizzava che lo studente fosse dislessico”.

La cosa che ha stupito tutti è stata che gli alunni in questione non solo sono nella media della classe per capacità di lettura, scrittura, apprendimento e comportamento, ma che addirittura sono tra quelli più bravini, attenti e volenterosi di apprendere.

La risposta alle obiezioni sollevate dalle insegnanti, è stata la distribuzione ai docenti di una piccola dispensa: “Linee guida per docenti che devono affrontare il problema della dislessia”, che riporta stralci di materiali forniti nei seminari sulla dislessia, pubblicati nei diversi articoli di stampa che ne hanno promosso i convegni, dove si legge che gli alunni che non leggono correttamente, presentano errori di scrittura, o sbagliano i calcoli, sono secondo la psichiatria dislessici.

In questa dispensa, come nei vari convegni sui “disturbi dell' apprendimento” a cui ho partecipato, gli “esperti” si dilungano nella descrizione dei sintomi, nelle modalità di individuazione degli stessi, negli interventi terapeutici, mentre per quanto riguarda le cause, quello che viene detto è così vago che lascia molte perplessità. Le diagnosi vengono fatte utilizzando test e valutazioni soggettive che hanno ben poco di scientifico. Siamo nel 2006 il medioevo è finito da un pezzo eppure ancora qualcuno ci chiede di credergli per fede.

Non si parla di esami di laboratorio, di radiografie, di prove oggettive . Le cause e l'aspetto diagnostico del problema viene liquidato con : “Il bambino dislessico può leggere e scrivere, ma riesce a farlo solo impegnando al massimo le sue capacità e le sue energie, poiché non può farlo in maniera automatica, perciò si stanca rapidamente, commette errori, rimane indietro, non impara…”

Non viene spiegato perché non può apprendere in modo automatico, e poi chi l'ha detto che l'apprendimento è o deve essere automatico ? I robot sono automatici, un computer, non un essere umano.

Sappiamo bene che se non si va alla vera causa del problema o della difficoltà questa non si elimina o risolve e persiste, per cui individuare la causa è il fondamento di qualsiasi intervento o “terapia”. Questi sono principi elementari e fondamentali, la medicina e la ricerca scientifica in tutti i settori sono andate avanti e sono progredite grazie ad essi.

Quello che in realtà sta succedendo nella scuola e come sta venendo modificato il ruolo dell'insegnante e il suo modo di pensare, si evince anche da quanto è stato scritto, per esempio, in questa semplice dispensa nella Sezione: “Cosa devono fare gli insegnanti” e nella sezione: “Cosa devono fare i genitori”: “L'insegnante spesso è la prima persona che si accorge del problema, quindi il suo intervento è cruciale. È importante che l'insegnante non liquidi il problema attribuendolo pregiudizialmente a scarsa intelligenza o a povertà dell'ambiente culturale o ad altre cause. Se l'insegnante ha dei dubbi, deve suggerire alla famiglia di rivolgersi ad uno specialista o ad un centro diagnostico competente... L'insegnante anche se non può attuare interventi individuali di riabilitazione specifica, deve tenere conto del problema e agire in maniera coordinata con gli operatori sanitari, i genitori e l'eventuale insegnante di sostegno”.

Per quanto riguarda i genitori tra le altre cose viene detto:

“Anche i genitori reagiscono al disturbo e non sempre è facile affrontare il problema in maniera equilibrata. Sia per il bambino che per i genitori talvolta è utile un sostegno psicologico”. Cosa sono queste se non manovre per assoggettare la scuola e le famiglie allo psicologo o psichiatra ? A me sembrano astute tecniche di marketing per procurarsi clienti ed incrementare gli affari !

Perché dobbiamo buttare a mare anni di esperienza di insegnamento e tutto il lavoro fatto da pedagogisti e gli sforzi di persone che hanno cercato di migliorare l'insegnamento e la didattica e accettare teorie così poco scientifiche ? Tanto più che gli stessi “esperti” affermano che non ci sarà una guarigione o una risoluzione definitiva del problema ?

Gli alunni che ho ed ho avuto in questi anni, non sono diversi da quelli che avevo dieci e venti anni fa e che ora sono dei professionisti, impiegati o operai a seconda di quello che hanno deciso di diventare.

La cosa che mi turba più di tutto e che fa veramente male è il vedere incupirsi e cambiare l'espressione dello studente etichettato quando entra il suo insegnante di sostegno, anche se l'insegnante in molti casi non si siede neanche vicino a lui per delicatezza e per evitare che i compagni capiscano che è li per lui, gli si legge in viso la vergogna dell'essere considerato “diverso”, di essere un portatore di “handicap”, un marchio a fuoco che si porterà per tutta la vita e che influenzerà il suo futuro.

Roba da matti, il nucleare galleggiante!

Fonte: http://www.blogeko.info/

nucleare

Non bastassero i danni creati dal nucleare sulla terraferma, ora arrivano addirittura le centrali nucleari galleggianti. Il nuovo impianto sorgerà nei pressi del Circolo Polare Artico, a Severodvinsk, e avrà una capacità di produzione elettrica inferiore alle centrali nucleari convenzionali, ma costi di ammortamento ridotti, circa 11 anni. Si tratta di un progetto della russa Rosenergoatom, consorzio a compartecipazione mista, e dovrebbe vedere la luce entro il 2010.

In poche parole questo mostro galleggiante diventerà redditizio a partire dal 2021. Sempre che nel frattempo qualche incidente non provochi un disastro nucleare di proporzioni bibliche nel Mar Bianco. Signori, benvenuti in Russia!

'Gli israeliani non entreranno più in Venezuela': parola di Hugo Chavez

Fonte: http://www.infopal.it/

Gli israeliani non entreranno più in Venezuela dopo che il presidente Hugo Chavez ne ha bandito l'ingresso nel Paese.

Fonti all'interno del ministero degli Esteri israeliano hanno definito la decisione di Chavez come "molto grave", poiché il presidente venezuelano si è anche rifiutato di rimandare l'ambasciatore a Tel Aviv dopo averlo richiamato in patria come segno di protesta per le atrocità delle truppe israeliane nella Striscia di Gaza e in Libano, un paio di mesi fa.

Il quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth ha riferito che la decisione di Chavez priverà i coloni israeliani della possibilità di far visita ai parenti in Venezuela, e ha aggiunto che la scelta di Israele di rimandare, nonostante tutto, il proprio ambasciatore a Caracas è stata dettata dai timori nei confronti della condizione della comunità ebraica nel paese latino-americano.

Chavez rifiuta di rimandare il proprio ambasciatore a Tel Aviv nonostante i ripetuti appelli da parte di Israele, negando così ai coloni israeliani i visti necessari per entrare in Venezuela.

In alternativa, il governo israeliano ha sollecitato i coloni a ottenere i visti da altri consolati venezuelani in America Latina; tuttavia, su ordine di Chavez, nessun consolato venezuelano li concederà più agli israeliani.

Chavez ha criticato i massacri delle forze israeliane contro i civili palestinesi e libanesi, e ha tradotto in pratica tali critiche ritirando il proprio ambasciatore da Tel Aviv. I tre paesi arabi con legami diplomatici con lo stato israeliano - Egitto, Giordania e Mauritania - non sono riusciti a seguire le orme di Chavez e hanno mantenuto i rapporti con Israele.

24 ottobre 2006

Realizzazione centrale Turbogas ad Aprilia

Fonte: http://italy.indymedia.org/

La liberalizzazione del mercato dell'energia voluta da Bersani nel primo governo Prodi, seguita dal decreto sblocca centrali dell'ex MALTinistro Marzano, ha portato al via libera per la costruzione di una centrale Turbogas ad Aprilia. Sono state diverse in questi mesi le manifestazioni dei cittadini, associazioni, comitati di quartiere, agricoltori, insegnanti contrari a questa centrale che significherebbe maggior inquinamento dell'aria, dell'acqua e del suolo con emissioni di monossido di carbonio, di ossido di azoto e l'innalzamento della temperatura di circa 1 o 2 gradi, l'abbassamento delle falde acquifere, milioni di metri cubi di gas di scarico al giorno, l'innalzamento del rumore (24 ore su 24) e l'aumento della malattie tumorali. Marrazzo in campagna elettorale aveva assicurato: "la turbogas non si farà". Un impegno che ora tradisce, perché ad oggi ha dato l'ok alla realizzazione dell'impianto ed ha deciso di tagliare fuori i cittadini da ogni legittima possibilità di partecipazione, di scelta e di pianificazione territoriale. Quali sono le offerte che non può rifiutare? Ci sono pesci più grandi di lui che lo costringono a nuotare con loro? Se oggi non lo manda più Raitre ma una Spa a tutto gas, lo dica, almeno uno cambia canale.

Prossime iniziative:
Giovedi 19 ottobre ore 9.00 in PIazza Roma ad Aprilia., in concomitanza con il Consiglio Regionale del Lazio.
Sabato 28 ottobre ore 15.30 in Piazza Enrico Berlinguer a Campoleone, pronti a bloccare il traffico viario e ferroviario verso il meridione

Il Subcomandante Marcos negli Stati Uniti clandestinamente

Fonte: http://verosudamerica.blogspot.com/

Il leader delle EZLN si introduce clandestinamente negli Usa. Anche il subcomandante protesta contro il muro di frontiera.

Voleva essere una provocazione e lo è stata a tutti gli effetti. La “otra campaña” prosegue la sua marcia negli stati più settentrionali messicani. Incrociando con la sua carovana il confine tra Messico e Stati Uniti, Marcos sfida il cartello “Prohibido cruzar la línea” (è proibito superare la linea) e si introduce, anche se solo per pochi minuti, in territorio statunitense. Anche le EZLN si schierano chiaramente contro il muro di frontiera, l’ultima novità che il governo Bush ha deciso di adottare per risolvere i problemi dell’immigrazione clandestina proveniente dal Messico.

Nelle riunioni tenutesi nella bassa california, il leader zapatista inoltre si è espresso sui fatti di Oaxaca: “La città di Oaxaca sta dando un esempio non solo storico ma anche organizzativo al resto del Messico. E Oaxaca potrà contare su un movimento che gli darà il suo appoggio incondizionato senza chiedere in cambio appoggio politico, la “otra campaña” – sono state le parole di Marcos, che poi ha aggiunto: “Si tocan a la APPO (assemblea popolare di Oaxaca), tocan al EZLN”.

Da sottolineare poi anche le parole sul nuovo governo messicano: “Non tenteremo di rovesciare il governo Calderon, lo rovesceremo sicuramente. E non solo perché la otra campaña si è proposto la liberazione dai politici, ma perché chiaramente questo governo non ha e non può avere nessuna legittimità; nessuno in tutto il Messico crede che il Pan (partito di azione popolare) abbia vinto le elezioni. Per raggiungere quest’obiettivo sappiamo che avremo tantissimo appoggio da parte del popolo messicano”.

Così anche Marcos e le EZLN si schierano contro “el fraude” e dalla parte del popolo messicano, un popolo derubato per l’ennesima volta della democrazia e sempre più stufo di non contare nulla. Lo dimostra Oaxaca, lo dimostra la APPO (assemblea popolare di Oaxaca) e lo dimostra da ormai molti anni lo stesso subcomandante Marcos.

Queste ultime elezioni truccate infatti sembrano aver avuto un effetto diverso rispetto al passato: hanno risvegliato lo spirito di autodeterminazione del popolo messicano.

Speriamo di non dover più sentir dire che i brogli elettorali in Messico siano una tradizione antica come quella di bere tequila…

23 ottobre 2006

Israele: in Libano usate bombe al fosforo - ammette Governo

Fonte: http://unimondo.oneworld.net

Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani
Uno dei quartieri di Beirut bersaglio dei raid israeliani
Le Forze armate israeliane hanno usato bombe al fosforo bianco nel corso dell'offensiva contro i guerriglieri Hezbollah in Libano dell'estate scorsa. Lo ha confermato per la prima volta lo stesso governo, nella risposta data a una interrogazione dal ministro per i rapporti col parlamento, Yaakov Edri, secondo il quale "l'impiego di questo genere di armi è compatibile con la legislazione internazionale". Le autorità libanesi avevano denunciato l'uso di ordigni al laser e a frammentazione e di altri che provocavano gravi ustioni sul corpo delle vittime, ipotizzando che in quest'ultimo caso potesse trattarsi di bombe al fosforo bianco. Il terzo protocollo della Convenzione di Ginevra sulle armi convenzionali, che prevede restrizioni nell'uso di speciali tipi di armi e proibisce l'impiego di munizioni simili nei centri abitati, non è stato siglato da Israele e Stati Uniti.

"Le Forze di Difesa hanno utilizzato munizioni al fosforo in diverse forme in diverse fasi" - ha affermato Edri. "Le Forze di Difesa hanno fatto uso delle bombe al fosforo durante la guerra contro Hezbollah in attacchi sferrati contro obiettivi militari in campo aperto". Edri ha sottolineato che la legge internazionale non vieta l´uso delle armi al fosforo e che le "Forze di Difesa hanno usato questo tipo di munizioni in conformità delle disposizioni del diritto internazionale". Il ministro non ha però specificato dove e contro quali tipi di obiettivi sono state utilizzate le bombe al fosforo. Dopo il lancio nel luglio scorso dell'operazione militare "Giusta retribuzione", il premier libanese Fuad Siniora aveva denunciato una violazione degli accordi di Ginevra da parte delle forze armate di Israele. "L'impiego di bombe al fosforo e al laser contro civili e bambini - si era chiesto il primo ministro - è consentito dalla Convenzione?".

Nel Libano meridionale, diversi medici avevano sostenuto che molti feriti ricoverati negli ospedali riportavano 'strane' ustioni, causate probabilmente dal fosforo bianco. L'esecutivo di Beirut aveva inoltre denunciato l'ampio ricorso di Tsahal al lancio di ordigni esplosivi a frammentazione nel sud del Libano. Militari e civili libanesi sono rimasti uccisi a causa della deflagrazione di ordigni rimasti inesplosi di questo tipo. Gli Stati Uniti ammisero lo scorso anno l'utilizzo nel novembre 2004 di bombe al fosforo in un'offensiva contro la roccaforte ribelle di Falluja, in Iraq. Dopo ripetute smentite e di fronte a risultanze di inchieste giornalistiche, Washington riconobbe il lancio di questo tipo di ordigni ma solo contro "combattenti nemici".

La notizia si aggiunge alla denuncia fatta dallo stesso Segretario generale dell’Onu Kofi Annan dell'uso di bombe a grappolo da parte di Israele durante la guerra contro Hezbollah in Libano: Annan aveva chiesto al governo israeliano di "fornire mappe e indicazioni sulle località dove le bombe a frammentazione sono state usate in modo che si possa localizzarle al fine di proteggere i civili". Secondo la denuncia fatta a Rainews24 da un militare israelano nel conflitto in Libano sarebbero state impiegate 1,2 milioni bombe cluster: la percentuale di ordigni inesplosi nelle bombe a grappolo, si aggira intorno al 10 percento, dunque in Libano del Sud vi sarebbero circa 100 mila bombe inesplose. [GB]

Il vero scandalo dell'Isola dei famosi

Fonte: http://www.peacereporter.net/

Simona Ventura, conduttrice dell'Isola dei famosiMassimo Ceccherini ha bestemmiato in diretta ed è stato espulso dall’Isola dei famosi, il reality di Rai Due condotto da Simona Ventura, per aver “offeso il sentimento religioso, diritto fondamentale della persona”. In Italia è scoppiato lo scandalo e si è accesa la polemica. Ma, considerando che quel multimilionario programma si svolge in uno dei paesi più poveri del mondo, il vero scandalo non è il silenzio e l’indifferenza con le quali viene ‘usato’ quel paradiso naturale in cui la gente muore ogni giorno per fame e violenza?

Tutta la verità. L’Honduras è un paese dove oltre la metà della gente vive sotto la soglia di povertà. "Ha un’economia assolutamente dipendente dagli Stati Uniti e un altissimo livello di disoccupazione", come riporta il sito della Cia, che lo definisce "uno dei paesi più poveri dell’emisfero occidentale, con un distribuzione dei redditi straordinariamente iniqua". Come scritto nel il sito web del programma Rai, l’Honduras era governato nel 2002 da Ricardo Maduro che incrementò “fin da subito gli organici della polizia e delle forze armate per contrastare le attività criminali (sequestro di persona e bande giovanili) che affliggono le città”. Peccato, che siano proprio le forze dell'ordine a seminare spesso il terrore fra la gente, sotto gli occhi di un governo (quello di Manuel Zelaya Rosales, eletto nel gennaio 2006) troppo distratto.

Alcuni dei tanti bambini poveri del paeseUn caso che parla per tutti. Detenzioni di massa, violazioni di domicilio e torture è quanto ha denunciato il Comitato dei familiari dei detenuti e scomparsi in Honduras. Fatti che da giugno avvengono regolarmente nella zona agricola della Valle del Sico e a Paulaya. A compierli poliziotti e militari che avrebbero abusato del sistema giudiziario, presentando prove montate solo per incastrare degli innocenti. Il tutto per dissuadere la gente a riunirsi in organizzazioni sociali e comunitarie che rafforzano i contadini, dando loro coscienza di diritti e rivendicazioni. La zona è abitata, infatti, da famiglie che, grazie a proteste e continui ricorsi, hanno beneficiato delle riforme agrarie destinate agli affiliati dell’Associazione nazionale dei contadini dell’Honduras e alla Centrale nazionale dei lavoratori del campo.


Poliziotto hondureno incappucciato e armatoArmati e a viso coperto. Al Comitato si sono rivolti gli abitanti dei villaggi presentando testimonianze di fatti gravi: blitz di soldati incappucciati che hanno distrutto e picchiato chiunque si parasse loro davanti. In particolare, emerge la brutalità di quanto avvenuto l’8 giugno scorso: pattuglie di militari in elicottero e squadroni di poliziotti accompagnati da uomini in divisa non meglio identificati e armati fino ai denti sono piombati sulle comunità di Sico e Paulaya. Nonostante portassero tutti un cappuccio nero integrale, sono stati identificati come uomini del XV battaglione di fanteria. Al comando l’ufficiale di polizia Dorian Sovalbarro.

Senza pietà. Erano circa 90. Sono entrati nelle case, sfondando le porte. Chi sparava in aria, chi usava il calcio del fucile per sferrare colpi a destra e a manca. Donne, vecchi e bambini sono stati feriti, senza alcuna distinzione. La scusa è che stavano cercando ladri di bestiame e narcotrafficanti. Tutti gli uomini sono stati radunati in piazza e obbligati a sdraiarsi a pancia in giù. Mentre venivano interrogati, c’era chi li colpiva e chi simulare un’esecuzione di massa, minacciandoli di tagliare loro la testa. Quindi ne hanno presi 13 senza una ragione plausibile e li hanno rinchiusi nel presidio de Tujillo, a Colon.

Due concorrenti dell'Isola dei famosi in bikiniQualcosa di poco serio. Il Comitato ha denunciato l’accaduto e sollecitato la comunità nazionale e internazionale a far pressione sulle istituzioni, affinché assicurino indagini complete e imparziali. A farne le spese da mesi sono centinaia di persone per le quali il diritto all’integrità, alla libertà e alla vita sono miraggi. Quei contadini sono ancora in prigione e unanime si alza la richiesta di scarcerazione. La Costituzione dell’Honduras e la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo sono diventate carta straccia, così come tutti gli accordi internazionali che il governo si precipita a firmare. Eppure, questo e tutto il resto che ogni giorno avviene laggiù viene assolutamente sottaciuto, tanto che il sito web dell'Isola dei famosi riporta informazioni minime e ferme al 2002. Un’occasione sprecata per fare di un reality qualcosa di serio.

L'inizio della fine dell'America

Fonte: http://luogocomune.net/

Qualche giorno fa vi abbiamo proposto il servizio del giornalista Keith Olbermann sul Military Commission's Act e sulle sue conseguenze per la Costituzione Americana e la Carta dei Diritti.Bush però non aveva ancora firmato la legge votata dal Congresso, cosa che ha invece fatto qualche giorno fa. MSNBC ha ospitato allora uno “speciale commento” di Keith Olbermann sulla legge e sui metodi di George W. Bush nel portare avanti la guerra al terrorismo, che vi proponiamo, sottotitolato in italiano.

Verso il mondo nanotecnologico

Fonte: http://www.comedonchisciotte.org/


DI CARMELO RUIZ MARRERO
Rebelion

Immaginate dei robot minuscoli, troppo piccoli per essere visti persino al microscopio, che navigano nel vostro flusso sanguigno uccidendo microbi dannosi e cellule cancerogene; ora immaginateli fuori dal vostro corpo mentre fabbricano, atomo dopo atomo, prodotti più versatili, resistenti e duraturi di qualsiasi altra cosa oggi conosciuta; immaginate che la tecnologia su cui si basano questi robot rivoluzioni in maniera drastica e senza precedenti i campi della manifattura, dell’intelligenza artificiale, della produzione e della catena alimentare e perfino il viaggio nello spazio. Immaginate, ora, queste macchinette che fabbricano copie di se stesse le quali creano altre copie di se stesse e così all’infinito…. Benvenuti nel mondo della nanotecnologia.

Qualcuno affermerà che questo scenario è fantascienza e che non è altro che il sogno di futuroidi inetti, ma un numero sempre maggiore di scienziati, imprese e governi stanno scommettendo sul futuro nanotecnologico.

La nanotecnologia promette (o minaccia) di cambiare l’economia mondiale e la vita umana più radicalmente della rivoluzione industriale. I suoi sostenitori affermano che, oltre a tutti gli altri innumerevoli benefici, aiuterà a combattere l’inquinamento ambientale, a eliminare le malattie e la fame nel mondo . I critici e gli scettici temono invece che questa nuova tecnologia possa scatenare rischi inimmaginabili per l’ambiente e la salute umana.

La nanotecnologia è la manipolazione della materia su scala nanometrica. Per darvi un’idea delle proporzioni:

* Un nanometro è la milionesima parte di un millimetro.

* Dieci atomi di idrogeno in fila indiana fanno un nanometro

* La doppia elica della molecola del DNA è larga 2,5 nanometri

* Un globulo rosso di sangue umano ha un diametro di 5mila nanometri, 16 di queste cellule in fila indiana (80mila nanometri) equivalgono come spessore a un pelo umano.

* Alcune delle singole parti dei transistor prodotti dalla compagnia Intel misurano 130 nanometri, per questo entrano 42 milioni di transistor in ogni chip Pentium 4

Ancora non esistono nanorobot autoreplicanti e alcuni esperti pensano che mai ci saranno. La nanotecnologia, però, è un’attività e una realtà economica in continuo aumento. Più di cento imprese producono nanoparticelle, parti di sostanze o elementi come oro o carbonio, tagliati in frammenti di misura nanometrica ( 900 milioni di questi entrano nella cruna di un ago). Le nanoparticelle possono essere sotto forma di polvere o di soluzione liquida e si stanno già usando in centinaia di prodotti come lubrificanti industriali, saponi, palline da golf, cere per automobili, pneumatici, schermi televisivi, chip elettronici, telefoni cellulari, cosmetici, creme solari, occhiali, vestiti (gli articoli Nanotex della Eddie Bauer) e persino contraccettivi.

Cosa hanno di speciale le nanoparticelle? Solo le loro dimensioni. Quando i materiali vengono frammentati fino alla nanoscala, le loro proprietà fisiche cambiano radicalmente. Sotto i 50 nanometri non sono più applicabili le leggi della fisica classica, che associamo ai macro-oggetti che vediamo e tocchiamo nel nostro vivere quotidiano, e vengono rimpiazzate da quelle della fisica quantistica. Caratteristiche come colore, durezza, reattività chimica e conduttività elettrica possono variare tra oggetti in nanoscala e oggetti di dimensioni maggiori benché siano fatti della stessa materia. Una sostanza gialla può diventare rossa quando viene frammentata in pezzi di pochi nanometri di spessore, come accade per l’oro. Anche un materiale chimicamente ed elettricamente piuttosto inerte può diventare fortemente reattivo se portato a livello nano.

Un esempio di questo è il diossido di titanio che è l’ingrediente attivo delle creme solari in quanto impedisce il passaggio dei raggi ultravioletti. Questa sostanza è bianca, ma quando le sue particelle sono in nanoscala diventa trasparente. Esistono già sul mercato creme solari trasparenti contenenti nanoparticelle di diossido di titanio.

In altro ambito, il carbonio possiede proprietà molto interessanti a livello nano. Ci sono scienziati decisi a sviluppare applicazioni pratiche per i nanotubi, molecole di carbonio di forma cilindrica. I nanotubi sono cento volte più resistenti dell’acciaio e sei volte più leggeri e inoltre conducono l’elettricità meglio del rame. Le applicazioni di questo innovativo materiale in medicina, manifattura e computer potrebbero essere praticamente illimitate.

Attualmente il governo degli Stati Uniti investe mille milioni di dollari l’anno nello sviluppo della nanotecnologia, una tale somma di denaro pubblico non veniva impiegata in una ricerca scientifica dal programma spaziale Apollo. Fin dalla sua fondazione, nel 2000, l’Iniziativa Nazionale di Nanotecnologia (www.nano.gov/) ha la supervisione del finanziamento federale per tutto quello che ha il prefisso in “nano”. I governi statali fanno la loro parte investendo circa 400 milioni di dollari l’anno per cercare di diventare la” Sylicon Valley” della nanotecnologia; nel settore privato praticamente tutte le imprese nella lista di Fortune 500 hanno investimenti nella nanotecnologia, incluse IBM, Exxon Mobil, Dow Chemical, Xerox, Eli Lilly, Dupont e 3M.

I concorrenti degli Stati Uniti non dormono. Le compagnie giapponesi Sony, Toyota, Mitsubishi e Toshiba e quelle europee Philips, L’Oreal e Nestlè, tra le molte altre, si sono già lanciate in pieno nella corsa nanotecnologica. Almeno 35 paesi hanno investimenti statali in questo settore inclusi Messico, Argentina e Cina.

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La grandezza del piccolo

Nell’ambiente scientifico si parla di nanotecnologia almeno dal 1959, quando il fisico Richard Feynman (Premio Nobel 1965) ipotizzò la manipolazione di singoli atomi in una pubblicazione intitolata “There’s Plenty of Room at the Bottom”. Nel 1986 lo scienziato Eric Drexler pubblicò The Engines of Creation, considerato ancora oggi la bibbia dei nanotecnologi.

I nanotecnologi già stanno guardando oltre la produzione in massa di nanoparticelle e prendendo in considerazione applicazioni ancora più ambiziose. Alcuni di loro si stanno preparando a fabbricare dei robot in nanoscala (nanobots) capaci di eseguire un’infinità di azioni, inclusa l’autoriproduzione.

Secondo l’inventore Ray Kurzweil ( www.kurzweiltech.com) “cibo, indumenti, anelli con diamante, edifici potrebbero auto-assemblarsi molecola per molecola. Qualsiasi genere di prodotto potrebbe essere creato all’istante dove e quando ritenuto necessario. Di fatto, il mondo potrebbe ‘auto-assembrarsi’ per soddisfare le nostre mutevoli necessità, fantasie e desideri. Per la fine del XXI secolo, la nanotecnologia permetterà di cambiare l’aspetto e altre caratteristiche – sostanzialmente tramutare in qualcos’altro - oggetti come mobili, edifici, indumenti, addirittura persone, in una frazione di secondo.

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APPLICAZIONI PRESENTI E FUTURE

Medicina e salute

Secondo la Fondazione Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, nel 2015 la metà della produzione farmaceutica dipenderà dalla nanotecnologia.

Le applicazioni mediche della nanotecnologia, attualmente in sviluppo, tra le molte esistenti, includono: definizione più precisa del profilo genetico del paziente, nuovi metodi per somministrare medicine direttamente in organi e tessuti specifici, possibilità di intervento chirurgico su parti del corpo prima inaccessibili, tessuti e organi artificiali che non provocano rigetto, biomateriali “intelligenti” per arti artificiali, bio-sensori per la diagnosi precoce delle malattie.

Alcuni sostenitori della nanotecnologia, come l’inventore Ray Kurzweil, affermano che entro la prima metà di questo secolo: “ Dei nanobot introdotti nel nostro flusso sanguigno potrebbero essere un complemento del nostro sistema immunitario per cercare e distruggere agenti patogeni, cellule cancerogene e altri agenti responsabili di malattie”. Kurzweil aggiunge che “ Potremo ricostruire ognuno dei nostri organi e sistemi, o tutti, e farlo a livello cellulare”.

Acqua

Sistemi biologici, i nostri reni come un bosco di mangrovia, filtrano l’acqua e la purificano. Il geologo Stephen Gillet, dell’Università del Nevada, sostiene che la nanotecnologia può essere usata per purificare l’acqua imitando i sistemi biologici e aumentare così l’efficacia di tecnologie di membrana come l’osmosi inversa e l’elettrodialisi.

La KX Industries produce filtri con membrane nanotecnologiche antivirali e antibatteriche. I pori di questa membrana sono così minuscoli che possono filtrare anche i microbi più piccoli. L’azienda Argonide fabbrica nanofibre di alluminio la cui carica elettrica positiva attrae i germi con carica negativa. Esistono anche dei materiali fotocatalitici, che sottopongono l’acqua filtrata a raggi ultravioletti, che potrebbero distruggere solventi industriali, pesticidi e batteri.

Zvi Yaniv, presidente dell’Applied Nanotechnology, assicura che si possono creare nuovi materiali con polimeri che si auto-assemblano in membrane. La sua azienda in collaborazione con una società giapponese produce colonne nanometriche in ossido di titanio che dovrebbero servire come potenti fotocatalizzatori. Un’altra tecnologia della sua compagnia si basa su sensori costruiti con nanotubi di carbonio ricoperti da enzimi che reagiscono in presenza di fattori contaminanti.

La guerra

La maggior parte degli investimenti del governo statunitense è diretta alle forze armate. Nel 2002 l’esercito e il Massachussetts Institute of Thecnology hanno fondato l’Institute for Soldier Nanotechnologies (http:/web.it.edo/isn/). Il principale obiettivo di questo progetto è creare un’uniforme leggera, comoda e a prova di proiettile e, inoltre, in grado di moltiplicare la capacità di combattere del soldato. Attualmente il tipico soldato di fanteria porta un equipaggiamento di 100-140 libbre, con i progressi della nano-miniaturizzazione, invece, l’uniforme potrebbe combinare, in un sistema integrato, protezione antiproiettile, monitoraggio medico e comunicazione. La mantella impermeabile potrebbe essere rimpiazzata da un nano-mantello che costituirebbe tutto l’equipaggiamento impermeabile del soldato.

Altri nano-progressi attualmente in via di realizzazione sono: nano-mimetizzazione per rendere invisibili sul campo di battaglia, sensori miniaturizzati per rilevare armi chimiche o biologiche, un “esoscheletro” che darebbe capacità sovraumane al soldato, munizioni e missili fatti con nanotubi di carbonio; e molto altro.

Esplorazione spaziale

La nanotecnologia potrebbe trasformare in modo fondamentale l’esplorazione spaziale. Già si parla di usarla per produrre combustibili di propulsione, mantelli protettivi e materiali strutturali più leggeri, efficienti e potenti di qualsiasi cosa oggi conosciuta. Secondo l’utopista Eric Drexler, considerato il guru della nanotecnologia, si potrebbero fare abiti spaziali ultraleggeri e comodi di solo uno o due millimetri di spessore.

La parte esterna delle navi spaziali potrebbe essere dotata di nanosensori e di nanobots che monitorerebbero costantemente la sua integrità strutturale e, se necessario, eseguirebbero riparazioni automaticamente senza bisogno dell’intervento dell’equipaggio.

Da diversi decenni si parla di un ascensore spaziale in orbita sopra la terra che potrebbe trasportare da qualche punto dell’equatore fino allo spazio carichi di varie tonnellate, se costruito e funzionante potrebbe facilitare e accelerare la colonizzazione dello spazio in questo secolo. Nel giugno 2004 si è tenuta, a Washington DC, la terza conferenza per discutere questa proposta (www.isr.us./Spaceelevatorconference/) ed esiste un’azienda, The LiftPort Group (www.liftport.com), appositamente organizzata per realizzare le tecnologie necessarie a costruire l’ascensore. La ricerca e lo sviluppo di nanotubi super resistenti potrebbero rendere questo ascensore cosmico una realtà molto prima del previsto.

Alimentazione

"Diversi cibi e generi alimentari contenenti additivi in nanoscala, senza che sia specificato sull’etichetta, già si trovano sugli scaffali dei supermercati” lo afferma il Gruppo ETC (www.etcgroup.org), organizzazione senza fini di lucro, che analizza l’impatto delle nuove tecnologie.

La maggior parte delle più grandi aziende di alimenti e bibite del mondo – incluse Unilever, Nestlè e Kraft- stanno sviluppando tecnologie in nanoscala per delineare, produrre, impacchettare e distribuire gli alimenti e gli ingredienti nutritivi. La Kraft possiede un laboratorio di nanotecnologia per alimenti e nel 2000 ha fondato la compagnia Nanotek attraverso la quale collabora con 15 università e vari laboratori federali. Questa società è pronta a produrre alimenti personalizzati che riconoscono il profilo nutrizionale e lo stato di salute del consumatore e anche involucri e pacchetti in grado di rilevare e correggere le deficienze nutrizionali dell’individuo.

Stanno anche lavorando all’ideazione di bibite con sapore e odore rinchiusi in nanocapsule che si aprirebbero solo in risposta a uno stimolo esterno, come per esempio una specifica frequenza di microonde. Un consumatore assetato comprerebbe una lattina dal liquido incolore e insapore, sceglierebbe il colore e il sapore preferiti e li attiverebbe con microonde di frequenza specifica. Le nano-capsule contenenti altri colori e sapori rimarrebbero chiuse.

Un altro progetto è la creazione di involucri con nanosensori capaci di rilevare le trilionesime parti delle sostanze, permettendo al consumatore di sapere, per esempio, se la carne è contaminata da batteri.

Il nuovo agro-nanotecnologico

Società agrochimiche come Monsanto, Syngenta e Bayer Cropscience stanno progettando pesticidi nanoincapsulati. Queste nanocapsule si potrebbero “programmare” per aprirsi in risposta a uno stimolo esterno, per esempio il contatto con l’acqua, un aumento di temperatura, un diverso PH, il contatto con qualche sostanza o proteina particolare, l’esposizione a un campo magnetico o la ricezione di un “comando” trasmesso con ultrasuoni. Si spera che questi progressi migliorino la precisione di applicazione dei prodotti agrochimici e ne riducano l’impatto ambientale.

"Tutte le società che detengono il controllo del commercio mondiale dei transgenici stanno investendo nella nanotecnologia” ha detto nel 2004 Silvia Ribeiro, del Gruppo ETC, in un articolo pubblicato sul quotidiano messicano La Jornada. “La Monsanto ha un accordo con la società Flamel per progettare la nuova formulazione in nano-capsule del suo erbicida Roundup… Pharmacia (ora parte della Pfizer) ha i brevetti per fabbricare nanocapsule a lento rilascio usate in agenti biologici come farmaci, insetticidi, fungicidi, erbicidi e fertilizzanti. Syngenta ha brevettato la tecnologia Zeon, microcapsule di 250 nanometri che contengono pesticidi che si liberano al contatto con le foglie. Sono già in vendita con l’insetticida Karate da usare per riso, peperoni, pomodori e mais. Syngenta ha anche il brevetto di una nanocapsula che libera il suo contenuto al contatto con lo stomaco di certi insetti”.

Il Ministero dell’Agricoltura degli Stati Uniti sta progettando un “Smart Field System” con nanosensori senza fili da usare nelle tenute agricole per raccogliere dati su fattori come temperatura, umidità, acidità dei terreni, presenza di insetti o di agenti patogeni e trasmetterli all’agricoltore. Inoltre la società Intel sta elaborando sistemi di “informatica proattiva” per uso agricolo che permetterebbe ai nanosensori di anticipare le necessità dell’agricoltore e di agire per “conto proprio”.

Secondo il parere del Gruppo ETC esiste “un’ampia gamma di attività di ricerca e sviluppo che comprende: semi atomicamente modificati, nanosensori per agricoltura di precisione, piante che producono nanoparticelle metalliche, nano vaccini per pesci d’allevamento, nano codici a barre per monitorare e controllare i prodotti commestibili e molto altro”.

E I RISCHI?

Nanotossicità

Le nanoparticelle possono danneggiare la salute umana? Già nel 2001 scienziati del Centro di Nanotecnologia Biologica e Ambientale dell’Università di Rice, Stati Uniti, avvertirono che le nanoparticelle si accumulano nel fegato degli animali da laboratorio. Questo significa che queste particelle possono percorrere la catena alimentare e accumularsi così nei tessuti animali e umani. Due anni dopo, uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Nature ha dimostrato che le nanoparticelle possono essere assorbite dai lombrichi e altri organismi del suolo.

Ricerche effettuate dall’immunologa francese Silvana Fiorito dimostrano che le cellule reagiscono all’ingresso di particelle estranee se sono in scala micrometrica (un micrometro sono mille nanometri o un millesimo di millimetro), ma non reagiscono a particelle nanometriche anche se composte della stessa sostanza. “La capacità di eludere il sistema immunitario può essere auspicabile per somministrare medicine, ma, avverte il Gruppo ETC, che succede quando bussano alla porta nanoparticelle non invitate?” Saranno le nanoparticelle ‘l’incontrollabile’ del XXI secolo?

Nel 2005 sono emerse diverse informazioni preoccupanti sugli impatti delle nanoparticelle:

* Il National Institute of Occupational Safety and Health degli Stati Uniti ha dichiarato che sono stati trovati danni rilevanti nel DNA di cuore e arterie di topi esposti a nanotubi di carbonio.

* A marzo il Comitato Consultivo su Scienza e Tecnologia del Presidente Bush ha pubblicato un esteso rapporto sulla nanotecnologia che pone dei seri interrogativi. Il documento avverte che i consumatori sono già esposti alle nanoparticelle con prodotti come creme solari e lozioni per neonati, ma che non viene eseguita nessuna indagine per verificarne il grado di sicurezza e che la nanotecnologia è in pratica senza controllo e priva di qualsiasi regolamentazione.

* Uno studio della NASA ha dimostrato che iniettare nanotubi di carbonio provoca danni importanti ai polmoni dei topi. I ricercatori hanno detto che la dose iniettata era equivalente a 17 giorni di esposizione di un lavoratore in una nano fabbrica.

* Scienziati dell’Università di Rochester hanno riportato che nei conigli che hanno inalato nanosfere di carbonio si è verificato un aumento della predisposizione a sviluppare coaguli di sangue.

* Nella riunione dell’Associazione Chimica degli Stati Uniti è stata presentata una relazione che dimostra che le nanoparticelle di carbonio si dissolvono nell’acqua, contrariamente a quanto si credeva, e che anche in minime concentrazioni sono tossiche per i batteri del suolo.

Secondo il Gruppo ETC “nei prossimi anni gli scienziati creeranno nuove materie, probabilmente riorganizzeranno e combineranno elementi in un modo che oggi non riusciamo a immaginare. È impossibile calcolare le possibili implicazioni socioeconomiche e ambientali di nuove forme di materia-materiali mai viste prima sulla terra”.

"I governi e l’industria hanno permesso l’entrata incontrastata dei nano-prodotti nel mercato, senza la supervisione di autorità preposte alla regolamentazione” ha affermato Hope Shand, del gruppo ETC, in un’intervista concessa al quotidiano portoricano El Nuevo Dia. “Oltre 475 prodotti con invisibili particelle in nanoscala, non controllati e senza etichetta, sono già in commercio, ma nessun governo ha adottato una regolamentazione in merito”.

”Esistono solo pochi studi tossicologici sulle nanoparticelle artificiali, ha aggiunto Shand, ma sembra che queste siano più tossiche della versione più grande dello stesso composto a causa della loro aumentata mobilità e reattività”.

Il Foresight Institute (www.foresight.org/), che è a favore della nanotecnología, non condivide i timori del gruppo ETC e di altri settori. La sua vicepresidente Christine Peterson dichiara che le nanoparticelle non sono state ancora definite con precisione e di conseguenza è prematuro imporre regolamentazioni e protocolli di sicurezza”. “Cos’è esattamente una nanoparticella? Dipende da come lei la definisce -continua la Peterson nell’intervista- “ molti prodotti naturali, così come sostanze chimiche e additivi nei nostri alimenti, che vengono usati già da molto tempo contengono nanoparticelle”.

E’ suo parere che fino a quando le nanoparticelle non saranno definite in maniera appropriata, qualunque regolamentazione sarà inadeguata. Afferma che ci sono diverse istituzioni, americane e internazionali, che si occupano di questo problema, incluse l’American National Standards Institute, l’American Standards Organization e l’International Accreditation Forum.

Nano-invasione

Che cosa succederebbe se dei nanobot autoreplicanti si riproducessero senza controllo? In questo caso dovremmo affrontare pericoli e forme d’inquinamento ambientale impossibili da immaginare oggi. Fin dal 1991 lo scrittore Jerry Mander, il preferito dai lettori ecologisti e dagli oppositori della globalizzazione neoliberale, mise in guardia sui rischi della nanotecnologia nel suo libro “In the Absence of the Sacred”. Bill Joy, il più importante scienziato della Sun Microsystems Corporation, ha manifestato preoccupazione sui potenziali pericoli di questa tecnologia nel suo saggio dal tetro titolo “Why the Future Doesn’t Need Us”, pubblicato, nel 2000, sulla rivista scientifica Wired.

Secondo Joy “Le tecnologie del XXI secolo - genetica, nanotecnologia e robotica (GNR) - sono talmente potenti che possono provocare nuovi tipi di abusi e d’incidenti”. Nel suo saggio sostiene che non abbiamo considerato che queste tre tecnologie “rappresentano una minaccia diversa dalle precedenti tecnologie” poichè i nanobot e gli organismi transgenici possono autoriprodursi. “Una bomba può esplodere una sola volta, ma un bot può trasformarsi in molti e andare rapidamente fuori controllo”.

Mooney ipotizza che “In un mondo bionico in cui si fondono nanotecnologia e biotecnologia, vedremo biocomputer in nanoscala e biosensori capaci di monitorare tutto, dai meccanismi regolatori della crescita delle piante alle riunioni politiche… Che succede se non si possono fermare i nanobot? Quali sono le implicazioni per i piani militari e il terrorismo, specialmente il terrorismo di Stato? La possibilità che offre la nanotecnologia di fare tutto, cose fisiche, visibili e invisibili, in modo economico e inesauribile è anche la più grande minaccia che comporta”.

Nanobrevetti

Ci sono, inoltre, rischi di natura sociale e politica. La nanotecnologia è avviata sulla stessa strada della biotecnologia per quanto riguarda i brevetti delle materie della natura. Mark Lemley, dell’Università di Standford, afferma che “i brevetti getteranno un’ombra sulla nanotecnologia molto più grande di quella che hanno altre scienze al medesimo stadio di sviluppo”. Già nel 1964 Glenn Seaborg, premio Nobel per la Fisica, stabilì un precedente preoccupante brevettando due elementi della tavola periodica: l’Americio (95) e il Curio (96). La corsa ai nanobrevetti è già sfrenata: tra il 2000 e il 2003 il numero dei brevetti concessi dall’Ufficio Brevetti degli Stati Uniti è aumentato del 50% arrivando a 8.630 nel 2003.

Ribeiro (La Jornada, 30/9/05) ha raccolto i seguenti esempi di neobrevetti:

* In Cina il ricercatore Yang Mengjun, ha ottenuto 900 brevetti su erbe utilizzate nella medicina tradizionale cinese allegando formulazioni nanotecnologiche.

* Charles Liebner, dell’Università di Harvard, ha avuto un brevetto (ceduto in esclusiva alla Nanosys Inc.) per delle nanobarre di ossidi composti da metalli. Il brevetto riguarda, oltre gli ossidi di un solo metallo, altri 33 elementi della tavola periodica (approssimativamente un terzo del totale) vale a dire 11 dei 18 gruppi degli elementi esistenti. Queste barre vengono usate in molte industrie, compresa quella biomedica, e questo brevetto è stato classificato, da vari avvocati che si occupano di brevetti, tra i 10 che condizioneranno in modo decisivo lo sviluppo dell’industria nanotecnologica.

*L’università del Kansas ha ottenuto il brevetto per altri procedimenti nanotecnologici con cui si è aggiudicata l’esclusiva del loro uso nell’industria farmaceutica, alimentare, chimica, elettronica, di catalizzatori, polimeri, pesticidi, esplosivi e rivestimenti.

"Non si era mai visto prima un uso così esteso di uno strumento di monopolio come nel caso dei brevetti nanotecnologici” commenta Ribeiro. “Chi crede che la nanotecnologia possa essere usata per scopi utili come ipotetici risparmi di energia e di risorse o nel campo medico o che, illusione ancora più grande, “aiuterà i poveri”, dovrebbe ripensarci di fronte a questo panorama. Basta vedere come si comportano le multinazionali farmaceutiche nei confronti delle necessità della salute pubblica, specialmente nel terzo mondo, controllando brevetti che non coprono neppure una nanofrazione della loro portata”.

Guardare avanti

Nessuna campagna di protesta fermerà la nanotecnologia, è troppo tardi ormai. Verrà usata, bene o male, e rivoluzionerà tutti gli aspetti dell’economia mondiale e della vita umana, che ci piaccia o no.

Cosa possono fare, allora, quelle persone consapevoli che si preoccupano degli impatti negativi che può avere questa tecnologia sulla salute umana e sull’ambiente? "La società civile e i movimenti sociali devono richiedere un ampio chiarimento sulla nanotecnologia e le sue molteplici implicazioni economiche, ambientali e di salute” consiglia Shand. “I governi e l’industria non dovrebbero commettere l’errore di confinare le discussioni alle riunioni di ‘esperti’ o limitarle strettamente agli aspetti della nanotecnologia riguardanti salute e sicurezza, devono essere presi in considerazione anche gli aspetti sociali ed economici”.

La storia, però, non finisce qui perché è sempre più vicina la convergenza delle tecnologie. I governi e le società che stanno sviluppando tecnologie di punta si apprestano a unire la nanotecnologia con la biotecnologia, l’intelligenza artificiale con la robotica e a portarci verso un futuro cibernetico che oggi non possiamo neanche immaginare. Ma questo sarebbe argomento per un altro articolo.

Carmelo Ruiz Marrero, direttore del Progetto di Biosicurezza del Portorico (http://bioseguridad.blogspot.com/), è l’autore del libro"Balada transgénica: biotecnología, globalización y el choque de paradigmas"( “ballata transgenica: biotecnologia, globalizzazione e lo scontro dei paradigmi”) e anche il creatore della pagina Web “Haciendo punto en otro blog” (http://carmeloruiz.blogspot.com/).

Carmelo Ruiz Marrero
Fonte: http://www.rebelion.org
Link: http://www.rebelion.org/noticia.php?id=34009
04.07.2006

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di EV