Il delirio del prof. Veronesi

Fonte: http://www.ecplanet.com

di: Alessio Mannucci

In occasione della consegna di una laurea honoris causa in Scienze e Tecnologie Agrarie dall'Ateneo Federico II di Napoli, il professor Umberto Veronesi si è lanciato in un'entusiastica apologia del “sublime neo-tecnologico”, in particolare dell'ingegneria genetica: “Oggi sappiamo che gli OGM miglioreranno l'umanita”, ha dichiarato.

“Se tutti abbiamo la stessa conformazione perché non usare questa conformazione per trasferire un gene da un organismo a un altro ?”. Veronesi ha ammesso che la gente comune possa avere dubbi in proposito, ma poi ha spiegato: “Questo crea delle perplessità perché possiamo interferire direttamente sulla natura. Possiamo creare specie nuove addirittura. Se togliessimo da un embrione umano il gene P66, in una operazione che richiede pochissimo tempo, potremmo creare un bambino che vivrà 120 anni, e così suo figlio. Si tratta di una nuova linea umana”.

Veronesi ha concluso dicendo che i limiti della scienza devono essere imposti dalla ragione, non dalla paura. Probabilmente, il prof. Veronesi non ha mai letto Kant, né tantomeno conosce “la dialettica dell'illuminismo”. Altrimenti saprebbe che non può esserci ragione senza criticismo e senza etica, saprebbe come la pretesa di razionalismo si trasformi spesso nel suo opposto, ovvero in follia.

Il proclama del prof. Veronesi assomiglia infatti molto più ad un delirio di onnipotenza che non al discorso di uno scienziato assennato. Assomiglia più ad una propaganda biopolitica irresponsabile (al soldo di Big Pharma, ndr), perché crea dei falsi miti e delle false speranze, mentre il mondo và in pezzi. Mentre avanzano vecchie e nuove malattie, mentre avanzano la malasanità, il malambiente, la malavita, la malasorte, il male di vivere, mentre avanza la nuova scienza post-umana che vuole prendersi il posto di Dio.