Benzina sul fuoco

Fonte: http://www.peacereporter.net

Israele arma le milizie di Abu Mazen mentre Hezbollah paga i lanci di razzi Qassam

Duemila fucili d’assalto ak47 e oltre due milioni di proiettili sono entrati ieri nella striscia di Gaza. Secondo le fonti israeliane e l’agenzia Reuters il trasferimento del carico di armi, destinate a rinforzare le milizie del presidente Abu Mazen, è stato autorizzato dal governo israeliano in seguito all’incontro, avvenuto sabato scorso, tra il premier israeliano Olmert e il presidente palestinese.
IlPremier palestinese HaniyehReazioni. Allo scetticismo dei media israeliani, che temono che quelle armi vengano utilizzate contro le forze armate o i civili di Israele, si accompagnano le smentite degli ambienti vicini a Fatah, preoccupati che la rivelazione dell’ennesimo intervento esterno nella crisi possa accrescere il livello dello scontro con Hamas. “Le notizie secondo cui le forze presidenziali hanno ricevuto delle armi sono totalmente infondate” dichiara Nabil Abu Rdainah, portavoce di Abu Mazen, mentre Fawzi Barthoum, il portavoce di Hamas, invita a “respingere qualunque intervento, israeliano o americano, a sostegno di una delle parti”. “Queste armi servono ad Abu Mazen per permettere al presidente Mazen di confrontarsi con Hamas” ha ammesso il ministro israeliano per le Infrastrutture Ben Eliezer, difendendo la scelta del governo. Secondo il generale israeliano Tzoref la fornitura di armi serve solo per colmare lo svantaggio militare della guardia presidenziale rispetto alle milizie di Hamas, ma la vera sfida per Fatah è quella di riconquistare la fiducia dei palestinesi riformando quella che viene comunemente definita “la vecchia guardia” del partito. “Fatah ha iniziato un processo di rinnovamento interno che rafforzerà il partito e gli permetterà di competere con la popolarità di Hamas” ha dichiarato il generale.
Miliziani della guardia presidenziale palestineseFinanziare Abu Mazen. Il carico di armi e munizioni è entrato nella striscia di Gaza passando dal valico di Kerem Shalom, al confine con l’Egitto e con Israele, mentre la striscia di Gaza è ancora strozzata dall’embargo economico imposto al governo Hamas dalle potenze occidentali. Il premier israeliano Olmert, pressato da Stati Uniti e Unione Europea perché prenda provvedimenti a favore di Abu Mazen, ha promesso di dare cento milioni di dollari al presidente palestinese. Questi fondi, parte delle tasse trattenute da Israele sulle esportazioni palestinesi, verranno versati senza passare per le casse del governo Hamas. Altri cento milioni sono stati promessi dall’amministrazione Bush per rinforzare la guardia presidenziale e il suo controllo sui confini.
Resti di un razzo QassamRazzi Qassam. Tra le preoccupazioni espresse da Olmert durante il colloquio di sabato con Abu Mazen, un posto di rilievo è stato dato alla questione dei razzi sparati da alcune milizie palestinesi contro la città di Sderot, nel Negev israeliano. Il governo israeliano smentisce che Hamas sia coinvolta nel lancio dei razzi, ma accusa il partito islamico di non fare nulla per impedire quegli attacchi e spera che un maggiore aiuto possa arrivare dalle forze vicine al presidente Mazen. Ieri, al termine di una riunione tra il premier e il ministro della difesa Peretz, il comando dell’esercito israeliano è stato nuovamente autorizzato a colpire i miliziani intenti a sparare razzi Qassam, mentre permane la sospensione degli attacchi contro le sospette fabbriche di razzi all’interno di aree abitate da civili. Secondo l’esercito israeliano i razzi caduti su Israele durante il mese di cessate il fuoco sono stati 64, circa un quarto di quanti caduti nei mesi precedenti. Un recente rapporto del servizio di intelligence interna israeliano, riportato oggi dal quotidiano Jerusalem Post, rimarca le accuse di ingerenze straniere nella crisi in corso a Gaza: nel documento si sostiene che gli autori dei lanci di razzi sono miliziani della Jihad Islamica e altre milizie minori, che sarebbero attivamente finanziate da Hezbollah e dall’Iran. Secondo lo Shin Beth, il servizio segreto interno israeliano, ogni attacco viene retribuito con migliaia di dollari, un cifra che varia a seconda del numero delle persone rimaste uccise o ferite.

Naoki Tomasini