Big Brother UK

Fonte: http://www.ecplanet.com/

Secondo Richard Thomas, il corrispettivo inglese del nostro garante della privacy, il Regno Unito è prossimo alla realizzazione del Grander Fratello di orwelliana memoria. Thomas ha denunciato alla BBC come gli inglesi già vivano in una società che li accerchia, in cui stato e grandi aziende sanno tutto di tutti. Il rischio, concreto, secondo Thomas, è che l'ossessione della sorveglianza snaturi la vita della società democratica.

Anche i rappresentanti del Department for Constitutional Affairs (DCA), in linea con il garante, lamentano la necessità di bilanciare le possibilità offerte dalla tecnologia con i diritti dei cittadini. Le preoccupazioni emergono da un rapporto di Surveillance Studies Network, presentato alla ventottesima edizione della International Data Protection and Privacy Commissioners Conference, ospitata dall'istituzione garante, in cui si dichiara che i cittadini del Regno Unito, tra quelli dell'occidente industrializzato, sono i più spiati. Per il numero e la varietà dei mezzi di sorveglianza, e per l'inefficienza delle leggi che dovrebbero tutelare la privacy.

Il rapporto si spinge fino al 2016, anno in cui l'individualità sarà completamente appiattita dai sistemi di sorveglianza: secondo il rapporto, si arriverà al punto in cui se un bambino rifiuterà la minestra della mensa scolastica una smart card avviserà la salutista genitrice. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, invece, sarà molto più facile per stato e aziende, selezionare i candidati sulla base dei “dati-immagine” di ogni aspirante lavoratore.

Al momento, nel Regno Unito, sono stati spesi dallo stato 500 milioni di sterline in telecamere a circuito chiuso: ci sono oltre quattro milioni di videocamere, una ogni quattordici persone, che catturano, trecento volte al giorno, i frammenti della quotidianità di un cittadino medio. Ci sono telecamere in grado di riconoscere, senza l'intervento umano, i comportamenti violenti, un sistema di identificazione biometrica che stila liste nere di alcolisti molesti, tag RFID appiccicati sui prodotti e fidelity card più impiccione che mai.

Sguardi indiscreti scrutano i cittadini dai cieli e dai letti di ospedale; ci sono sistemi che monitorano le targhe degli automobilisti e le confrontano con i database a disposizione della polizia; ci sono spy camera che consentono la delazione dei cosiddetti comportamenti antisociali, e sistemi di megafoni che permettono di esporre i cittadini al pubblico ludibrio.

E ancora: sistemi di riconoscimento facciale che identificano i cittadini; monitoraggio delle attività online dei dipendenti aziendali; una banca dati del DNA che scheda il 6% della popolazione del Regno Unito.

Non stupisce allora che, secondo la classifica stilata da Privacy International, nella mappa mondiale dei paesi sorvegliati, il Regno Unito risulti affetto da “sorveglianza endemica”, al pari di Russia, Cina, Malaysia e Singapore.

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