Pioggia rossa in India: una connessione con le scie chimiche?

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/

Molti quotidiani, nello scorso mese di settembre, hanno riportato la notizia di una misteriosa pioggia rossa caduta in India, nel mese di agosto 2006 ed anche nel 2001. Godfrey Louis, fisico della Mahatma Gandhi University, si accorse che il fenomeno aveva qualcosa di inusuale. Non era, infatti, come tutte le altre piogge mescolate a sabbia. Così raccolse alcuni campioni del materiale caduto ed avviò una ricerca, i cui risultati, anche se parziali, sono stati pubblicati sulla rivista Astrophysics and space science. Negli ultimi mesi, le ricerche sono state condotte anche dalla Corbell University (Stati Uniti) e dalla Sheffield University (Gran Bretagna).

Il mistero risiede nei globuli rossastri che compongono la pioggia. Essi hanno un diametro di circa 10 micron: sono quindi poco più grandi di un globulo rosso che misura 7 micron. Louis sostiene di aver osservato quindici piccole cellule fuoriuscire da una cellula madre, nell’ambito di un processo di moltiplicazione. Tale fenomeno avviene negli organismi terrestri in presenza di DNA, mentre i globuli studiati dallo scienziato indiano ne sembrano privi. Spiega Chandra Wickramasinghe, della Cardiff University, che sta esaminando il materiale di Kerala: "Non abbiamo mai visto nulla del genere prima d'ora. Questi globuli sono composti da idrogeno, silicio, ossigeno, carbonio e alluminio. Possiedono pareti molto spesse così che è difficile estrarre il materiale che si trova all'interno. Le analisi che abbiamo eseguito con il Dapi (la sostanza usata dai biologi per rilevare la presenza di DNA all'interno delle cellule) ha dato risultati contrastanti".

Nonostante le ricerche fin qui compiute, non si riesce a capire che cosa produca il colore rosso nei globuli. I ricercatori vorrebbero rompere le pareti delle cellule per studiare ciò che si trova all'interno, ma l'operazione risulta molto ardua, poiché le pareti sono assai spesse e risulta difficile eseguire l’intervento senza disperdere il contenuto.

Il ricercatore indiano congettura che la pioggia rossa sia composta da organismi di origine extraterrestre giunti fin sul nostro pianeta. Spiega Louis: "La caduta di materiale extraterrestre sulla Terra può essere spiegata, se si ipotizza all'origine della pioggia una piccola cometa che si è scontrata con il nostro pianeta. I frammenti del corpo celeste possono essere precipitati nell'atmosfera terrestre proprio sopra Kerala".

La ripetizione del fenomeno è spiegabile con l'ipotesi extraterrestre? "Sì -sostiene Louis- perché è possibile che, dopo cinque anni, la Terra sia entrata nell'orbita percorsa dalla cometa in una rotta che incrocia l’atmosfera terrestre. Ma possibile che la pioggia cada solo su Kerala? "Sono abbastanza sicuro che essa è caduta anche da altre parti, ma nessuno ci ha fatto caso", conclude il ricercatore.

Secondo David Lloyd, direttore della Cardiff University, i "globuli rossi" potrebbero essere una forma di vita ancora in parte sconosciuta, ma del tutto terrestre che si è sviluppata nelle nubi sopra Kerala. Ma possibile che sia caduta solo nel 2001 e nel 2006? "A questo non so rispondere", replica Lloyd. Conclude Louis: "Il primo ad essere scettico sulla matrice extraterrestre delle piogge rosse sono io, tuttavia al momento rimane la spiegazione più semplice e corroborata da un insieme di indizi. Sarò il primo a ritrattarla, tuttavia, se qualcuno dimostrerà che quelle particelle hanno un'altra origine".

Pur senza scartare l’ipotesi esogena della pioggia rossa, credo che si dovrebbe prendere in considerazione la possibilità che i "globuli" siano stati diffusi non da una cometa, ma dagli ormai consueti e famigerati aerei chimici: infatti, come dimostrato dal rapporto ufficiale rilasciato dal senatore statunitense Tom Harkin nel maggio del 2006, le scie chimiche contengono, oltre a vari metalli, anche elementi biologici quali batteri, muffe e funghi.

La giornalista Amy Worthington ricorda che le scie includono componenti biologiche: da alcuni studi emerge che sono diffusi, attraverso appositi sistemi, virus, batteri, cellule sanguigne essiccate e marcatori biologici, come si evince altresì da analisi su uomini, animali e piante.

Non è poi così peregrina la supposizione secondo la quale la pioggia di Kerala potrebbe essere la conseguenza di un’attività legata alle chemtrails, nell’ambito di un progetto che prevede l’individuazione di un’area su cui sperimentare la diffusione di microorganismi. D’altronde è noto che molti laboratori militari non hanno esitato a mettere a punto parassiti endocellulari o ad intervenire su microorganismi con modificazioni genetiche, per diffondere varie malattie come, ad esempio, l’AIDS.


Fonti:

L. Bignami, Il mistero di quella pioggia rossa. Se arrivasse da monti lontani?, 2006
A. Feltri, Virus, 2006
H. Heath, Scie chimiche: un rapporto ufficiale ammette l’irrorazione, 2006
A. Worthington, Scie chimiche: irrorazione ed armi elettromagnetiche nell’era del conflitto nucleare, 2004. E’ imminente la pubblicazione in italiano di questo fondamentale articolo.

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