L'agopuntura funziona

Fonte: http://www.news.unina.it/

Un duro colpo allo scetticismo della medicina occidentale viene dai ricercatori dell' Istituto di bioimmagini e fisiologia molecolare (Ibfm) del Cnr di Milano che – insieme ai colleghi dell’Università e dell’Istituto San Raffaele di Milano, coordinati dal Prof. Ferruccio Fazio direttore dell’Istituto Cnr – hanno dimostrato in maniera scientifica l’efficacia delle cure non convenzionali, almeno nella terapia del dolore.

In particolare, la ricerca si riferisce allo “Zhen fa”, il termine cinese che sta per agopuntura, la branca della medicina tradizionale cinese che, nonostante abbia alle sue spalle 5.000 anni di storia, per l’Occidente è ancora una scienza quasi sconosciuta e avvolta dal mistero.

Con l’uso della tomografia a emissione di positroni (Pet), tecnica che permette di rilevare gli stati funzionali del cervello di soggetti umani, per la prima volta è stato possibile descrivere gli effetti cerebrali dell’agopuntura usata a scopo analgesico, fare un’ipotesi teorica sul suo funzionamento, e chiarire finalmente che la terapia si basa su effetti biologici e non sulla suggestione (effetto placebo).

Alcuni volontari sono stati sottoposti a una seduta di agopuntura reale e a una finta. Nella prima gli aghi sono stati posti nei punti ‘canonici’ della medicina cinese; nella seconda, in altri punti lontani dalla ‘mappa tradizionale’. La Pet ha dimostrato che nel primo caso venivano attivate le aree cerebrali del dolore, mentre l’agopuntura placebo non le coinvolgeva in nessun modo. “L’azione analgesica dell’agopuntura sarebbe dovuta a una complessa azione sui circuiti nervosi, che verrebbero ‘ingannati’ da un rilascio di enzimi o di mediatori chimici, forse da sostanze simili alla morfina”, spiega Gabriele Biella, neurofisiologo dell’Ibfm-Cnr.

La medicina occidentale ha da sempre preso le distanze dai metodi terapeutici della tradizione cinese, ma di recente il National institutes of health (Nih) statunitense ha conferito loro una sorta di riconoscimento ufficiale. Da allora anche il nostro Servizio sanitario nazionale consente di ricorrere alle cure della medicina non convenzionale, anche se non ancora convenzionata. A differenza di altri stati europei, in Italia l’agopuntura è considerata ‘atto medico a tutti gli effetti’ e deve essere quindi praticata solo da medici specializzati in questo settore.

I dati ufficiali dimostrano che almeno due milioni di italiani apprezzano l’agopuntura (il 22% della popolazione secondo dati Istat), che sono alcune migliaia gli operatori medici e non e oltre 50 le strutture pubbliche che forniscono tali prestazioni. “In alcune Asl è anche prevista la terapia con un pagamento minimo per gli ultra sessantacinquenni, e in alcuni ospedali di Roma, Firenze, Milano, Bologna e L’Aquila la terapia con gli aghi viene impiegata come analgesico per i dolori post operatori o come coadiuvante per sedare gli effetti negativi della chemioterapia”, spiega il dottor Renzo Frangipane dell’Associazione nazionale italiana agopuntura e moxibustione di Bologna. (e.f.)

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