Il velo

Stavo aspettando con ansia una nuova polemica sul velo e sull'islam in generale, è neanche a farlo di proposito è arrivata fresca fresca. Stavolta i protagonisti della soap opera sono stati l'onorevole Santanchè e l'Imam di Segrate. Questa volta la questione riguardava il velo che copre il volto delle donne musulmane. Non voglio parlare del velo sotto il punto di vista tecnico, ovvero se il corano ne riporti l'utilizzo obbligatorio, oppure se è una pratica che per tradizione e cultura va avanti da anni nell'islam. Quello che mi interessa è sottolineare ancora una volta i modi e i tempi della polemica.

Mentre l'onorevole Santanchè, gode dei benefici parlamentari, alcune navi da guerra americane stanno posizionandosi da un po' di giorni lungo le coste iraniane pronte per un eventuale attacco all'Iran oppure solamente perchè di tanto in tanto amano scorrazzare placide nei caldi mari mediorientali.

Mentre l'onorevole e i suoi amici di partito si indignano ed esprimono messaggi di solidarietà, le persone cominciano ad odiare i poveri musulmani, un giorno per l'atomica, un giorno per il velo, un giorno perchè puzzano, un giorno perchè lasciano casa, patria, figli, moglie e bambini per arrivare a Lampedusa e sperare in un futuro migliore, un giorno perchè sono troppi, un giorno perchè fanno il ramadan, un giorno perchè vogliono pregare ad orari differenti dai nostri.

Mentre l'onorevole Santanchè deve assistere ad un difficilissimo dibattito televisivo i bambini libanesi esplodono continuamente sopra le bombe a frammentazione lasciate dai nostri cari e fedeli amici e alleati israeliani in Libano.

Mentre la Santanchè spera di difendere le donne musulmane, prendendo posizione sull'utilizzo del velo, il presidente Bush firma una legge che autorizza la tortura come metodo d’interrogatorio contro ogni diritto e convenzione internazionale sul trattamento dei prigionieri e i sospettati di reato (innocenti fino a prova contraria, o forse no???).

Mentre tutto questo accade noi guardiamo le pagliuzze negli occhi dei diversi, ci dimentichiamo che le persone che emigrano lo fanno perchè non hanno altra scelta e non perchè vogliono solamente farsi una vacanza pagata in Italia. Ci dimentichiamo le valigie di cartone con le quali i nostri nonni sono andati in America o in Germania a cercare fortuna ed hanno trovato spesso odio, razzismo e sfruttamento. Ci dimentichiamo che un uomo è un uomo anche se parla in modo diverso, prega in modo diverso e si comporta in modo diverso. Ci dimentichiamo che la pace si costruisce con la tolleranza e l'amore, ci dimentichiamo che chi soffre è stato meno fortunato di noi. Ci reputiamo più evoluti e più intelligenti, ma siamo solamente dei poveri mezzi uomini che giudicano senza sapere. Riteniamo superiore il nostro Dio e ci permettiamo di insultare le altre professioni di fede.

Il vero velo lo indossiamo noi, ci sta soffocando e accecando dietro una maschera di odio.

Perché guardi la pagliuzza che è nell'occhio del tuo fratello, e non t'accorgi della trave che è nel tuo? Vangelo di Luca 6,41