Il Subcomandante Marcos negli Stati Uniti clandestinamente

Fonte: http://verosudamerica.blogspot.com/

Il leader delle EZLN si introduce clandestinamente negli Usa. Anche il subcomandante protesta contro il muro di frontiera.

Voleva essere una provocazione e lo è stata a tutti gli effetti. La “otra campaña” prosegue la sua marcia negli stati più settentrionali messicani. Incrociando con la sua carovana il confine tra Messico e Stati Uniti, Marcos sfida il cartello “Prohibido cruzar la línea” (è proibito superare la linea) e si introduce, anche se solo per pochi minuti, in territorio statunitense. Anche le EZLN si schierano chiaramente contro il muro di frontiera, l’ultima novità che il governo Bush ha deciso di adottare per risolvere i problemi dell’immigrazione clandestina proveniente dal Messico.

Nelle riunioni tenutesi nella bassa california, il leader zapatista inoltre si è espresso sui fatti di Oaxaca: “La città di Oaxaca sta dando un esempio non solo storico ma anche organizzativo al resto del Messico. E Oaxaca potrà contare su un movimento che gli darà il suo appoggio incondizionato senza chiedere in cambio appoggio politico, la “otra campaña” – sono state le parole di Marcos, che poi ha aggiunto: “Si tocan a la APPO (assemblea popolare di Oaxaca), tocan al EZLN”.

Da sottolineare poi anche le parole sul nuovo governo messicano: “Non tenteremo di rovesciare il governo Calderon, lo rovesceremo sicuramente. E non solo perché la otra campaña si è proposto la liberazione dai politici, ma perché chiaramente questo governo non ha e non può avere nessuna legittimità; nessuno in tutto il Messico crede che il Pan (partito di azione popolare) abbia vinto le elezioni. Per raggiungere quest’obiettivo sappiamo che avremo tantissimo appoggio da parte del popolo messicano”.

Così anche Marcos e le EZLN si schierano contro “el fraude” e dalla parte del popolo messicano, un popolo derubato per l’ennesima volta della democrazia e sempre più stufo di non contare nulla. Lo dimostra Oaxaca, lo dimostra la APPO (assemblea popolare di Oaxaca) e lo dimostra da ormai molti anni lo stesso subcomandante Marcos.

Queste ultime elezioni truccate infatti sembrano aver avuto un effetto diverso rispetto al passato: hanno risvegliato lo spirito di autodeterminazione del popolo messicano.

Speriamo di non dover più sentir dire che i brogli elettorali in Messico siano una tradizione antica come quella di bere tequila…