Scie chimiche e meteorologia

Fonte: http://sciechimiche-zret.blogspot.com/


Si sa che il clima è un fenomeno molto complesso, perché risente dell’influsso di molteplici fattori: la temperatura, l’umidità, la circolazione atmosferica (venti, correnti a getto, moti di convezione), la pressione, la disposizione delle catene montuose, l’altitudine, la latitudine, le correnti marine calde e fredde… Ne consegue che l’indagine sui fenomeni meteorologici a fini predittivi è ardua, dipendendo da un numero considerevole di variabili e dalle relazioni che tra esse intercorrono. Eppure i satelliti, accurati sistemi statistici e le stazioni di rilevamento sempre più sofisticate avevano, negli anni passati, consentito di diramare bollettini meteo piuttosto attendibili e precisi.

Non di meno, da un po’ di tempo a questa parte, qualcosa non quadra: le previsioni meteorologiche, anche quelle a breve termine, risultano quasi sempre approssimative, ma qualche volta totalmente errate. Com’è possibile ciò, nonostante i progressi compiuti dalla meteorologia, grazie ad un affinamento dei metodi di ricerca ed all’ausilio di avveniristiche tecnologie? Ho notato che i bollettini anticipano spesso cielo sereno, semmai con qualche sporadico annuvolamento, ma la giornata si rivela coperta da un’uniforme patina lattiginosa che filtra la luce solare. Non di rado, poi, vengono preannunciate precipitazioni: nonostante ciò, non cade neanche una goccia d’acqua. A volte improvvise e violente grandinate o forti temporali, di pochi minuti, si scatenano, senza che ne sia stato dato il benché minimo preavviso.

È indubbio che le previsioni non considerano un fattore rilevante: l’attività connessa allo spargimento nell’atmosfera di sostanze chimiche, attraverso l’infame operazione “scie velenose”. I meteorologi, che sono stati tenuti all’oscuro delle scie chimiche, sono spiazzati, non riescono a capire da che cosa possano derivare i loro grossolani errori. Temono che il C.I.C.A.P., sempre zelante nella messa alla berlina di cartomanti, astrologi, maghi, sensitivi, li sbeffeggi accusandoli di ciarlataneria.

Gli “esperti”, invece, che sono a conoscenza del problema, per tentare di giustificare varie anomalie, ricorrono ad espressioni improbabili come velature in quota (quale quota?), formazioni di nuvole sottili, scie aeree. Addirittura è stata coniata la locuzione Cirrus aviaticus, ossia cirro generato dalla scia (venefica) di un aviogetto. In realtà, questi ignorantoni bugiardi non sanno che aviaticus, in latino, significa “della nonna”… (Se solo la nonna avesse intuito quanto degeneri sarebbero stati i suoi nipoti li avrebbe bastonati a dovere). Tradotti, questi sintagmi indicano scie mortali persistenti e coltri chimiche che offuscano il cielo. Per edulcorare e censurare, i vari Giuliacci, invece di mostrare le immagini satellitari, come avveniva fino a qualche anno fa, immagini in cui si vedevano i fronti delle perturbazioni in animazione grafica, le aree di bassa e di alta pressione etc., esibiscono ridicoli "cartoni" con nuvolette a guisa di batuffoli di ovatta, soli con faccine sorridenti e paccottiglia simile, adatta comunque ad un pubblico composto per lo più di sottosviluppati.

Interpellati da cittadini impensieriti e sorpresi per via di fenomeni atmosferici eccezionali e strani (arcobaleni chimici, cieli perennemente velati, siccità inconsuete…), i mentorologi nicchiano ed arrabattano qualche risposta raffazzonata, adducendo come causa di tutto il solito fantomatico “effetto serra”.

Bacchetta non facit meteorologum.